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La detersione delle superfici di adesione durante le procedure di incollaggio di protesi fisse metal-free "FDP's"

Articolo del Dr. Stefano Daniele

 

Durante le procedure d’incollaggio delle protesi fisse metal-free “FDPs”, la prova con la pasta di glicerina, corrispondente ad uno specifico colore della resina da cementazione, è necessaria per scegliere il colore corretto della resina da cementazione stessa. Durante tale prova anche la saliva, il sangue ed il fluido creviculare possono contaminare le superfici di adesione sia del manufatto ceramico sia dei tessuti duri del dente.
È essenziale che la superficie di adesione della ceramica e del tessuto dentale siano perfettamente pulite dal biofilm batterico e da altri contaminanti prima dell'applicazione del sistema adesivo smalto-dentinale, al fine di garantire un’adesione del manufatto protesico che sia efficiente ed affidabile a lungo termine.
È dunque un punto chiave che la superficie della ceramica e la superficie del tessuto dentale siano perfettamente pulite e decontaminate prima di iniziare le procedure d’incollaggio del manufatto protesico.

 

Come pulire la superficie d'incollaggio della ceramica dopo il try-in con paste di glicerina colorata

La prova delle protesi fisse metal-free (FDP) è una procedura fondamentale per valutare l'adattamento del manufatto alla linea di finitura della preparazione dentale e, per le faccette molto sottili, per scegliere il cemento a base resinosa da impiegare per incollare i restauri in ceramica al tessuto duro dentale. Le caratteristiche estetiche, in particolare il valore, delle faccette sottili dipendono da diversi fattori. Tra i più importanti è da considerare la scelta del colore del cemento a base resinosa da utilizzare al di sotto del sottile strato di ceramica. Per rendere questa procedura più facile e ripetibile, molti produttori forniscono paste di glicerina che hanno gli stessi colori dei corrispondenti cementi resinosi. Questa procedura di prova delle protesi fisse FDP metal-free in spessori sottili permette la selezione del cemento resinoso più appropriato. Le paste di glicerina sono generalmente idrofile e possono essere risciacquate dalla superficie di incollaggio della ceramica, dopo la prova, con uno spray aria-acqua ma alcuni contaminanti, come la saliva, il sangue e il liquido crevicolare possono rimanere sulla superficie di adesione. Tale aspetto può influenzare l'efficacia dell'incollaggio al tessuto dentale preparato. La sabbiatura delle superfici contaminate delle FDP metal free può essere la scelta migliore per rimuovere i contaminanti dalle superfici di adesione, ma è importante considerare che non tutti i dentisti hanno ha disposizione i dispositivi per la sabbiattura delle superfici. A questo scopo, Kuraray Noritake Dental ha lanciato KATANA Cleaner, un detergente specifico per la decontaminazione delle superfici di adesione della ceramica che è in grado di fornire la rimozione completa dei contaminanti dopo la procedura di prova con la glicerina. Una superficie di adesione della ceramica perfettamente pulita è importante per ottenere un efficace legame micromeccanico tra la vetroceramica ed il cemento resinoso, nonché per consentire la reazione chimica di adesione tra un primer a base di 10-MDP e la superficie di adesione della zirconia cubica.

 

Pulizia della superficie dentale d'incollaggio: quando la sabbiatura non è un'opzione?

La superficie di adesione dei tessuti duri dentali deve presentarsi perfettamente pulita prima dell'incollaggio delle FDP metal-free e tale risultato può essere ottenuto mediante sabbiatura con una polvere "morbida" come l'eritritolo. L'obiettivo di questa procedura non è creare un tasso di ritenzione aggiuntiva per la superficie della ceramica, ma piuttosto rimuovere il biofilm batterico dalla superficie dentale prima dell'incollaggio. In realtà, le FDP metal-free sono progettate per avere una linea di finitura sopra gengivale e tale disegno di preparazione è altresì importante al fine di permettere un perfetto isolamento con la diga di gomma. Nella pratica clinica, alcune volte, la linea di rifinitura può essere (parzialmente) sotto gengivale per ragioni specifiche, per esempio nella preparazione di faccette progettate per chiudere diastemi e triangoli neri cervicali nei denti anteriori. In queste situazioni cliniche, l'applicazione della diga dentale può essere difficile e la sabbiatura dei tessuti dentali può comportare un rischio concreto di sanguinamento dei tessuti parodontali. Il sanguinamento dei tessuti vicino al margine cervicale della preparazione, prima delle procedure dell’incollaggio adesivo, può influenzare negativamente il sigillo tra il restauro e la preparazione. Queste situazioni cliniche appaiono indicate per l'uso di agenti detergenti chimici piuttosto che la sabbiatura al fine di pulire al meglio le superfici prima dell'incollaggio.

 

Detersione delle superfici d'incollaggio: perché gli agenti convenzionali non sono sufficienti

La maggior parte dei detergenti convenzionali non sono efficaci nei confronti della superficie d’adesione delle FDP metal-free (ceramica vetrosa e zirconia cubica) e neppure verso le superfici d’incollaggio dei tessuti dentali nei casi in cui la sabbiatura è controindicata come descritto.

Quella che segue è una breve lista delle limitazioni e degli effetti avversi dei principali detergenti usati nella pratica clinica prima delle procedure d’incollaggio dei manufatti FDP metal free.

  • Etanolo: non è un agente di rimozione dei contaminanti molto efficace e non è in grado di rimuovere completamente le proteine della saliva e del sangue. Spesso l'etanolo fissa le proteine piuttosto che rimuoverle.
  • Ipoclorito di sodio: ha una buona efficacia come detergente, compresa la rimozione dei costituenti della saliva e delle proteine del sangue, ma può avere un impatto negativo sulle procedure d’incollaggio a causa delle sue proprietà di ossidazione. I radicali liberi rilasciati dalla reazione tra contaminanti ed ipoclorito di sodio potrebbero causare interferenze con la polimerizzazione dei monomeri resinosi del sistema adesivo e dei cementi resinosi (1).1
  • Perossido d'idrogeno: Non ha alcuna proprietà di rimozione dei contaminanti e, in misura maggiore rispetto all'ipoclorito di sodio, può causare interferenze con le procedure di polimerizzazione radicalica dei materiali resinosi utilizzati per l’incollaggio adesivo.
  • Clorexidina: non ha alcun effetto negativo, ma non ha capacità di rimuovere i contaminanti.


KATANA Cleaner e le sue caratteristiche specifiche

KATANA Cleaner è una soluzione detergente specifica per la pulizia delle superfici di tutti i tipi di protesi fissa (con sottostruttura metallica o metal free) e per le superfici di adesione dei tessuti dentali ed è indicato per un uso sia extra-orale sia intraorale. La sua composizione chimica include il monomero funzionale 10-MDP e un sale di trietanolamina e 10-MDP (10 MDP-TEA) in una soluzione acquosa. Il 10-MDP-TEA è un composto emulsionante e tensioattivo in grado di solubilizzare molte sostanze non solubili in acqua e nello stesso tempo di aumentarne la bagnabilità. Queste caratteristiche chimiche del 10-MDP-TEA permettono una più facile rimozione dei contaminanti dalle superfici semplicemente utilizzando, dopo l’applicazione, il getto acqua-spray del riunito. La procedura permette l’allontanamento dell’emulsione e di ottenere una superficie pulita.
KATANA Cleaner ha come obiettivo principale l’emulsione delle proteine, della saliva, del sangue e simili. Il sale 10-MDP-TEA ha caratteristiche polari, vale a dire che la parte non polare entra nell'emulsione contaminata formando delle micelle che appaiono facili da risciacquare (parte polare) con lo spray aria-acqua.

KATANA Cleaner è un potente detergente concentrato. Ha un pH delicato di 4.5 e quindi non incide negativamente sui tessuti duri del dente. La presenza di 10-MDP nella soluzione lo rende compatibile con tutti gli adesivi smalto-dentinali. KATANA Cleaner è una soluzione di colore viola e questa caratteristica permette un'applicazione facile e precisa su tutte le superfici da pulire. A seguire un facile diagramma di flusso che spiega l'uso di KATANA Cleaner dopo la prova dei manufatti protesici FDP metal-free con la pasta di glicerina e prima della cementazione adesiva degli stessi.

 

 

 

Fig. 1. Flowchart sull’utilizzo di KATANA Cleaner sulle superfici d’incollaggio delle protesi fisse FDP metal-free e sui tessuti dentali dopo il try-in e prima dell'incollaggio.

 

Fig. 2. Restauri parziali in ceramica vetrosa (faccette) prima della prova.

 

Fig. 3. Pasta di glicerina usata per la prova.

 

Fig. 4. Prova del restauro parziale in situ con il gel di glicerina.

 

Fig. 5. Uso di KATANA Cleaner per rimuovere i resti del gel di glicerina e i contaminanti, come la saliva, dalle superfici di adesione delle protesi fisse FDP metal free.

 

CASO CLINICO 1

 

Detersione delle superfici di KATANA Zirconia UTML costituente FDPs metal-free dopo la prova con KATANA Cleaner

 

Fig. 6. Protesi fisse FDP metal free confezionate con KATANA Zirconia UTML.

 

Fig. 7. Pulizia delle protesi fisse FDP metal-free con KATANA Cleaner dopo la prova.

 

Fig. 8. Superficie della preparazione dentale pulita con KATANA Cleaner prima dell'applicazione del sistema adesivo smalto-dentinale e prima della fissazione mediante cemento resinoso.

 

Fig. 9. Protesi fisse FDP metal free in situ all'appuntamento di richiamo.

 

CASO CLINICO 2

 

Detersione delle superfici dentali con KATANA Cleaner

 

Fig. 10. Restauri parziali in ceramica vetrosa (faccette) prima delle procedure di prova e di incollaggio.

 

Fig. 11. Pulizia delle superfici di incollaggio dei tessuti dentali in una situazione clinica in cui la sabbiatura non era consigliata a causa dell'alto rischio di sanguinamento dei tessuti parodontali.

 

Fig. 12. Restauri parziali incollati all'appuntamento di richiamo.

 

Fig. 13. Aspetto periorale delle faccette durante il sorriso.

 

Dentista:

 

DR. STEFANO DANIELE

Il Dr. Stefano Daniele si è laureato in Odontoiatria e Protesi Dentaria presso l’Università di Milano nel 2001 con i massimi voti e Lode.
Ha conseguito un Master Universitario di II livello in Odontoiatria clinica con minimo intervento presso l’Università degli studi di Bologna nell’anno 2004.
E’ stato Tutor accademico in odontoiatria restaurativa presso il Dipartimento di Scienze Biomediche, Chirurgiche e Odontoiatriche della Facoltà di Medicina e Chirurgia dell'Università degli Studi di Milano polo San Paolo.
È stato visiting Professor presso l'Università degli Studi del Piemonte Orientale "Amedeo Avogadro" di Novara, insegnando odontoiatria restaurativa e materiali dentali.
Autore di pubblicazioni scientifiche su riviste nazionali ed internazionali e relatore a corsi e congressi.
Collabora con case produttrici di materiali dedicati all’odontoiatria restaurativa e protesi fissa per la loro messa a punto.
Svolge attività privata a Milano con particolare interesse alla restaurativa estetica, alla protesi fissa ed all’odontoiatria preventiva.

 

Ringraziamenti

Un ringraziamento speciale va al maestro odontotecnico Daniele Rondoni per la fabbricazione degli FDPs metal-free.

 

Bibliografia

1. Lai SC, Mak YF, Cheung GS, Osorio R, Toledano M, Carvalho RM, Tay FR, Pashley DH. Reversal of compromised bonding to oxidized etched dentin. J Dent Res. 2001 Oct;80(10):1919–24. doi: 10.1177/00220345010800101101.

 

Stratificazione minima con KATANA Zirconia: il caso clinico

Caso clinico realizzato dall'Odt. Daniele Rondoni

 

Questo report clinico illustra i vantaggi di:

  • utilizzare un minor numero di elementi in ceramica
  • scegliere la stratificazione minima della ceramica
  • optare per soluzioni di micro-riduzione

senza perdere la qualità e il valore dei restauri.

I progressi nello sviluppo dei materiali e nell'elaborazione assistita dal computer permettono flussi di lavoro più snelli e una migliore collaborazione tra lo studio dentistico e il laboratorio. Per beneficiare delle nuove opzioni, tuttavia, è importante che gli odontotecnici abbraccino le loro nuove responsabilità: devono tenere traccia degli ultimi cambiamenti e devono acquisire una profonda conoscenza di come sfruttare il pieno potenziale dei materiali e delle tecnologie. Essere aperti a nuovi approcci e tecniche di restauro fa parte di questo gioco. In cambio dei loro sforzi, saranno in grado di ottenere una precisione estetica senza pari con una procedura più efficiente.

 

Evoluzione e versatilità dell'ossido di zirconio: il caso di KATANA Zirconia

L'evoluzione dell'ossido di zirconio dentale è un eccellente esempio dei progressi nel campo dei materiali dentali: molti dischi in zirconia moderni hanno strutture multistrato e traslucenze naturali. Offrendo prestazioni di alto livello ed elevata versatilità, queste varianti sono sempre più spesso i materiali scelti per la produzione di restauri di alta qualità.

La linea multistrato "KATANA™ Zirconia", per esempio, è composta da quattro materiali multistrato: "KATANA Zirconia" HTML PLUS con la più alta resistenza alla flessione (1.150 MPa) e la più bassa traslucenza, "KATANA Zirconia" STML con una resistenza media (748 MPa) e un'alta traslucenza, "KATANA Zirconia" UTML con una resistenza superiore al livello della vetroceramica (557 MPa) e una traslucenza molto elevata. L'ultima aggiunta alla linea "KATANA Zirconia" è YML, disco in zirconia multistrato con gradazione sia di resistenza alla flessione sia di traslucenza.
Grazie a questa gamma prodotto, è possibile selezionare il materiale ideale per ogni esigenza specifica (ad esempio, il disco ad alta resistenza per restauri a più elementi, il disco ad alta traslucenza per corone anteriori). L'uso dell'ossido di zirconio con un design monolitico o con un minimo cut-back vestibolare e un piccolo strato di ceramica ci permette di ridurre lo spessore della parete dei restauri (rispetto a un design tradizionale della struttura e uno strato completo di ceramica). Di conseguenza, è richiesta una preparazione dentale meno invasiva.

Inoltre, il design soddisfa le esigenze funzionali in termini di bassa abrasività ed elevata tenacità, mentre un sofisticato risultato estetico si ottiene utilizzando la micro-stratificazione con i materiali contenuti nel sistema 4.4.1. Queste possono essere un'alternativa vincente alle tradizionali soluzioni multistrato in ceramica, come rivela il seguente caso che mostra l'uso della tecnica 4.1.

 

Fig. 1. Impronta digitale.

 

Fig. 2. Impronta digitale presa con il provvisorio in posizione.

 

Fig. 3. Modello digitale dei denti preparati importati nel software CAD.

 

Fig. 4. Modello digitale dei denti con il provvisorio importato nel software CAD.

 

Fig. 5. Progettazione di quattro corone in zirconia: Vista trasparente.

 

Fig. 6. Progettazione di quattro corone in zirconia cut-back di smalto vestibolare.

 

Struttura della dentina con anatomia interna

In questo caso, è stato scelto "KATANA Zirconia" STML, nel colore A2, in base all'aspetto desiderato dei restauri finali, al colore dei denti pilastro e allo spazio disponibile. Il design selezionato è stato un cut-back vestibolare minimo, mentre la zirconia palatale è stata lasciata intatta. Per replicare l'estetica naturale, abbiamo optato per una micro-stratificazione vestibolare con ceramica single luster e un design interno specifico dei mamelloni.

Per ottenere la migliore estetica possibile, è fondamentale incorporare l'anatomia interna nella superficie vestibolare pre-sinterizzata e seguire con precisione il protocollo di sinterizzazione consigliato. Solo una procedura di sinterizzazione impeccabile porterà alla traslucenza ideale e all'aspetto cromatico corretto. Dopo la sinterizzazione, la superficie deve essere trattata con sabbiatura (ossido di alluminio, dimensione delle particelle 50 μm, pressione da 1 a 2 bar).

 

Fig. 7. Vista in sezione trasversale per un controllo dello spessore corretto.

 

Fig. 8. Corona in "KATANA Zirconia" STML dopo la sinterizzazione.

 

Fig. 9. Controllo dell'adattamento delle corone sul modello di lavoro stampato.

 

Fig. 10. Tecnica ILS (Internal Live Stain): mappa a colori.

 

Fig. 11. Applicazione di Internal Stain "CERABIEN™ ZR".

 

I vantaggi di Internal Stain

  • La polvere diventa gel ed è sempre pronta all'uso

  • I veri colori si rivelano già prima della cottura

  • Gli effetti ottici si ottengono semplicemente e rapidamente
  • È assicurata un'eccellente adesione all'ossido di zirconio

Per migliorare l'effetto mimetico, usiamo la tecnica Internal Live Stain sulla superficie della zirconia. Incisal Blue 1 viene applicato intorno ai mamelloni, Mamelon Orange 2 direttamente sui mamelloni per un effetto naturale. Per una cromaticità calibrata, si può aggiungere A+ nella zona cervicale.

 

Fig. 12. Aspetto di Internal Stain sulla superficie dopo la cottura.

 

Fig. 13. Dinamica della luce dopo la cottura.

 

Fig. 14. Strato di luster: Mappa dei colori.

 

Fig. 15. "CERABIEN™ ZR" Luster Porcelain LT1 applicato in un micro strato.

 

Fig. 16. Stratificazione con LT1.

 

Il corpo vestibolare e la morfologia incisale sono completati dall'aggiunta di un singolo micro strato di ceramica CZR Luster Porcelain LT1.

Prima di finalizzare i restauri, la superficie e la tessitura dell'ossido di zirconio sono state ottimizzate con una pietra e dei lucidatori di gomma.

La lucidatura della superficie palatale è stata effettuata con la pasta diamantata Pearl Surface Z prima di una fase finale di self-glaze nel forno.

 

Fig. 17. Aspetto dello strato minimo di ceramica dopo una singola cottura.

 

Fig. 18. Dinamica della luce dopo la cottura.

 

Fig. 19. Corone finali dopo la lucidatura meccanica.

 

Fig. 20. Il controllo degli elementi sarà effettuato sul modello digitale stampato.

 

Fig. 21. Situazione finale dopo la cementazione.

 

Fig. 22. Vista palatale della situazione finale.

 

Conclusione

Considerando le esigenze estetiche e la difficoltà del caso, oggi è possibile adottare diversi approcci con la tecnica 4.4.1. in combinazione con l'attuale generazione di zirconia multistrato, essi permettono al tecnico moderno di utilizzare al meglio i mezzi digitali per risolvere casi complessi in modo facile, efficace e con successo.

Il sistema 4.4.1. è raccomandato perché è una selezione di materiali usati in una serie di combinazioni, che ci aiutano a raggiungere risultati esteticamente sofisticati in un modo fattibile, flessibile e ripetibile.

Per maggiori informazioni sul sistema 4.4.1., clicca qui.

 

Odontotecnico:

DANIELE RONDONI

 

  • Diplomatosi nel 1979, Daniele Rondoni ha aperto un laboratorio nel 1982, che è anche la sede dell'AAT Community College dedicato all’educazione per odontotecnici e odontoiatri da lui fondato.

  • Membro attivo EAED e IAED.

  • Associato e relatore SICED.

  • Membro onorario Style Italiano.

  • Istruttore internazionale per i prodotti Kuraray Noritake Dental.
  • Autore di "Tecnica della Multi-stratificazione in ceramica" e di un manuale di laboratorio sull'uso dei materiali compositi, introducendo il proprio metodo: il "Sistema di stratificazione a durezza invertita".

 

Trattamento di una lesione cariosa nei posteriori con un composito universale

Caso clinico realizzato dal Dr. Nicola Scotti

 

Quando si realizza un restauro in composito nei settori posteriori, aspetti funzionali come contatti prossimali stretti e anatomicamente corretti e una superficie occlusale di forma naturale, resistente all'usura e favorevole all'antagonista sono ancora più importanti di una perfetta integrazione ottica. Ecco perché ogni dentista, in questi casi, dovrebbe evitare di dedicare molto tempo alla scelta del colore e concentrarsi sui fattori che hanno un impatto sull'affidabilità e la longevità del restauro. Un grande supporto nel portare a termine questo compito è offerto da CLEARFIL MAJESTY™ ES-2 Universal, un composito con un unico colore universale (U) per la regione posteriore che elimina la fase di scelta del colore. Allo stesso tempo, offre un buon adattamento marginale, un basso stress da contrazione e un'alta resistenza all'usura necessari per ottenere ottimi risultati a lungo termine.

 

Fig. 1. Situazione iniziale con un'ampia lesione cariosa primaria nell'aspetto distale del secondo premolare.

 

Fig. 2. Premolare dopo l'isolamento del campo di lavoro con diga di gomma, scavo della carie e preparazione della cavità.

 

Fig. 3. Posizionamento di una matrice sezionale e di un cuneo per ottimizzare l'adattamento. Entrambi sono tenuti in posizione
con un anello separatore, che aumenta lo spazio interprossimale e quindi assicura contatti prossimali stretti e anatomicamente
corretti.

 

Fig. 4. Ricostruzione della parete prossimale con CLEARFIL MAJESTY ES-2 Universal (colore U) dopo la mordenzatura selettiva
dello smalto con acido fosforico (K-ETCHANT Syringe) e l'adesione con CLEARFIL™ SE Bond 2.

 

Fig. 5. Un sottile strato di composito fluido (CLEARFIL MAJESTY™ ES FLOW High) applicato al pavimento della cavità come
strato di resina.

 

Fig. 6. Restauro completato con CLEARFIL MAJESTY ES-2 Universal (colore U). Mentre il composito di colore universale si
integra molto bene con la struttura dentale circostante, l’aspetto naturale è completato dall'aggiunta di un po' di tinta marrone
sulla fessura.

 

Fig. 7. Risultato del trattamento subito dopo la rimozione della diga di gomma. Il contatto prossimale è stretto e l'anatomia
occlusale ben modellata per la dinamica masticatoria individuale del paziente. Il margine del restauro è virtualmente invisibile,
mentre la cuspide buccale appare più leggera a causa della disidratazione della struttura naturale del dente.

 

SITUAZIONE FINALE

 

Fig. 8. Risultato del trattamento dopo due mesi.

 

Conclusione

Il presente caso dimostra che il composito scelto è adatto per procedure di restauro semplificate nella regione posteriore. Il materiale si maneggia bene, offre le stesse proprietà meccaniche di altri materiali della serie CLEARFIL MAJESTY ES-2 e si integra armoniosamente con le strutture circostanti senza essere troppo traslucente. In questo modo, è possibile eliminare la fase di scelta del colore senza compromettere il risultato del trattamento. Il tempo risparmiato in questo contesto può essere impiegato per aspetti funzionali, o anche per un altro paziente.

 

Dentista:

DR. NICOLA SCOTTI

 

Faccette in KATANA Zirconia YML

Caso clinico realizzato da Dr. Enzo Attanasio e Odt. Daniele Rondoni.

 

Faccette in zirconia? In alcuni casi, come quello presentato qui sotto, le faccette in zirconia monolitica possono essere un'opzione. I motivi per scegliere una zirconia di ultima generazione come KATANA Zirconia YML includono la sua altissima traslucenza e uno spessore di parete di soli 0,3 - 0,4 mm che supporta una preparazione dei denti minimamente invasiva. La procedura di produzione altamente automatizzata permette una riduzione dello sforzo manuale richiesto con risultati altamente estetici.

 

Fig. 1. Situazione iniziale: Giovane paziente donna con incisivi mascellari malformati e disallineati. Viene utilizzato Digital Smile Design per rivelare le proporzioni e le posizioni ideali dei denti anteriori.

 

Fig. 2. Proporzioni e posizioni ideali dei denti visualizzate sopra una foto dei denti dopo il trattamento ortodontico e la creazione di un mock-up. Le posizioni sono ideali e le forme dei denti ottenute con il mock-up hanno solo bisogno di alcuni piccoli aggiustamenti.

 

Fig. 3. Vista facciale del paziente con le faccette pianificate.

 

Fig. 4. Rimozione guidata della struttura del dente con l'aiuto di un indice in silicone. Lo spessore minimo della parete del materiale selezionato, KATANA Zirconia YML, è di 0,4 mm.

 

Fig. 5. Impronte digitali corrispondenti della mascella e della mandibola prese dopo la preparazione dei denti.

 

Fig. 6. Restauro monolitico in "KATANA Zirconia" YML posizionato sul modello in resina dopo la sinterizzazione finale di 7 ore.

 

Fig. 7. Vista laterale del calco master con le sei faccette caratterizzate con il sistema di ceramica liquida CERABIEN FC Paste Stain.

 

Fig. 8. Traslucenza simile a quella dei denti delle faccette sul modello.

 

Fig. 9. Prova intra-orale con due diversi colori della pasta prova PANAVIA V5: A2 è usato nel quadrante destro e Clear nel quadrante sinistro. Il dentista ha deciso di utilizzare il colore A2.

 

Fig. 10. Vista laterale delle faccette cementate. Il risultato è una struttura superficiale naturale, che contribuisce all’aspetto naturale dei restauri.

 

Fig. 11. Vista frontale delle faccette in posizione.

 

Fig. 12. Risultato del trattamento subito dopo la rimozione della diga di gomma.

 

SITUAZIONE FINALE

 

Fig. 13. Risultato del trattamento con tessuti molli sani due settimane dopo il trattamento.

 

Fig. 14. Le gengive sono sane e i restauri mostrano un’ottima integrazione ottica con i denti posteriori adiacenti.

 

 

ODT.DANIELE RONDONI DR. ENZO ATTANASIO

 

 

 

CLEARFIL MAJESTY ES-2 Universal: un solo colore per tutti i restauri posteriori

Semplifica le procedure di restauro grazie al concetto di colore di CLEARFIL MAJESTY™ ES-2 Universal.

Guarda come il colore universale U di CLEARFIL MAJESTY ES-2 Universal può essere la soluzione di successo in caso, per esempio, di restauri nei settori posteriori, indipendetemente dal colore della struttura dentale sottostante e adiacente.

Questo è ciò che noi chiamiamo "semplificazione intelligente".

 

 

Procedura semplificata di un restauro diretto nella regione anteriore inferiore

Caso clinico realizzato dal Dr. Adham Elsayed

 

Se chiediamo ai pazienti cosa si aspettano dai trattamenti restaurativi diretti, molto probabilmente risponderanno una procedura rapida (per evitare di stare seduti sulla poltrona del dentista per tanto tempo) e risultati altamente estetici. Ridurre il tempo di trattamento è importante anche per il dentista perché il suo tempo è il bene più prezioso che ha. Fortunatamente, risparmiare tempo diventa facile quando si scelgono materiali e tecniche di alta qualità, come dimostra il seguente caso clinico.

Il paziente presentava diverse piccole lesioni cariose nella regione anteriore inferiore. Per risparmiare tempo senza compromettere la qualità dei risultati, si è deciso di optare per un approccio di trattamento diretto simultaneo che prevede l'uso di un adesivo universale e di un composito universale con un'offerta cromatica semplificata, ovvero due opzioni di colore per la regione anteriore, che sono solitamente applicate con la tecnica single-shade e hanno proprietà ottiche ottimizzate per un'armoniosa integrazioen estetica. Le immagini di seguito parlano da sole...

 

Fig. 1. Situazione iniziale. Diverse lesioni da carie sono rilevate sui denti anteriori inferiori.

 

Fig. 2. Situazione dopo il posizionamento della diga di gomma per il controllo dell'umidità.

 

Fig. 3. Aspetto dei denti dopo la rimozione della carie.

 

Fig. 4. Applicazione di CLEARFIL™ Universal Bond Quick.

 

Fig. 5. Vista labiale dei restauri finali realizzati con CLEARFIL MAJESTY™ ES-2 Universal (UD) prima della finitura e della lucidatura.

 

SITUAZIONE FINALE

 

Fig. 6. Situazione finale dopo la rimozione della diga di gomma.

 

Dentista:

 

Dr. Adham Elsayed
Clinical and Scientific Manager, Kuraray Europe GmbH

 

La recensione di REALITY su CLEARFIL MAJESTY ES-2 Universal

Vorresti saltare il passaggio di scelta del colore in caso di restauri diretti nei posteriori? Ora puoi con CLEARFIL MAJESTY ES-2 Universal.

 

Scopri cosa dicono i valutatori di REALITY sul nostro nuovo innovativo composito universale!

 

Leggi il report.

 

Contenuti in evidenza:

 

  • Panoramica prodotto
  • Punti di forza e di debolezza
  • Pagina del produttore

 

REALITY | RATINGS & REVIEWS | CLEARFIL MAJESTY™ ES-2 Universal

Per leggere la recensione completa, clicca sull'immagine qui sotto:

 

Sistema PANAVIA V5: nuovo design per i flaconi dei primer

PANAVIA V5 è il cemento più forte ed estetico che Kuraray Noritake Dental abbia mai sviluppato. Ora, lo abbiamo reso ancora migliore, cambiando il design dei flaconi di PANAVIA V5 Tooth Primer e di CLEARFIL CERAMIC PRIMER PLUS per semplificarne l’uso, migliorare la pulizia e ridurre gli sprechi.

 

 

I nuovi flaconi hanno un tappo flip-top progettato per una facile apertura, erogazione e chiusura con una sola mano. Un unico ugello permette un’erogazione controllata dei due primer per uno spreco minimo di materiale durante l'applicazione. Il controllo dell’erogazione delle gocce lascia le superfici pulite dopo l'uso per una maggiore igiene. Tutte queste caratteristiche del nuovo design migliorano le procedure all’interno dello studio dentistico e la qualità del trattamento per il paziente.

 

 

Un’ottima qualità di trattamento offerto al paziente è già uno dei motivi principali per cui i dentisti di tutto il mondo scelgono PANAVIA V5: la resina adesiva a polimerizzazione duale, a rilascio di fluoro e stabile nel colore offre una forza di adesione alla dentina (in modalità autopolimerizzante) pari a quella di CLEARFIL SE BOND, l’adesivo Gold Standard fotopolimerizzabile. L’elevata forza di adesione ottenuta non solo sulla dentina, ma anche sullo smalto in modalità autopolimerizzante, è dovuta agli innovativi catalizzatori presenti nel Tooth Primer PANAVIA V5 a base di MDP. Il primer CLEARFIL CERAMIC PRIMER PLUS, anch'esso a base di MDP, sviluppa un'adesione eccezionalmente forte e duratura su ceramiche a base di silice, zirconia, compositi e metalli, rendendo PANAVIA V5 la soluzione ideale per tutti i tipi di restauri indiretti.

 

 

Inoltre, PANAVIA V5 supera le aspettative estetiche dei suoi utilizzatori in quanto è disponibile in cinque bellissimi colori, stabili nel tempo e che creano bellissimi margini. Prevedere il risultato estetico finale è facile con l'aiuto di cinque paste di prova corrispondenti. Con i flaconi di primer di nuova concezione, questo sistema di cementazione offre un handling e un uso ancora più comodo e igienico di prima, pur mantenendo i suoi punti di forza legati alle prestazioni cliniche.

 

 

dente in ceramica scheggiato

Riparazione dente in ceramica scheggiato (chipping)

Articolo di Peter Schouten, Technical Manager Kuraray Noritake

 

Mi vengono poste spesso domande sulla riparazione dei denti in ceramica scheggiati. Per avere successo nelle riparazioni, è essenziale considerare diverse questioni importanti.

Probabilmente, la questione più cruciale da riconoscere, per prima cosa, è il motivo per cui la scheggiatura si è verificata. Per esempio, se la causa principale è lo stress da carico, quest’ultimo dovrebbe essere considerato durante la riparazione.

Altre questioni da considerare sono la rimozione della contaminazione, l'irruvidimento ottimale, l'attivazione chimica della superficie e la prevenzione della contaminazione durante la riparazione. Inoltre, è importante utilizzare una diga di gomma per isolare il campo di lavoro.

 

Fondamenti dell'adesione

Le procedure adesive possono avere successo solo utilizzando le sostanze e i metodi adeguati. Diversi tipi di superfici hanno spesso bisogno di trattamenti diversi per avere successo. Tuttavia, devono essere rispettati i seguenti tre fondamenti principali dell'adesione per ottenere i migliori risultati.

1) Ritenzione meccanica attraverso una superficie ruvida.

2) Attivazione chimica attraverso sostanze chimicamente attive.

3) Superficie di incollaggio ad alta energia che permette un'interazione ottimale (capacità di bagnare) tra la superficie e il mezzo applicato. La contaminazione ridurrà le capacità di adesione e deve essere evitata o rimossa in ogni caso.

 

Come riparare un dente in ceramica?

Le fratture più frequenti sono quelle di sola ceramica e quelle che includono l'esposizione della sottostruttura nelle protesi PFZ o PFM.
Molti casi si presentano con solo una limitata scheggiatura della ceramica, per esempio sul bordo incisale. In questo caso, per ottenere una riparazione duratura, iniziare ad aumentare l'area di adesione/riparazione usando una fresa diamantata fine per creare un ampio smusso. Una fresa a grana fine è preferibile ad una versione media o grossa perché produce una superficie micro-ritentiva ideale e migliora la bagnabilità.
Un ulteriore irruvidimento della superficie adesiva mediante sabbiatura con allumina (granulometria 50 μm, pressione 2 bar) è altamente raccomandato per aumentare ulteriormente la superficie.

Quando si ripara la ceramica dove la sottostruttura è esposta, è essenziale essere consapevoli che si tratta di più substrati, il che indica la necessità di adattare il protocollo di riparazione di conseguenza.

 

 

Pulire accuratamente la superficie fratturata ruvida. KATANA Cleaner è il prodotto ideale. È un prodotto sicuro e facile da usare con un alto potere detergente. Può essere usato sia intra che extra oralmente su tutti i tipi di substrati dentali. Dopo il risciacquo e l'asciugatura accurata, la superficie è pronta per la fase successiva, l'attivazione chimica.

 

 

CLEARFIL CERAMIC PRIMER PLUS contiene sia silano che MDP e tratta efficacemente sia le ceramiche contenenti silice che gli ossidi metallici (zirconia) e i metalli. Dopo l'applicazione e l'accurata asciugatura, il restauro in composito può essere eseguito immediatamente senza un ulteriore passaggio di adesione. Il composito scelto è un fluido durevole, CLEARFIL MAJESTY ES Flow. Ha un'elevata resistenza alla flessione, persino superiore alla maggior parte dei compositi in pasta. Inoltre, si adatta meglio e più facilmente alla superficie. La lucidatura facile e veloce e il mantenimento della brillantezza sono altre qualità molto apprezzate di CLEARFIL MAJESTY ES Flow.

 

I consigli dell'esperto

  • Isolare il campo di lavoro utilizzando una diga di gomma
  • Smussare ampiamente la scheggiatura con una fresa diamantata fine
  • Irruvidire la superficie adesiva, preferibilmente mediante sabbiatura
  • Pulire l'area di incollaggio con KATANA Cleaner
  • Applicare CLEARFIL CERAMIC PRIMER PLUS sull'intera area di incollaggio (compresa la zirconia o il metallo esposti) e asciugare bene
  • Coprire il metallo esposto con uno strato sottile di CLEARFIL ST OPAQUER e fotopolimerizzare
  • Riparare con un forte composito fluido, come CLEARFIL MAJESTY ES Flow
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    Restauro adesivo diretto in composito come soluzione all’inclinazione mesiale di un 3.7 con CLEARFIL MAJESTY ES-2 Universal

    Caso clinico realizzato dal Dr. Salvatore Scolavino

     

    L’inclinazione mesiale di un elemento dentale latero-posteriore è causa di interazioni occlusali non corrette e di rapporti anatomici prossimali che possono favorire la ritenzione della placca e la formazione di processi cariosi di classe II. La correzione anatomica della corona clinica eseguita con un restauro adesivo diretto, si pone il fine di ripristinare il corretto rapporto inter-prossimale tra gli elementi dentali in oggetto e di ristabilire il contatto in occlusione della cresta marginale.

     

    Descrizione del caso

    Il caso clinico in esame è riferito ad un paziente maschio di anni 30 che nel quadrante 3 presentava restauri diretti in composito degli elementi dentali 3.6 e 3.7 privi di una morfologia occlusale (Fig. 1). Il secondo molare, inclinato mesialmente verso il primo molare (Figg. 2 e 3), presentava rapporti occlusali non corretti ed una posizione apicale della cresta marginale mesiale con formazione di uno scalino ritentivo per la placca. Per confermare l’ipotesi di rapporto occlusale non corretto, i contatti occlusali sono stati registrati con carta articolare (Fig. 4). La distribuzione dei contatti occlusali appariva irregolare e prevalentemente localizzata in area buccale.

     

    Fig. 1. Immagine pre-operatoria del caso clinico

     

    Fig. 2. Vista laterale che mostra l'inclinazione mesiale del secondo molare.

     

    Fig. 3. La radiografia pre-operatoria mostra l'inclinazione mesiale del secondo molare.

     

    Fig. 4. Controllo dei contatti in occlusione prima di esguire la terapia ricostruttiva.

     

    Pianificazione della terapia

    Sebbene il trattamento ortodontico sia stato proposto come terapia di prima scelta con il fine di correggere la posizione del 3.7, la contrarietà del paziente è stata motivo di orientamento per una opzione di trattamento secondaria che ha trovato concretezza nella sostituzione dei restauri in composito. Nello specifico, il 3.7 è stato trattato come se la cresta marginale fosse il gradino cervicale di una cavità di classe II, così da aumentare l'altezza della cresta marginale mesiale, migliorare i rapporti occlusali, e correggere al tempo stesso l’area di contatto prossimale.

     

    Misure preliminari

    Una volta posizionata la diga di gomma (Fig. 5), i restauri in composito sono stati rimossi e le cavità sono state preparate e rifinite (Fig. 6-7). E’ stata montata una matrice sezionale a convessità multipla stabilizzata con un cuneo di legno ed il posizionamento di un anello separatore (Fig. 8).

     

    Fig. 5. Isolamento del campo operatorio. Mediante il posizionamento di un cuneo di legno si esegue il wedging del secondo molare per semplificare il successivo posizionamento della matrice sezionale.

     

    Fig. 6. Una fase della preparazione cavitaria.

     

    Fig. 7. Le preparazioni cavitarie appena ultimate.

     

    Fig. 8. Una volta ultimate le preparazioni, si procede con il posizionamento della matrice sezionale, si cambia il cuneo di legno preferendone uno di dimensioni maggiori e si posiziona l'anello separatore.

     

    Procedura adesiva

    La mordenzatura selettiva dello smalto (K-ETCHANT GEL, Kuraray Noritake Dental Inc.) (Fig. 9) lasciava un aspetto bianco gessoso delle superfici di adesione dello smalto pronte per le procedure adesive (Fig. 10). L'adesione è stata eseguita con CLEARFIL SE BOND 2 (Kuraray Noritake Dental; Fig. 11). Nella prima fase, il primer del sistema è stato applicato e frizionato attivamente sulla superficie per 40 secondi; le eccedenze sono state rimosse con soffio di aria mediante la siringa aria-acqua del riunito. L’applicazione dell'adesivo è stata eseguita utilizzando la stessa procedura, e dopo aver atteso 10 secondi per ottenere la completa evaporazione del solvente, il bond è stato irraggiato per 60 secondi al fine di garantire una corretta polimerizzazione. Il pavimento della cavità è stato quindi coperto con uno strato di circa 0,5/1 mm di spessore di composito fluido (CLEARFIL MAJESTY ES FLOW SUPER LOW A3, Kuraray Noritake Dental).

     

     

    Fig. 9. Fase di mordenzatura selettiva dello smalto.

     

    Fig. 10. Aspetto bianco gessoso delle superfici di smalto condizionate mediante mordenzatura acida.

     

    Fig. 11. Aspetto dei substrati dopo aver eseguito le procedure adesive.

     

    Procedura di restauro

    La centripetal build-up technique (CBT)1 è stata eseguita col fine di convertire la pseudo-cavità di classe II in classe I, elevando la cresta marginale mesiale del 3.7, portandola ad eguale altezza della cresta marginale distale del 3.6 (Fig. 12). In generale, la valutazione dei dettagli anatomici degli elementi dentali contigui e dell'antagonista è molto utile per eseguire una corretta modellazione dell’anatomia occlusale riducendo al minimo i ritocchi in fase post-operatoria. I restauri sono stati eseguiti con il composito CLEARFIL MAJESTY ES-2 Universal (Kuraray Noritake Dental) nel colore U per i posteriori, usando la tecnica Cusp by Cusp (Figg. 13-15). Seguendo le informazioni dei residui anatomici cuspali e l'orientamento dei solchi, è stata riprodotta un'anatomia occlusale ideale. Per impostare la procedura di modellazione in ampie cavità, la tecnica di modellazione simultanea2 può essere un’opzione; con questa tecnica, le cuspidi vengono modellate simultaneamente con incrementi di composito che restano separati fino alla fotopolimerizzazione.

     

    Fig. 12. La parete prossimale del 3.7 appena ricostruita mediante CBT.

     

    Fig. 13. Fase di build-up occlusale. Gli incrementi vengono effettuati con apporti di piccole dimensioni per contrastare gli effetti della contrazione da polimerizzazione.

     

    Fig. 14. Modellazione anatomica occlusale del 3.7 ultimata mediante tecnica Cusp by Cusp.

     

    Fig. 15. I restauri appena ultimati.

     

    Per migliorare l’integrazione dei restauri, è stato applicato dello stain brown (Dark Brown, CHROMA ZONE COLOR STAIN, Kuraray Noritake Dental) nei solchi. Per la finitura sono state utilizzate una fresa multilama a pallina e una pietra abrasiva Arkansas Flame. La lucidatura finale è stata eseguita con il sistema TWIST DIA (EVE). L’immagine del risultato nell’immediato post-operatorio è mostrata nella Figura 16. Il paziente è stato congedato dopo la rimozione della diga di gomma, il controllo dell'occlusione statica e dinamica, e l'esecuzione di una radiografia di controllo (Fig. 17). A seguito della reidratazione dei tessuti (Fig. 18), trascorso un mese, il paziente è stato richiamato per una visita di controllo in cui l’integrazione morfologica e cromatica dei restauri appariva soddisfacente.

     

    Fig. 16. Dopo l'applicazione dello stain brown, si esegue la fase finishing&polishing.

     

    Fig. 17. Controllo radiografico post-operatorio.

     

    RISULTATO FINALE

     

    Fig. 18. Controllo a distanza di 30 giorni.

     

    Conclusione

    Il caso clinico dimostra come mediante una corretta applicazione delle tecniche di ricostruzione diretta in composito sia possibile ristabilire una corretta relazione occlusale e correggere piccole anomalie di posizione. La corretta modellazione occlusale deve essere eseguita usando come reperi anatomici le informazioni rilevabili dai residui delle creste perimetrali e dagli elementi dentali contigui agli elementi dentali da restaurare.
    La longevità dei restauri dipenderà anche da una corretta esecuzione delle procedure di finishing&polishing. L'uso combinato delle tecniche di restauro presentate con materiali innovativi come CLEARFIL MAJESTY ES-2 Universal renderà le procedure più semplici, riproducibili e altamente performanti.

     

    Riferimenti

    1. Bichacho N. Il build-up centripeto per restauri posteriori in resina composita. Pract Periodontics Aesthet Dent. 1994 Apr;6(3):17-23.
    2. Scolavino S, Paolone G, Orsini G, Devoto W, Putignano A. La tecnica di modellazione simultanea: la chiusura dei gap posteriori. Int J Esthet Dent. 2016 Spring;11(1):58-81.

     

    Dentista:

    DR. SALVATORE SCOLAVINO

     

    Laureato con lode in Odontoiatria e Protesi Dentaria presso l'Università Federico II di Napoli. Si occupa di restauri adesivi estetici diretti ed indiretti, anteriori e posteriori. La sua attenzione è rivolta in particolare alla conservativa, all'endodonzia e alla protesi. È socio attivo di prestigiose accademie e società scientifiche: AIC - Accademia Italiana di Conservativa, IAED - Accademia Italiana di Odontoiatria Estetica. Dal 2004 ha uno studio privato in Nola (NA), Italia.
    E’ uno dei fondatori dell’educational werestoreit.it. Autore dei libri pubblicati da Quintessence Publishing "Restauri diretti nei settori posteriori" e "Restauri diretti nei settori anteriori", è autore di pubblicazioni scientifiche su riviste nazionali e internazionali e coautore del libro Odontoiatria
    restaurativa estetica (AIC). Relatore a corsi e conferenze in Italia e all'estero.