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Stratificazione in ceramica ibrida su zirconia: un approccio complesso

Di ODT Dumitru Leahu

 

 

INTRODUZIONE

Le riabilitazioni complesse del settore anteriore richiedono un attento controllo della forma, del colore e delle proprietà ottiche. In questo restauro implanto-supportato, una struttura in KATANA™ Zirconia YML è stata combinata con CERABIEN™ ZR e CERABIEN™ MiLai (tutti prodotti da Kuraray Noritake Dental Inc.) per ottenere il risultato estetico desiderato.

 

 

 

PROGETTAZIONE DELLA STRUTTURA

Nella progettazione della struttura sono stati previsti un cut-back vestibolare di 1 mm e un terzo incisale privo di zirconia, così da lasciare spazio sufficiente agli strati ceramici. Per il restauro implanto-supportato è stata utilizzata KATANA™ Zirconia YML (Fig. 1). La temperatura di sinterizzazione era di 1.550 °C.

 

Fig. 1. Progettazione della struttura con cut-back vestibolare di 1 mm e terzo incisale privo di zirconia.

 

MATERIALE:

KATANA™ Zirconia YML

 

STRATIFICAZIONE DI BASE CON CERABIEN™ ZR

La prima cottura con la ceramica ad alta fusione CERABIEN™ ZR è stata eseguita per creare concavità ben definite e stabili, con valore e luminosità adeguati (Fig. 2). I materiali utilizzati erano 0.5 NW Body, Enamel 1, LTx, Tissue 3 e Tissue 4. La temperatura di cottura era di 940 °C.

 

Fig. 2. Stratificazione di base con CERABIEN™ ZR utilizzando 0.5 NW Body, Enamel 1, LTx, Tissue 3 e Tissue 4.

 

MATERIALE:

CERABIEN™ ZR

 

CARATTERIZZAZIONE INTERNA

La caratterizzazione interna è stata eseguita con i supercolori interni CERABIEN™ MiLai (Fig. 3). Cervical 2 + Bright (miscelati in rapporto 40/60), White + (A+) + Bright (50/10/40) e Tissue Red + Bright (60/40) sono stati applicati come indicato. La temperatura di cottura era di 700 °C. I supercolori interni sono stati utilizzati per riprodurre l’anatomia interna e la caratterizzazione del restauro e per favorire l’integrazione cromatica con i denti naturali (Figg. 4-6).

 

Fig. 3. Caratterizzazione interna con i supercolori interni CERABIEN™ MiLai.

 

Fig. 4. Dettaglio della caratterizzazione incisale.

Fig. 5. Dettaglio della caratterizzazione cervicale.

 

Fig. 6. Riferimento intraorale per armonizzare il restauro con i denti naturali.

 

STRATIFICAZIONE FINALE CON CERABIEN™ MiLai

Il ponte è stato completato mediante stratificazione della ceramica a bassa temperatura CERABIEN™ MiLai. Per la stratificazione finale sono stati utilizzati LT1, LTx ed ELT1 (Fig. 7). La temperatura di cottura era di 780 °C. Successivamente è stato applicato Tissue 1 per creare la forma gengivale finale (Fig. 8). Per questa cottura, la temperatura era di 740 °C. Le Figure 9, 10 e 11 mostrano il restauro finito extraoralmente, durante la prova intraorale e dopo il posizionamento definitivo sugli impianti.

 

Fig. 7. Stratificazione ceramica finale con LT1, LTx ed ELT1.

 

Fig. 8. Stratificazione gengivale con Tissue 1.

 

Fig. 9. Ponte implanto-supportato completato.

 

Fig. 10. Restauro finale durante la prova.

 

Fig. 11. Risultato intraorale finale.

 

CONCLUSIONE

L’approccio ibrido presentato combina i vantaggi delle ceramiche ad alta e bassa fusione per l’individualizzazione estetica dei restauri anteriori in zirconia. La ceramica ad alta fusione CERABIEN™ ZR può essere utilizzata per definire la morfologia di base e le caratteristiche ottiche fondamentali, prima di procedere con la caratterizzazione a temperatura più bassa e la stratificazione finale. Poiché gli strati di CERABIEN™ ZR precedentemente cotti rimangono stabili durante le successive cotture di CERABIEN™ MiLai, il restauro può essere ulteriormente individualizzato mantenendo le strutture già definite.

 

 

SENZA COMPROMESSI.
SENZA EGUALI.
TUO.

 

 

Estetica bianca e rosa bio-ispirata mediante un approccio di micro-stratificazione

A cura dell’odontotecnico Roberto Rossi

 

APPROCCIO BIO-ISPIRATO

Le riabilitazioni caratterizzate da un’elevata valenza estetica, sia bianca sia rosa, richiedono un workflow che combini una progettazione accurata della struttura con una stratificazione ceramica controllata. Quando ogni fase viene pianificata attentamente, è possibile sfruttare appieno le proprietà ottiche della struttura, riducendo la necessità di ricorrere a stratificazioni estese. Il caso seguente illustra questo workflow attraverso un approccio bio-ispirato.

In questo caso è stata utilizzata una tecnica di micro-stratificazione per riprodurre l’estetica vestibolare, esaltando al contempo la morfologia della struttura in zirconia. KATANA™ Zirconia YML è stato abbinato alla ceramica a bassa temperatura di cottura CERABIEN™ MiLai (entrambi prodotti da Kuraray Noritake Dental Inc): una combinazione particolarmente indicata per questo tipo di restauro.

 

 

PROGETTAZIONE DELLA STRUTTURA

Per valorizzare l’effetto di bio-design, nel quale la morfologia della struttura riproduce la distribuzione naturale di dentina e smalto, è essenziale adottare una strategia di fresatura accurata. Il progetto deve essere riprodotto fedelmente, senza perdere dettagli nelle aree prossimali o nella zona di transizione tra estetica bianca ed estetica rosa (Fig. 1). Le proprietà ottiche della struttura fresata (Fig. 2) e la precisione della superficie ottenuta mediante fresatura (Fig. 3) costituiscono la base per un risultato estetico predicibile.

 

Fig. 1: Restauro fresato all’interno del disco.

 

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Fig. 2: Struttura in zirconia fresata che riproduce il design cut-back.

 

Fig. 3: Vista dettagliata della superficie della struttura fresata con precisione.

 

Una volta eseguita correttamente la sinterizzazione della struttura, è possibile apprezzare pienamente le proprietà ottiche della zirconia multistrato e l’effetto della fase cubica della zirconia. Prima della sinterizzazione, tuttavia, occorre prestare particolare attenzione alla superficie della struttura. Le rifiniture superficiali devono preservare e possibilmente migliorare la morfologia originaria definita durante la fase di progettazione CAD. La struttura deve presentare una superficie liscia e compatta, priva di rugosità e porosità, così da offrire una base ideale per le successive procedure di caratterizzazione (Fig. 4).

 

Fig. 4: Superficie della struttura dopo sinterizzazione, tessitura superficiale e rifinitura.

 

In linea generale, la scelta del colore del disco KATANA™ Zirconia YML dovrebbe orientarsi verso un colore di almeno un tono più chiaro rispetto al colore finale desiderato. Ciò consente di evitare una saturazione eccessiva e un aspetto caratterizzato da una luminosità troppo bassa nelle zone in cui la zirconia presenta uno spessore maggiore, mantenendo al contempo un’adeguata flessibilità durante le successive procedure di caratterizzazione e micro-stratificazione (Fig. 5).

 

Grazie alla diversa trasmissione della luce attraverso i differenti spessori dell’area incisale progettata secondo criteri bio-ispirati, dopo la sinterizzazione l’effetto dentinale risulta chiaramente visibile (Fig. 6). Anziché mascherare queste proprietà ottiche, le fasi successive sono finalizzate a valorizzarle mediante la caratterizzazione interna e una microstratificazione calibrata.

 

Fig. 5: Struttura sinterizzata posizionata sul modello.

 

Fig. 6: Differente trasmissione della luce attraverso la struttura.

 

CARATTERIZZAZIONE INTERNA

La prima fase di individualizzazione della struttura viene eseguita mediante la tecnica Internal Live Stain (ILS), illustrata nella Mappa cromatica 1. In questa fase, la struttura in zirconia viene considerata come il nucleo dentinale del restauro. La tecnica è semplice da applicare, consente una valutazione visiva immediata ed è particolarmente indicata sia per gruppi dentali speculari sia per riabilitazioni estetiche bianche e rosa (Figg. 7 e 8).

 

Mappa cromatica 1: Pianificazione iniziale della caratterizzazione interna.

 

Fig. 7: Punti di internal stain applicati per visualizzare la procedura ILS pianificata.

 

Fig. 8: Applicazione puntiforme degli internal stain.

L’applicazione iniziale ha lo scopo di aumentare la saturazione cromatica della zirconia, mantenendo al contempo un’elevata luminosità. L’elevato valore di KATANA™ Zirconia YML contribuisce a preservare la
brillantezza complessiva del restauro dopo la successiva micro-stratificazione con CERABIEN™ MiLai.

 

La tecnica Globule Painting utilizzata si articola in tre fasi: applicazione, sfumatura e controllo. Offre inoltre un approccio modulare, consentendo di eseguire applicazioni aggiuntive ogniqualvolta sia richiesto un livello di individualizzazione più elevato.

 

In questa fase, mediante gli internal stain devono essere riprodotti esclusivamente gli effetti ottici più profondi. Incisal Blue 2 viene utilizzato per definire l’opalescenza, A+ per aumentare la saturazione, mentre Salmon Pink e Tissue Red vengono impiegati congiuntamente per caratterizzare i tessuti gengivali (Figg. 9a-9c). Gli effetti interni vengono quindi valutati prima della cottura. Dopo la cottura, i colori mantengono gli stessi valori (Fig. 10), consentendo all’odontotecnico di procedere direttamente alla fase di micro-stratificazione.

 

Fig. 9a: Incisal Blue 2 applicato nell’area incisale.
Fig. 9b: A+ applicato per aumentare la saturazione.
Fig. 9c: Salmon Pink e Tissue Red applicati per caratterizzare i tessuti gengivali.

 

Fig. 10: Struttura dopo la cottura successiva alla prima caratterizzazione interna.

 

Mappa cromatica 2: Confronto tra la caratterizzazione interna pianificata e quella eseguita.

 

MICRO-STRATIFICAZIONE

Dopo la caratterizzazione interna, il restauro è pronto per la micro-stratificazione con CERABIEN™ MiLai. In funzione degli effetti da riprodurre e dello spazio previsto dalla progettazione CAD, è possibile utilizzare ceramiche traslucenti, opalescenti e Luster per ricreare lo strato di smalto. Le masse dentina opache, utilizzate singolarmente o in combinazione, possono essere applicate nei terzi cervicale e medio oppure per per ottenere un effetto mammellone modulandone l’opacità.

 

La costruzione ceramica segue una sequenza definita (Mappa di stratificazione 1). CCV2 viene applicato per mantenere la traslucenza aumentando al contempo la saturazione (Fig. 11). LT1 funge da ceramica Luster principale nel terzo medio (Fig. 12), mentre E2 viene utilizzato come dentina di transizione nell’area incisale e costituisce la base per gli effetti successivi (Fig. 13).

 

Mappa di stratificazione 1: Panoramica della procedura di micro-stratificazione pianificata.

 

Fig. 11: CCV2 applicato per mantenere la traslucenza e aumentare la saturazione nell’area cervicale.

 

Fig. 12: LT1 applicato come principale ceramica Luster nel terzo medio.

 

Fig. 13: E2 applicato come dentina di transizione nell’area incisale.

 

Per intensificare l’opalescenza mantenendo al contempo la traslucenza, Aqua Blue 2 viene applicato nell’area incisale (Fig. 14). Successivamente, Value Liner 1 viene applicato sullo strato E2, mentre Aqua Blue 2 viene posizionato in corrispondenza del margine incisale per definire maggiormente il contrasto dei mammelloni (Fig. 15).

 

Fig. 14: Aqua Blue 2 applicato per intensificare l’opalescenza.

 

Fig. 15: Value Liner 1 e Aqua Blue 2 applicati per aumentare il contrasto dei mammelloni.

 

La morfologia di base viene completata mediante un’ulteriore applicazione di LT1, colmando la zona di transizione tra le aree cervicale e incisale (Fig. 16). Per la componente gengivale del restauro, Tissue 5 viene utilizzato per riprodurre le zone rossastre più profonde, mentre Tissue 6 viene applicato in corrispondenza dei tessuti alveolari superficiali (Fig. 17). Dopo la cottura, gli effetti ottici ottenuti mediante la caratterizzazione interna e la micro-stratificazione risultano chiaramente visibili (Fig. 18).

 

Fig. 16: LT1 applicato per completare la transizione tra le aree cervicale e incisale.

Fig. 17: Tissue 5 e Tissue 6 applicati per riprodurre i tessuti gengivali.

 

Fig. 18: Restauro dopo la cottura successiva alla procedura di micro-stratificazione.

 

OTTIMIZZAZIONE DELLA TECNICA ILS

Uno dei punti di forza della tecnica ILS è la sua modularità. Durante la caratterizzazione iniziale è possibile applicare molteplici effetti oppure separare i cicli di cottura, in modo da aggiungere ulteriori effetti in un secondo momento. Poiché gli internal stain sono progettati per rimanere stabili durante la cottura e non contengono fondenti, è possibile eseguire ulteriori caratterizzazioni senza compromettere l’applicazione precedente.

 

Un altro vantaggio è rappresentato dall’immediata visibilità degli effetti applicati. Ciò consente all’odontotecnico di valutare direttamente la distribuzione cromatica durante l’applicazione e di confrontare il risultato con l’obiettivo desiderato. La stabilità cromatica degli internal stain dopo la cottura garantisce inoltre un controllo eccellente durante l’intera procedura. L’aspetto osservato prima della cottura corrisponde fedelmente al risultato ottenuto dopo il passaggio in forno: ciò permette di verificare la caratterizzazione prima che il restauro venga sottoposto a un ulteriore ciclo di cottura. Questa caratteristica può risultare particolarmente utile quando vengono impiegati sistemi digitali di rilevazione del colore, quali la fotografia o la spettrofotometria.

 

Prima di applicare un secondo strato di internal stain, la superficie sottoposta a cottura deve essere rifinita con frese diamantate a granulometria fine, in modo da ottenere una superficie liscia e idonea all’applicazione degli stain (Fig. 19). In questa fase, gli effetti superficiali dello smalto vengono perfezionati rafforzando determinate caratterizzazioni, intensificando l’opalescenza e aggiungendo caratterizzazioni localizzate (Mappa cromatica 3).

 

Nel caso in esame, per valorizzare i mammelloni è stata applicata una miscela di White e Mamelon Orange 2 in rapporto 4:1. Incisal Blue 2 è stato quindi posizionato in prossimità dei mammelloni per  aumentarne il contrasto.

 

Mappa cromatica 3: Rappresentazione della regolazione ILS pianificata.

 

Fig. 19: Rifinitura della superficie della struttura prima della seconda applicazione degli internal stain.

 

STRATIFICAZIONE FINALE

La fase di stratificazione finale viene utilizzata per perfezionare sia la morfologia sia gli effetti dello smalto mediante ceramiche Luster opalescenti o ad alto valore. In questa fase, tutte le aree caratterizzate mediante la tecnica ILS devono essere ricoperte con ceramica.

 

LT1 può essere impiegato per completare i terzi cervicale e medio nelle aree in cui non è richiesto un ulteriore incremento della saturazione, preservando al contempo la luminosità del restauro. Nella stessa fase, LTx viene applicato dal terzo medio verso l’area incisale per aumentare la traslucenza e creare un effetto di minore luminosità nella regione incisale (Fig. 20). ELT1 viene quindi utilizzato per perfezionare la morfologia e riprodurre il contrasto naturale dello smalto, creando l’impressione di un maggiore spessore dello smalto nelle aree prossimali. Per i tessuti gengivali, Tissue 5 viene applicato per compensare la contrazione tra gli elementi dentali e nelle zone più profonde, mentre Tissue 1 viene utilizzato per riprodurre l’aspetto traslucente dei tessuti gengivali superficiali (Fig. 21).

 

Fig. 20: Applicazione di LT1 e LTx durante la fase di stratificazione finale.

 

Fig. 21: Stratificazione dello smalto e dei tessuti gengivali completata.

 

TESSITURA SUPERFICIALE E RIFINITURA

Dopo la cottura dello strato di smalto, la tessitura superficiale viene rifinita mediante frese diamantate di forme differenti, al fine di riprodurre una morfologia superficiale naturale (Fig. 22). Prima dell’autolucidatura in forno, è possibile applicare polvere d’oro per evidenziare la tessitura superficiale e facilitarne la valutazione (Fig. 23).

 

Fig. 22: Tessitura superficiale riprodotta mediante strumenti rotanti.

 

Fig. 23: Polvere d’oro applicata per mettere in evidenza la tessitura superficiale prima dell’autolucidatura in forno.

 

Fig. 24: Vista in luce trasmessa che mette in evidenza le proprietà ottiche del restauro.

 

L’autolucidatura in forno migliora la qualità e la compattezza della ceramica, preservando al contempo le concavità e le convessità naturali della tessitura superficiale. Dopo la cottura, la superficie può essere ulteriormente rifinita meccanicamente utilizzando gommini o feltri per la lucidatura della ceramica, fino a ottenere la brillantezza finale.

 

Il restauro può essere valutato in differenti condizioni di illuminazione per esaminare le proprietà ottiche di KATANA™ Zirconia YML (Fig. 24), gli effetti della micro-stratificazione (Fig. 25) e la tessitura superficiale. Il risultato finale dimostra l’armonia raggiunta tra estetica bianca ed estetica rosa (Fig. 26).

 

Fig. 25: Effetti della microstratificazione visibili nel restauro ultimato.

 

Fig. 26: Risultato estetico finale dei tessuti dentali e gengivali.

 

CONSIDERAZIONI FINALI

Il caso dimostra come una caratterizzazione interna controllata e una microstratificazione selettiva consentano di preservare e valorizzare le proprietà ottiche di una struttura in zirconia. Combinando un’accurata progettazione della struttura con un’applicazione minima di ceramica, è possibile ottenere un’estetica bianca e rosa estremamente naturale attraverso un workflow efficiente e predicibile.

 

 

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Rivestimento parziale su zirconia: minimo spessore, massima estetica

A cura dell’odontotecnico Ghaith Alousi

 

MATERIALI UTILIZZATI

KATANA Zirconia YML

DISCO IN ZIRCONIA

Disco multistrato in zirconia altamente estetica, caratterizzato da una gradazione cromatica naturale dalla zona cervicale a quella incisale. Combina un’elevata resistenza alla flessione con un’eccellente traslucenza ed è particolarmente indicato per restauri a rivestimento parziale.

 

CERABIEN MiLai

CERAMICA DI RIVESTIMENTO

Ceramica di rivestimento di nuova generazione, sviluppata specificamente per restauri in zirconia e disilicato di litio. Garantisce un‘eccellente adesione alla zirconia, effetti ottici naturali e un‘ampia gamma di masse per realizzare stratificazioni altamente dettagliate.

 

CERABIEN MiLai Internal Stain

COLORI STAIN

Incisal Blue 1, Mamelon Orange 2, A+, Tissue Pink, Salmon Pink, White e Bright, tutti miscelati con IS Liquid per ottenere una consistenza ottimale e la massima precisione di applicazione.

 

Masse CERABIEN™ MiLai

MASSE CERAMICHE

Tx, Creamy Enamel, LTx, CCV-2 ed ELT1 per gli elementi dentali. Tissue 1, 4, 6 per la gengiva.

 

 

INTRODUZIONE

Questa tecnica rappresenta un approccio moderno ed efficiente all’estetica odontotecnica. Al posto di stratificazioni ceramiche voluminose, vengono applicati strati minimi ma estremamente precisi che, combinati con le proprietà estetiche intrinseche della sottostruttura in zirconia, consentono di ottenere un risultato altamente estetico.

In questo caso clinico, l’odontotecnico Ghaith Alousi documenta, passaggio dopo passaggio, la realizzazione di un restauro anteriore mascellare in zirconia, stratificato sul versante vestibolare, utilizzando KATANA™ Zirconia YML e l’innovativa ceramica da rivestimento CERABIEN™ MiLai. La caratteristica principale consiste nel mantenimento della superficie palatale in zirconia monolitica, mentre il rivestimento con CERABIEN™ MiLai interessa esclusivamente la superficie vestibolare. In questo modo, la stabilità della zirconia si combina con l’estetica incomparabile di una ceramica stratificata manualmente.

 

 

 

PASSAGGIO 1: SOTTOSTRUTTURA IN ZIRCONIA PRIMA DELLA SINTERIZZAZIONE

Fresatura CAD/CAM · KATANA™ Zirconia YML · Stato presinterizzato

La sottostruttura è stata progettata specificamente per il rivestimento parziale sul versante vestibolare. La superficie vestibolare presenta uno spazio sufficiente per l’applicazione della ceramica CERABIEN™ MiLai. Le superfici palatali sono invece interamente monolitiche e i punti di contatto occlusali rimangono sulla zirconia, materiale dotato di proprietà meccaniche superiori.

 

Fig. 1. Sottostruttura prima della sinterizzazione.

 

MATERIAL:

KATANA Zirconia YML
KURARAY NORITAKE · DISCO IN ZIRCONIA

 

PASSAGGIO 2: DOPO LA SINTERIZZAZIONE

Sinterizzazione · Estetica multistrato · Sabbiatura

Al termine del ciclo di sinterizzazione a 1550 °C, la sottostruttura in KATANA™ Zirconia YML rivela pienamente le proprie caratteristiche multistrato. La straordinaria gradazione cromatica, che passa da una tonalità calda giallo-crema nella zona cervicale a un margine incisale più freddo e traslucente, deriva direttamente dalla stratificazione dei pigmenti integrata nel disco.

 

Subito dopo la sinterizzazione, la sottostruttura è stata detersa esclusivamente mediante sabbiatura (110 μm, 1,5 bar), senza eseguire ulteriori lavorazioni.

 

Fig. 2. Sottostruttura sinterizzata Vista vestibolare – gradazione cromatica multistrato dopo la sinterizzazione.

 

Fig. 3. Sottostruttura sinterizzata Vista palatale – struttura monolitica in zirconia.

 

LAVORAZIONE:

  • Sinterizzazione (1550 °C)
  • Sabbiatura

 

PASSAGGIO 3: PRIMO STRATO DI INTERNAL STAIN

CERABIEN™ MiLai Internal Stain · Base cromatica · Caratterizzazione interna

Prima di procedere alla stratificazione ceramica, viene applicato direttamente sulla sottostruttura in zirconia sinterizzata uno strato differenziato di internal stain. Questo strato costituisce la base cromatica del restauro e consente di realizzare la caratterizzazione interna, determinandone l’effetto di profondità e l’individualità.

 

Distribuzione cromatica per zona:

Zona incisale: Incisal Blue 1 + Bright 20%, per simulare il naturale effetto di opalescenza.
Zona centrale degli incisivi: Mamelon Orange 2 + Bright 20%, per riprodurre la caratteristica struttura dei mammelloni.
Zona cervicale e aree interprossimali: A+ + Bright 20%, per aumentare il croma e la saturazione nel terzo cervicale.
Zona gengivale: Tissue Pink + Salmon Pink, per riprodurre una tonalità naturale dei tessuti.

 

Fig. 4. CERABIEN™ MiLai Internal Stain applicati – prima della cottura.

 

CERABIEN MiLai INTERNAL STAIN:

  • Incisal Blue 1 + Bright 20% (zona incisale)
  • Mamelon Orange 2 + Bright 20% (mammelloni)
  • A+ + Bright 20% (zona cervicale e aree interprossimali)
  • Tissue Pink (gengiva)
  • Salmon Pink (gengiva)

 

PASSAGGIO 4: PRIMO STRATO CERAMICO E COTTURA WASH

TX + Tissue 1 · Cottura di adesione · Ottimizzazione del legame

Dopo la cottura degli internal stain, viene applicato il primo strato ceramico utilizzando CERABIEN™ MiLai Tx per le porzioni dentali e Tissue 1 per la gengiva. L’obiettivo è creare un legame ottimale tra la ceramica e la zirconia.

 

Viene eseguita intenzionalmente una cottura wash a una temperatura superiore al normale valore di riferimento. In questo modo, la massa ceramica diventa più fluida e aderisce in maniera ottimale alla superficie della zirconia. Si evita volutamente sia l’applicazione di un liner sia una cottura wash dedicata del liner.

 

Fig. 5. Primo strato ceramico – prima della cottura, vista frontale.

 

Fig. 6. Vista frontale – primo strato non rifinito.

 

MASSE CERABIEN™ MiLai:

  • Tx (traslucente) – porzioni dentali
  • Tissue 1 – zona gengivale
  • Modalità di cottura: cottura wash (temperatura elevata)

 

PASSAGGIO 5: RISULTATO DOPO LA COTTURA WASH

Verifica dell'integrazione • Preparazione al secondo strato di internal stain

Dopo la cottura wash, il primo strato ceramico risulta correttamente integrato con la zirconia.La superficie appare liscia e uniformemente lucida. Lo strato Tx valorizza la traslucenza intrinseca di KATANA™ Zirconia YML e permette alla gradazione cromatica multistrato di emergere in modo armonioso.

 

Fig. 7. Dopo la cottura wash – Tx e Tissue 1 perfettamente fusi con la zirconia.

 

PASSAGGIO 6: SECONDO STRATO DI INTERNAL STAIN: CARATTERIZZAZIONE DEI DETTAGLI

Natural Cracks · White · Individualizzazione della superficie

Nel secondo strato di internal stain, l’attenzione si concentra sulla massima precisione e sulla definizione dei dettagli. L’Internal Stain White di CERABIEN™ MiLai viene utilizzato per riprodurre sulla superficie dentale sottili linee di frattura dall’aspetto naturale, definite natural cracks.

 

Queste microfratture biancastre possono svilupparsi nei denti naturali in conseguenza delle tensioni dello smalto e conferiscono agli elementi dentali un carattere vitale e inconfondibile. Le linee seguono un andamento verticale anatomicamente corretto e presentano variazioni di intensità e lunghezza analoghe a quelle osservabili in natura.

 

Fig. 8. Primo piano – sottili linee di frattura realizzate con White.

 

Fig. 9. Panoramica del secondo strato di internal stain – distribuzione armoniosa dei dettagli.

 

CERABIEN MiLai INTERNAL STAIN:

  • White – Natural Cracks

 

PASSAGIO 7: SECONDO STRATO CERAMICO: STRATIFICAZIONE PRINCIPALE

Morfologia · Masse smalto · Modellazione gengivale

La realizzazione del secondo strato ceramico richiede la massima concentrazione, poiché colore, morfologia e tessitura superficiale devono essere gestiti contemporaneamente. Questa fase costituisce la stratificazione principale, durante la quale viene definita la forma finale del restauro.

 

Masse dentali: strategia per zone:

Creamy Enamel crea il tono caldo di base del corpo dentale. LTx (Luster Translucent) conferisce vitalità e opalescenza. CCV-2 (Clear Cervical 2) apporta trasparenza e croma nella zona cervicale. ELT1 (Enamel Luster 1) completa la zona incisale con una delicata lucentezza dello smalto.

 

Masse gengivali:

Tissue 1, 4, e 6 consentono di riprodurre un aspetto differenziato dei tessuti mediante tonalità chiare, intermedie e profonde.

 

Fig. 10. Stratificazione principale – prima della cottura.

 

CERABIEN MiLai MASSE DENTALI:

  • Creamy Enamel – corpo dentale
  • LTx (Luster Translucent) – vitalità e opalescenza
  • CCV-2 (Clear Cervical 2) – croma cervicale
  • ELT1 (Enamel Luster 1) – lucentezza dello smalto incisale

 

Fig. 11. Stratificazione principale – Primo piano – Tessitura superficiale.

 

Fig. 12. Stratificazione principale – Primo piano – Tessitura superficiale.

 

MASSE CERABIEN™ MiLai PER LA GENGIVA:

  • Tissue 1 – aree tissutali chiare e delicate
  • Tissue 4 – tonalità gengivale intermedia
  • Tissue 6 – profondità, zone d’ombra e papille interdentali

 

PASSAGIO 8: RISULTATO DOPO LA SECONDA COTTURA DELLA CERAMICA

Restauro non ancora ultimato · Stato dopo cottura

Il risultato ottenuto dopo la seconda cottura della ceramica è già convincente, anche prima della rifinitura. Le strutture dei mammelloni, le sottili linee di frattura e la caratterizzazione differenziata della gengiva sono chiaramente visibili. La forma e la tessitura superficiale definitive verranno perfezionate nella fase successiva mediante rifinitura meccanica.

 

Fig. 13. Restauro dopo la seconda cottura – prima della rifinitura.

 

PASSAGGIO 9: RIFINITURA MECCANICA

Perfezionamento della morfologia · Prima della cottura di autoglasura

La rifinitura meccanica richiede abilità artigianale e un occhio estetico allenato. Mediante frese diamantate, la forma, le proporzioni e la tessitura superficiale vengono portate al livello definitivo.

 

Particolare attenzione viene riservata alla microtessitura della superficie: perikymata, strutture lobulari verticali e transizione cervico-gengivale vengono riprodotte e individualizzate con precisione. Il versante palatale rimane completamente inalterato.

 

Fig. 14. Dopo la rifinitura.

 

Fig. 15. Rifinitura, perikymata e tessitura superficiale.

 

PASSAGGIO 10: RISULTATO FINALE

Cottura di autolucidatura e lucidatura meccanica

La cottura di autolucidatura si differenzia sostanzialmente da una cottura di glasura convenzionale, poiché non viene applicato alcun materiale per glasura. Il restauro viene riscaldato fino a una temperatura appena inferiore al punto di rammollimento della ceramica. La superficie inizia così a fluire spontaneamente, creando una lucentezza estremamente naturale e vitale, senza compromettere la tessitura realizzata in precedenza.

 

 

Fig. 16 e 17. Risultato finale.

 

L’applicazione di una massa per glasura livellerebbe parzialmente le sottili perikymata e le linee di frattura. La cottura di autolucidatura permette invece di preservare esattamente l’individualità ottenuta con tanta precisione durante la rifinitura. La successiva lucidatura meccanica completa l’effetto di elevata brillantezza e accentua la traslucenza dei tessuti gengivali.

 

Fig. 18. Transizione cervicogengivale.

 

Fig. 19. Risultato finale – primo piano.

 

FASI DI FINITURA:

  • Cottura di autolucidatura (senza applicazione di massa per glasura)
  • Lucidatura meccanica delle superfici ceramiche

 

CONCLUSIONI

KATANA™ Zirconia YML e CERABIEN™ MiLai di Kuraray Noritake Dental Inc. aprono nuove prospettive nel campo dell’odontotecnica estetica. La combinazione di un disco multistrato in zirconia dalle elevate
proprietà estetiche intrinseche con CERABIEN™ MiLai, un sistema ceramico da rivestimento progettato per la micro-stratificazione di restauri in zirconia e disilicato di litio, consente di ottenere risultati estetici estremamente naturali con un impiego minimo di materiale. La scelta consapevole di non eseguire una cottura del liner, l’impiego mirato della cottura wash per ottimizzare l’adesione e il ricorso alla cottura di autolucidatura in alternativa alla glasura convenzionale esprimono una filosofia operativa ragionata e orientata alle caratteristiche dei materiali. I passaggi documentati dimostrano chiaramente che l’eccellenza estetica non deriva dalla complessità, ma dalla precisione, dalla conoscenza dei materiali e da una straordinaria attenzione per i dettagli.

 

La fotografia in controluce lo rende particolarmente evidente: la luce attraversa il restauro come attraverserebbe un dente naturale, a conferma della perfetta interazione tra KATANA™ Zirconia YML e CERABIEN™ MiLai.

 

 

 

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Ripristino funzionale ed estetico nel settore posteriore con intarsio in KATANA™ AVENCIA™ Block 2

Caso clinico realizzato dal Dr. Pierpaolo Nardelli (Studio Dr. Valerio Gatto) e Odt. Leo Colella

Il ripristino di elementi posteriori compromessi da vecchie otturazioni infiltrate rappresenta una delle sfide più frequenti nella pratica clinica quotidiana.

In questi casi, la scelta tra un approccio diretto e uno indiretto deve tenere conto dell’entità del tessuto perso, della necessità di ricostruire correttamente i contatti interapprossimali e dell’obiettivo di garantire al paziente un risultato stabile e duraturo nel tempo.

Nel caso descritto, un paziente di 67 anni si è presentato alla visita con vecchie otturazioni in composito nel settore posteriore (elementi da verificare con gli autori), clinicamente e radiograficamente infiltrate.

Dopo accurata valutazione clinica e radiografica, si è optato per la sostituzione mediante intarsi indiretti realizzati con KATANA™ AVENCIA™ Block 2 (Kuraray Noritake Dental), scartando l’approccio diretto in considerazione dell’estensione delle cavità e della necessità di ripristinare un’anatomia occlusale precisa e funzionale.

 

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Restauro estetico mini-invasivo del settore anteriore superiore

Caso Clinico realizzato dal Dr. Giuseppe Iacona

Il restauro del settore estetico rappresenta una delle sfide più complesse in odontoiatria restaurativa e protesica, specialmente in presenza di discromie severe del moncone sottostante. L'obiettivo primario è il ripristino dell'armonia del sorriso (bioemulazione) garantendo al contempo la massima conservazione del tessuto dentale (approccio mini-invasivo).

Storicamente, il disilicato di litio è stato il materiale d'elezione per le faccette grazie alla sua eccellente traslucenza. Tuttavia, la sua limitata capacità mascherante richiede spessori maggiori in caso di substrati scuri, compromettendo la conservazione dello smalto.


L'avvento della zirconia multistrato di nuova generazione, come KATANA™ Zirconia YML di Kuraray Noritake, ha rivoluzionato questo paradigma.

Questo materiale combina un'elevata resistenza meccanica (1100 MPa) con un'alta traslucenza (49%), grazie a una struttura a gradiente che integra cristalli tetragonali nel body layer e un contenuto cubico crescente verso lo strato dello smalto, mimando la progressione naturale del dente.
Questa combinazione unica permette la realizzazione di restauri ultrasottili con eccellente mascheramento del substrato scuro e massima naturalezza ottica.

Il presente caso clinico documenta il protocollo completo per il restauro di un incisivo centrale superiore (2.1) gravemente compromesso e del settore incisale antero-superiore, combinando l'uso di KATANA™ Zirconia YML con la tecnica di stratificazione interna modificata MIL™ (Modified Internal Layering).

 

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CERABIEN MiLai: la ceramica per restauri monolitici

CERABIEN™ MiLai nasce per rispondere alle esigenze dei laboratori odontotecnici moderni, sempre più orientati alla realizzazione di restauri monolitici, sia con leggero cut-back, sia completamente privi di riduzione.

Questa ceramica sintetica si caratterizza per una bassa temperatura di cottura (740 °C) ed è pienamente compatibile con zirconia e ceramiche a base di silicato. Nonostante la cottura a temperatura ridotta, CERABIEN MiLai offre proprietà fisiche comparabili a quelle delle ceramiche ad alta temperatura e garantisce stabilità ottica, preservando luminosità e valore anche dopo numerosi cicli di cottura.

Le masse disponibili sono fluorescenti e riproducono fedelmente le proprietà ottiche del dente naturale, assicurando risultati estetici di elevata qualità.

CERABIEN MiLai rappresenta la soluzione ideale per il laboratorio che punta a risultati estetici, affidabili ed efficienti nella realizzazione di restauri monolitici.

 

Efficienza

CERABIEN MiLai è progettata per garantire tecniche di lavoro efficienti e scalabili, offrendo diverse opzioni di finitura estetica che permettono di adattare il risultato alle specifiche richieste cliniche e al design del framework:

  • Restauri con micro cut-back (≤ 0,5 mm): dopo aver creato gli effetti interni con gli Internal Stain, la stratificazione viene completata con le masse Luster, che donano naturalezza e profondità.
  • Restauri monolitici senza riduzione vestibolare: in questo caso, gli effetti cromatici vengono realizzati tramite Internal Stain e perfezionati con i CZR™ FC Paste Stain, che consentono di ottenere caratterizzazioni estetiche in pochi micron di spessore.

Caratteristiche

  • Compatibilità totale con zirconia e silicato
  • Luminosa e stabile anche dopo cotture multiple
  • Proprietà fisiche elevate
  • Flessibilità operativa per diverse tecniche di laboratorio

Scopri di più

Faccette MiLai-KATANA: il criterio di una scelta

Caso clinico realizzato dal Odt. Mario Zangarini

 

La scelta del materiale per le faccette estetiche di questo caso clinico ha rappresentato una sfida rilevante: il paziente richiedeva restauri estremamente bianchi e luminosi, nonostante la presenza di discromie localizzate e di una saturazione cromatica media del substrato dentale. A complicare ulteriormente la pianificazione, vi era la necessità di mantenere spessori minimi, in alcuni punti addirittura inferiori a 0,3 mm di ceramica.
L’impiego del disco KATANA™ Zirconia Natural White (NW) ha assicurato elevata luminosità, tonalità chiara e un’efficace capacità di mascheramento del substrato, grazie alle sue proprietà ottimali di riflessione e rifrazione della luce. L’abbinamento con la nuova ceramica LF CERABIEN™ MiLai ha permesso di arricchire l’estetica mediante effetti interni (CERABIEN MiLai Internal Stain LF) e la stratificazione di masse opalescenti, riproducendo con fedeltà traslucenza e opalescenza naturali.
La ceramica CERABIEN MiLai mi ha consentito di realizzare stratificazioni estremamente sottili, arricchite da effetti interni di grande naturalezza.

 

Fig. 1: Zirconia post-sinterizzazione utilizzando un disco di KATANA Zirconia Natural White (NW), molto utile per poter mascherare eventuali discromie sottostanti e avere un vantaggio di una base molto alta di valore.

Fig. 2: Colorazione della zirconia prima della stratificazione con internal stain CERABIEN MiLai con i quali si può determinare il grado cromatico scelto ed evidenziare effetti di contrasto nelle zone di smalto.

Fig. 3: Stratificazione della ceramica feldspatica con spessori di 0,2/0,3 mm. che rende le faccette molto naturali con effetti di opalescenza e traslucenza pari al dente naturale.

Fig. 4: Situazione finale.

 

Conclusioni


Il risultato finale delle faccette MiLai-KATANA ha superato le aspettative, sorprendendo anche un clinico esperto e soddisfacendo appieno le richieste estetiche del paziente.
La cementazione adesiva, eseguita da un clinico esperto e supportata da solide basi scientifiche, è stata condotta con assoluta sicurezza, confermando l’affidabilità clinica ed evidence-based del cemento PANAVIA™ nell’adesione alla zirconia.

 

Autore:

 


Odt. Mario Zangarini

 

Restauro con faccette in KATANA Zirconia micro-stratificata

Caso clinico realizzato da Dr. Paolo Scattarelli e Odt. Stefano Lograno

 

Le faccette in zirconia cubica stratificata rappresentano una soluzione protesica avanzata per il trattamento estetico del settore anteriore, grazie all’elevata resistenza e alla traslucenza comparabile alla ceramica feldspatica. In pazienti con preesistenti ricostruzioni incongrue e diastemi da migrazione dentale post-parodontale, è essenziale un approccio estetico e funzionale integrato.


Descrizione del caso clinico

Una paziente di 52 anni si è presentata con l’obiettivo di migliorare l’estetica degli incisivi centrali superiori, caratterizzati da restauri compositi datati e spazi interdentali residui dovuti a pregressa malattia parodontale. Dopo aver ottenuto la stabilità parodontale, si è optato per la realizzazione di quattro faccette in KATANA™ Zirconia.

Il piano di trattamento ha incluso:

  • analisi estetica e fotografica;
  • ceratura diagnostica e mock-up;
  • preparazioni minimamente invasive;
  • impronta digitale;
  • realizzazione delle faccette in KATANA™ Zirconia con stratificazione estetica vestibolare;
  • cementazione adesiva sotto diga di gomma, con tecnica adesiva selettiva per smalto.


Tecnica di internal stain e micro-stratificazione con CZR

Per la realizzazione delle faccette in zirconia cubica stratificata KATANA™ Zirconia YML, è stata adottata la tecnica Internal Live Stain, abbinata alla micro-stratificazione con ceramica CZR™.
La zirconia cubica di 5° generazione, grazie alla sua traslucenza e durezza progressiva, permette di simulare la resa estetica di un dente naturale e di ottenere, con minimi spessori, risultati molto naturali.
La tecnica di Internal Stain ha previsto l’applicazione di ceramiche colorate specifiche direttamente sulla superficie della zirconia, prima della stratificazione, per personalizzare cromaticamente le faccette, replicando le sfumature naturali del dente e migliorando l’integrazione estetica con i denti adiacenti. Successivamente, la micro-stratificazione con CZR con tecnica 4.4.1. è stata eseguita con strati sottili di smalti Luster, applicati in modo selettivo, per ottimizzare la traslucenza e la resa estetica vestibolare senza compromettere la resistenza strutturale. Questo approccio ha permesso di ottenere un risultato altamente estetico, con una chiusura efficace dei diastemi e un’armonizzazione del sorriso, mantenendo uno spessore protesico ridotto e un’integrazione naturale con i tessuti parodontali.

 

Fig. 1: Situazione iniziale della paziente con richieste di ripristino estetico funzionale degli elementi dentali frontali superiori.


Fig. 2: Dettaglio delle preparazioni.


Fig. 3: Fasi di stratificazione della ceramica di rivestimento.

 

Fig. 4: Condizionamento delle faccette e dei tessuti con primer CLEARFIL™ Ceramic Primer Plus prima della cementazione.


Fig. 5: Condizionamento delle faccette e dei tessuti con primer PANAVIA™ prima della cementazione.


Fig. 6: Situazione finale della paziente con integrazione funzionale ed estetica dei restauri.


Fig. 7: Dettaglio dei rapporti protesico-parodontali dei restauri.


Fig. 8: Follow up a 3 anni.

 

Conclusioni

A 6 mesi dalla cementazione, le faccette mostrano un’eccellente integrazione estetica, stabilità cromatica e buona risposta dei tessuti parodontali.
Le faccette in zirconia cubica stratificata KATANA Zirconia YML combinano resistenza strutturale e resa estetica elevata, rendendole ideali in casi clinici in cui sia necessario bilanciare esigenze funzionali e richieste estetiche. Il design minimamente invasivo e la progettazione digitale sono fondamentali per il successo a lungo termine.
Il caso dimostra l’efficacia dell’impiego di faccette in zirconia cubica stratificata KATANA Zirconia nella riabilitazione estetica del settore anteriore, soprattutto in presenza di diastemi post-parodontali e restauri preesistenti.

 

Autori:

 

Dr. Paolo Scattarelli

Odt. Stefano Lograno

 

 

 

Sinergia tra CERABIEN MiLai e Amber Mill: un nuovo standard per estetica e affidabilità

Caso clinico realizzato dal Dr. Vincenzo Musella


La paziente, giovane e attenta all’estetica del proprio sorriso, si è presentata con vecchie ricostruzioni in composito sugli incisivi centrali superiori (11 e 21). Tali restauri risultavano inadeguati dal punto di vista sia estetico sia funzionale, evidenziando difetti legati al materiale, alla forma e al colore. L’integrazione con i denti naturali era visibilmente compromessa, determinando un’alterazione dell’armonia complessiva del sorriso e un risultato non soddisfacente per la paziente.
Dopo un’attenta analisi estetica e funzionale, si è deciso di rimuovere i restauri in composito e di sostituirli con due faccette in disilicato di litio Amber™ Mill. Questo materiale è stato scelto per le sue eccellenti proprietà ottiche, che permettono di modulare traslucenza e opacità in base alla temperatura di cristallizzazione, garantendo un risultato altamente naturale.

Fig. 1: Visione frontale dei vecchi restauri in composito.

 

Fig. 2: Modello master: dopo la rimozione dei vecchi restauri in composito, è visibile l'anatomia degli elementi 11 e 21.

 

Per migliorare ulteriormente l’integrazione estetica con i denti adiacenti, si è optato per l’applicazione di CERABIEN MiLai Internal Stain, consentendo una personalizzazione cromatica mirata e un adattamento ottimale alle caratteristiche individuali della paziente.
Inoltre, la stratificazione con ceramica sintetica CERABIEN™ MiLai è stata impiegata per assicurare una perfetta stabilità cromatica nel tempo, mantenendo un livello di luminosità ideale e conferendo al restauro un aspetto estremamente naturale e armonioso.

Inoltre, la stratificazione con la ceramica sintetica CERABIEN MiLai ha assicurato una luminosità ottimale e un equilibrio cromatico ideale. L’integrazione tra la cottura intermedia degli stain e quella finale della massa ceramica ha rappresentato quel valore aggiunto che ha contribuito al raggiungimento del risultato finale desiderato.

 

Fig. 3: Cottura degli Internal Stain CERABIEN MiLai.

Fig. 4: Stratificazione della ceramica CERABIEN MiLai. La forma finale è realizzata con Luster LT1 e LTx.

Fig. 5: Modello master con le faccette terminate. Aspetto finale dopo la lucidatura.

Fig. 6: Immagine intraorale dei restauri cementati. Effetto finale naturale delle faccette in disilicato di litio Amber™ Mill e CERABIEN MiLai.

 

Questo approccio ha permesso di ottenere un risultato estetico altamente soddisfacente, ripristinando non solo l’armonia del sorriso, ma anche la fiducia della paziente nel proprio aspetto.


Fig. 7: Modello master con faccette terminate. Verifica forma e colore prima della cementazione.

 

Conclusioni

L’estetica del gruppo frontale ha sempre rappresentato una delle sfide più complesse della nostra professione; tuttavia, i progressi nei materiali consentono oggi di affrontare tali difficoltà con maggiore efficacia e precisione. L’impiego combinato di Amber™ Mill e CERABIEN MiLai ha permesso di ottenere un risultato finale di elevata qualità estetica, nonostante la limitata disponibilità di spessori in questo caso.
In particolare, il notevole vantaggio offerto da Amber™ Mill – la possibilità di modulare traslucenza e opacità in funzione della temperatura di cristallizzazione – mi ha consentito di adattare le faccette alle specifiche esigenze cromatiche, garantendo un aspetto naturale insieme a un adeguato mascheramento della struttura dentale sottostante.
Inoltre, la stratificazione con la ceramica sintetica CERABIEN MiLai ha assicurato una luminosità ottimale e un equilibrio cromatico ideale. L’integrazione tra la cottura intermedia degli stain e quella finale della massa ceramica ha rappresentato quel valore aggiunto che ha contribuito al raggiungimento del risultato finale desiderato.

 

Autore:

Dr. Vincenzo Musella

 

Riabilitazione con faccette e corone MiLai-KATANA STML

Caso clinico realizzato da Dr. Federico Emiliani, Odt. Francesco e Fabrizio Ferretti

 

Negli ultimi anni, l’introduzione della zirconia traslucente ha permesso di combinare resistenza meccanica ed estetica, rendendola una valida alternativa alle faccette in disilicato di litio in casi selezionati.

 

Descrizione del caso clinico

Una paziente di 52 anni, in buono stato di salute, presentava corone incongrue su 11 e 21 con discromie dei monconi e desiderava migliorare l’armonia cromatica e morfologica del sorriso.
La preparazione dentale è stata minimamente invasiva (riduzione dello smalto 0,3–0,5 mm) con linea di finitura a chamfer sottogengivale, seguita da scansione orale digitale.
In laboratorio, si è proceduto alla progettazione CAD e alla fresatura delle faccette in KATANA™ Zirconia STML. 
Per compensare le differenze di spessore tra corone e faccette e mascherare le discromie, è stato applicato un opacizzante interno prima della sinterizzazione, seguito da una stratificazione sottile con ceramica CERABIEN™ MiLai e liquido IS per ottimizzare il controllo cromatico.

 

Fig. 1: Situazione iniziale.

 

Fig. 2: Preparazioni e presa del colore del substrato.

 

Fig. 3: Faccette e corone in KATANA Zirconia STML.

 

Fig. 4: CERABIEN MiLai Internal Stain.

 

Fig. 5: Stratificazione masse opalescenti e traslucenti CERABIEN MiLai.

 

Fig. 6: Faccette finite pronte per l'invio allo studio.

 

Dopo la prova estetico-funzionale con approvazione della paziente, tutti i restauri (corone su 11 e 21, faccette su 13, 12, 22 e 23) sono stati cementati con PANAVIA™ V5, cemento composito adesivo a doppia polimerizzazione con monomero MDP, che garantisce elevata affinità chimica con la zirconia.

Il protocollo di cementazione ha incluso:

  • sabbiatura leggera dei manufatti in zirconia;
  • applicazione di CLEARFIL™ Ceramic Primer Plus;
  • mordenzatura selettiva dello smalto e primer dentinale;
  • cementazione sotto isolamento, con accurato posizionamento e fotopolimerizzazione sequenziale.

 

Fig. 7: Fase di cementazione sotto isolamento.

 

Fig. 8: Risultato finale sotto diga.


Fig. 8: Risultato estetico finale.

 

Conclusioni

Le faccette in zirconia, sebbene meno utilizzate rispetto a quelle in disilicato di litio, offrono un’elevata resistenza e una buona estetica in pazienti selezionati. L’utilizzo della zirconia ultra-traslucente consente un’ottima mimetizzazione con i tessuti dentali naturali, specialmente in pazienti con substrati dentali discromici o quando si richiede una maggiore opacità per mascherare difetti.
La scelta dell’adesivo e la tecnica di cementazione rappresentano fattori critici per il successo a lungo termine. L’approccio digitale ha consentito una pianificazione precisa e predicibile.
Le faccette in zirconia rappresentano una valida opzione per la riabilitazione estetica anteriore in pazienti selezionati, con il vantaggio di una maggiore resistenza e un’estetica soddisfacente, soprattutto se supportate da una pianificazione digitale dettagliata e una corretta esecuzione clinica.

 

Autori:

 

Dr. Federico Emiliani

Odt. Francesco Ferretti Odt. Fabrizio Ferretti

L’impiego di CERABIEN MiLai in una riabilitazione con faccette

Caso clinico realizzato da Odt. Francesco Napolitano

 

Il caso presentato, affidato al laboratorio dal Dr. Giorgio Atzeri, tratta il ripristino dell’arcata superiore mista tra denti ed impianti.

Dopo aver eseguito una progettazione digitale del caso, che è stata approvata dal medico e dal paziente, si è proceduto con le fasi successive quali preparazione dei denti, posizionamento implantare mediante chirurgia guidata nelle zone edentule e posizionamento del provvisorio per la guarigione dei tessuti.

Ultimata la guarigione dei tessuti e l’osteointegrazione degli impianti, il medico ha eseguito delle scansioni intraorali per la progettazione del definitvo.

Il lavoro eseguito in laboratorio non è altro che la copia del provvisorio, trasformato in KATANA™ Zirconia, in forma monolitica per il settore posteriore, e con cut-back di 0,4 mm da 13 a 23.

Fresata la zirconia, il lavoro è stato finalizzato con CERABIEN™ MiLai.

Per aggiungere effetti sui restauri in zirconia, sono stati utilizzati gli internal ricoperti da una massa opalescente, LT1.

 

Fig. 1: Foto iniziali.

 

Fig. 2: KATANA Zirconia YML posizionata su modello 3D.

 

Fig. 3: Applicazione CERABIEN™ MiLai Internal Stain [Incisal Blue 1 + Bright (20+80), Bright + A+ (70+30), Bright + Salmon Pink + Gray + A+ (60+15+15+10)].

 

Fig. 4: Ricopertura con CERABIEN™ MiLai LT1 per completare il volume.

 

Fig. 5: Lavoro ultimato su modello.

 

Fig. 6: Lavoro ultimato in situ.

 

Autore:

Odt. Francesco Napolitano

Diplomato nel 2000 all’I.P.S.I.A. “G. Giorgi” di Avellino, ha iniziato la sua carriera collaborando con laboratori di eccellenza del territorio campano, tra cui quello del Maestro Vincenzo Mutone. Nel tempo ha sviluppato una profonda specializzazione nella protesi fissa, con particolare attenzione alla zirconia, ai metalli e ai compositi, distinguendosi per competenza e precisione.
Appassionato di innovazione, si è dedicato con entusiasmo alle tecnologie CAD-CAM, partecipando a numerosi corsi di perfezionamento con esperti di fama nazionale e internazionale. Ha tenuto corsi con il Dott. Massimo Buda sull’implantologia computer assistita e ha ottenuto importanti riconoscimenti, tra cui la vittoria dei contest ANTLO 2019 e ANTLO Challenge 2020.
Dal 2019 collabora con Kuraray Noritake come relatore e formatore sulla zirconia cubica e microstratificazione, ed è docente ANTLO Formazione. Dal 2023 è socio attivo dell’AOA, continuando a promuovere una visione moderna e digitale dell’odontotecnica.
Oggi dirige il laboratorio “YOUR SMILE” a Nola, dove affianca medici di fama internazionale, unendo esperienza artigianale e tecnologie avanzate.

Odontoiatria minimamente invasiva e flusso digitale: applicazione clinica della Flow Injection Technique

Caso clinico realizzato da Dr.ssa Claudia Mazzitelli e Dr. Edoardo Mancuso

Introduzione

L’estetica dentale è sempre più centrale e richiede trattamenti predicibili, rapidi ed economicamente accessibili. L’odontoiatria minimamente invasiva privilegia restauri diretti, semplificati oggi dall’evoluzione dei compositi fluidi, che hanno raggiunto caratteristiche ottiche e meccaniche pari o superiori a quelle dei materiali a pasta. L’evoluzione delle resine fluide ha trovato largo impiego nella flow injection technique (FIT). Inoltre, la possibilità di stampa 3D delle mascherine permette di ridurre la variabilità operatore-dipendente garantendo estetica di alto livello.


Caso clinico

Un paziente di 24 anni lamentava un inestetismo del sorriso. Dopo esami clinici e radiografici, è stato pianificato un restauro estetico tramite FIT. La ceratura digitale, realizzata con scansione intraorale (Trios 5), ha permesso di progettare una mascherina personalizzata in resina trasparente (IBT Flex Resin, Formlabs). Dopo la preparazione e l’isolamento, i denti sono stati sabbiati, mordenzati, e un adesivo
universale (CLEARFIL™ Universal Bond Quick 2) è stato applicato e fotopolimerizzato. Attraverso i fori della mascherina è stata iniettata resina fluida (CLEARFIL MAJESTY™ ES Flow Low), seguita da rifinitura e lucidatura (TWIST™ DIA for Composite). 


Risultati

Il trattamento, completato in due ore, ha portato a un miglioramento estetico immediato e stabile, confermato ai controlli a una settimana e sei mesi, con ottima salute gengivale e mantenimento dei restauri.


Discussione

La FIT offre risultati estetici predicibili, workflow digitale e riduzione dei tempi clinici rispetto ai restauri indiretti, mantenendo la possibilità di futuri trattamenti protesici. L’evoluzione dei compositi fluidi e delle mascherine 3D ha migliorato la precisione del trasferimento clinico e la riproducibilità, permettendo soluzioni estetiche rapide e conservative.

Caso clinico

Un paziente di sesso maschile di 24 anni si è presentato presso il nostro studio riferendo disagio estetico legato al sorriso, con ripercussioni sulla spontaneità e sulla vita sociale. Dopo anamnesi medica e odontoiatrica, è stato effettuato un colloquio per comprendere le aspettative estetico-funzionali e le possibilità economiche.
L’esame obiettivo, accompagnato da fotografie, video in posizione statica e dinamica, analisi parodontale e radiografie, ha evidenziato restauri incongrui di IV classe sugli elementi 11 e 21, con asimmetria del sestante anterosuperiore (Fig. 1). È stata quindi proposta una riabilitazione estetica mediante Flow Injection Technique estesa da 1.3 a 2.3.


 Fig. 1

 

Pianificazione

Tramite la scansione intraorale (Trios 5, 3shape) è stata realizzata una ceratura digitale sulle basi della quale è stato progettato digitalmente una mascherina digitale per l’iniezione del materiale (Fig. 2). La mascherina è stata quindi stampata in resina trasparente (IBT Flex Resin, Formlabs) (Fig. 3). Una volta terminato la post-polimerizzazione, sono stati realizzati dei fori calibrati per il puntale della siringa utilizzata per l’iniezione della resina composita fluida (Fig. 4).

Fig. 2

Fig. 3

Fig. 4

 

Procedura operativa

Dopo ottenimento del consenso informato, i vecchi restauri su 11 e 21 sono stati rimossi con frese diamantate sotto irrigazione. I margini sono stati rifiniti e bisellati (Fig. 5). La mascherina è stata posizionata sull’arcata superiore e valutata per stabilità e ritenzione. Irestauri sono stati eseguiti in maniera alternata e per isolare gli elementi adiacenti, è stato applicato uno strato di Teflon (0,076 mm). Le superfici dei denti da restaurare sono state sabbiate con ossido di allumina (50µm), mordenzate con acido ortofosforico al 37% per 15 s, risciacquate e asciugate (Fig. 6).

Fig. 5

Fig. 6


È stato quindi applicato un adesivo universale (CLEARFIL™ Universal Bond Quick 2, Kuraray Noritake) (Fig. 7) e polimerizzato con lampada LED (SmartLite® Pro, Dentsply Sirona), 10 s per dente) (Fig. 8).
Attraverso i fori, è stata iniettata una resina fluida (CLEARFIL MAJESTY™ ES Flow Low, colore W, Kuraray Noritake) fino a riempire la mascherina dei primi denti preparati (Fig. 9). Dopo polimerizzazione per 40s per ciascun dente, la mascherina è stata rimossa e una seconda polimerizzazione è stata eseguita una volta rimossa la mascherina. Gli eccessi di resina sono poi stati eliminati con uno scaler. 

Fig. 7

Fig. 8

Fig. 9

La medesima procedura è poi stata ripetuta sugli altri elementi interessati, isolando quelli già restaurati tramite l’utilizzo del nastro di Teflon (Figg. 10-15). 

Fig. 10

Fig. 11

Fig. 12

Fig. 13

Fig. 14

Fig. 15

Una volta rimossa la mascherina sono stati eliminati gli eccessi, è stata inserita una diga di gomma tagliata in centro al fine di migliorare il comfort del paziente e la visibilità e i restauri sono stati rifiniti con frese diamantate a grana fine. Infine è stata effettuata una lucidatura progressiva con dischi in silicone (TWIST™ DIA for Composite, Kuraray Noritake) (Figg. 16-17 ). 

Fig. 16

Fig. 17


Risultati clinici

Una volta ultimati i restauri (Figg.18-19) e controllati i contatti occlusali e dinamici, il paziente ha espresso soddisfazione immediata, confermata al controllo a distanza di una settimana (Fig. 20). La riabilitazione ha richiesto complessivamente due ore, inclusa la documentazione fotografica, rappresentando un trattamento rapido, minimamente invasivo ed economicamente vantaggioso rispetto a restauri indiretti. 

Fig. 18

Fig. 19

Fig. 20


Il controllo a sei mesi (Figg. 21-22) non solo ha confermato la sopravvivenza dei restauri, ma evidenzia anche un’ottima salute gengivale, a dimostrazione della correttezza del profilo di emergenza e dell’elevata lucidabilità dei margini cervicali ottenuti con questa tecnica restaurativa.


Fig. 21

Fig. 22


Discussione

La Flow Injection Technique rappresenta oggi una valida alternativa nell’ambito della restaurativa diretta, poiché unisce semplicità operativa a risultati estetici predicibili. Il principale vantaggio risiede nella riduzione della variabilità legata alla manualità dell’operatore, grazie al ruolo guida della mascherina che consente di trasferire in modo fedele il progetto digitale o il wax-up iniziale. L’esito estetico risulta quindi altamente controllabile, mentre l’approccio clinico rispetta i principi dell’ odontoiatria minimamente invasiva. A ciò si aggiunge l’efficienza del metodo, che permette tempi operativi contenuti e costi ridotti rispetto ad una riabilitazione con restauri indiretti, pur mantenendo aperta la possibilità di un successivo passaggio a soluzioni protesiche più complesse.
Elemento chiave di questo approccio è l’evoluzione dei compositi fluidi, la cui nuova generazione ha superato i limiti storici di fragilità e usura, offrendo caratteristiche meccaniche e ottiche comparabili, se non superiori, alle resine a pasta. Tale progresso ha reso possibile impiegare i materiali fluidi non solo come supporto complementare, ma come reale protagonista di una tecnica restaurativa che punta a semplificare il lavoro clinico e a migliorare la prevedibilità dei risultati.
Parallelamente, lo sviluppo della stampa 3D applicata alla produzione delle mascherine trasparenti ha introdotto un ulteriore salto qualitativo. Il workflow digitale consente infatti di ridurre i tempi di fabbricazione, di standardizzare le procedure, di ottenere una riproducibilità elevata e di progettare in maniera personalizzata a partire da scansioni intraorali. L’accuratezza del trasferimento clinico risulta così significativamente aumentata, con un impatto positivo sulla qualità e sulla stabilità del restauro finale.
La sinergia tra resine fluide performanti e mascherine digitali stampate in 3D offre dunque al clinico la possibilità di proporre al paziente soluzioni estetiche rapide, accessibili e al tempo stesso aderenti ai principi della odontoiatria conservativa moderna.

Conclusioni

La Flow Injection Technique, supportata dai compositi fluidi di ultima generazione e dalle potenzialità della stampa 3D, rappresenta una strategia restaurativa moderna ed efficace. Il caso clinico presentato evidenzia come sia possibile offrire al paziente un trattamento estetico soddisfacente, rapido e conservativo, mantenendo aperta la possibilità di un futuro passaggio a restauri indiretti qualora necessario.
Questa tecnica, unendo materiali innovativi e tecnologie digitali, segna un passo avanti verso un’odontoiatria estetica sempre più predicibile, accessibile e centrata sulle esigenze del paziente.

 

Bibliografia

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Checchi V, Generali L, Corciolani L, Breschi L, Mazzitelli C, Maravic T. Wear and roughness analysis of two highly filled flowable composites. Odontology. 2025 Apr;113(2):724-733. doi: 10.1007/s10266-024-01013-0.

Liaropoulou YM, Jiménez AK, Chierico F, Blatz MB. The Multilayer Flowable Injection Technique for Highly Esthetic Restorations. J Esthet Restor Dent. 2025 Jun 27. doi: 10.1111/jerd.13500.

Watanabe K, Tanaka E, Kamoi K, Tichy A, Shiba T, Yonerakura K, Nakajima M, Han R, Hosaka K. A dual composite resin injection molding technique with 3D-printed flexible indices for biomimetic replacement of a missing mandibular lateral incisor. J Prosthodont Res. 2024 Oct 16;68(4):667-671. doi: 10.2186/jpr.JPR_D_23_00239.

Shui Y, Wu J, Luo T, Sun M, Yu H. Three dimensionally printed template with an interproximal isolation design guide consecutive closure of multiple diastema with injectable resin composite. J Esthet Restor Dent. 2024 Oct;36(10):1381-1387. doi: 10.1111/jerd.13268.

Hulac S, Kois JC. Managing the transition to a complex full mouth rehabilitation utilizing injectable composite. J Esthet Restor Dent. 2023 Jul;35(5):796-802. doi: 10.1111/jerd.13065.

Lawson NC, Greene Z, Machado N, Tadros D, Robles A, Rocha M. Resin Composite Depth of Cure Through Transparent Matrix Materials Used for Injection Molding. Oper Dent. 2025 Mar 1;50(2):185-193. doi: 10.2341/24-100-L.

 

Autori

Dr.ssa Claudia Mazzitelli

Responsabile scientifico laboratorio in Biomateriali Dentari,

Tutor clinico presso il Master Int. in Odontoiatria Conservativa e Protesi Estetica, Resp. attività didattiche del Corso di Laurea in Igiene Dentale presso l'Università di Bologna.

Relatrice a numerosi congressi nazionali e internazionali e autrice di pubblicazioni scientifiche su riviste indicizzate ad alto impatto.

Dr. Edoardo Mancuso

Esperto in odontoiatria conservativa e protesica ad approccio minimamente invasivo.

Collabora con gruppi di ricerca internazionali su tecniche adesive e preparazioni minimamente invasive.
Esercita come libero professionista a Bologna.

Relatore e autore di lavori scientifici presentati a congressi nazionali e internazionali, pubblica articoli su riviste scientifiche di rilievo.