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In ottemperanza con quanto previsto dalla normativa vigente, dichiaro quindi, sotto la mia responsabilità, di essere un professionista del settore odontoiatrico e/o odontotecnico e di essere pertanto autorizzato a prendere visione del contenuto presente in questo sito internet

Ripristino funzionale ed estetico nel settore posteriore con intarsio in KATANA™ AVENCIA™ Block 2

Caso clinico realizzato dal Dr. Pierpaolo Nardelli (Studio Dr. Valerio Gatto) e Odt. Leo Colella

Il ripristino di elementi posteriori compromessi da vecchie otturazioni infiltrate rappresenta una delle sfide più frequenti nella pratica clinica quotidiana.

In questi casi, la scelta tra un approccio diretto e uno indiretto deve tenere conto dell’entità del tessuto perso, della necessità di ricostruire correttamente i contatti interapprossimali e dell’obiettivo di garantire al paziente un risultato stabile e duraturo nel tempo.

Nel caso descritto, un paziente di 67 anni si è presentato alla visita con vecchie otturazioni in composito nel settore posteriore (elementi da verificare con gli autori), clinicamente e radiograficamente infiltrate.

Dopo accurata valutazione clinica e radiografica, si è optato per la sostituzione mediante intarsi indiretti realizzati con KATANA™ AVENCIA™ Block 2 (Kuraray Noritake Dental), scartando l’approccio diretto in considerazione dell’estensione delle cavità e della necessità di ripristinare un’anatomia occlusale precisa e funzionale.

 

Per visualizzare il caso clinico completo, clicca sull'immagine per scaricare il pdf.

 

Restauro estetico mini-invasivo del settore anteriore superiore

Caso Clinico realizzato dal Dr. Giuseppe Iacona

Il restauro del settore estetico rappresenta una delle sfide più complesse in odontoiatria restaurativa e protesica, specialmente in presenza di discromie severe del moncone sottostante. L'obiettivo primario è il ripristino dell'armonia del sorriso (bioemulazione) garantendo al contempo la massima conservazione del tessuto dentale (approccio mini-invasivo).

Storicamente, il disilicato di litio è stato il materiale d'elezione per le faccette grazie alla sua eccellente traslucenza. Tuttavia, la sua limitata capacità mascherante richiede spessori maggiori in caso di substrati scuri, compromettendo la conservazione dello smalto.


L'avvento della zirconia multistrato di nuova generazione, come KATANA™ Zirconia YML di Kuraray Noritake, ha rivoluzionato questo paradigma.

Questo materiale combina un'elevata resistenza meccanica (1100 MPa) con un'alta traslucenza (49%), grazie a una struttura a gradiente che integra cristalli tetragonali nel body layer e un contenuto cubico crescente verso lo strato dello smalto, mimando la progressione naturale del dente.
Questa combinazione unica permette la realizzazione di restauri ultrasottili con eccellente mascheramento del substrato scuro e massima naturalezza ottica.

Il presente caso clinico documenta il protocollo completo per il restauro di un incisivo centrale superiore (2.1) gravemente compromesso e del settore incisale antero-superiore, combinando l'uso di KATANA™ Zirconia YML con la tecnica di stratificazione interna modificata MIL™ (Modified Internal Layering).

 

Per visualizzare il caso clinico completo, clicca sull'immagine per scaricare il pdf.

 

 

CERABIEN MiLai: la ceramica per restauri monolitici

CERABIEN™ MiLai nasce per rispondere alle esigenze dei laboratori odontotecnici moderni, sempre più orientati alla realizzazione di restauri monolitici, sia con leggero cut-back, sia completamente privi di riduzione.

Questa ceramica sintetica si caratterizza per una bassa temperatura di cottura (740 °C) ed è pienamente compatibile con zirconia e ceramiche a base di silicato. Nonostante la cottura a temperatura ridotta, CERABIEN MiLai offre proprietà fisiche comparabili a quelle delle ceramiche ad alta temperatura e garantisce stabilità ottica, preservando luminosità e valore anche dopo numerosi cicli di cottura.

Le masse disponibili sono fluorescenti e riproducono fedelmente le proprietà ottiche del dente naturale, assicurando risultati estetici di elevata qualità.

CERABIEN MiLai rappresenta la soluzione ideale per il laboratorio che punta a risultati estetici, affidabili ed efficienti nella realizzazione di restauri monolitici.

 

Efficienza

CERABIEN MiLai è progettata per garantire tecniche di lavoro efficienti e scalabili, offrendo diverse opzioni di finitura estetica che permettono di adattare il risultato alle specifiche richieste cliniche e al design del framework:

  • Restauri con micro cut-back ( 0,5 mm): dopo aver creato gli effetti interni con gli Internal Stain, la stratificazione viene completata con le masse Luster, che donano naturalezza e profondità.
  • Restauri monolitici senza riduzione vestibolare: in questo caso, gli effetti cromatici vengono realizzati tramite Internal Stain e perfezionati con i CZR™ FC Paste Stain, che consentono di ottenere caratterizzazioni estetiche in pochi micron di spessore.

Caratteristiche

  • Compatibilità totale con zirconia e silicato
  • Luminosa e stabile anche dopo cotture multiple
  • Proprietà fisiche elevate
  • Flessibilità operativa per diverse tecniche di laboratorio

Scopri di più

Faccette MiLai-KATANA: il criterio di una scelta

Caso clinico realizzato dal Odt. Mario Zangarini

 

La scelta del materiale per le faccette estetiche di questo caso clinico ha rappresentato una sfida rilevante: il paziente richiedeva restauri estremamente bianchi e luminosi, nonostante la presenza di discromie localizzate e di una saturazione cromatica media del substrato dentale. A complicare ulteriormente la pianificazione, vi era la necessità di mantenere spessori minimi, in alcuni punti addirittura inferiori a 0,3 mm di ceramica.
L’impiego del disco KATANA™ Zirconia Natural White (NW) ha assicurato elevata luminosità, tonalità chiara e un’efficace capacità di mascheramento del substrato, grazie alle sue proprietà ottimali di riflessione e rifrazione della luce. L’abbinamento con la nuova ceramica LF CERABIEN™ MiLai ha permesso di arricchire l’estetica mediante effetti interni (CERABIEN MiLai Internal Stain LF) e la stratificazione di masse opalescenti, riproducendo con fedeltà traslucenza e opalescenza naturali.
La ceramica CERABIEN MiLai mi ha consentito di realizzare stratificazioni estremamente sottili, arricchite da effetti interni di grande naturalezza.

 

Fig. 1: Zirconia post-sinterizzazione utilizzando un disco di KATANA Zirconia Natural White (NW), molto utile per poter mascherare eventuali discromie sottostanti e avere un vantaggio di una base molto alta di valore.

Fig. 2: Colorazione della zirconia prima della stratificazione con internal stain CERABIEN MiLai con i quali si può determinare il grado cromatico scelto ed evidenziare effetti di contrasto nelle zone di smalto.

Fig. 3: Stratificazione della ceramica feldspatica con spessori di 0,2/0,3 mm. che rende le faccette molto naturali con effetti di opalescenza e traslucenza pari al dente naturale.

Fig. 4: Situazione finale.

 

Conclusioni


Il risultato finale delle faccette MiLai-KATANA ha superato le aspettative, sorprendendo anche un clinico esperto e soddisfacendo appieno le richieste estetiche del paziente.
La cementazione adesiva, eseguita da un clinico esperto e supportata da solide basi scientifiche, è stata condotta con assoluta sicurezza, confermando l’affidabilità clinica ed evidence-based del cemento PANAVIA™ nell’adesione alla zirconia.

 

Autore:

 


Odt. Mario Zangarini

 

Restauro con faccette in KATANA Zirconia micro-stratificata

Caso clinico realizzato da Dr. Paolo Scattarelli e Odt. Stefano Lograno

 

Le faccette in zirconia cubica stratificata rappresentano una soluzione protesica avanzata per il trattamento estetico del settore anteriore, grazie all’elevata resistenza e alla traslucenza comparabile alla ceramica feldspatica. In pazienti con preesistenti ricostruzioni incongrue e diastemi da migrazione dentale post-parodontale, è essenziale un approccio estetico e funzionale integrato.


Descrizione del caso clinico

Una paziente di 52 anni si è presentata con l’obiettivo di migliorare l’estetica degli incisivi centrali superiori, caratterizzati da restauri compositi datati e spazi interdentali residui dovuti a pregressa malattia parodontale. Dopo aver ottenuto la stabilità parodontale, si è optato per la realizzazione di quattro faccette in KATANA™ Zirconia.

Il piano di trattamento ha incluso:

  • analisi estetica e fotografica;
  • ceratura diagnostica e mock-up;
  • preparazioni minimamente invasive;
  • impronta digitale;
  • realizzazione delle faccette in KATANA™ Zirconia con stratificazione estetica vestibolare;
  • cementazione adesiva sotto diga di gomma, con tecnica adesiva selettiva per smalto.


Tecnica di internal stain e micro-stratificazione con CZR

Per la realizzazione delle faccette in zirconia cubica stratificata KATANA™ Zirconia YML, è stata adottata la tecnica Internal Live Stain, abbinata alla micro-stratificazione con ceramica CZR™.
La zirconia cubica di 5° generazione, grazie alla sua traslucenza e durezza progressiva, permette di simulare la resa estetica di un dente naturale e di ottenere, con minimi spessori, risultati molto naturali.
La tecnica di Internal Stain ha previsto l’applicazione di ceramiche colorate specifiche direttamente sulla superficie della zirconia, prima della stratificazione, per personalizzare cromaticamente le faccette, replicando le sfumature naturali del dente e migliorando l’integrazione estetica con i denti adiacenti. Successivamente, la micro-stratificazione con CZR con tecnica 4.4.1. è stata eseguita con strati sottili di smalti Luster, applicati in modo selettivo, per ottimizzare la traslucenza e la resa estetica vestibolare senza compromettere la resistenza strutturale. Questo approccio ha permesso di ottenere un risultato altamente estetico, con una chiusura efficace dei diastemi e un’armonizzazione del sorriso, mantenendo uno spessore protesico ridotto e un’integrazione naturale con i tessuti parodontali.

 

Fig. 1: Situazione iniziale della paziente con richieste di ripristino estetico funzionale degli elementi dentali frontali superiori.


Fig. 2: Dettaglio delle preparazioni.


Fig. 3: Fasi di stratificazione della ceramica di rivestimento.

 

Fig. 4: Condizionamento delle faccette e dei tessuti con primer CLEARFIL Ceramic Primer Plus prima della cementazione.


Fig. 5: Condizionamento delle faccette e dei tessuti con primer PANAVIA prima della cementazione.


Fig. 6: Situazione finale della paziente con integrazione funzionale ed estetica dei restauri.


Fig. 7: Dettaglio dei rapporti protesico-parodontali dei restauri.


Fig. 8: Follow up a 3 anni.

 

Conclusioni

A 6 mesi dalla cementazione, le faccette mostrano un’eccellente integrazione estetica, stabilità cromatica e buona risposta dei tessuti parodontali.
Le faccette in zirconia cubica stratificata KATANA Zirconia YML combinano resistenza strutturale e resa estetica elevata, rendendole ideali in casi clinici in cui sia necessario bilanciare esigenze funzionali e richieste estetiche. Il design minimamente invasivo e la progettazione digitale sono fondamentali per il successo a lungo termine.
Il caso dimostra l’efficacia dell’impiego di faccette in zirconia cubica stratificata KATANA Zirconia nella riabilitazione estetica del settore anteriore, soprattutto in presenza di diastemi post-parodontali e restauri preesistenti.

 

Autori:

 

Dr. Paolo Scattarelli

Odt. Stefano Lograno

 

 

 

Sinergia tra CERABIEN MiLai e Amber Mill: un nuovo standard per estetica e affidabilità

Caso clinico realizzato dal Dr. Vincenzo Musella


La paziente, giovane e attenta all’estetica del proprio sorriso, si è presentata con vecchie ricostruzioni in composito sugli incisivi centrali superiori (11 e 21). Tali restauri risultavano inadeguati dal punto di vista sia estetico sia funzionale, evidenziando difetti legati al materiale, alla forma e al colore. L’integrazione con i denti naturali era visibilmente compromessa, determinando un’alterazione dell’armonia complessiva del sorriso e un risultato non soddisfacente per la paziente.
Dopo un’attenta analisi estetica e funzionale, si è deciso di rimuovere i restauri in composito e di sostituirli con due faccette in disilicato di litio Amber™ Mill. Questo materiale è stato scelto per le sue eccellenti proprietà ottiche, che permettono di modulare traslucenza e opacità in base alla temperatura di cristallizzazione, garantendo un risultato altamente naturale.

Fig. 1: Visione frontale dei vecchi restauri in composito.

 

Fig. 2: Modello master: dopo la rimozione dei vecchi restauri in composito, è visibile l'anatomia degli elementi 11 e 21.

 

Per migliorare ulteriormente l’integrazione estetica con i denti adiacenti, si è optato per l’applicazione di CERABIEN MiLai Internal Stain, consentendo una personalizzazione cromatica mirata e un adattamento ottimale alle caratteristiche individuali della paziente.
Inoltre, la stratificazione con ceramica sintetica CERABIEN™ MiLai è stata impiegata per assicurare una perfetta stabilità cromatica nel tempo, mantenendo un livello di luminosità ideale e conferendo al restauro un aspetto estremamente naturale e armonioso.

Inoltre, la stratificazione con la ceramica sintetica CERABIEN MiLai ha assicurato una luminosità ottimale e un equilibrio cromatico ideale. L’integrazione tra la cottura intermedia degli stain e quella finale della massa ceramica ha rappresentato quel valore aggiunto che ha contribuito al raggiungimento del risultato finale desiderato.

 

Fig. 3: Cottura degli Internal Stain CERABIEN MiLai.

Fig. 4: Stratificazione della ceramica CERABIEN MiLai. La forma finale è realizzata con Luster LT1 e LTx.

Fig. 5: Modello master con le faccette terminate. Aspetto finale dopo la lucidatura.

Fig. 6: Immagine intraorale dei restauri cementati. Effetto finale naturale delle faccette in disilicato di litio Amber™ Mill e CERABIEN MiLai.

 

Questo approccio ha permesso di ottenere un risultato estetico altamente soddisfacente, ripristinando non solo l’armonia del sorriso, ma anche la fiducia della paziente nel proprio aspetto.


Fig. 7: Modello master con faccette terminate. Verifica forma e colore prima della cementazione.

 

Conclusioni

L’estetica del gruppo frontale ha sempre rappresentato una delle sfide più complesse della nostra professione; tuttavia, i progressi nei materiali consentono oggi di affrontare tali difficoltà con maggiore efficacia e precisione. L’impiego combinato di Amber™ Mill e CERABIEN MiLai ha permesso di ottenere un risultato finale di elevata qualità estetica, nonostante la limitata disponibilità di spessori in questo caso.
In particolare, il notevole vantaggio offerto da Amber™ Mill – la possibilità di modulare traslucenza e opacità in funzione della temperatura di cristallizzazione – mi ha consentito di adattare le faccette alle specifiche esigenze cromatiche, garantendo un aspetto naturale insieme a un adeguato mascheramento della struttura dentale sottostante.
Inoltre, la stratificazione con la ceramica sintetica CERABIEN MiLai ha assicurato una luminosità ottimale e un equilibrio cromatico ideale. L’integrazione tra la cottura intermedia degli stain e quella finale della massa ceramica ha rappresentato quel valore aggiunto che ha contribuito al raggiungimento del risultato finale desiderato.

 

Autore:

Dr. Vincenzo Musella

 

Riabilitazione con faccette e corone MiLai-KATANA STML

Caso clinico realizzato da Dr. Federico Emiliani, Odt. Francesco e Fabrizio Ferretti

 

Negli ultimi anni, l’introduzione della zirconia traslucente ha permesso di combinare resistenza meccanica ed estetica, rendendola una valida alternativa alle faccette in disilicato di litio in casi selezionati.

 

Descrizione del caso clinico

Una paziente di 52 anni, in buono stato di salute, presentava corone incongrue su 11 e 21 con discromie dei monconi e desiderava migliorare l’armonia cromatica e morfologica del sorriso.
La preparazione dentale è stata minimamente invasiva (riduzione dello smalto 0,3–0,5 mm) con linea di finitura a chamfer sottogengivale, seguita da scansione orale digitale.
In laboratorio, si è proceduto alla progettazione CAD e alla fresatura delle faccette in KATANA™ Zirconia STML
Per compensare le differenze di spessore tra corone e faccette e mascherare le discromie, è stato applicato un opacizzante interno prima della sinterizzazione, seguito da una stratificazione sottile con ceramica CERABIEN™ MiLai e liquido IS per ottimizzare il controllo cromatico.

 

Fig. 1: Situazione iniziale.

 

Fig. 2: Preparazioni e presa del colore del substrato.

 

Fig. 3: Faccette e corone in KATANA Zirconia STML.

 

Fig. 4: CERABIEN MiLai Internal Stain.

 

Fig. 5: Stratificazione masse opalescenti e traslucenti CERABIEN MiLai.

 

Fig. 6: Faccette finite pronte per l'invio allo studio.

 

Dopo la prova estetico-funzionale con approvazione della paziente, tutti i restauri (corone su 11 e 21, faccette su 13, 12, 22 e 23) sono stati cementati con PANAVIA™ V5, cemento composito adesivo a doppia polimerizzazione con monomero MDP, che garantisce elevata affinità chimica con la zirconia.

Il protocollo di cementazione ha incluso:

  • sabbiatura leggera dei manufatti in zirconia;
  • applicazione di CLEARFIL™ Ceramic Primer Plus;
  • mordenzatura selettiva dello smalto e primer dentinale;
  • cementazione sotto isolamento, con accurato posizionamento e fotopolimerizzazione sequenziale.

 

Fig. 7: Fase di cementazione sotto isolamento.

 

Fig. 8: Risultato finale sotto diga.


Fig. 8: Risultato estetico finale.

 

Conclusioni

Le faccette in zirconia, sebbene meno utilizzate rispetto a quelle in disilicato di litio, offrono un’elevata resistenza e una buona estetica in pazienti selezionati. L’utilizzo della zirconia ultra-traslucente consente un’ottima mimetizzazione con i tessuti dentali naturali, specialmente in pazienti con substrati dentali discromici o quando si richiede una maggiore opacità per mascherare difetti.
La scelta dell’adesivo e la tecnica di cementazione rappresentano fattori critici per il successo a lungo termine. L’approccio digitale ha consentito una pianificazione precisa e predicibile.
Le faccette in zirconia rappresentano una valida opzione per la riabilitazione estetica anteriore in pazienti selezionati, con il vantaggio di una maggiore resistenza e un’estetica soddisfacente, soprattutto se supportate da una pianificazione digitale dettagliata e una corretta esecuzione clinica.

 

Autori:

 

Dr. Federico Emiliani

Odt. Francesco Ferretti Odt. Fabrizio Ferretti

L’impiego di CERABIEN MiLai in una riabilitazione con faccette

Caso clinico realizzato da Odt. Francesco Napolitano

 

Il caso presentato, affidato al laboratorio dal Dr. Giorgio Atzeri, tratta il ripristino dell’arcata superiore mista tra denti ed impianti.

Dopo aver eseguito una progettazione digitale del caso, che è stata approvata dal medico e dal paziente, si è proceduto con le fasi successive quali preparazione dei denti, posizionamento implantare mediante chirurgia guidata nelle zone edentule e posizionamento del provvisorio per la guarigione dei tessuti.

Ultimata la guarigione dei tessuti e l’osteointegrazione degli impianti, il medico ha eseguito delle scansioni intraorali per la progettazione del definitvo.

Il lavoro eseguito in laboratorio non è altro che la copia del provvisorio, trasformato in KATANA™ Zirconia, in forma monolitica per il settore posteriore, e con cut-back di 0,4 mm da 13 a 23.

Fresata la zirconia, il lavoro è stato finalizzato con CERABIEN™ MiLai.

Per aggiungere effetti sui restauri in zirconia, sono stati utilizzati gli internal ricoperti da una massa opalescente, LT1.

 

Fig. 1: Foto iniziali.

 

Fig. 2: KATANA Zirconia YML posizionata su modello 3D.

 

Fig. 3: Applicazione CERABIEN™ MiLai Internal Stain [Incisal Blue 1 + Bright (20+80), Bright + A+ (70+30), Bright + Salmon Pink + Gray + A+ (60+15+15+10)].

 

Fig. 4: Ricopertura con CERABIEN™ MiLai LT1 per completare il volume.

 

Fig. 5: Lavoro ultimato su modello.

 

Fig. 6: Lavoro ultimato in situ.

 

Autore:

Odt. Francesco Napolitano

Diplomato nel 2000 all’I.P.S.I.A. “G. Giorgi” di Avellino, ha iniziato la sua carriera collaborando con laboratori di eccellenza del territorio campano, tra cui quello del Maestro Vincenzo Mutone. Nel tempo ha sviluppato una profonda specializzazione nella protesi fissa, con particolare attenzione alla zirconia, ai metalli e ai compositi, distinguendosi per competenza e precisione.
Appassionato di innovazione, si è dedicato con entusiasmo alle tecnologie CAD-CAM, partecipando a numerosi corsi di perfezionamento con esperti di fama nazionale e internazionale. Ha tenuto corsi con il Dott. Massimo Buda sull’implantologia computer assistita e ha ottenuto importanti riconoscimenti, tra cui la vittoria dei contest ANTLO 2019 e ANTLO Challenge 2020.
Dal 2019 collabora con Kuraray Noritake come relatore e formatore sulla zirconia cubica e microstratificazione, ed è docente ANTLO Formazione. Dal 2023 è socio attivo dell’AOA, continuando a promuovere una visione moderna e digitale dell’odontotecnica.
Oggi dirige il laboratorio “YOUR SMILE” a Nola, dove affianca medici di fama internazionale, unendo esperienza artigianale e tecnologie avanzate.

Odontoiatria minimamente invasiva e flusso digitale: applicazione clinica della Flow Injection Technique

Caso clinico realizzato da Dr.ssa Claudia Mazzitelli e Dr. Edoardo Mancuso

Introduzione

L’estetica dentale è sempre più centrale e richiede trattamenti predicibili, rapidi ed economicamente accessibili. L’odontoiatria minimamente invasiva privilegia restauri diretti, semplificati oggi dall’evoluzione dei compositi fluidi, che hanno raggiunto caratteristiche ottiche e meccaniche pari o superiori a quelle dei materiali a pasta. L’evoluzione delle resine fluide ha trovato largo impiego nella flow injection technique (FIT). Inoltre, la possibilità di stampa 3D delle mascherine permette di ridurre la variabilità operatore-dipendente garantendo estetica di alto livello.


Caso clinico

Un paziente di 24 anni lamentava un inestetismo del sorriso. Dopo esami clinici e radiografici, è stato pianificato un restauro estetico tramite FIT. La ceratura digitale, realizzata con scansione intraorale (Trios 5), ha permesso di progettare una mascherina personalizzata in resina trasparente (IBT Flex Resin, Formlabs). Dopo la preparazione e l’isolamento, i denti sono stati sabbiati, mordenzati, e un adesivo
universale (CLEARFIL™ Universal Bond Quick 2) è stato applicato e fotopolimerizzato. Attraverso i fori della mascherina è stata iniettata resina fluida (CLEARFIL MAJESTY™ ES Flow Low), seguita da rifinitura e lucidatura (TWIST™ DIA for Composite). 


Risultati

Il trattamento, completato in due ore, ha portato a un miglioramento estetico immediato e stabile, confermato ai controlli a una settimana e sei mesi, con ottima salute gengivale e mantenimento dei restauri.


Discussione

La FIT offre risultati estetici predicibili, workflow digitale e riduzione dei tempi clinici rispetto ai restauri indiretti, mantenendo la possibilità di futuri trattamenti protesici. L’evoluzione dei compositi fluidi e delle mascherine 3D ha migliorato la precisione del trasferimento clinico e la riproducibilità, permettendo soluzioni estetiche rapide e conservative.

Caso clinico

Un paziente di sesso maschile di 24 anni si è presentato presso il nostro studio riferendo disagio estetico legato al sorriso, con ripercussioni sulla spontaneità e sulla vita sociale. Dopo anamnesi medica e odontoiatrica, è stato effettuato un colloquio per comprendere le aspettative estetico-funzionali e le possibilità economiche.
L’esame obiettivo, accompagnato da fotografie, video in posizione statica e dinamica, analisi parodontale e radiografie, ha evidenziato restauri incongrui di IV classe sugli elementi 11 e 21, con asimmetria del sestante anterosuperiore (Fig. 1). È stata quindi proposta una riabilitazione estetica mediante Flow Injection Technique estesa da 1.3 a 2.3.


 Fig. 1

 

Pianificazione

Tramite la scansione intraorale (Trios 5, 3shape) è stata realizzata una ceratura digitale sulle basi della quale è stato progettato digitalmente una mascherina digitale per l’iniezione del materiale (Fig. 2). La mascherina è stata quindi stampata in resina trasparente (IBT Flex Resin, Formlabs) (Fig. 3). Una volta terminato la post-polimerizzazione, sono stati realizzati dei fori calibrati per il puntale della siringa utilizzata per l’iniezione della resina composita fluida (Fig. 4).

Fig. 2

Fig. 3

Fig. 4

 

Procedura operativa

Dopo ottenimento del consenso informato, i vecchi restauri su 11 e 21 sono stati rimossi con frese diamantate sotto irrigazione. I margini sono stati rifiniti e bisellati (Fig. 5). La mascherina è stata posizionata sull’arcata superiore e valutata per stabilità e ritenzione. Irestauri sono stati eseguiti in maniera alternata e per isolare gli elementi adiacenti, è stato applicato uno strato di Teflon (0,076 mm). Le superfici dei denti da restaurare sono state sabbiate con ossido di allumina (50µm), mordenzate con acido ortofosforico al 37% per 15 s, risciacquate e asciugate (Fig. 6).

Fig. 5

Fig. 6


È stato quindi applicato un adesivo universale (CLEARFIL™ Universal Bond Quick 2, Kuraray Noritake) (Fig. 7) e polimerizzato con lampada LED (SmartLite® Pro, Dentsply Sirona), 10 s per dente) (Fig. 8).
Attraverso i fori, è stata iniettata una resina fluida (CLEARFIL MAJESTY™ ES Flow Low, colore W, Kuraray Noritake) fino a riempire la mascherina dei primi denti preparati (Fig. 9). Dopo polimerizzazione per 40s per ciascun dente, la mascherina è stata rimossa e una seconda polimerizzazione è stata eseguita una volta rimossa la mascherina. Gli eccessi di resina sono poi stati eliminati con uno scaler. 

Fig. 7

Fig. 8

Fig. 9

La medesima procedura è poi stata ripetuta sugli altri elementi interessati, isolando quelli già restaurati tramite l’utilizzo del nastro di Teflon (Figg. 10-15). 

Fig. 10

Fig. 11

Fig. 12

Fig. 13

Fig. 14

Fig. 15

Una volta rimossa la mascherina sono stati eliminati gli eccessi, è stata inserita una diga di gomma tagliata in centro al fine di migliorare il comfort del paziente e la visibilità e i restauri sono stati rifiniti con frese diamantate a grana fine. Infine è stata effettuata una lucidatura progressiva con dischi in silicone (TWIST™ DIA for Composite, Kuraray Noritake) (Figg. 16-17 ). 

Fig. 16

Fig. 17


Risultati clinici

Una volta ultimati i restauri (Figg.18-19) e controllati i contatti occlusali e dinamici, il paziente ha espresso soddisfazione immediata, confermata al controllo a distanza di una settimana (Fig. 20). La riabilitazione ha richiesto complessivamente due ore, inclusa la documentazione fotografica, rappresentando un trattamento rapido, minimamente invasivo ed economicamente vantaggioso rispetto a restauri indiretti. 

Fig. 18

Fig. 19

Fig. 20


Il controllo a sei mesi (Figg. 21-22) non solo ha confermato la sopravvivenza dei restauri, ma evidenzia anche un’ottima salute gengivale, a dimostrazione della correttezza del profilo di emergenza e dell’elevata lucidabilità dei margini cervicali ottenuti con questa tecnica restaurativa.


Fig. 21

Fig. 22


Discussione

La Flow Injection Technique rappresenta oggi una valida alternativa nell’ambito della restaurativa diretta, poiché unisce semplicità operativa a risultati estetici predicibili. Il principale vantaggio risiede nella riduzione della variabilità legata alla manualità dell’operatore, grazie al ruolo guida della mascherina che consente di trasferire in modo fedele il progetto digitale o il wax-up iniziale. L’esito estetico risulta quindi altamente controllabile, mentre l’approccio clinico rispetta i principi dell’ odontoiatria minimamente invasiva. A ciò si aggiunge l’efficienza del metodo, che permette tempi operativi contenuti e costi ridotti rispetto ad una riabilitazione con restauri indiretti, pur mantenendo aperta la possibilità di un successivo passaggio a soluzioni protesiche più complesse.
Elemento chiave di questo approccio è l’evoluzione dei compositi fluidi, la cui nuova generazione ha superato i limiti storici di fragilità e usura, offrendo caratteristiche meccaniche e ottiche comparabili, se non superiori, alle resine a pasta. Tale progresso ha reso possibile impiegare i materiali fluidi non solo come supporto complementare, ma come reale protagonista di una tecnica restaurativa che punta a semplificare il lavoro clinico e a migliorare la prevedibilità dei risultati.
Parallelamente, lo sviluppo della stampa 3D applicata alla produzione delle mascherine trasparenti ha introdotto un ulteriore salto qualitativo. Il workflow digitale consente infatti di ridurre i tempi di fabbricazione, di standardizzare le procedure, di ottenere una riproducibilità elevata e di progettare in maniera personalizzata a partire da scansioni intraorali. L’accuratezza del trasferimento clinico risulta così significativamente aumentata, con un impatto positivo sulla qualità e sulla stabilità del restauro finale.
La sinergia tra resine fluide performanti e mascherine digitali stampate in 3D offre dunque al clinico la possibilità di proporre al paziente soluzioni estetiche rapide, accessibili e al tempo stesso aderenti ai principi della odontoiatria conservativa moderna.

Conclusioni

La Flow Injection Technique, supportata dai compositi fluidi di ultima generazione e dalle potenzialità della stampa 3D, rappresenta una strategia restaurativa moderna ed efficace. Il caso clinico presentato evidenzia come sia possibile offrire al paziente un trattamento estetico soddisfacente, rapido e conservativo, mantenendo aperta la possibilità di un futuro passaggio a restauri indiretti qualora necessario.
Questa tecnica, unendo materiali innovativi e tecnologie digitali, segna un passo avanti verso un’odontoiatria estetica sempre più predicibile, accessibile e centrata sulle esigenze del paziente.

 

Bibliografia

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Autori

Dr.ssa Claudia Mazzitelli

Responsabile scientifico laboratorio in Biomateriali Dentari,

Tutor clinico presso il Master Int. in Odontoiatria Conservativa e Protesi Estetica, Resp. attività didattiche del Corso di Laurea in Igiene Dentale presso l'Università di Bologna.

Relatrice a numerosi congressi nazionali e internazionali e autrice di pubblicazioni scientifiche su riviste indicizzate ad alto impatto.

Dr. Edoardo Mancuso

Esperto in odontoiatria conservativa e protesica ad approccio minimamente invasivo.

Collabora con gruppi di ricerca internazionali su tecniche adesive e preparazioni minimamente invasive.
Esercita come libero professionista a Bologna.

Relatore e autore di lavori scientifici presentati a congressi nazionali e internazionali, pubblica articoli su riviste scientifiche di rilievo.

Faccette laminate complete e parziali: un'opzione di trattamento estetico

Caso clinico realizzato dall'Odt. Dumitru Leahu

 

I trattamenti restaurativi motivati da ragioni estetiche stanno guadagnando sempre più popolarità. Denti bianchi secondo il modello americano, proporzioni ideali e una superficie dalla texture naturale sono ciò che molti pazienti richiedono quando si recano presso uno studio dentistico. In questi casi, la sfida particolare consiste nel selezionare un trattamento che consenta al team restaurativo di soddisfare le aspettative del paziente senza danneggiare la struttura dentale altrimenti sana.

Questo è esattamente ciò che abbiamo cercato di realizzare nel caso qui presentato di un giovane insoddisfatto dell'aspetto dei suoi denti anteriori superiori. Le faccette esistenti sugli incisivi centrali e laterali superiori non avevano il colore e la forma desiderati. Pertanto, il paziente ha espresso il desiderio di sostituire i restauri e fare tutto il necessario per ottenere un sorriso luminoso, naturale e giovanile.

 

Fig. 1. Situazione clinica iniziale: paziente sorridente.

 

Fig. 2. Aspetto degli incisivi superiori con restauri che non soddisfano le esigenze estetiche del paziente.

 

OPZIONI TERAPEUTICHE E PIANO DI TRATTAMENTO

Per migliorare l'estetica del sorriso del giovane paziente, la sostituzione delle faccette esistenti sembrava la soluzione più appropriata. Per garantire una perfetta armonia dentale e facciale, abbiamo deciso di realizzare faccette laminate utilizzando la tecnica del cono refrattario per tutti e sei i denti anteriori superiori. Tuttavia, le faccette complete sono state previste solo per i denti che erano già stati preparati per i restauri esistenti. Nella regione canina, abbiamo optato per un approccio ancora più conservativo: dovevano essere realizzate due faccette parziali in feldspato senza preparazione con margini infiniti.

 

PROCEDURA CLINICA

A tal fine, sono stati rimossi i vecchi restauri e i denti precedentemente preparati sono stati rifiniti con strumenti rotanti per ottenere preparazioni ideali per le faccette, con superfici lisce e linee di finitura ben definite. I margini sono stati posizionati in sede sopragengivale anziché subgengivale per aumentare la semplicità, l'accuratezza e la prevedibilità delle procedure cliniche quali la presa dell'impronta e la cementazione adesiva. Anche l'adattamento marginale e la stabilità a lungo termine dei restauri possono essere migliorati grazie a questa misura, che è inoltre meno invasiva e quindi più salutare per il paziente. La superficie dei canini è stata semplicemente irruvidita. Per avere un quadro chiaro delle aspettative estetiche del paziente, il dentista ha preso un'impronta, che è stata inviata al laboratorio odontotecnico. Qui abbiamo sviluppato un wax-up, che è stato trasferito nella bocca del paziente sotto forma di mock-up. Questo mock-up è servito come restauro provvisorio e ci ha permesso di valutare la forma, la struttura superficiale e la tonalità dei restauri pianificati in situ. In consultazione con il paziente, il mock-up è stato leggermente modificato, mentre le informazioni sulla forma, la struttura e la tonalità approvate sono state trasferite al laboratorio tramite immagini e un'impronta preliminare.

 

Fig. 3. Restauro provvisorio nella bocca del paziente.

 

Fig. 4. Situazione dopo la preparazione del dente con margini di preparazione sovragengivali.

 

PROCEDURA TECNICA

Sulla base dell'impronta di precisione, è stato realizzato un modello master. Questo modello è servito come base per la produzione di monconi rimovibili e di un modello alveolare ad alta precisione. Infine, i monconi sono stati duplicati utilizzando il materiale refrattario NORI-VEST (Kuraray Noritake Dental Inc.) necessario per la produzione delle faccette con la tecnica desiderata. Su tali monconi, i margini di preparazione sono stati contrassegnati con una matita, mentre la superficie che sarebbe entrata in contatto con la ceramica è stata trattata con un agente separatore in gesso per facilitare la rimozione delle faccette dal modello.

 

Fig. 5. Calchi inseriti nell'impronta.

 

Fig. 6. Gesso Super Rock EX tipo IV per la produzione del modello alveolare.

 

Fig. 7. Modello alveolare ad alta precisione con sei calchi rimovibili separati.

 

Fig. 8. Modello con calchi refrattari duplicati, margini di preparazione irregolari contrassegnati e liquido separatore sulle superfici.

 

Quindi è stato applicato il primo strato di ceramica feldspatica sintetica (CERABIEN™ ZR Opacious Body White, Kuraray Noritake Dental Inc.). Dopo la cottura iniziale, è stato utilizzato un secondo strato di Opacious Body, che permette di far trasparire il colore originale del dente, per costruire la struttura di integrazione. Dopo la seconda cottura e la valutazione dello spazio disponibile con l'ausilio di una mascherina in silicone, abbiamo ricostruito le aree cervicale, corporea e incisale con le rispettive ceramiche (A1B, CCV-1 e Enamel 1), prima di applicare uno strato finale di Luster (LTX ed ELT3). Dopo la cottura finale sono state effettuate correzioni morfologiche e i dettagli anatomici essenziali della superficie, compresi gli angoli delle linee, la porzione cervicale e le scanalature incisali, sono stati contrassegnati con matite colorate. Ciò è servito allo scopo di integrare la texture superficiale naturale desiderata nelle faccette laminate con strumenti rotanti (gomme PA e PB, di SHOFU). Quando si tratta di controllare i dettagli finali della superficie, l'applicazione della polvere dorata (Eyes Texture di MPF) offre un valido supporto per vedere le imperfezioni della superficie e correggerle. Rivela chiaramente tutte le crepe superficiali, le piccole scanalature e altri effetti caratteristici. La lucidatura finale è stata eseguita con MPF all bright Diamond Paste, seguita da un programma di cottura auto-smaltante con CERABIEN™ ZR FC Paste Stain per aggiungere alcuni effetti.

Fig. 9. Secondo strato di CERABIEN™ ZR Opacious Body applicato per creare integrazione e mameloni.

 

Fig. 10. Valutazione dello spazio disponibile utilizzando una mascherina in silicone.

 

Fig. 11. Costruzione delle aree cervicali e della dentina.

 

Fig. 12. Superficie delle faccette contrassegnata con matite colorate: vista vestibolare.

 

Fig. 13. Superficie delle faccette contrassegnata con matite colorate: vista occlusale.

 

Fig. 14. Valutazione dei dettagli della superficie creata utilizzando la texture MPF Eyes.

 

Fig. 15. Vista palatale delle faccette con polvere texture.

 

Nelle figure da 16 a 18 sono mostrati i restauri finali sul modello alveolare. Le faccette e le faccette parziali ripristinano le proporzioni ottimali dei denti anteriori mascellari. Sebbene la tonalità dei restauri sia piuttosto brillante, come desiderato dal paziente, la forma naturale e la texture superficiale contribuiranno in modo significativo a creare un'armonia naturale ed estetica. Osservandole separatamente, si nota lo spessore minimo delle faccette e delle faccette parziali (Fig. 19). I margini sono estremamente sottili, in modo che anche le faccette parziali consentano un'integrazione ottica uniforme senza alcuna linea di finitura visibile (margine infinito).

 

Fig. 16. Faccette complete e parziali finite sul modello.

 

Fig. 17. Vista dettagliata del primo quadrante.

 

Fig. 18. Vista dettagliata del secondo quadrante.

 

Fig. 19. Faccette estremamente sottili e faccette parziali.

 

CEMENTAZIONE ADESIVA E RISULTATO FINALE

Dopo aver verificato la corretta applicazione, le superfici adesive dei restauri sono state trattate con acido fluoridrico tamponato al 9% (Ultradent™ Porcelain Etch) per 90 secondi, secondo le istruzioni del produttore. Durante questa fase è estremamente importante osservare il protocollo raccomandato, poiché un'incisione eccessiva può indebolire la struttura ceramica. Successivamente, i denti sono stati puliti e le faccette sono state cementate adesivamente, iniziando dai due incisivi centrali e procedendo uno per uno. Il sistema di cementazione adesiva fotopolimerizzabile selezionato (Variolink Esthetic LC) include un primer universale per restauri, acido fosforico e un adesivo universale per la struttura dentale. Per i restauri con penetrazione della luce limitata, potrebbe essere utile l'uso di cemento resinoso a doppia polimerizzazione. Il risultato del trattamento è mostrato nelle figure da 20 a 24.

 

Fig. 20. Foto ritratto del paziente dopo il trattamento.

 

Fig. 21. Primo piano del sorriso del paziente.

 

Fig. 22. Vista laterale del nuovo sorriso da destra.

 

Fig. 23. Vista laterale del nuovo sorriso da sinistra.

 

Fig. 24. Integrazione ottica complessiva delle faccette nella regione anteriore della mascella.

 

Fig. 25. Primo piano del risultato finale del trattamento che conferma una transizione graduale dai restauri alla struttura dentale e un'estetica armoniosa rosa e bianca.

 

CONCLUSION

L'approccio terapeutico conservativo descritto può risultare impegnativo, poiché le faccette complete e parziali prodotte sono estremamente sottili. Soprattutto durante la prova e l'incollaggio adesivo, è necessario prestare attenzione a non romperle.

Allo stesso tempo, tuttavia, le faccette complete e parziali sono un'ottima opzione soprattutto per i pazienti giovani che richiedono un trattamento odontoiatrico estetico. Consentono una preparazione dei denti minimamente invasiva o non invasiva, mentre è possibile giocare con le proporzioni e la tonalità dei denti. Anche il colore della dentina sottostante può essere ben rivelato per un aspetto più vivido, e si può ottenere una transizione graduale dalla struttura dentale naturale al restauro, anche se la linea di finitura non è in alcun modo nascosta dalle gengive. Nel caso in esame, il team di restauratori è riuscito a ripristinare il sorriso del giovane paziente in modo brillante e naturale, donandogli esattamente il sorriso che desiderava.

 

Odontotecnico:

DUMITRU LEAHU

Dumitru Leahu è il responsabile del laboratorio dell'Opal Atelier di Parigi, in Francia. Laureato all'Università Apollonia (Romania) in Tecnica Odontotecnica (2021), Dumitru è specializzato in restauri dentali in ceramica e faccette su refrattario, seguendo il concetto biomimetico e lavorando con una varietà di materiali dentali di alta qualità.

Impegnato nello sviluppo continuo delle competenze e nella ricerca, esplora tutto il potenziale dei moderni prodotti odontoiatrici per creare restauri che imitano fedelmente la natura. Appassionato di condivisione delle conoscenze, Dumitru tiene attivamente corsi internazionali, promuovendo lo scambio professionale e contribuendo alla comunità odontoiatrica globale.

Con un forte impegno nel promuovere il progresso in questo campo, Dumitru Leahu è autore di due articoli per la rivista Quintessence France Magazine sui restauri estetici in ceramica, nonché di un articolo per la rivista DTG Magazine. Grato per il sostegno dei colleghi e dei mentori, continua a concentrarsi sulla creazione di un'eredità duratura nell'estetica dentale.