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Razionale e vantaggi del nuovo sistema di faccette MiLai-KATANA

Quali sono i principi e le motivazioni alla base dell’introduzione di un nuovo concetto di faccetta, frutto dell’integrazione tra la ceramica CERABIEN™ MiLai e KATANA™ Zirconia?

La sinergia tra questi materiali, differenti ma perfettamente complementari, permette di raggiungere un equilibrio ottimale tra estetica, resistenza e affidabilità clinica, delineando un approccio evoluto e consapevole al restauro protesico.

 

Gestione delle discromie

In presenza di discromie o tinte di base fino al colore A3,5, KATANA™ Zirconia Natural White (NW) offre un’eccellente capacità coprente, neutralizzando le alterazioni cromatiche e uniformando il colore naturale del dente, senza compromettere traslucenza e vitalità del restauro.


Massima luminosità e brillantezza

Quando l’obiettivo è ottenere un colore più chiaro e luminoso possibile, KATANA™ Zirconia NW garantisce un bianco cangiante ad alta luminosità, ideale per risultati estetici di massima naturalezza.


Gestione di casi complessi

In situazioni in cui coesistono denti naturali e impianti con variazioni di spessore o presenza di discromie marcate, le proprietà ottiche avanzate di KATANA™ Zirconia Natural White (NW) consentono di mascherare efficacemente le differenze cromatiche, assicurando uniformità di colore e luminosità. Inoltre, riducono significativamente l’effetto di metamerismo, anche con spessori minimi.


Ottimizzazione con preparazione verticale

In caso di preparazione verticale, l’elevata resistenza meccanica, la perfetta integrazione marginale e la facile lavorabilità del materiale garantiscono un adattamento preciso e risultati clinici affidabili. 


Faccetta addizionale ultra-sottile

Lo spessore complessivo di soli 0,4 mm, comprensivo sia della stratificazione in CERABIEN™ MiLai sia del substrato in KATANA™ Zirconia, consente di realizzare faccette additive con minimo sacrificio di tessuto dentale e massima resa estetica.


Efficienza del flusso digitale

Il sistema garantisce riduzione di tempi e costi grazie a un flusso completamente digitale: dalla scansione intraorale alla fresatura a secco di KATANA™ Zirconia, fino alla caratterizzazione estetica con CERABIEN™ MiLai e alla cementazione definitiva con PANAVIA™.

 

Credits: Immagine header tratta dal caso clinico realizzato da Dr. Federico Emiliani e da Odt. Francesco e Fabrizio Ferretti. Caso clinico completo disponibile a questo link 

KATANA™ Zirconia Natural White: la faccetta che non c’era

La richiesta di restauri bianchi, luminosi alimentata da media e social, è in costante crescita. Pazienti di ogni età aspirano a un “sorriso smagliante”, spingendo i clinici a dover accettare queste richieste sempre più diffuse e pressanti.

Tuttavia, è evidente che la disponibilità economica rappresenta spesso un limite, rendendo le faccette estetiche tradizionali accessibili solo a una fascia più ristretta della popolazione. In questo contesto, si spiega l’affermazione della tecnica di flow injection dei compositi come valida alternativa alle faccette in ceramica per il suo vantaggioso rapporto costo-beneficio.


Va inoltre considerato l’impatto demografico della professione odontoiatrica: si stima che, entro cinque anni, oltre il 40% degli attuali dentisti andrà in pensione. La nuova generazione di professionisti, formata con un approccio più conservativo, privilegia trattamenti mini-invasivi e restauri sottili e adesivi.
Questo cambiamento generazionale apre importanti opportunità di sviluppo clinico e professionale per le faccette e gli intarsi estetici solo a patto che si disponga di una proposta sostenibile sia per lo studio sia per il paziente.


Infine, un’ulteriore considerazione riguarda la traslucenza delle faccette realizzate con ceramiche a base di silicato: la loro applicazione risulta spesso limitata e controindicata nei casi in cui il substrato naturale presenti tinte nell’ordine dei colori A3–A3.5 o discromie.


In risposta a queste esigenze, nasce la faccetta MiLai-KATANA, una soluzione in ceramica rinforzata con ossido di zirconio che unisce estetica, accessibilità e performance clinica.

 

Caratteristiche principali


• Design ultra-conservativo: faccetta KATANA™ Zirconia con spessore di soli 0,4 mm e stratificazione con ceramica CERABIEN™ MiLai a partire da 20–30 micron.
• Estetica sofisticata: la ceramica CERABIEN™ MiLai consente la creazione di effetti interni e la finitura con smalti opalescenti in gel ceramici CZR™ FC Paste Stain.
• Traslucenza e mascheramento: le proprietà ottiche della zirconia assicurano un’eccellente capacità di mascheramento anche su substrati normalmente non adatti alle faccette in ceramica.

 

Vantaggi per il clinico


• Workflow digitale completo con pre-visualizzazione per il paziente.
• Preparazione mini-invasiva, anche verticale.
• Elevata resistenza, facilità di cementazione adesiva con PANAVIA™.
• Adatte anche a colori dentinali e discromie.
• Ideali per faccette “bianche ad alto valore”.

 

Vantaggi per il laboratorio


• Fresatura CNC a secco, senza necessità di investire in una CNC ad umido.
• Efficienza della produzione: riduzione di tempi e costi.
• Versatilità clinica: ideali anche per clinici non esperti.
• Aprono nuove opportunità di collaborazione profittevoli - con nuovi studi odontoiatrici.

 

Credits: Immagine header per gentile concessione dell'Odt. Antonio Corradini.

Nuovo PRO Studio Magazine #4

È arrivato il nuovo PRO Magazine, il magazine dedicato ai professionisti del settore dentale che desiderano restare aggiornati su materiali all’avanguardia, tecniche innovative e promozioni esclusive.

 

PRO: PROCEDURE, PRODOTTI, PROMOZIONI

All'interno di PRO Magazine, troverai specifiche sui nostri prodotti, approfondimenti clinici, video procedure e highlights per ottimizzare il workflow clinico, sfruttare al massimo il potenziale dei prodotti e approfondire nuove tecniche innovative.

Scopri come PRO Magazine può ispirare il tuo lavoro quotidiano, aumentare l'efficienza e ottenere risultati ancora più soddisfacenti per te e per i tuoi pazienti.

PROCEDURE
➡️ Chiusura dei diastemi mediante Flow Injection Technique 
➡️ Faccette estetiche anteriori con IVENEER 
➡️ Restaurativa diretta con Universal Excellence 
➡️ Restaurativa indiretta con Universal Excellence
➡️ Riabilitazione della dentatura usurata con CLEARFIL™ AP-X 

PRODOTTI
➡️ UNIVERSAL EXCELLENCE — ecosistema di 5 prodotti per restaurativa diretta e indiretta
➡️ IVENEER — matrice per iniezione diretta per faccette anteriori chairside
➡️ CLEARFIL™ AP-X — composito microibrido ad alto contenuto di filler per restauri posteriori nei denti gravemente usurati

PROMOZIONI
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Ripristino funzionale ed estetico nel settore posteriore con intarsio in KATANA™ AVENCIA™ Block 2

Caso clinico realizzato dal Dr. Pierpaolo Nardelli (Studio Dr. Valerio Gatto) e Odt. Leo Colella

Il ripristino di elementi posteriori compromessi da vecchie otturazioni infiltrate rappresenta una delle sfide più frequenti nella pratica clinica quotidiana.

In questi casi, la scelta tra un approccio diretto e uno indiretto deve tenere conto dell’entità del tessuto perso, della necessità di ricostruire correttamente i contatti interapprossimali e dell’obiettivo di garantire al paziente un risultato stabile e duraturo nel tempo.

Nel caso descritto, un paziente di 67 anni si è presentato alla visita con vecchie otturazioni in composito nel settore posteriore (elementi da verificare con gli autori), clinicamente e radiograficamente infiltrate.

Dopo accurata valutazione clinica e radiografica, si è optato per la sostituzione mediante intarsi indiretti realizzati con KATANA™ AVENCIA™ Block 2 (Kuraray Noritake Dental), scartando l’approccio diretto in considerazione dell’estensione delle cavità e della necessità di ripristinare un’anatomia occlusale precisa e funzionale.

 

Per visualizzare il caso clinico completo, clicca sull'immagine per scaricare il pdf.

 

L’evoluzione della flow injection: la rivoluzione della dima digitale anatomica con isolamento del campo operatorio

Caso clinico realizzato dal Dr. Giuseppe Iacona

La Flow Injection Technique ha trasformato il modo in cui approcciamo i restauri estetici additivi, offrendo una soluzione intermedia tra la stratificazione manuale e le faccette in ceramica.

Il suo limite clinico principale è sempre stato la difficoltà nel conciliare la dima trasparente con un isolamento impeccabile del campo operatorio.
Grazie all’integrazione del workflow digitale, presentiamo oggi un’evoluzione cruciale: la Flow Injection 3.0, realizzata attraverso una dima iniettiva digitale anatomica.

Questo dispositivo non è un semplice guscio di trasferimento, ma uno strumento di precisione progettato per integrarsi con la diga di gomma e garantire adesione sicura ed estetica superiore, grazie all’utilizzo di CLEARFIL™ MAJESTY™ ES Flow (Low).

 

Per visualizzare il caso clinico completo, clicca sull'immagine per scaricare il pdf.

 

Restauro estetico mini-invasivo del settore anteriore superiore

Caso Clinico realizzato dal Dr. Giuseppe Iacona

Il restauro del settore estetico rappresenta una delle sfide più complesse in odontoiatria restaurativa e protesica, specialmente in presenza di discromie severe del moncone sottostante. L'obiettivo primario è il ripristino dell'armonia del sorriso (bioemulazione) garantendo al contempo la massima conservazione del tessuto dentale (approccio mini-invasivo).

Storicamente, il disilicato di litio è stato il materiale d'elezione per le faccette grazie alla sua eccellente traslucenza. Tuttavia, la sua limitata capacità mascherante richiede spessori maggiori in caso di substrati scuri, compromettendo la conservazione dello smalto.


L'avvento della zirconia multistrato di nuova generazione, come KATANA™ Zirconia YML di Kuraray Noritake, ha rivoluzionato questo paradigma.

Questo materiale combina un'elevata resistenza meccanica (1100 MPa) con un'alta traslucenza (49%), grazie a una struttura a gradiente che integra cristalli tetragonali nel body layer e un contenuto cubico crescente verso lo strato dello smalto, mimando la progressione naturale del dente.
Questa combinazione unica permette la realizzazione di restauri ultrasottili con eccellente mascheramento del substrato scuro e massima naturalezza ottica.

Il presente caso clinico documenta il protocollo completo per il restauro di un incisivo centrale superiore (2.1) gravemente compromesso e del settore incisale antero-superiore, combinando l'uso di KATANA™ Zirconia YML con la tecnica di stratificazione interna modificata MIL™ (Modified Internal Layering).

 

Per visualizzare il caso clinico completo, clicca sull'immagine per scaricare il pdf.

 

 

Faccette dentali: quando il protocollo giusto cambia la risposta del paziente

La ceramica feldspatica resta il gold standard estetico. Ma il paziente che non può permettersela, o che rifiuta la preparazione del dente, non è un caso perso. È un caso che richiede un protocollo diverso.

 

Il problema reale non è il materiale. È l'accesso alla cura

Ogni clinico che lavora quotidianamente sulle faccette estetiche conosce questa dinamica: il paziente arriva motivato, la diagnosi è chiara, il piano terapeutico è definito. Poi arriva il preventivo, la spiegazione della preparazione dentale, le tempistiche e il paziente tentenna.
È un fatto che i protocolli tradizionali con faccette in ceramica feldspatica comportano costi elevati e, nella maggior parte dei casi, richiedono la riduzione dello smalto. Per molti pazienti, questa combinazione è una barriera concreta.
L'evoluzione dei materiali e delle tecniche adesive negli ultimi anni ha prodotto alternative documentate scientificamente: la Flow Injection Technique con compositi fluidi e le faccette in feldspato rinforzato in zirconia rappresentano oggi, nei casi appropriati, opzioni per estendere l'accesso alle riabilitazioni estetiche senza rinunciare a predicibilità, durata e bianco luminoso.

 

Cosa cambia con le alternative meno invasive

Le faccette in feldspato rinforzato in zirconia e la Flow Injection Technique non sostituiscono la ceramica feldspatica. La affiancano, con indicazioni cliniche precise.
I vantaggi documentati in letteratura includono la riduzione o l'eliminazione della preparazione dentale, costi clinici inferiori che rendono il trattamento accessibile a un bacino più ampio di pazienti, e risultati estetici predicibili supportati da dati a lungo termine – in particolare per i protocolli adesivi sulla zirconia, dove le evidenze si sono consolidate negli ultimi anni.

 

Sostenibilità biologica ed economica: un principio clinico

Il concetto di sostenibilità in odontoiatria estetica ha due dimensioni che si intersecano: biologica ed economica. Un restauro biologicamente sostenibile rispetta i tessuti, minimizza l'invasività e garantisce longevità. Un restauro economicamente sostenibile è quello che il paziente può permettersi e che quindi viene effettivamente realizzato.
Quando queste due dimensioni convergono in un protocollo clinico corretto, il risultato è un'odontoiatria che allarga il proprio raggio d'azione senza abbassare gli standard. Questo è il presupposto su cui si costruisce il programma scientifico del Veneer Evolution Day.

 

Veneer Evolution Day: cinque relatori, un problema condiviso

Il 10 ottobre 2026, al Museo Storico Alfa Romeo di Arese (Milano), Kuraray Noritake Italia organizza il Veneer Evolution Day: un simposio scientifico costruito intorno a una sola domanda operativa: come offrire a un numero maggiore di pazienti trattamenti estetici di qualità senza compromettere il rigore clinico.
Il programma riunisce cinque relatori internazionali:

  • il Prof. Markus B. Blatz parlerà di faccette estetiche anteriori e posteriori: materiali, indicazioni e workflow digitale e di adesione alla zirconia e protocolli clinici per le ZRBFDP.
  • Il Prof. Lorenzo Breschi approfondirà l’adesione dentale come fondamento della sostenibilità biologica.
  • Il Dr. Michał Jaczewski illustrerà le tecniche additive e la Flow Injection Technique per un'estetica accessibile e minimamente invasiva.
  • La Dr.ssa Ioana Datcu parlerà di riabilitazioni estetiche complesse: workflow digitale, comunicazione al paziente, indicazioni e vantaggi di ceramica feldspatica, vetroceramica e faccette in zirconia.
  • L'Odt. Nondas Vlachopoulos approfondirà la selezione dei materiali nei restauri minimamente invasivi.
    Al termine della sessione finale di domande e risposte, i partecipanti avranno accesso alla visita del Museo Storico Alfa Romeo, con ingresso offerto da Kuraray Noritake.

 

Informazioni pratiche

  • Data: 10 ottobre 2026, ore 8.45–15.45
  • Sede: Museo Storico Alfa Romeo, Viale Alfa Romeo, Arese (MI)
  • Quota di partecipaizone: €100 IVA inclusa. Pranzo e visita al Museo Alfa Romeo offerti a tutti i partecipanti.
  • Destinatari: odontoiatri e odontotecnici
  • Le iscrizioni sono aperte. I posti disponibili sono limitati.

 

KATANA™ AVENCIA™ Block 2: la ceramica ibrida di seconda generazione per il CAD/CAM chairside

Restauri monoelemento efficienti, esteticamente integrati, pronti in meno tempo

Kuraray Noritake Dental presenta KATANA™ AVENCIA™ Block 2: blocchetti in ceramica ibrida di nuova generazione, progettati per semplificare il flusso di lavoro chairside senza rinunciare alla qualità del risultato finale.


Due varianti, un’unica coerenza estetica

KATANA™ AVENCIA™ Block 2 è disponibile in due versioni ottimizzate per ogni indicazione clinica:

•    Multi-Layered (ML) – gradazione cromatica continua per corone dall’aspetto naturale
•    High-Translucent (HT) – translucenza elevata per restauri parziali come inlay e onlay

Entrambe impiegano filler a particelle ultrafini ad alta concentrazione, per un equilibrio affidabile tra prestazioni meccaniche ed estetica costante.

 

Resistenza, semplicità, tempo risparmiato

Il processo produttivo proprietario garantisce impregnazione uniforme della resina, elevata densità di filler e superfici lisce. Il risultato: restauri durevoli, resistenti all’usura, lucidabili rapidamente fino all’alta brillantezza.

  • Nessuna cottura richiesta.
  • Fresatura a umido o a secco.
  • Compatibile con i principali sistemi CAD/CAM.
  • I protocolli di adesione supportano cementi resinosi autoadesivi e convenzionali, con piena flessibilità clinica.
  • I restauri rimangono modificabili e riparabili nel tempo.

 

Parte dell’ecosistema Universal Excellence

KATANA™ AVENCIA™ Block 2 si integra nell’ecosistema Universal Excellence di Kuraray Noritake Dental, con piena compatibilità con PANAVIA™ SA Cement Universal, PANAVIA™ V5 e CLEARFIL™ Universal Bond Quick 2 per risultati prevedibili in ogni indicazione clinica.
Disponibile nelle versioni ML e HT, in molteplici colori e dimensioni, con attacchi Universal e CEREC.

 

Per scaricare la brocure di KATANA™ AVENCIA™ Block 2, clicca qui

 

PURE Control: Un processo di valutazione in tre step per risultati ottimali nei restauri completamente in ceramica

COS'È IL PROTOCOLLO PURE CONTROL?

La crescente richiesta di un’estetica naturale in odontoiatria ha favorito l’affermazione dei restauri completamente in ceramica. Parallelamente, il workflow digitale ha progressivamente sostituito le procedure analogiche tradizionali.
I restauri monolitici si sono affermati per affidabilità, precisione e resistenza meccanica, pur evidenziando limiti dal punto di vista estetico. Questo ha portato allo sviluppo di nuove tecniche, tra cui la micro-stratificazione, un approccio che privilegia la traslucenza e gli effetti interni riducendo lo spessore dello strato estetico.
Tuttavia, questa tecnica ha introdotto nuove sfide, in particolare nei casi che combinano materiali diversi.
Le differenze nelle proprietà ottiche tra zirconia e disilicato di litio richiedono un approccio metodico per ottenere armonia estetica.

L'Odt. Andreas Chatzimpatzakis presenta un processo di valutazione in tre step per la micro-stratificazione, basato su Valore, Croma e Forma, progettato per fornire al tecnico un controllo preciso sul restauro protesico finale.
Il processo consente di ottenere risultati estetici prevedibili e di alto livello anche nei casi complessi con materiali misti.

 

IL CONCETTO DI PURE CONTROL

PURE Control fornisce agli odontotecnici un approccio semplice e strutturato per la valutazione dei restauri ceramici durante le fasi di lavorazione.

Il processo si concentra sull’analisi di tre parametri estetici fondamentali:

  • Valore (Value) – la luminosità del restauro
  • Croma (Chroma) – l’intensità del colore
  • Forma (Shape) – morfologia e tessitura superficiale

Questa valutazione strutturata consente al ceramista di mantenere il controllo estetico durante l’intero processo di stratificazione.

 

WORKFLOW PRATICO: PURE CONTROL IN PRATICA

Per approfondire il protocollo PURE CONTROL, clicca sull'immagine qui sotto per scaricare il pdf.

 

 

 

Odontotecnico:

ANDREAS CHATZIMPATZAKIS

Andreas si è laureato presso l'Istituto di Odontotecnica (TEI) di Atene nel 1999. Durante gli studi ha seguito un programma presso il Dipartimento di Odontotecnica del Politecnico di Helsinki, dove si è specializzato in sovrastrutture implantari e restauri protesici in ceramica integrale. Dal 2000 gestisce il Laboratorio Odonto-tecnico ACH ad Atene, in Grecia, specializzato in faccette in materiali refrattari, zirconia e protesi implantari a campata estesa. Nel 2017 Andreas è stato in Giappone, dove si è formato sotto la guida di Hitoshi Aoshima, Naoto Yuasa e Kazunabu Yamanda, diventando Formatore Internazionale per Kuraray Noritake Dental Inc.

 

 

 

Avvitato o incollato? Come scegliere il protocollo giusto nelle grandi riabilitazioni in zirconia

Nella gestione delle riabilitazioni dento-scheletriche estese, la scelta tra soluzione avvitata e incollata è spesso presentata come un'alternativa netta. In realtà, chi lavora su casi complessi lo sa bene: non esiste una risposta universale. Esiste però un metodo per trovare quella giusta, che passa dalla corretta lettura del caso clinico, dalla scelta del materiale e dalla padronanza dei protocolli operativi.
Nel volume Zirconia in odontoiatria – Protocolli clinici ed evidenze (Kuraray Noritake/Edra, 2025), l'Odt. Marco Stoppaccioli e i suoi collaboratori descrivono il percorso evolutivo che ha portato alla definizione di tre approcci distinti per il trattamento delle atrofie gravi, tutti basati sull'impiego di KATANA™ Zirconia.

 

Zirconia su zirconia: tenacità ed estetica nello stesso manufatto

Il protocollo "zirconia su zirconia", ideato da Stoppaccioli nel 2016, nasce dalla necessità di conciliare due requisiti che in passato sembravano incompatibili: la tenacità strutturale e la resa estetica. La letteratura aveva già evidenziato l'importanza di parametri quali i requisiti di spazio e dimensione, la geometria della distribuzione implantare e il design della struttura come fattori determinanti per il successo clinico a lungo termine delle riabilitazioni monolitiche su impianti.¹
La soluzione sta nella scomposizione del progetto in due file distinti: uno strutturale, realizzato in KATANA™ Zirconia HTML PLUS (1200 MPa), e uno anatomico, in KATANA™ Zirconia STML multilayer ad alta traslucenza (750 MPa). I due elementi vengono fusi in laboratorio attraverso ceramica specifica per zirconia, ottenendo un manufatto monolitico che sfrutta al massimo le proprietà di entrambi i materiali.²
Questo approccio consente di centrare correttamente l'impiego del multilayer in funzione del volume da ricostruire — un aspetto spesso critico nelle protesi dento-scheletriche estese — e di controllare con precisione la biomodulazione ottica del manufatto finale. La zirconia monolitica lucidata presenta inoltre coefficienti di abrasione inferiori a quelli del disilicato di litio e delle ceramiche stratificate, con effetti positivi sulla longevità dell'arcata antagonista.³

 

Fig. 1: Integrazione biomimetica della riabilitazione protesica nel cavo orale (caso di M. Stoppaccioli).

 

Zirconia su titanio incollata: quando l'interfaccia strutturale fa la differenza

Nei casi in cui la complessità biomeccanica o la posizione degli impianti richiede un supporto strutturale più resistente, il frame in titanio fresato CAD/CAM diventa la base portante della riabilitazione. Studi retrospettivi hanno dimostrato come le strutture in zirconia pura tendano a concentrare le sollecitazioni in misura maggiore rispetto al titanio, con potenziale aumento del rischio di frattura nel lungo termine.⁴
La sovrastruttura anatomica, realizzata in KATANA™ Zirconia YML (gradiente progressivo 1100-750 MPa), viene incollata alla barra in titanio con PANAVIA™ V5 bianco opaco in laboratorio, su modello di precisione. Il risultato è una struttura ibrida che combina la resistenza meccanica del titanio con la biocompatibilità e la biomodulazione ottica della zirconia, garantendo al contempo un'interfaccia transmucosa anatomicamente ideale e una bassa adesione batterica.
Questa soluzione è particolarmente indicata per mascherare derivazioni implantari vestibolari e per creare un'interfaccia facilmente rimovibile dal clinico in fase di follow-up e igiene.

 

Fig. 2: Integrazione estetica e funzionale del lavoro nel cavo orale (caso di M. Stoppaccioli).

 

Zirconia su titanio hybrid avvitata: la risposta ai casi di ritrattamento

I casi di ritrattamento implanto-protesico — pazienti con impianti integrati ma protesi fallite — rappresentano una quota crescente del lavoro quotidiano in laboratorio. Gestirli richiede flessibilità progettuale e materiali che garantiscano longevità senza penalizzare la reversibilità. La letteratura ha documentato come procedure computer-guidate associate a protesi ibride producano outcome clinici significativamente migliori rispetto agli approcci convenzionali in termini di complicanze e costi a lungo termine.⁵
Il protocollo "zirconia su titanio hybrid" risponde a questa esigenza combinando una struttura individualizzata in titanio — progettata per portare Ti-base dedicati e compensare posizioni implantari non ideali — con sovrastrutture in zirconia monolitica avvitate sulle connessioni intermedie. La removibilità del manufatto facilita i controlli di igiene, riduce l'impatto sulle sedute di follow-up e consente interventi correttivi senza demolire l'intera riabilitazione.

 

Fig.3: Estetica del sorriso (caso di M. Stoppaccioli).

 

Il metodo prima del protocollo

Qualunque sia la soluzione adottata, la letteratura e l'esperienza clinica concordano su un punto: la predicibilità di una riabilitazione dento-scheletrica in zirconia dipende dalla qualità della pianificazione, non solo dalla scelta del materiale. Un recente studio retrospettivo su 14 pazienti riabilitati con full arch in zirconia — con follow-up medio di 36 mesi — ha riportato un tasso di sopravvivenza protesica del 100% e un successo protesico complessivo del 92,86%, con il 78,57% dei pazienti completamente soddisfatti del risultato.⁶
Requisiti di spazio e dimensione, geometria della distribuzione implantare, ap spread, cantilever, design della struttura e schema occlusale sono i parametri che vanno definiti prima ancora di aprire il software di fresaggio. La chirurgia guidata e il flusso digitale integrato — dalla ceratura diagnostica al provvisorio funzionalizzato, fino al definitivo — sono oggi gli strumenti che rendono questi protocolli predicibili e riproducibili anche nei casi più sfavorevoli.

 

 

Bibliografia
1.    Blasi A, Torosian AD, Aimplee S, Im S Bin, Camba AM, Chiche GJ. Implantatgetragene Gesamtrehabilitationen aus Zirkonoxid. QZ – Quintessenz Zahntechnik. 2018;1:38-60.
2.    Venezia P, Torsello F, Cavalcanti R, D'Amato S. Retrospective analysis of 26 complete-arch implant-supported monolithic zirconia prostheses with feldspathic porcelain veneering limited to the facial surface. J Prosthet Dent. 2015;114(4):506-512.
3.    Lawson NC, Janyavula S, Syklawer S, McLaren EA, Burgess JO. Wear of enamel opposing zirconia and lithium disilicate after adjustment, polishing and glazing. J Dent. 2014;42(12):1586-1591.
4.    Cinquini C, Alfonsi F, Marchio V, et al. The Use of Zirconia for Implant-Supported Fixed Complete Dental Prostheses: A Narrative Review. Dent J (Basel). 2023;11(6).
5.    Ravidà A, Barootchi S, Tattan M, Saleh MHA, Gargallo-Albiol J, Wang H. Clinical outcomes and cost effectiveness of computer-guided versus conventional implant-retained hybrid prostheses: A long-term retrospective analysis of treatment protocols. J Periodontol. 2018;89(9):1015-1024.
6.    Marchio V, Cinquini C, Alfonsi F, Romeggio S, Stoppaccioli M, et al. Retrospective Analysis of Full-Arch Zirconia Rehabilitations on Dental Implants: Clinical Outcomes and Patient Satisfaction. Appl Sci. 2025;15(1):416.

 

Flow Injection Technique e BEST.FIT

Intervista con il Dr. Enzo Attanasio

 

TECNICHE DI RESTAURO DIRETTO CHE FANNO RISPARMIARE TEMPO A OGNI ODONTOIATRA

Appassionato odontoiatra, rinomato relatore e inventore della tecnica BEST.FIT: il Dr. Enzo Attanasio ha molte preziose intuizioni da condividere con il suo pubblico. Lo abbiamo incontrato per parlare con lui degli aspetti più importanti, dei consigli e dei trucchi relativi alle due tecniche.

 

Dr. Attanasio, potrebbe riassumere i messaggi chiave iniziando dalla Flow Injection Technique (FIT)?

Se esiste una tecnica rivoluzionaria che combina i vantaggi dell'odontoiatria protesica e restaurativa, questa è sicuramente la tecnica di iniezione fluida, nota anche come stampaggio a iniezione. Oggi abbiamo a disposizione compositi fluidi eccezionali, che sono assolutamente alla pari con quelli in pasta in termini di proprietà meccaniche e ottiche. Purtroppo, però, molti odontoiatri non conoscono ancora questi prodotti. Nella mia conferenza di qualche mese fa a IDS intitolata "Flow Injection Technique", ho voluto sottolineare il potenziale di questi materiali e della tecnica. Inoltre, il mio obiettivo è stato quello di fornire una ricetta precisa che consentisse al pubblico di riprodurla nel proprio studio dentistico già dalla settimana successiva. La mia presentazione ha coperto l'intero flusso di lavoro, dalla selezione dei casi alla produzione del wax-up e della chiave in silicone trasparente, fino all'iniezione del composito fluido stesso.

 

E che dire di "BEST.FIT: una tecnica ibrida per un restauro efficiente ed estetico dei denti anteriori"?

Nella conferenza sulla FIT, abbiamo esplorato i limiti e i punti di forza di questa tecnica. BEST.FIT è un'evoluzione di tale approccio che cerca di superare le criticità sia dell'iniezione fluida che delle tecniche standard di restauro diretto anteriore. Allo stesso tempo, sfrutta i punti di forza di tali tecniche, con l'obiettivo finale di mettere il clinico in grado di affrontare un restauro anteriore senza stress eccessivo.

 

Concentriamoci innanzitutto sulla Flow Injection Technique. Quando e perché si opta per questa tecnica?

La FIT ha gli stessi campi di applicazione delle altre tecniche di restauro diretto e indiretto. È molto adatta, ad esempio, ai pazienti giovani che desiderano un trattamento con faccette. Nell'era dei social media, con immagini onnipresenti di influencer che hanno subito trattamenti estetici dentali, i nostri figli crescono con elevate aspettative estetiche. Quando si presentano nei nostri studi dentistici e chiedono un restyling del sorriso, spesso sono troppo giovani per essere trattati con faccette in ceramica. Coloro che hanno un chiaro bisogno di un trattamento estetico sono candidati ideali per un rifacimento del sorriso con la FIT: questa tecnica è microinvasiva, produce restauri facilmente modificabili o riparabili in qualsiasi momento e consente di effettuare un trattamento con ceramica in un secondo momento. Altri gruppi target sono le persone che non possono permettersi trattamenti molto costosi con ceramica, ma che puntano all'alta qualità e all'estetica, e quelle con una dentatura gravemente usurata. Per quest'ultimo gruppo, possiamo utilizzare la tecnica per produrre mock up a medio-lungo termine che aumentano la dimensione verticale dell'occlusione. Inoltre, i restauri diretti prodotti con questa tecnica possono essere combinati con restauri in ceramica in questo gruppo target per ridurre il costo della terapia. Pertanto, la tecnica è versatile ed è molto importante che un clinico sia in grado di utilizzarla.

 

Qual è la differenza tra questa tecnica e la tecnica BEST.FIT da lei sviluppata?

La FIT utilizza un wax-up digitale o convenzionale per produrre una  chiave in silicone trasparente che funge da guscio per l'iniezione di composito fluido. Una volta iniettato, il composito viene polimerizzato attraverso la chiave. In questo modo, si ottiene la forma anatomica desiderata con il minimo sforzo. Tuttavia, la tecnica consente solo restauri monocolore. La tecnica BEST.FIT è una tecnica ibrida che ho sviluppato per ovviare a questa limitazione e sfruttare i vantaggi sia dell'iniezione fluida sia delle tecniche classiche di restauro diretto anteriore. Prevede la creazione manuale del nucleo dentinale, seguita dall'iniezione dello strato che imita lo smalto attraverso una chiave trasparente. Ciò è particolarmente vantaggioso nel contesto del trattamento dei giovani, dove sento la necessità di incorporare le traslucenze incisali nei miei restauri anteriori. Un articolo che descrive la tecnica è stato pubblicato nel 20241.

 

Quando preferisce questa tecnica rispetto alla FIT?

Ogni volta che ho bisogno di incorporare diversi livelli di traslucenza nei miei restauri, la tecnica BEST.FIT è la mia prima scelta. Ciò è particolarmente importante quando non si prevede di restaurare i "sei sociali", ma di trattare singoli denti nella regione anteriore mascellare. In questo caso, devo replicare i denti naturali adiacenti con la loro anatomia interna naturale. Ogni volta che questi denti hanno una struttura cromatica interna complessa, una tecnica monocolore non porterebbe al risultato desiderato, perché è essenziale giocare con diverse opacità. Questo è ciò che la tecnica BEST.FIT mi permette di fare in modo efficiente.

 

Indipendentemente dal fatto che si opti per l'iniezione fluida o per la tecnica BEST.FIT, un adeguato isolamento del campo di lavoro è un prerequisito importante per il successo a lungo termine. Quali sono i suoi consigli in questo contesto?

In alcuni casi è possibile utilizzare la diga di gomma. Tuttavia, qualsiasi odontoiatra che opti per la diga di gomma deve tenere presente che, quando la posiziona, ci sarà sempre una fascia di dente vicino alla gengiva che rimarrà coperta dalla diga. Questo va bene fintanto che non dobbiamo coprire lo scolorimento nella zona cervicale. In questo caso, possiamo chiedere all'odontotecnico di iniziare a modellare la cera a un millimetro di distanza dal margine gengivale. Rimanendo sopragengivale, la chiave in silicone trasparente può essere rifilata anche in quella zona e la diga di gomma rimarrà stabile durante il posizionamento. Ciò riduce significativamente il rischio di contaminare la superficie di adesione con la saliva. Un altro fattore da considerare attentamente è il posizionamento dei morsetti. Idealmente, la chiave in silicone è modellata in modo tale che il morsetto non interferisca con il suo inserimento. Per la protezione dei denti adiacenti, il nastro in PTFE ha dimostrato la sua efficacia.

 

Quanto è importante l'adesione per entrambe le tecniche e quali sono i fattori chiave di successo in questo contesto?

L'adesione è una parte fondamentale di ogni trattamento restaurativo moderno. Per garantire condizioni di adesione ottimali nel contesto del restauro dei denti con la tecnica dell'iniezione fluida o BEST.FIT, dovremmo sempre cercare di utilizzare la diga di gomma. Se ciò non è possibile, dobbiamo prestare molta attenzione a mantenere il campo di lavoro asciutto e pulito fino al completamento dell'iniezione. Ciò significa che è necessario evitare qualsiasi contaminazione con sangue e saliva. Soprattutto durante la fase di iniezione, ciò è possibile solo quando i tessuti molli circostanti sono perfettamente sani. Anche la scelta di un agente adesivo di alta qualità e il rispetto dei protocolli raccomandati sono fattori importanti per ottenere un'adesione forte e duratura su una superficie pulita e asciutta. Nella mia pratica quotidiana, ho iniziato a utilizzare un adesivo universale in combinazione con la mordenzatura selettiva dello smalto circa dieci anni fa. Sin dall'introduzione di CLEARFIL™ Universal Bond Quick (Kuraray Noritake Dental Inc.), questo prodotto è il mio adesivo universale preferito per le procedure di restauro diretto e indiretto. Quando mi sono laureato 20 anni fa, ho iniziato con i classici sistemi adesivi in tre fasi utilizzati nella tecnica di mordenzatura e risciacquo. Non tornerei mai indietro, poiché CLEARFIL™ Universal Bond Quick offre un incollaggio affidabile praticamente senza sensibilità post-operatoria.

 

Fig. 1: Denti preparati e campo di lavoro isolato prima del trattamento con la tecnica BEST.FIT.

 

Fig. 2: Chiave palatale in silicone realizzata sul modello in cera con materiale siliconico in pasta per consentire la ricostruzione della parete palatale e la stratificazione manuale del nucleo dentinale.

 

Fig. 3: Chiave in silicone trasparente per la fase di iniezione, realizzata sul modello in cera utilizzando un portaimpronta. I fori di iniezione sono perfettamente integrati con la cannula della siringa di composito fluido che parte dall'interno della chiave.

 

E la preparazione dell'indice in silicone per l'iniezione fluida e la tecnica BEST.FIT?

Di solito, la chiave in silicone utilizzata per la creazione di modelli nella bocca del paziente è realizzata in materiale vinilico polisilossanico modellato a mano. I materiali in silicone trasparente utilizzati per produrre una chiave in silicone per l'iniezione fluida e la tecnica BEST.FIT hanno una viscosità inferiore. Pertanto, è necessario un portaimpronta per registrare i dettagli del wax-up. In questo contesto, è importante selezionare un portaimpronta della giusta dimensione, riempirlo bene con materiale siliconico e posizionarlo con cura sul wax-up. Dopo tutto, abbiamo bisogno di un'elevata precisione e della veridicità dimensionale della chiave in silicone, nonché di uno spessore delle pareti sufficiente che gli conferisca la rigidità richiesta ed eviti distorsioni durante lo stampaggio a iniezione.

 

Quali materiali compositi si combinano quando si utilizza la tecnica BEST.FIT e si utilizza per la Flow Injection Technique?

Quando si modellano a mano le strutture dentinali, si può utilizzare il composito in pasta preferito. Dopo tutto, la procedura è la stessa di qualsiasi procedura classica di restauro anteriore. Tutti i materiali che utilizzo abitualmente per le fasi classiche della produzione di restauri anteriori diretti sono perfettamente adatti a tutte le fasi precedenti alla costruzione dello strato vestibolare. Quando si utilizza la tecnica BEST.FIT, è essenziale lasciare 0,5 mm di spazio buccale per la successiva fase di iniezione. Quando si opta per la FIT l'iniezione seguirà immediatamente dopo l'applicazione dell'adesivo. In entrambi i casi, è possibile iniettare qualsiasi tipo di composito fluido. Questi materiali sono in genere abbastanza trasparenti da rivelare tutti i dettagli del nucleo dentinale sottostante, come gli effetti incisali creati con la tecnica BEST.FIT.

 

Concentriamoci sulla tecnica BEST.FIT. Ha qualche consiglio per quanto riguarda la modellazione del nucleo dentinale?

Se si deve copiare un dente controlaterale, utilizzare un filtro polarizzato sulla fotocamera per eliminare tutti i riflessi sullo smalto. Questo permetterà di vedere attraverso lo smalto e analizzare la forma anatomica della struttura dentinale naturale. Se non si può copiare e si sta inventando una struttura cromatica interna, il mio consiglio è di considerare l'età del paziente che si sta trattando. I mammelloni distinti sono caratteristici dei pazienti più giovani. Ogni età ha le sue caratteristiche anatomiche interne che devono essere seguite per ottenere risultati realistici.

 

Fig. 4: Mammelloni distinti creati a mano per ripristinare il sorriso di un paziente giovane.

 

Come ci si assicura che lo spazio disponibile sia ideale per lo strato di smalto buccale?

È fondamentale utilizzare sempre una chiave in silicone tagliata verticalmente per misurare lo spazio lasciato a livello buccale o lo strato di smalto. Questo strato non deve essere né troppo spesso né troppo sottile: come ho già detto, 0,5 mm sembrano essere l'ideale. Troppo smalto posizionato buccalmente sulla struttura dentinale farà sembrare l'intero restauro di scarso valore. Risulterà grigio e non si fonderà bene con la struttura dentale circostante. D'altra parte, una superficie smaltata troppo sottile esporrà troppo il colore opaco della dentina, con l'effetto opposto.

 

Come evitare la formazione di bolle d'aria durante l'iniezione?

Innanzitutto, è molto importante scegliere un composito fluido ben riempito nella siringa durante il processo industriale. CLEARFIL MAJESTY™ ES Flow (Super Low e Low, Kuraray Noritake Dental Inc.) è completamente privo di bolle all'interno della siringa. Inoltre, la tecnica di iniezione è davvero importante. È essenziale portare la punta dell'ago al margine cervicale. Una volta posizionata lì, possiamo cominciare a iniettare il composito. Quando la punta è completamente circondata dal composito, possiamo procedere a spostare lentamente la siringa verso l'area incisale e il foro di inserimento senza rilasciare la pressione sullo stantuffo, assicurandoci che la punta rimanga sempre immersa nel composito fluido. È molto importante mantenere una pressione controllata e costante per ottenere un buon risultato.

 

Quali sono le sue raccomandazioni per una finitura di successo dei restauri creati utilizzando la tecnica di iniezione fluida o BEST.FIT?

Come per ogni restauro in composito, è molto importante rifinire e lucidare accuratamente la superficie, poiché le prestazioni a lungo termine del nostro restauro sono strettamente legate alla qualità finale della superficie. Idealmente, la fotopolimerizzazione finale viene eseguita sotto uno strato di gel di glicerina. Per quanto riguarda le fasi di finitura successive, c'è una differenza sostanziale tra le tecniche descritte e la stratificazione a mano libera: entrambe le tecniche di modellazione ci consentono di riprodurre in modo molto preciso la texture superficiale creata dall'odontotecnico sul wax-up. Con un indice di alta qualità e un'iniezione corretta, è possibile saltare completamente la fase di texturizzazione della superficie durante la finitura. Bisogna solo rimuovere l'eccesso periferico e lucidare con gomme, dischi e filtri. Fortunatamente, i compositi fluidi come CLEARFIL MAJESTY™ ES Flow sono molto facili da lucidare e mantengono un'ottima brillantezza.

 

Fig. 5: Superfici altamente lucide dei restauri realizzati con CLEARFIL MAJESTY™ ES Flow.

 

Come si inseriscono le tecniche di restauro descritte nelle sue procedure quotidiane?

Ogni volta che devo restaurare o modificare l'aspetto estetico dei denti dei miei pazienti, inizio con la definizione di un obiettivo. Se il risultato desiderato è ottenibile con il composito invece che con la ceramica, e ogni volta che è necessario un approccio microinvasivo, opto per una delle due tecniche. Sono sufficientemente valide per risolvere in modo eccellente molti casi di restauro e mi consentono di risparmiare molto tempo alla poltrona. Considerate che tutte le fasi di finitura dedicate alla texture di un restauro anteriore non sono più necessarie. Un esempio concreto: mi aspetterei che un trattamento che prevede la modellazione a mano libera di restauri da canino a canino richieda dalle tre alle quattro ore, mentre la FIT potrebbe consentirmi di portare a termine il lavoro in un'ora e mezza!

 

È difficile implementare queste tecniche in uno studio dentistico generalista?

Assolutamente no! La curva di apprendimento di queste tecniche è piuttosto breve. Naturalmente, è essenziale comprendere i materiali e seguire i protocolli corretti per applicarli in modo efficace. Tuttavia, se confrontate con tecniche come la stratificazione diretta delle faccette in composito, queste tecniche sono significativamente più semplici e accessibili a tutti i clinici. Tutto inizia con una diagnosi corretta e un buon progetto insieme al tecnico, il cui lavoro è importante quanto quello del clinico per il successo del caso. Il wax-up e la chiave in silicone sono fondamentali. Il mio suggerimento è anche quello di apprendere i fondamenti del digital smile design quando si inizia a utilizzare le tecniche di Flow Injection e BEST.FIT. Il digital smile design consente una comunicazione semplificata tra lo studio e il laboratorio, ma anche con il paziente.

 

Qual è la sua osservazione finale?

Conoscenza, protocolli e materiali sono le chiavi per ottenere risultati perfetti. Se anche solo uno di questi elementi manca, il fallimento è dietro l'angolo.

 

Riferimenti bibliografici

1. Attanasio E. BEST.FIT: Una tecnica ibrida per un restauro efficiente ed estetico dei denti anteriori. Odontoiatria estetica 2024:1, 38-41.

 

 

Odontoiatra:


DR. ENZO ATTANASIO

Enzo Attanasio si è laureato nel 2008 in Odontoiatria e Protesi Dentaria presso l'Università “Magna Graecia” di Catanzaro. Nel 2009 si è specializzato nell'uso dei laser e delle nuove tecnologie nel trattamento dei tessuti orali e periorali presso l'Università di Firenze. Nello stesso anno ha frequentato il corso di Endodonzia Clinica del Prof. Arnaldo Castellucci presso il Centro Didattico di Microendodonzia di Firenze, dove ha poi completato la sua formazione in Microendodonzia Chirurgica nel 2012. Nel 2017 ha frequentato un corso sui restauri adesivi diretti e indiretti presso il centro di formazione Think Adhesive del Prof. Riccardo Becciani a Firenze, dove in seguito è diventato tutor. Oggi il Dr. Attanasio, membro dell'Accademia Italiana di Conservativa, AIC, ha un interesse particolare per l'endodonzia e l'odontoiatria conservativa estetica. Svolge la libera professione a Lamezia Terme.

Restoring a young patient’s smile with composite

Case by Dr. Onur Alp Yünük 

 

COMBINING HIGH-PERFORMANCE TOOLS AND MATERIALS FOR A PREDICTABLE OUTCOME

Direct composite restorations are a high-quality treatment option even when large amounts of tooth structure need to be replaced. This is due to recent advancements in resin composite materials and adhesive technology. By selecting appropriate materials and layering techniques combined with modern digital tools for colour difference evaluation, it is possible to predictably produce highly aesthetic outcomes, as demonstrated in the following case example.

 

The challenge

A young male patient presented to our clinic requesting the replacement of his existing composite restorations on his maxillary incisors (teeth #12 and #11 according to the FDI notation). Clinical examination revealed extensive restoration loss on the lateral incisor. Furthermore, anatomical irregularities, discolouration, and loss of surface gloss were observed on tooth #11. The adjacent central incisor exhibited similar issues regarding colour and surface polish.

 

In consultation with the patient, it was decided to replace the existing restorations using a modern composite material specifically developed for dual-shade layering – CLEARFIL MAJESTY™ ES-2 Premium (Kuraray Noritake Dental Inc.). For an exact shade analysis, photographs were taken with and without a cross-polarized filter (Figs. 1 to 4).

 

Fig. 1: Frontal view of the teeth  with extensive restoration loss on the maxillary left lateral incisor.

 

Fig. 2: Cross-polarized photograph of the teeth allowing for a detailed analysis of the shade irregularities.

 

Fig. 3: Lateral view of the teeth.

 

Fig. 4: Lateral view – cross-polarized photograph.

 

The solution

Following removal of the existing restorations, rubber dam was placed for working field isolation. A self-etching adhesive (CLEARFIL™ SE Bond 2, Kuraray Noritake Dental Inc.) was applied in the selective enamel etching mode before establishing the palatal shell using CLEARFIL MAJESTY™ ES-2 Premium in the shade A1E (Figs. 5 and 6). The mamelon structures were reconstructed with CLEARFIL MAJESTY™ ES-2 Premium in the shade A1D, while the translucent shade Blue was applied  to the opalescent zone. Finally, yellow and white tints were used for characterization. Fig. 7 illustrates the appearance before,  Fig. 8 after finishing and polishing.

 

Fig. 5: Palatal shell established with the enamel shade A1E of the selected composite.

 

Fig. 6: Lateral view of the teeth during the restoration procedure.

 

Fig. 7: Restoration before finishing and polishing.

 

Fig. 8: Appearance of the restorations after finishing and polishing.

 

The outcome

To evaluate the final colour integration, another photograph was taken with a cross-polarized filter, holding a grey reference card in place for calibration (Figs. 9 and 10). The lateral view of the restored teeth (Fig. 11) reveals that not only the right colour combination, but also a natural surface texture is required for a highly aesthetic outcome.

 

Fig. 9: Frontal view of the restored teeth taken with a cross-polarized filter.

 

Fig. 10: Gray reference card calibration and the resulting L*a*b* coordinates of the restoration.

 

Fig. 11: Lateral view of the restored teeth stressing the importance of surface texture.

 

DISCUSSION AND CONCLUSION

Observation, supported by modern tools for photography and image analysis (like polarized filters and L*a*b* coordinates), is  an important skill needed for the lifelike reconstruction of teeth with direct composite materials. By combining this skill with a highperformance composite system that offers fixed shade combinations and innovative light diffusion technology for a nice blend-in  with the surrounding tooth structure, creating beautiful restorations becomes a predictable business.

In the case presented, the patient was very satisfied with the outcome in terms of aesthetics and function. At regular recalls, the quality of the restorations is checked – they still offer a very nice functional and aesthetic integration.