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Ottenere il massimo dell'estetica nelle moderne riabilitazioni in zirconia

Caso clinico realizzato dall’Odt. Simone Maffei e dal Dr. Filippo Menini

 

Al giorno d'oggi, i flussi di lavoro digitali rappresentano, nel campo dell’odontoiatria protesica, una realtà ben consolidata e molti laboratori odontotecnici moderni hanno già optato per l’utilizzo di procedure interamente digitalizzate per la realizzazione di restauri monolitici o di restauri con un cut-back ridotto per la micro-stratificazione.

Grazie alla diffusione delle tecnologie digitali e alla disponibilità di nuovi materiali da restauro, con proprietà estetiche superiori, la popolarità di questa tecnica è in continua crescita anche tra gli odontotecnici. Il nuovo modo di lavorare, infatti, offre notevoli vantaggi nell’esecuzione delle procedure quotidiane, a cominciare dal miglioramento delle modalità di comunicazione tra il clinico e l'odontotecnico. Per citare solo un esempio, oggi è possibile visualizzare e valutare quasi istantaneamente con l’intera l’equipe terapeutica, tecnici di laboratorio inclusi, impronte appena acquisite, senza che nessuno debba allontanarsi dal proprio posto di lavoro.

Oltre alle avanzate soluzioni per la comunicazione, le tecnologie digitali ci hanno consentito di utilizzare materiali che altrimenti non avrebbero potuto essere lavorati, come la zirconia e i compositi ibridi. Di conseguenza, numerosi materiali innovativi hanno conquistato il mercato, consentendoci di scegliere per ogni caso quello più adatto alla situazione clinica specifica. Adeguarsi alle nuove tendenze è oggi assolutamente essenziale per chiunque voglia tenere conto delle crescenti esigenze della moderna odontoiatria.

Lavorare con i flussi di lavoro digitali ci ha permesso anche di ampliare il raggio d’azione del laboratorio moderno, grazie alla possibilità di una collaborazione praticamente continua con i clinici, anche a centinaia o a migliaia di chilometri di distanza. Il caso che presentiamo qui di seguito ne è un esempio perfetto: nel nostro laboratorio odontotecnico di Modena abbiamo realizzato due corone anatomiche in KATANA™ Zirconia per un paziente che necessitava di una serie di trattamenti restaurativi diretti e indiretti, da eseguire a cura del Dr. Filippo Menini a Belluno, città situata a nord ovest del nostro laboratorio, a una distanza di circa 300 km. Tutte le comunicazioni e il coordinamento tra lo studio e il laboratorio si sono svolti in remoto, senza che noi vedessimo il paziente.

I restauri monolitici offrono innumerevoli vantaggi, sotto il profilo sia clinico, sia tecnico. Dato che la maggior parte della lavorazione viene eseguita dalle macchine, l’intera procedura ne risulta notevolmente razionalizzata. La vera sfida legata a questa semplificazione, tuttavia, resta quella del raggiungimento di un'estetica eccellente.

Laddove fino a pochi anni fa le scadenti proprietà ottiche dei materiali disponibili rendevano difficile conseguire risultati realmente ottimali, oggi possiamo affermare con sicurezza di disporre di materiali, tecniche e protocolli che ci consentono di ottenere esiti esteticamente soddisfacenti. Inoltre, se i restauri vengono realizzati con un flusso di lavoro interamente digitale, questi materiali offrono anche un'eccellente resistenza meccanica alle forze e alle sollecitazioni cui sono esposti nel cavo orale, in aggiunta a un’altissima precisione dell’adattamento.

Nel nostro caso, abbiamo scelto di lavorare con i materiali protesici e le soluzioni per la finitura di un'azienda che li sviluppa e li produce internamente: Kuraray Noritake Dental Inc. (Kuraray Noritake). L'azienda offre dischi in zirconia per la fresatura, liquidi per le caratterizzazioni, ceramica per faccette e ceramica liquida per una finitura altamente estetica e persino sistemi di cemento resinoso per la cementazione adesiva, e tutto questo da un’unica fonte. Questo ci dà il vantaggio di utilizzare protocolli di lavorazione chiari e predicibili, dalla fabbricazione fino alla cementazione finale del restauro.

 

Caso clinico

Il paziente di 31 anni lamentava lesioni cariose multiple, presenza di restauri inadeguati e in particolare una carie distruttiva a carico del secondo premolare superiore destro (dente numero 15, notazione FDI, Fig. 1). Quest'ultimo elemento è stato trattato endodonticamente e ricostruito mediante perno in fibra di vetro.
La radiografia evidenziava lesioni cariose e margini dei restauri infiltrati (Fig. 2).
Il piano di trattamento per questo quadrante prevedeva restauri diretti in composito sul primo premolare e sul primo molare (denti 14 e 16) e una corona indiretta in zirconia per la ricostruzione del secondo premolare (dente 15; Fig. 3). Inoltre, è stato necessario realizzare una corona in zirconia per il secondo premolare inferiore destro (dente 45).

 

Fig. 1. Situazione clinica iniziale nel quadrante superiore destro.

 

Fig. 2. Radiografia che evidenzia lesioni cariose e restauri con infiltrazione marginale.

 

Fig. 3. Superfici marcate da trattare.

 

Durante il primo appuntamento, il clinico ha restaurato il primo molare e il primo premolare con il composito (Fig. 4 e 5). Quindi è stato preparato il secondo premolare dell’arcata superiore e di quella inferiore utilizzando la tecnica di preparazione biologicamente orientata (BOPT) (Fig. 6 e 7).
Sono stati realizzati due provvisori singoli, ricreando il profilo cervicale secondo la tecnica BOPT (Fig. 8). Nella fase successiva, è stata rilevata l'impronta digitale con la tecnica del doppio filo (Fig. 9). Il file generato dallo scanner intraorale è stato in prima battuta analizzato mediante visualizzazione nella scala dei grigi. Questo tipo di visualizzazione, infatti, consente di valutare meglio la qualità dei dati acquisiti rispetto all'immagine a colori (Fig. 10).
I restauri provvisori sono stati rifiniti, lucidati e posizionati sui denti con cemento provvisorio (Fig. 11).

 

Fig. 4. Restauro del primo molare superiore.

 

Fig. 5. Restauro del primo premolare superiore.

 

Fig. 6. Preparazione con tecnica BOPT della corona per il secondo premolare superiore.

 

Fig. 7. Dettaglio della preparazione sottogengivale,  eseguita con frese a tacche calibrate, prestando attenzione a non toccare il complesso dell’attacco sopracrestale e avendo cura di rimanere all'interno dell’ampiezza sulculare.

 

Nel laboratorio odontotecnico, abbiamo ricevuto le scansioni intraorali in formato STL: entrambe le arcate con i monconi preparati e il consueto registro dei bit (scansione vestibolare delle arcate in occlusione). Dopo un'attenta valutazione delle impronte e della qualità della triangolazione dei punti del file STL rilevati dalla scansione, è stata eseguita il design full-contour delle corone (corone a zero cutback). In questo modo otteniamo un profilo di emergenza, seguendo la tecnica BOPT, estremamente accurato. L'anatomia è stata sviluppata tenendo conto dei movimenti funzionali del paziente, basandoci sulle informazioni fornite da un articolatore virtuale integrato nel software CAD. Tali movimenti possono essere verificati e, se necessario, corretti sull'articolatore fisico in una fase successiva. La possibilità di utilizzare lo stesso tipo di articolatore (nel nostro caso un ARTEX  Amann Girrbach) sia nell'ambiente virtuale che in quello reale (fase di controllo) offre il vantaggio di utilizzare le stesse impostazioni e di conseguenza gli stessi movimenti in entrambi i mondi (Fig. 12).

 

Fig. 8. Fabbricazione del restauro provvisorio.

 

Fig. 9. Impronta digitale rilevata con la tecnica del doppio filo: un filo 000 imbevuto di cloruro di alluminio viene posizionato nel solco come primo filo, seguito da un filo 1 non imbevuto.

 

Fig. 10. Visualizzazione nella scala dei grigi dell'impronta, per facilitarne la valutazione clinica.

 

Fig. 11. Cementazione del restauro provvisorio.

 

Fig. 12. Modelli virtuali basati sull'impronta digitale di entrambe le arcate, con le corone full-contour progettate dal software in viste diverse.

 

I file STL dei restauri disegnati sono stati inviati al software CAM per la fresatura delle corone in zirconia con una macchina CNC a 5 assi. Il materiale scelto era in questo caso KATANA™ Zirconia YML (Kuraray Noritake Dental Inc), con variazione di resistenza, traslucenza e colore, adatto per un’ampia varietà di casi (Fig. 13). Una volta terminata la fresatura, gli elementi sono stati rimossi dal disco e la loro superficie è stata trattata con frese diamantate e appositi gommini per la lavorazione della zirconia pre-sinterizzata. In questa fase è possibile personalizzare l'anatomia e la texture superficiale dei restauri, operazione che risulterebbe estremamente complessa durante il fresaggio. Con i gommini dedicati è possibile anche levigare la superficie, migliorando così l'aspetto dei restauri dopo la sinterizzazione (Fig. 14).

Infine, l'individualizzazione dei restauri presinterizzati è stata ottenuta con Esthetic Colorant (Kuraray Noritake). Questi nuovi liquidi per la caratterizzazione, sviluppati appositamente per KATANA™ Zirconia, contengono un primer particolare che limita la profondità di penetrazione, creando un aspetto simile a quello ottenuto con la colorazione esterna e al tempo stesso un effetto di profondità. L'applicazione precisa dei liquidi è possibile grazie all’esclusiva Liquid Brush Pen. La linea Esthetic Colorant comprende dodici colori, per facilitare la gestione delle scorte del laboratorio odontotecnico e garantire al tempo stesso un'estetica naturale e una perfetta armonia del cavo orale. I liquidi sono stati ottimizzati per ridurre al minimo il loro impatto sulla resistenza alla flessione della sottostruttura in zirconia, evitando il rischio di fratture. (Fig. 15).

La sinterizzazione viene eseguita in un forno calibrato ad hoc, attenendoci scrupolosamente al protocollo raccomandato dal produttore. A questo punto è stato possibile procedere con la finitura. Il margine cervicale è stato dapprima regolarizzato utilizzando speciali frese a pietra. Nelle aree subgengivali più profonde, lo scanner intraorale incontra generalmente qualche difficoltà a catturare tutte le informazioni necessarie. Per questo motivo, il file STL viene triangolato con alcune irregolarità a livello del margine cervicale. Queste irregolarità devono essere regolarizzate, prima di ridurre a 0 lo spessore del margine gengivale. In realtà, nella fase di fresatura, viene creato uno spessore di 0,2 mm per evitare il micro-chipping che comprometterebbe la precisione marginale. La Fig. 16 mostra sia lo spessore del margine cervicale che, nonostante la preparazione di finitura, conserva uno spessore di 0,2 mm, sia l'andamento irregolare dello stesso, dovuto alla forma irregolare del file STL intorno al solco.

 

 

Fig. 13. Grezzo KATANA Zirconia YML con le corone fresate.

 

Fig. 14. Finitura con frese diamantate e gommini dedicati per la zirconia pre-sinterizzata.

 

Fig. 15. Individualizzazione con Esthetic Colorant.

 

Fig. 16. Finitura dei restauri dopo la sinterizzazione.

 

I restauri sono stati successivamente sabbiati con biossido di alluminio 50 µm a 2 bar di pressione e puliti con getto di vapore. Dopo una valutazione del colore emerso dalla sinterizzazione, la fase di finitura è stata completata con l'ausilio di CERABIEN ZR FC Paste Stain (Kuraray Noritake Dental Inc.) e strumenti per lucidatura. Le emulsioni ceramiche FC Paste Stain consentono di correggere croma e valore dei restauri per riprodurre tutte le caratteristiche estetiche che miglioreranno l'integrazione nel cavo orale. Con questa tecnica, è molto facile ottenere l’armonia cromatica desiderata, poiché l’aspetto del colore applicato sulla superficie è identico a quello assunto dopo la cottura. In questo modo, si potrà agevolmente verificare il risultato, eventualmente confrontandolo con un parametro di riferimento, e correggerlo ove necessario (Figure 17 e 18).

Per la cementazione dei restauri, il clinico si è servito di  PANAVIA™ SA Cement Universal in combinazione con KATANA™ Cleaner (entrambi prodotti da Kuraray Noritake Dental Inc.). Il detergente ha un valore di pH di 4,5 e consente un utilizzo sia intraorale sia extra-orale, per migliorare l'adesione in tutte le procedure restaurative. PANAVIA SA Cement Universal è l'unico cemento resinoso autoadesivo contenente l'esclusivo monomero LCSi, un agente di accoppiamento silano a lunga catena di carbonio. In combinazione con il monomero originale MDP, anch'esso presente nella pasta, che consente l'adesione chimica con zirconia, dentina, smalto e leghe metalliche, questo agente di accoppiamento consente l'adesione del cemento a qualsiasi materiale, compresa la vetroceramica, senza la necessità di utilizzare un primer a parte (Figure 19, 20 e 21). All'appuntamento per la cementazione è stata eseguita anche l'ultima ricostruzione diretta del secondo molare superiore, come previsto dal piano di trattamento (elemento 17).

 

Fig. 17. Caratterizzazione con CERABIEN ZR FC Paste Stain.

 

Fig. 18. Restauri ultimati, pronti per essere consegnati al clinico.

 

Fig. 19. Procedura di cementazione nell’arcata superiore: sabbiatura del dente e pulizia della struttura dentale con KATANA Cleaner.

 

Fig. 20. Procedura di cementazione nell’arcata superiore: sabbiatura della superficie interna (intaglio) della corona e pulizia del restauro con KATANA Cleaner.

 

Fig. 21. Procedura di cementazione nell’arcata superiore: cementazione autoadesiva con PANAVIA SA Cement Universal.

 

Fig. 22. Restauro diretto del secondo molare.

 

Fig. 23. Restauri subito dopo la rifinitura e la lucidatura.

 

Fig. 24. Vista particolareggiata del quadrante restaurato.

 

Fig. 25. Vista occlusale della dentatura dell’arcata superiore.

 

Risultato

Grazie all’integrazione estetica consentita dall’elevata qualità di KATANA Zirconia YML, unitamente all'individualizzazione eseguita prima e dopo la sinterizzazione, è stato possibile ottenere un'eccellente integrazione delle corone anatomiche in zirconia. Le figure da 22 a 25 illustrano il risultato raggiunto nel quadrante destro superiore al termine della riabilitazione utilizzando la struttura dentale naturale, restauri diretti in composito e una corona monolitica in zirconia.

 

Gli autori

 

ODT. SIMONE MAFFEI

Simone Maffei, professionista odontotecnico dal 1996 (IPSIA Luigi Galvani, Reggio Emilia) ha iniziato la propria carriera a Modena, nel laboratorio del padre William. Nel corso del suo percorso professionale, si è dimostrato fortemente impegnato al raggiungimento dell'eccellenza, partecipando a numerosi corsi condotti da rinomati relatori internazionali, nel campo dell'odontotecnica e della fotografia odontoiatrica. Attualmente, Maffei non solo è un apprezzato relatore in conferenze nazionali e internazionali, ma ha pubblicato diversi articoli su riviste di settore italiane e straniere. I suoi scritti approfondiscono il tema della stretta connessione tra fotografia odontoiatrica ed estetica del sorriso. A testimonianza della sua competenza, a Maffei è stato conferito nel 2014 il prestigioso AIOP International Award. Maffei condivide attivamente le proprie conoscenze tenendo, in Italia e all'estero, corsi incentrati sull'odontotecnica, sulla fotografia dentale, sulle tecniche di stratificazione della ceramica naturale e sulla colorazione tridimensionale dei restauri monolitici. In qualità di apprezzato membro del Digital Dental Revolution Team (DDR), Maffei prende parte in qualità di relatore a corsi e conferenze internazionali, durante i quali illustra in maniera approfondita i vari aspetti dell'odontoiatria digitale. Simone Maffei è anche l'orgoglioso titolare del Laboratorio Odontotecnico Maffei di Modena. In collaborazione con la sorella Elisa, il laboratorio è specializzato nella realizzazione di ricostruzioni estetiche in ceramica su denti naturali e su impianti, dimostrando grande dedizione all'arte e alla scienza dell'estetica dentale. Socio Attivo di AIOP SOSPESO - Accademia Italiana di Odontoiatria Protesica. Socio Ordinario della SIPRO, Società Italiana Protesi e Riabilitazione Orale.

 

 

FILIPPO MENINI

Il Dr. Filippo Menini si è laureato in Odontoiatria e Protesi Dentaria presso l'Universidad Europea de Madrid nel 2017, dedicandosi poi con passione allo studio delle tecniche adesive dirette e indirette nel campo dell'odontoiatria conservativa. È divenuto Socio Ordinario dell'Accademia Italiana di Odontoiatria Conservativa nel 2018 e dell'Accademia Italiana di Odontoiatria Protesica nel 2019. Nel novembre 2021 è entrato a far parte dei Think Adhesive Members e dal febbraio 2022 è tutor a contratto presso l'Università di Siena per il programma master Endo-Resto tenuto dal professor Grandini. Il dottor Menini ha frequentato numerosi corsi di odontoiatria conservativa, endodonzia, parodontologia e protesi adesiva, al fine di gestire il proprio lavoro in un'ottica multidisciplinare. Il suo studio odontoiatrico è situato a Belluno.

 

 

Approfondimenti & Promo booklet

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Il cemento universale che offre un'adesione forte e duratura e non necessita di un primer separato

Prodotto premiato

DENTAL ADVISOR ha nuovamente eletto PANAVIA™ SA Cement Universal Top Product nella categoria dei restauri indiretti. Questo cemento resina autoadesivo a polimerizzazione duale, a rilascio di fluoro e radiopaco, aderisce praticamente a tutti i substrati, compreso il disilicato di litio, con una procedura in un unico passaggio, senza la necessità di un primer o di un silano separato. Inoltre, consente una facile rimozione del cemento in eccesso e non richiede refrigerazione.

 

La scienza alla base del prodotto

Poiché PANAVIA SA Cement Universal combina due tecnologie innovative in un unico prodotto, è possibile ottenere un legame forte e duraturo in un solo passaggio. L'agente di accoppiamento silano, il monomero LCSi, stabilisce un legame chimico duraturo con la ceramica, il disilicato di litio e la resina composita; mentre il monomero originale MDP garantisce la reattività chimica con la zirconia, la dentina e lo smalto.

 

 

Ampia gamma di indicazioni

Grazie alla sua chimica unica, PANAVIA SA Cement Universal rappresenta una soluzione unica, conveniente, versatile ed efficace per le esigenze di cementazione quotidiane dei professionisti per un'ampia varietà di indicazioni, tra cui la cementazione di corone/ponti, inlay/onlay, perni, splint e persino ponti di adesione.

 

Valutazione

Nella valutazione, DENTAL ADVISOR dichiara: "Come testato nei laboratori DENTAL ADVISOR, PANAVIA SA Cement Universal con un primer al silano incorporato ha dimostrato un'eccezionale forza di adesione iniziale a dentina, disilicato di litio e zirconia".

I vantaggi e la qualità di PANAVIA SA Cement Universal hanno trovato ulteriore riscontro nei risultati e nei feedback dei 31 valutatori clinici che hanno testato il cemento durante 516 applicazioni. I valutatori ne hanno elogiato la facilità d'uso, le caratteristiche di manipolazione e l'estetica, assegnandogli una valutazione clinica complessiva del 96%. Tra i loro commenti: "Ha uno spessore ideale del film e scorre bene", "Si può usare in un ambiente umido senza problemi". e "Il cemento in eccesso si stacca subito dal margine".

 

Su DENTAL ADVISOR

I premi Top Product o Preferred Product conferiti da DENTAL ADVISOR, con sede negli Stati Uniti, sono stati introdotti per aiutare i professionisti impegnati a vagliare le numerose nuove soluzioni indicate per tecniche meno invasive, procedure standardizzate o semplificate e risultati migliori su base regolare. DENTAL ADVISOR conduce le sue valutazioni cliniche basate sulla pratica e i test sulle prestazioni dei prodotti poco dopo il loro lancio e pubblica i risultati ogni anno online per aiutare i potenziali utenti a identificare i nuovi materiali dentali di alta qualità e a determinare quali tra questi sono più adatti a soddisfare le loro esigenze individuali.

L'adesivo self-etch con proprietà antibatteriche

Prodotto premiato

Per la decima volta, l'adesivo self-etch CLEARFIL™ SE Protect è stato nominato Top Product da DENTAL ADVISOR, che nel numero di gennaio/febbraio 2024 ha annunciato la scelta dei materiali e delle attrezzature dentali che i suoi valutatori hanno ritenuto in grado di fornire le migliori prestazioni basate sulla pratica.

La pubblicazione ha incluso CLEARFIL SE Protect tra i premiati nella categoria degli agenti adesivi automordenzanti, sottolineando le caratteristiche che vanno ben oltre l'affidabilità dell'adesione.

 

Sul prodotto

Questo eccezionale adesivo è stato sviluppato sullo stesso sistema dell'adesivo di riferimento CLEARFIL™ SE BOND 2 e offre, quindi, un'eccellente forza di adesione a smalto e dentina. L'effetto di inibizione delle MMP protegge l'adesione dalla degradazione nel tempo, favorendo così la durata dell'adesione. Oltre all'affidabilità del legame, grazie al monomero proprietario MDPB che contiene, offre un effetto antibatterico di pulizia della cavità che elimina la necessità di utilizzare un detergente separato.

 

 

In breve, CLEARFIL™ SE Protect offre i seguenti vantaggi:

  •     Procedura rapida e semplice con bassa sensibilità tecnica
  •     Eccellente forza di adesione a smalto e dentina
  •     Forza di adesione duratura
  •     Effetto antibatterico di pulizia della cavità
  •     Praticamente nessuna sensibilità post-operatoria

 

Si tratta inoltre di un sistema adesivo altamente versatile che può essere utilizzato in caso di:

  •     Posizionamento di restauri diretti
  •     Sigillatura di cavità
  •     Trattamento di superfici radicolari ipersensibili o esposte

 

Tra le indicazioni ulteriori, ci sono la cementazione con cemento resina o la ricostruzione del moncone con materiali resinosi autopolimerizzanti o duali in combinazione con CLEARFIL™ DC Activator.

 

Valutazione

Le sue caratteristiche si riflettono nei risultati dello studio e nei commenti dei redattori e dei consulenti di DENTAL ADVISOR, che lo hanno valutato per un periodo di sei settimane durante il quale sono stati posizionati oltre 150 restauri. Il prodotto ha ottenuto una valutazione clinica del 98%, utilizzando una scala di valutazione da 1 a 5.

I professionisti che hanno valutato il prodotto non hanno riscontrato alcuna sensibilità post-operatoria. Tra le loro osservazioni, citate nel rapporto DA online, c'è il fatto che il primer e l'adesivo bagnano il dente in modo uniforme. Inoltre, hanno considerato "un ulteriore vantaggio" le qualità antibatteriche e di rilascio di fluoro. Per quanto riguarda la sensibilità, hanno affermato che "CLEARFIL SE Protect è efficace nella riduzione della sensibilità quando viene applicato su aree di recessione o su aree simili di struttura dentale sensibile".

 

Su DENTAL ADVISOR

I premi Top Product o Preferred Product conferiti da DENTAL ADVISOR, con sede negli Stati Uniti, sono stati introdotti per aiutare i professionisti impegnati a vagliare le numerose nuove soluzioni indicate per tecniche meno invasive, procedure standardizzate o semplificate e risultati migliori su base regolare. DENTAL ADVISOR conduce le sue valutazioni cliniche basate sulla pratica e i test sulle prestazioni dei prodotti poco dopo il loro lancio e pubblica i risultati ogni anno online per aiutare i potenziali utenti a identificare i nuovi materiali dentali di alta qualità e a determinare quali tra questi sono più adatti a soddisfare le loro esigenze individuali.

Selective Adhesive Luting (SAL): una nuova tecnica di cementazione adesiva

Il posizionamento del margine protesico, la geometria della preparazione e la possibilità di applicazione della diga in gomma sono i criteri clinici prevalenti per una corretta scelta del cemento di fissaggio da utilizzare.

In questo contesto, una nuova tecnica di cementazione con l’uso di un cemento universale cambia tutto.

Per la cementazione di corone e ponti con posizione del margine di preparazione sub-gengivale, è possibile combinare i due meccanismi, autoadesivo e adesivo, applicando l’adesivo in modo selettivo ovvero lontano dai tessuti gengivali, lasciando agire il meccanismo di autoadesione nell’area cervicale e sub-gengivale.

 

PANAVIA SA Cement Universal, grazie all'efficace integrazione con CLEARFIL Universal Bond Quick, copre sia le indicazioni autoadesive sia adesive.

 

Guarda il video per vedere come funziona questa tecnica.

 

 

 

Questo innovativo approccio di cementazione definito dal Prof. Lorenzo Breschi e dal suo gruppo di ricercatori “SAL: Selective Adhesive Luting” è descritto in una pubblicazione sul Journal of Esthetic and Restorative Dentistry:

 

 

Per leggere la pubblicazione completa, clicca qui https://onlinelibrary.wiley.com/doi/10.1111/jerd.13037

 

 

L’adesivo universale per un'adesione duratura con una procedura semplice e veloce

Prodotto premiato

CLEARFIL™ Universal Bond Quick è stato nuovamente premiato come Preferred Product 2024 nella categoria adesivi da DENTAL ADVISOR, e conferito il titolo di Editor's Choice. L'elenco dei materiali e delle attrezzature dentali premiati e ritenuti dai suoi valutatori in grado di fornire le migliori prestazioni in base alla pratica è stato pubblicato nel numero di gennaio/febbraio 2024 di DENTAL ADVISOR.

 

Sul prodotto

CLEARFIL™ Universal Bond Quick è un adesivo universale a rilascio di fluoro in un unico flacone, utilizzabile in caso di restauri diretti e indiretti con una procedura semplice e rapida. Il materiale si basa sulla Rapid Bond Technology, che unisce il monomero MDP con nuovi monomeri amidici idrofili, permettendo la creazione di un forte legame chimico con l'idrossiapatite. Grazie al monomero amidico, che è altamente idrofilo, l'adesivo penetra rapidamente nel tessuto dentale per creare un legame chimico con la dentina e lo smalto, eliminando la necessità di un frizionamento prolungato, dell'applicazione di più strati e di lunghi tempi di attesa. Dopo la polimerizzazione, l'innovativo monomero amidico forma una rete polimerica reticolata resistente all'umidità.

 

Applica e procedi

Nonostante la facilità d'uso e la riduzione dei tempi di applicazione e di attesa, non c'è alcun compromesso in termini di forza di adesione: CLEARFIL Universal Bond Quick garantisce un'adesione resistente all'umidità, stabile e duratura.

 

 

Versatilità di applicazione

Questo adesivo versatile e ad azione istantanea aderisce direttamente alla dentina, allo smalto, ai metalli, alla zirconia e ai materiali da restauro in disilicato di litio ed è adatto per l'adesione in caso di restauri diretti e indiretti; può anche essere utilizzato in modalità total-etch, selective etch e self-etch.

 

Per tutte le procedure

 

CLEARFIL™ Universal Bond Quick è una scelta eccellente anche per le procedure di cementazione di perni e ricostruzione del moncone con CLEARFIL™ DC CORE PLUS . Può essere utilizzato per il trattamento della superficie del perno, sia esso in fibra o in metallo, ma anche per la preparazione della superficie del dente prima della cementazione con PANAVIA™ SA Cement Universal.

 

Risultati della valutazione

I professionisti che hanno valutato CLEARFIL Universal Bond Quick hanno commentato la sua facilità di erogazione e posizionamento, la viscosità, l'idoneità a tutte le procedure di bonding e la convenienza.
Tra le loro osservazioni ci sono: "L'applicazione rapida e il tempo di polimerizzazione sono ideali per le situazioni in cui l'isolamento è difficile, soprattutto in un'area molto umida", "Mi è piaciuto il fatto che sia compatibile con le resine duali/autopolimerizzanti e che possa essere utilizzato in modalità autopolimerizzante con CLEARFIL™ DC Activator" e "È compatibile praticamente con qualsiasi procedura adesiva".

 

Su DENTAL ADVISOR

I premi Top Product o Preferred Product conferiti da DENTAL ADVISOR, con sede negli Stati Uniti, sono stati introdotti per aiutare i professionisti impegnati a vagliare le numerose nuove soluzioni indicate per tecniche meno invasive, procedure standardizzate o semplificate e risultati migliori su base regolare. DENTAL ADVISOR conduce le sue valutazioni cliniche basate sulla pratica e i test sulle prestazioni dei prodotti poco dopo il loro lancio e pubblica i risultati ogni anno online per aiutare i potenziali utenti a identificare i nuovi materiali dentali di alta qualità e a determinare quali tra questi sono più adatti a soddisfare le loro esigenze individuali.

 

 

Sinterizzare l'ossido di zirconio: la chiave per il successo

Sinterizzare l'ossido di zirconio: la chiave per il successo

La zirconia contemporanea incontra e supera le aspettative sia dei professionisti dell'odontoiatria sia dei pazienti, offrendo soluzioni eccellenti in termini di estetica e funzionalità. La versione monolitica di questo materiale è diventata una prassi quotidiana nei laboratori odontotecnici, occupando una quota di mercato negli Stati Uniti del 70%.
Nonostante il suo ampio utilizzo, la zirconia richiede una manipolazione attenta e precisa, poiché è soggetta a sensibilità durante il processo di lavorazione.
Questo richiama il proverbio "Il diavolo sta nei dettagli", evidenziando come spesso siano le minuzie a determinare i risultati più significativi, sia positivi che negativi.

In particolare, nel processo di sinterizzazione dell’ossido di zirconio, è necessario conoscere gli ostacoli “nascosti” e le regole fondamentali per superarli.

Calibrare e pulire regolarmente il forno di sinterizzazione sono le fondamenta di una produzione di alta qualità.

Kuraray Noritake desidera che tu raggiunga il risultato desiderato in modo semplice, rapido e sicuro, con i restauri di alta qualità in KATANA™ Zirconia.

 

Guarda il video tutorial e scopri come ottimizzare il processo di sinterizzazione con il forno del tuo laboratorio


 

 

Camouflage estetico per paziente con malattia parodontale

Caso clinico realizzato da Odt. Giuliano Moustakis

Quando si realizzano restauri per i settori anteriori superiori, è importante scegliere un materiale che si adatti al colore e alla traslucenza dei denti naturali del paziente per fornire una perfetta integrazione ottica dei restauri da realizzare. Per ottenere ciò, gli odontotecnici devono concentrarsi anche sulla morfologia della superficie. Il seguente caso clinico serve a dimostrare come i restauri con il colore, la traslucenza e la consistenza giusti siano in grado di creare un sorriso sorprendente e naturale, anche in casi complessi.

La paziente di sesso femminile aveva una dentizione parodontalmente compromessa, con un incisivo laterale mascellare mancante e un prognatismo mandibolare. La spaziatura era presente in entrambe le arcate, ma la paziente ha deciso di non sottoporsi a un trattamento ortodontico a causa della difficile situazione parodontale e del rischio associato di perdere altri denti. È stato invece pianificato un camouflage estetico. Poiché i restauri diretti esistenti sugli incisivi centrali superiori necessitavano di essere sostituiti, la scelta è caduta su un ponte in ceramica integrale a cinque elementi. Sapendo che questa situazione sarebbe stata risolta al meglio con un materiale che offrisse un'elevata resistenza alla flessione nella zona della dentina (rigorosamente obbligatoria per i ponti a cinque elementi) e un'elevata traslucenza nella parte dello smalto (necessaria per imitare la natura nella regione anteriore), è stata scelta KATANA™ Zirconia YML. Grazie alla sua struttura multistrato con gradazione di colore, traslucenza e resistenza alla flessione (ottenuta attraverso la gradazione del contenuto di ittrio), questo materiale offre esattamente le proprietà desiderate. Abbiamo deciso di utilizzarlo con un leggero cut-back vestibolare e una micro-stratificazione con la ceramica CERABIEN™ ZR (CZR).

Fig. 1 Situazione clinica pre-operatoria con una malocclusione di classe III, un incisivo laterale mancante, denti spaziati e parodontalmente
compromessi in entrambe le arcate.

 

Fig. 2 Vista laterale della situazione pre-operatoria.

 

Fig. 3 Determinazione del colore nello studio dentistico.

 

Fig. 4 Incisivi centrali e laterali mascellari e canino destro dopo la preparazione dei denti.

 

Fig. 5 Modelli stampati di entrambe le mascelle basati su una scansione intraorale. Questa vista rivela la discrepanza tra la mascella
superiore e quella inferiore che deve essere camuffata.

 

Fig. 6 Riduzione vestibolare e incisale e texturizzazione della superficie sui restauri pre-sinterizzati in KATANA Zirconia YML. Integrazione
delle strutture mamellari con una fresa diritta in carburo ad estremità tonda.

 

Fig. 7 Integrazione dei solchi di crescita orizzontali con uno strumento a forma di cono (Panther Stone 040).

 

Fig. 8 Traslucenza del ponte ridotto dopo la sinterizzazione.

 

Fig. 9 Struttura KATANA Zirconia YML sul modello dopo la sinterizzazione.

 

Fig. 10 Mascherina in silicone che rivela lo spazio generato nella procedura di cut-back.

 

Fig. 11 Valutazione dell'effetto mimetico.

 

Fig. 12 Prova della struttura in zirconia.

 

Fig. 13 Ponte sabbiato pronto per la micro-stratificazione.

 

Fig. 14 Ponte dopo l'applicazione degli internal stain e di un singolo strato di CERABIEN ZR Body (A3B) e CERABIEN ZR Luster
Porcelain (LT1, LT Royal Blue, LTx e LT Coral miscelati con Incisal Aureola).

 

Fig. 15 Mappa cromatica della procedura di micro-stratificazione.

 

Fig. 16 Vista palatale del restauro.

 

Fig. 17 Ponte dopo la prima cottura e l'aggiunta di LT1.

 

Fig. 18 Restauro finito. Per ottimizzare l'aspetto delle parti del dente e della gengiva, è stato aggiunto uno strato finale di CERABIEN™
ZR FC Paste Stain e Glaze.

 

Fig. 19 Vista palatale del restauro dopo la rifinitura.

 

Fig. 20 Prova del ponte per la valutazione estetica e funzionale.

 

SITUAZIONE FINALE

Fig. 21 Esito del trattamento.

 

CONCLUSIONE

Questo caso clinico dimostra che KATANA™ Zirconia è un materiale innovativo con un elevato potenziale estetico. Nonostante la gradazione di resistenza alla flessione, non esistono severe restrizioni progettuali che limitano il campo di indicazione. Al contrario, è facile progettare e produrre anche ponti a lunga campata. Inoltre, grazie all'elevato potenziale estetico del materiale, è spesso possibile realizzare un progetto monolitico con zero cut-back e colorazione con ceramica liquida. Se si desidera aggiungere uno strato di ceramica, si consiglia la micro-stratificazione, un approccio semplificato ed efficiente in termini di tempo. In ogni caso, è necessario integrare una morfologia superficiale naturale, essenziale per un risultato estetico.

 

Odontotecnico:

ODT. GIULIANO MOUSTAKIS

 

Flowable Injection Technique. Cosa fare per evitare le bolle d'aria nei restauri in composito?

Approfondimento a cura del Dr. Michał Jaczewski

 

I restauri in composito in odontoiatria

Il restauro in composito è la procedura più comunemente eseguita dal dentista. Esistono molte tecniche restaurative e una varietà di materiali da restauro utilizzati in odontoiatria. Indipendentemente dal tipo di materiale, dal metodo restaurativo e dall’area di applicazione, il problema comune è rappresentato dalle bolle d'aria all'interno o sulla superficie degli strati di composito. Il restauro in composito deve essere omogeneo per garantire la tenuta dell'otturazione e la sua durata. La riparazione dei difetti delle bolle è noiosa e talvolta richiede la sostituzione dell'otturazione o di parte di essa. A seconda del tipo di composito (composito fluido o in pasta) e/o della tecnica di posizionamento, la quantità di difetti può variare, ma ci sono diversi fattori causali.

 

Scelta del materiale

Nella Flowable Injection Technique, utilizziamo compositi fluidi che, ovviamente, scorrono facilmente, ma sono anche sensibili a un'applicazione non corretta. La prima causa della formazione di bolle d'aria è l'omogeneità del materiale stesso. Le bolle possono essere incorporate nella siringa in fase di erogazione o durante l'uso. Utilizzando prodotti di alto livello, possiamo essere certi che il materiale fornito sia della massima qualità e che la struttura e il design della siringa consentano un funzionamento corretto per ridurre la formazione di bolle d'aria all'interno del materiale.

 

 

Importanza del design della siringa

Il composito fluido CLEARFIL MAJESTY™ ES Flow è progettato per prevenire la formazione di bolle d'aria durante l'erogazione. Il design speciale della siringa e dello stantuffo limita la possibilità di gocciolamento e di riflusso del materiale durante o dopo l'erogazione.

 

 

Una caratteristica di sicurezza unica all'interno della siringa è la speciale costruzione dell'O-ring che impedisce al materiale di fluire dopo il rilascio della pressione e allo stesso tempo riduce al minimo la retrazione, evitando però che lo stantuffo si ritragga troppo.

 

 

Retrazione dello stantuffo

Un'altra causa di formazione di bolle d'aria è l'incorporazione di aria nella siringa attraverso la ritrazione intenzionale dello stantuffo. Se l'operatore o il personale ausiliario hanno l'abitudine di ritrarre lo stantuffo dopo aver somministrato il composito, possono causare l'ingresso di aria nella siringa. Durante l'uso successivo, l'aria sarà probabilmente visibile nel restauro come vuoto d'aria.

 

Importanza della pressione sull'indice

Nella Flowable Injection Technique, si utilizza una mascherina in silicone in cui applichiamo il materiale per costruire il dente. La mascherina deve aderire perfettamente al dente e non deve muoversi o essere spostato durante l'iniezione. In caso contrario, potrebbero comparire delle bolle d'aria. Se si preme e si rilascia l'indice, si ottiene un effetto di aspirazione che allontana il composito dal dente e dalla mascherina. Per evitare difetti, è necessario mantenere una pressione costante sull'indice dal momento dell'iniezione del materiale fino alla polimerizzazione.

 

 

 

È possibile utilizzare diverse modifiche della mascherina in silicone per limitarne la mobilità e ridurre il rischio di pressione incontrollata sul dente. Un esempio è la mascherina realizzata sul modello interlip ("uno sì uno no"), che offre un altissimo grado di stabilità e sicurezza di lavoro.

 

 

Larghezza del foro di iniezione

Un'altra causa della presenza di aria nel restauro è la larghezza del foro di iniezione. Se il foro è troppo stretto, la mascherina può essere spostata dalla punta durante l'inserimento o l'applicazione. Per evitare questo problema, il foro dovrebbe essere allargato per consentire il libero inserimento e la manipolazione della punta durante l'iniezione. Un'apertura più ampia consente inoltre la fuoriuscita dell'aria durante l'erogazione. La cosa più importante, tuttavia, è applicare il materiale con una pressione continua, evitando di estrarre e reinserire la punta nella mascherina. In questo modo si potrebbe ottenere uno strato composito non uniforme.

 

Vuoi saperne di più sulla Flowable Injection Technique? Leggi questa interessante intervista con il Dr. Michal Jachzewnki.

 

Dentista:

DR. MICHAL JACZEWSKI

Il Dr. Michał Jaczewski si è laureato all'Università di Medicina di Breslavia nel 2006 e oggi gestisce il suo studio privato nella città di Legnica, in Polonia. È specializzato in odontoiatria minimamente invasiva e digitale ed è il fondatore della Scuola di Occlusione Biofunzionale. Qui tiene lezioni e workshop incentrati sul trattamento completo del paziente.

 

Come lucidare un restauro composito nei settori posteriori?

Approfondimento a cura della Dr.ssa Aleksandra Łyżwińska

L’obiettivo di ogni dentista è ottenere una lucidatura a specchio senza danneggiare la superficie occlusale appena modellata. In primo luogo, è necessario utilizzare gomme da lucidatura di alta qualità. La forma plurale non è casuale (Fig. 1). A mio parere, i sistemi a gomma singola non sono in grado di fornire una brillantezza impeccabile in modo sicuro. Siate pazienti e delicati. La lucidatura richiede tempo e un tocco delicato.

Fig. 1.

 

Subito dopo la polimerizzazione, il composito è ricoperto da uno strato di inibizione dell'ossigeno (Fig. 2). È indispensabile rimuoverlo con un pennello e una pasta lucidante o una sabbiatrice profilattica. La fase successiva consiste nel rimuovere il composito in eccesso utilizzando dischi abrasivi, frese e punte di gomma per la lucidatura.

Fig. 2.

 

Durante la lucidatura senza raffreddamento ad acqua, la gomma lascia dei frammenti sulla superficie del composito (Fig. 3). Questi frammenti possono essere sparsi sulla superficie del restauro con un pennello di nylon fine. In questo modo è possibile lucidare ogni fessura e buca (Fig. 4).

Fig. 3.

 

Fig. 4.

 

Il segreto per una lucentezza duratura è la lucidatura graduale. È ora di cambiare la punta di gomma con lo strumento TWIST DIA for Composite blu scuro, che è più abrasiva di quella blu chiaro (Fig. 5). Ricordate di esercitare una leggera pressione e di mantenere una velocità massima di 8000 giri al minuto. In questo modo si otterranno particelle fini senza il rischio di surriscaldare la pasta. Le particelle sono state nuovamente distribuite su tutta la superficie. Più sottile è la setola, migliore sarà l'effetto di lucidatura nelle scanalature (Fig. 6).

Fig. 5.

 

Fig. 6.

 

Terzo giro: utilizzare il TWIST DIA for Composite azzurro per ottenere una lucidatura a specchio (Fig. 7). Sotto le particelle emerge una splendida lucentezza. Un'alternativa alle sottili spazzole di nylon sono le spazzole in pelo naturale di capra (Fig. 8).

Fig. 7.

 

Fig. 8.

 

La lucidatura non è solo una questione estetica, ma soprattutto funzionale. L'adesione del biofilm batterico a un composito lucidato è significativamente inferiore rispetto a una superficie ruvida (Fig. 9). La mia ricetta per ottenere una lucidatura a specchio: punte di gomma diamantata di alta qualità con gradazione, utilizzate con sensibilità per un periodo prolungato (Fig. 10).

Fig. 9.

 

Fig. 10.

 

Dentista:

DR.SSA ALEKSANDRA ŁYŻWIŃSKA

 

La Dr.ssa Aleksandra Łyżwińska si occupa di odontoiatria restaurativa. Si è laureata presso l'Università di Medicina di Varsavia nel 2017, dove è stata assistente presso il Dipartimento di Odontoiatria Conservativa ed Endodonzia. La sua attenzione è rivolta alle moderne tecniche adesive, ai compositi di resina e ai biomateriali.