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Avvitato o incollato? Come scegliere il protocollo giusto nelle grandi riabilitazioni in zirconia

Nella gestione delle riabilitazioni dento-scheletriche estese, la scelta tra soluzione avvitata e incollata è spesso presentata come un'alternativa netta. In realtà, chi lavora su casi complessi lo sa bene: non esiste una risposta universale. Esiste però un metodo per trovare quella giusta, che passa dalla corretta lettura del caso clinico, dalla scelta del materiale e dalla padronanza dei protocolli operativi.
Nel volume Zirconia in odontoiatria – Protocolli clinici ed evidenze (Kuraray Noritake/Edra, 2025), Odt. Marco Stoppaccioli e i suoi collaboratori descrivono il percorso evolutivo che ha portato alla definizione di tre approcci distinti per il trattamento delle atrofie gravi, tutti basati sull'impiego di KATANA™ Zirconia.

 

Zirconia su zirconia: tenacità ed estetica nello stesso manufatto

Il protocollo "zirconia su zirconia", ideato da Stoppaccioli nel 2016, nasce dalla necessità di conciliare due requisiti che in passato sembravano incompatibili: la tenacità strutturale e la resa estetica. La letteratura aveva già evidenziato l'importanza di parametri quali i requisiti di spazio e dimensione, la geometria della distribuzione implantare e il design della struttura come fattori determinanti per il successo clinico a lungo termine delle riabilitazioni monolitiche su impianti.¹
La soluzione sta nella scomposizione del progetto in due file distinti: uno strutturale, realizzato in KATANA™ Zirconia HTML PLUS (1200 MPa), e uno anatomico, in KATANA™ Zirconia STML multilayer ad alta traslucenza (750 MPa). I due elementi vengono fusi in laboratorio attraverso ceramica specifica per zirconia, ottenendo un manufatto monolitico che sfrutta al massimo le proprietà di entrambi i materiali.²
Questo approccio consente di centrare correttamente l'impiego del multilayer in funzione del volume da ricostruire — un aspetto spesso critico nelle protesi dento-scheletriche estese — e di controllare con precisione la biomodulazione ottica del manufatto finale. La zirconia monolitica lucidata presenta inoltre coefficienti di abrasione inferiori a quelli del disilicato di litio e delle ceramiche stratificate, con effetti positivi sulla longevità dell'arcata antagonista.³

 

Fig. 1: Integrazione biomimetica della riabilitazione protesica nel cavo orale (caso di M. Stoppaccioli).

 

Zirconia su titanio incollata: quando l'interfaccia strutturale fa la differenza

Nei casi in cui la complessità biomeccanica o la posizione degli impianti richiede un supporto strutturale più resistente, il frame in titanio fresato CAD/CAM diventa la base portante della riabilitazione. Studi retrospettivi hanno dimostrato come le strutture in zirconia pura tendano a concentrare le sollecitazioni in misura maggiore rispetto al titanio, con potenziale aumento del rischio di frattura nel lungo termine.⁴
La sovrastruttura anatomica, realizzata in KATANA™ Zirconia YML (gradiente progressivo 1100-750 MPa), viene incollata alla barra in titanio con PANAVIA™ V5 bianco opaco in laboratorio, su modello di precisione. Il risultato è una struttura ibrida che combina la resistenza meccanica del titanio con la biocompatibilità e la biomodulazione ottica della zirconia, garantendo al contempo un'interfaccia transmucosa anatomicamente ideale e una bassa adesione batterica.
Questa soluzione è particolarmente indicata per mascherare derivazioni implantari vestibolari e per creare un'interfaccia facilmente rimovibile dal clinico in fase di follow-up e igiene.

 

Fig. 2: Integrazione estetica e funzionale del lavoro nel cavo orale (caso di M. Stoppaccioli).

 

Zirconia su titanio hybrid avvitata: la risposta ai casi di ritrattamento

I casi di ritrattamento implanto-protesico — pazienti con impianti integrati ma protesi fallite — rappresentano una quota crescente del lavoro quotidiano in laboratorio. Gestirli richiede flessibilità progettuale e materiali che garantiscano longevità senza penalizzare la reversibilità. La letteratura ha documentato come procedure computer-guidate associate a protesi ibride producano outcome clinici significativamente migliori rispetto agli approcci convenzionali in termini di complicanze e costi a lungo termine.⁵
Il protocollo "zirconia su titanio hybrid" risponde a questa esigenza combinando una struttura individualizzata in titanio — progettata per portare Ti-base dedicati e compensare posizioni implantari non ideali — con sovrastrutture in zirconia monolitica avvitate sulle connessioni intermedie. La removibilità del manufatto facilita i controlli di igiene, riduce l'impatto sulle sedute di follow-up e consente interventi correttivi senza demolire l'intera riabilitazione.

 

Fig.3: Estetica del sorriso (caso di M. Stoppaccioli).

 

Il metodo prima del protocollo

Qualunque sia la soluzione adottata, la letteratura e l'esperienza clinica concordano su un punto: la predicibilità di una riabilitazione dento-scheletrica in zirconia dipende dalla qualità della pianificazione, non solo dalla scelta del materiale. Un recente studio retrospettivo su 14 pazienti riabilitati con full arch in zirconia — con follow-up medio di 36 mesi — ha riportato un tasso di sopravvivenza protesica del 100% e un successo protesico complessivo del 92,86%, con il 78,57% dei pazienti completamente soddisfatti del risultato.⁶
Requisiti di spazio e dimensione, geometria della distribuzione implantare, ap spread, cantilever, design della struttura e schema occlusale sono i parametri che vanno definiti prima ancora di aprire il software di fresaggio. La chirurgia guidata e il flusso digitale integrato — dalla ceratura diagnostica al provvisorio funzionalizzato, fino al definitivo — sono oggi gli strumenti che rendono questi protocolli predicibili e riproducibili anche nei casi più sfavorevoli.

 

 

Bibliografia
1.    Blasi A, Torosian AD, Aimplee S, Im S Bin, Camba AM, Chiche GJ. Implantatgetragene Gesamtrehabilitationen aus Zirkonoxid. QZ – Quintessenz Zahntechnik. 2018;1:38-60.
2.    Venezia P, Torsello F, Cavalcanti R, D'Amato S. Retrospective analysis of 26 complete-arch implant-supported monolithic zirconia prostheses with feldspathic porcelain veneering limited to the facial surface. J Prosthet Dent. 2015;114(4):506-512.
3.    Lawson NC, Janyavula S, Syklawer S, McLaren EA, Burgess JO. Wear of enamel opposing zirconia and lithium disilicate after adjustment, polishing and glazing. J Dent. 2014;42(12):1586-1591.
4.    Cinquini C, Alfonsi F, Marchio V, et al. The Use of Zirconia for Implant-Supported Fixed Complete Dental Prostheses: A Narrative Review. Dent J (Basel). 2023;11(6).
5.    Ravidà A, Barootchi S, Tattan M, Saleh MHA, Gargallo-Albiol J, Wang H. Clinical outcomes and cost effectiveness of computer-guided versus conventional implant-retained hybrid prostheses: A long-term retrospective analysis of treatment protocols. J Periodontol. 2018;89(9):1015-1024.
6.    Marchio V, Cinquini C, Alfonsi F, Romeggio S, Stoppaccioli M, et al. Retrospective Analysis of Full-Arch Zirconia Rehabilitations on Dental Implants: Clinical Outcomes and Patient Satisfaction. Appl Sci. 2025;15(1):416.