Identificazione

Il contenuto del sito www.kuraraynoritake.eu/it è riservato agli operatori sanitari e riporta informazioni sui prodotti che possono creare situazioni di pericolo per la salute e la sicurezza del paziente se non correttamente lette, comprese ed applicate da un professionista.

In ottemperanza con quanto previsto dalla normativa vigente, dichiaro quindi, sotto la mia responsabilità, di essere un professionista del settore odontoiatrico e/o odontotecnico e di essere pertanto autorizzato a prendere visione del contenuto presente in questo sito internet

Faccette in composito: modifiche eseguite con facilità

Caso clinico del Dr. Onur Alp Yünük

 

Bei denti, un sorriso luminoso e impeccabile: soddisfare le aspettative estetiche dei pazienti che richiedono un trattamento con faccette può rappresentare una sfida. Mentre alcuni pazienti hanno idee molto precise sul risultato desiderato, altri faticano a esprimere le proprie aspettative. In questi casi è importante scegliere un approccio terapeutico che consenta eventuali modifiche, ad esempio attraverso una fase di pianificazione estesa con Digital Smile Design oppure mediante restauri diretti in composito facilmente modificabili intraoralmente.

 

È stato scelto quest’ultimo approccio per una giovane paziente che si è rivolta alla nostra clinica insoddisfatta delle faccette in composito applicate sugli incisivi superiori (Figg. da 1 a 4). Durante l’esame intraorale è emerso che i restauri esistenti sugli incisivi e canini mascellari presentavano superfici irregolari e ruvide, discromie marginali e una compromessa integrità strutturale del materiale composito. Sulla base di queste evidenze è stato pianificato il rifacimento dei restauri nei denti anteriori superiori (da #13 a #23 secondo la nomenclatura FDI), con l’obiettivo di ripristinare estetica e funzionalità mediante nuovi restauri diretti in composito. La paziente ha espresso il desiderio di ottenere denti più caratterizzati e individuali, oltre a un sorriso più luminoso rispetto a quello precedente.

 

Fig. 1. Faccette in composito sugli incisivi mascellari con problematiche estetiche e funzionali.

 

Fig. 2. Vista occlusale dei denti anteriori superiori con difetti evidenti nelle faccette in composito.

 

Fig. 3. Vista laterale destra che evidenzia irregolarità superficiali.

 

Fig. 4. Vista laterale sinistra che mostra un’ampia area distaccata e scheggiata.

 

SOSTITUZIONE DELLE FACCETTE IN COMPOSITO

Per riprodurre le caratteristiche di traslucenza dei denti naturali della paziente e soddisfare le sue richieste estetiche, è stato pianificato l’utilizzo di un sistema di stratificazione policromatica con tecnica a doppio strato. Questo approccio consente di ottenere un naturale gioco di traslucenze nel settore anteriore.

 

Durante la fase di selezione del colore è stata utilizzata la Bilaminar Shade Assessment Technique (BSAT), basata sulla combinazione cromatica tra compositi dentinali e smalto. In questa tecnica, il colore dello smalto prescelto viene stratificato sopra la cromia dentinale desiderata per valutare il risultato finale generato dalla combinazione dei due strati. I materiali sono stati polimerizzati sulla superficie dentale senza l’utilizzo di adesivi; in questo modo è stato possibile valutare fin dall’inizio del trattamento l’armonia con la struttura dentale naturale del risultato cromatico complessivo ottenuto mediante la stratificazione, anziché delle singole tonalità dei materiali impiegati. Sono state inoltre realizzate fotografie mediante una fotocamera dotata di filtro polarizzatore incrociato (Fig. 5). Successivamente sono stati rimossi sia il retainer fisso sia le faccette in composito esistenti. Per preservare la maggiore quantità possibile di tessuto dentale sano, la procedura è stata eseguita sotto ingrandimento e illuminazione a luce blu. Gli strumenti utilizzati comprendevano frese diamantate ad anello rosso e giallo e frese in carburo di tungsteno. La Figura 6 mostra il risultato della procedura.

 

Fig. 5. Determinazione del colore mediante fotografia con filtro polarizzatore incrociato, che elimina i riflessi.

 

Fig. 6. Situazione clinica dopo la rimozione delle faccette in composito compromesse.

 

I denti sono stati isolati mediante diga in gomma fissata con filo interdentale in area cervicale. Successivamente è iniziata la fase restaurativa. Dopo la mordenzatura dello smalto e l’applicazione dell’adesivo automordenzante (CLEARFIL™ SE Bond 2, Kuraray Noritake Dental Inc.), è stato utilizzato CLEARFIL MAJESTY™ ES-2 Premium (Kuraray Noritake Dental Inc.). Il nucleo dentinale, caratterizzato da mammelloni pronunciati, è stato modellato con la tonalità A1D. I margini incisali e i mammelloni sono stati caratterizzati mediante piccoli tocchi di tinta bianca. Per creare un effetto opalescente è stato applicato uno strato sottile della tonalità traslucente Blue, mentre le porzioni di smalto sono state ricostruite con la tonalità WE. Poiché il retainer era stato rimosso, al termine della seduta è stato realizzato e consegnato alla paziente un allineatore trasparente da utilizzare fino all’appuntamento successivo.

 

Fig. 7. Isolamento con diga in gomma per il restauro degli incisivi laterali e dei canini.

 

Fig. 8. Applicazione dello strato vestibolare di smalto sui denti.

 

Fig. 9. Forma e tonalità dei restauri realizzate in base alle aspettative della paziente.

 

Dopo la rifinitura e la lucidatura con Twist DIA per composito, è stata programmata una visita di controllo per la rivalutazione della paziente e gli eventuali ritocchi finali.

 

Durante il controllo, la paziente ha richiesto una lieve riduzione della traslucenza incisale e della luminosità degli incisivi superiori, oltre a una modifica della forma dei denti restaurati. In particolare desiderava incisivi centrali superiori più lunghi, con angoli di transizione più morbidi e un profilo incisale più armonioso. È stata nuovamente applicata la diga in gomma. Successivamente, le superfici vestibolari dei restauri in composito sugli incisivi mascellari sono state leggermente ridotte utilizzando frese diamantate ad anello rosso e giallo. Per irruvidire la superficie e ottimizzarne la morfologia al fine di ottenere un’interconnessione micromeccanica ottimale, la superficie del composito è stata sabbiata con particelle di ossido di alluminio da 50 μm. Successivamente sono stati applicati in sequenza acido fosforico, silano e CLEARFIL™ SE Bond 2 secondo il protocollo adesivo. I restauri sono stati quindi modificati mediante allungamento degli elementi, correzione cromatica con le tonalità A1D e A1E di CLEARFIL MAJESTY™ ES-2 Premium e perfezionamento dei contorni anatomici (Figg. 10 e 11).

 

Fig. 10. Modifica dei restauri degli incisivi centrali.

 

Fig. 11. Sorriso modificato con forme e contorni dentali più regolari, nonché con una tonalità dentale più naturale.

 

Durante questa seduta finale, la paziente ha espresso grande soddisfazione per il nuovo sorriso. Le superfici dei restauri sono state nuovamente lucidate, è stato applicato un nuovo retainer e sono state realizzate le fotografie finali (Figg. da 12 a 16).

 

Fig. 12. Risultato finale del trattamento – vista frontale.

 

Fig. 13. Risultato finale del trattamento – vista occlusale.

 

Fig. 14. Risultato finale del trattamento – vista laterale.

 

Fig. 15. Risultato finale del trattamento – sorriso della paziente.

 

Fig. 16. Vista dettagliata della struttura cromatica interna, resa visibile con l’ausilio di un filtro polarizzatore.

 

CONCLUSIONI

Non sempre un dialogo approfondito con il paziente e un’attenta comprensione delle sue aspettative evitano la necessità di modifiche successive. Spesso il paziente ha bisogno di vedere concretamente il risultato prima di definire con precisione le proprie preferenze estetiche. Fortunatamente, la scelta di materiali e tecniche appropriati consente agli odontoiatri di realizzare nuovi sorrisi che possono essere modificati senza danneggiare la struttura dentale sana, facendo sì che soddisfare anche i pazienti più esigenti non rappresenti più una sfida.