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In ottemperanza con quanto previsto dalla normativa vigente, dichiaro quindi, sotto la mia responsabilità, di essere un professionista del settore odontoiatrico e/o odontotecnico e di essere pertanto autorizzato a prendere visione del contenuto presente in questo sito internet

Nuovo programma di sinterizzazione in 54 minuti: ora possibile per ponti fino a 3 elementi

Nuovo programma di sinterizzazione in 54 minuti: ora possibile per ponti fino a 3 elementi

Kuraray Noritake Dental ha una produzione interna delle materie prime unica nel suo genere. A differenza dei nostri concorrenti che acquistano le loro materie prime all'esterno (es. Tosoh Cooperation), Kuraray Noritake Dental si distingue per il suo esclusivo processo produttivo interno di polveri in zirconia che prevede un controllo scrupoloso del grado di purezza e delle dimensioni delle particelle, ma anche la creazione di un equilibrio ottimale tra leganti, pigmenti di colore, stabilizzatori e altri ingredienti.
Tutto questo ha permesso di realizzare un materiale, la zirconia KATANA™, di elevata qualità ed estetica.

 

"CONTROLLIAMO OGNI DETTAGLIO”

 

KATANA™ Zirconia STML NW con CERABIEN™ ZR FC Paste Stain
Sergio R. Arias DDS, MS Sung Bin Im, MDC, CDT

 

 

PROGRAMMI DI SINTERIZZAZIONE

Oltre al nuovo programma in 54 minuti, è possibile continuare a utilizzare i tradizionali programmi di sinterizzazione di KATANA Zirconia.

Per maggiori informazioni sui programmi di sinterizzazione di KATANA, consulta il manuale tecnico. Clicca qui

 

 

Intervista: "L'evoluzione della zirconia multistrato: i segreti di KATANA™ Zirconia YML"

La famiglia di dischi CAD/CAM multistrato “KATANA™ Zirconia” si è arricchita di un nuovo elemento: “KATANA™ Zirconia” YML (zirconia multistrato integrata con ossido di ittrio). Basato sull’esclusiva tecnologia multistrato di Kuraray Noritake Dental Inc (KND), questo nuovo materiale è composto da più strati, caratterizzati da livelli di croma e di traslucenza differenti, oltre a concentrazioni diverse di ossido di ittrio. Abbiamo parlato del nuovo prodotto e delle sue peculiari caratteristiche con due esperti della Divisione Ricerca & Sviluppo di Kuraray Noritake Dental in Giappone, Atsushi Matsumoto e Yuta Tajima.

 

Signor Matsumoto, Signor Tajima, KND offre già ai propri clienti un’ampia scelta di materiali in zirconia, adatti praticamente a tutti i tipi di indicazioni. Per quale motivo avete deciso di sviluppare un’altra zirconia per uso odontoiatrico?

In effetti, la serie KATANA™ Zirconia è stata molto apprezzata e ha ricevuto giudizi eccellenti da parte del mercato. Chi la utilizza apprezza, in particolare, l’elevato livello di resistenza di HTML PLUS, il perfetto equilibrio tra proprietà estetiche e meccaniche di STML, e l’estrema traslucenza di UTML. Tuttavia, malgrado il forte aumento di materiali a base di zirconia apparsi sul mercato negli ultimi tempi, abbiamo ricevuto dai nostri clienti numerose richieste di un materiale ad uso più universale, che potesse offrire in un unico prodotto tutte le eccellenti proprietà delle diverse versioni di KATANA™ Zirconia. Un prodotto di questo tipo avrebbe permesso di realizzare tutti i generi di restauri partendo da un unico disco, dalle corone singole a interi ponti, senza alcuna rinuncia in termini di qualità estetiche e meccaniche dei manufatti, nei settori anteriori come in quelli posteriori. In quanto ideatori della serie KATANA™ Zirconia, lo sviluppo di KATANA™ Zirconia YML è stata la nostra risposta alle richieste dei nostri clienti.



 

Qual è la principale differenza tra KATANA™ Zirconia YML e gli altri prodotti della serie KATANA™ Zirconia multistrato?

Tutti gli strati di KATANA™ Zirconia UTML, STML e HTML PLUS sono prodotti partendo dalla medesima composizione di base della polvere e presentano di conseguenza lo stesso livello di resistenza lungo l’intero spessore del disco. Sarà l’utilizzatore a scegliere la tipologia di materiale più adatta alle caratteristiche di ogni singolo caso, per esempio una zirconia a resistenza elevata o una versione con la massima traslucenza. "KATANA™ Zirconia" YML è una zirconia “all-in-one”, indicata per tutti i casi: è composta da uno strato smalto ad alta traslucenza, uno strato intermedio in cui resistenza, traslucenza e colore sono accuratamente bilanciati, e uno strato dentina a resistenza elevata. Le materie prime utilizzate sono state sviluppate e prodotte da KND esclusivamente per YML. Questa è un’altra tappa fondamentale del nostro avanzato processo di sviluppo del prodotto "KATANA™ Zirconia".

 

Abbiamo ricevuto molte richieste di un materiale ad uso più universale da parte dei nostri clienti.

KATANA™ Zirconia YML è una zirconia “all-in-one”, ideale per tutte le indicazioni.

 

 

 

In generale, le zirconie con un gradiente di resistenza integrato attualmente disponibili non sono viste con grande favore da molti odontotecnici e odontoiatri, perché i materiali utilizzati non sembrano offrire una resistenza sufficiente nelle regioni incisali. Questo potrebbe comportare il rischio di fratture nei restauri di notevole estensione, in modo particolare se non posizionati in modo corretto all’interno del disco. In che modo KND ha affrontato questi problemi, e come ha cercato di risolverli, al fine di distinguersi dalla concorrenza?

I prodotti multistrato a base di ossido di ittrio attualmente sul mercato soffrono di complesse limitazioni riguardo alla posizione del connettore nei casi che prevedono restauri di importanti dimensioni, come le protesi circolari full-arch, data la mancanza di un bilanciamento ottimale tra estetica e resistenza. Per vincere questa sfida, KND ha sviluppato delle materie prime caratterizzate da elevati livelli di resistenza e di estetica, integrandoli nello strato intermedio tra smalto e dentina. Il risultato è l’estrema semplicità del posizionamento dei connettori, anche nei manufatti di grandi dimensioni, grazie al perfetto bilanciamento tra proprietà ottiche e meccaniche. L’integrazione di queste esclusive caratteristiche nel nostro prodotto consente di evitare il rischio di deformazioni e rotture.

 

Un altro problema è spesso rappresentato dalla presenza di un’evidente linea di demarcazione tra gli strati contenenti percentuali diverse di ossido di ittrio, visibile effettuando un controllo più accurato dopo la sinterizzazione. Come avete risolto questo problema?

In KND, siamo riusciti a ottenere sia un adeguato livello di traslucenza graduale sia delle linee di transizione invisibili, anche tra gli strati di zirconia con tenore di ittrio diverso. Quest’obiettivo è stato raggiunto grazie alla nostra tecnologia multistrato, perfezionata nel corso degli anni, che prevede l’adozione di margini attentamente calibrati tra uno strato e l’altro, al fine di evitare le linee di transizione. In quest’ottica, le materie prime di nuova generazione utilizzate per le aree di transizione e la ridefinizione degli schemi di sinterizzazione sono state la chiave del nostro successo.

 

Com’è possibile avere un protocollo di sinterizzazione che funziona con i diversi componenti della zirconia contenuti nei dischi YML e allo stesso tempo consente tempi di sinterizzazione di una rapidità senza precedenti?

L’entità della contrazione nel corso del processo di sinterizzazione è determinata da diversi fattori, tra cui il numero e la quantità di additivi (ossido di ittrio, ossido di alluminio, ecc.) presenti. Se l’indice di contrazione è diverso per ogni singolo strato, è facile che compaiano, tra uno strato e l’altro, linee di transizione che potrebbero provocare tensioni nella struttura del materiale. Il materiale di nuova generazione utilizzato per KATANA™ Zirconia YML ci ha permesso di controllare e uniformare l’indice di contrazione per tutti gli strati, anche per i materiali con tenori di ittrio differenti.

L’impiego di materie prime brevettate prodotte in-house, con proprietà eccellenti e adatte per la sinterizzazione rapida, è stato il prerequisito che ha reso possibile lo sviluppo del protocollo di sinterizzazione rapida di KND (54 minuti per ponti fino a 3 elementi), disponibile per tutti i prodotti della serie KATANA™ Zirconia multistrato. Quest’opzione rende più efficiente il lavoro dell’odontotecnico e semplifica il workflow.

 

 

Strato Smalto
Per garantire una traslucenza elevata in armonia con i denti anteriori.

Strato Dentina 1
Per garantire traslucenza e colore senza soluzione di continuità rispetto allo Strato Smalto.

Strato Dentina 2, 3
Per garantire profondità e vividezza cromatica riducendo gli sbiancamenti.

 

Vi sono differenze tra "KATANA™ Zirconia" YML e i prodotti della concorrenza, per quanto riguarda la fresatura e gli aggiustamenti?

Tutti i prodotti KATANA™ Zirconia di KND garantiscono una durezza adeguata, con minor rischio di scheggiature durante il fresaggio, grazie alle materie prime prodotte e raffinate in-house. Inoltre, con la sinterizzazione, questi prodotti sviluppano un’eccellente resistenza alla scheggiatura, utilissima soprattutto, in caso di aggiustamenti marginali complessi.

 

 

 

 

C’è qualcos’altro che distingue KATANA™ Zirconia YML dagli altri prodotti con gradiente di resistenza integrato?

Certamente, KATANA™ Zirconia YML è meno soggetta alle deformazioni da sinterizzazione, grazie alle materie prime sviluppate internamente, utilizzando una tecnologia brevettata per il controllo dell’indice di contrazione. Inoltre, la gamma di colori disponibili (14) è molto ampia, e questo è un altro aspetto fondamentale per creare restauri naturali, che va ad aggiungersi alle proprietà ottiche ben bilanciate del materiale e all’assenza di linee di transizione. Infine, dato che tre strati su quattro soddisfano le condizioni per una classificazione ISO di V classe, vi sono meno limiti alla libertà di progettazione della protesi.

 

Per quale motivo, secondo voi, un odontotecnico dovrebbe decidere di acquistare KATANA™ Zirconia YML anziché qualunque altra zirconia odontoiatrica?

Atsushi Matsumoto:

Oggi gli odontotecnici hanno la possibilità di creare dei manufatti estetici e resistenti utilizzando un solo materiale, "KATANA™ Zirconia" YML. Questo consente di ridurre le scorte a magazzino e abbreviare in misura significativa i tempi di lavorazione, grazie all’opzione della sinterizzazione rapida.

Yuta Tajima:

A mio parere, le caratteristiche più convincenti sono la grande precisione della cottura consentita dal bilanciamento delle proprietà del materiale in tutti gli strati, l’ampia gamma di colori disponibili e la grande flessibilità nella progettazione, anche nei casi di ponti di notevole estensione. Infine, motivi altrettanto importanti per scegliere questo nuovo prodotto sono la qualità e l’affidabilità del marchio KATANA™ e dell’etichetta “Made in Japan”.

 

Tutti i dischi della serie KATANA™ Zirconia si distinguono dagli altri materiali in zirconia dentale per la loro microstruttura densamente pressata, a granulometria estremamente fine, fondamentale per una qualità superiore delle superfici, per una maggiore stabilità dei margini e per la precisione di adattamento. Quale segreto si nasconde dietro la qualità eccezionalmente elevata dei vostri dischi?

Dato che non conosciamo la correlazione esistente tra le proprietà di stabilità marginale (scheggiatura ecc.) e la composizione, la struttura, ecc. del materiale, è molto difficile rispondere a questa domanda. Potrebbe dipendere dalla struttura dei cristalli di zirconia, dalla materia prima stessa, dal corretto grado di resistenza dopo la pre-sinterizzazione o da qualsiasi altro fattore secondario, durante il processo di produzione del disco. Va da sé che tutti questi fattori sono importanti nel loro insieme.

 

Utilizziamo i pigmenti sviluppati da KND, che offrono un’eccellente stabilità cromatica e non sbiadiscono neanche dopo la sinterizzazione.

 

 

Anche se i margini del restauro sono stati fresati ad un profilo molto sottile, mostrano ancora margini lisci senza alcun chipping.

 

Un vantaggio evidente della serie KATANA™ Zirconia, molto apprezzato dagli Opinion Leaders di KND, è la stabilità cromatica e la corrispondenza con i colori della Scala VITA classica. Potreste spiegare perché è importante che l’aggiunta di additivi e di pigmenti colorati, sotto forma di ossidi metallici, sia eseguita internamente all’azienda, al fine soddisfare le esigenze degli utilizzatori e distinguere KATANA™ Zirconia dai prodotti della concorrenza?

Noi utilizziamo i pigmenti prodotti da KND, che hanno un’eccellente stabilità cromatica e non si alterano neanche dopo il processo di sinterizzazione finale. Le dimensioni delle particelle sono accuratamente controllate. Inoltre, il nostro staff, specializzato nella miscelazione dei colori, è riuscito, seguendo i suggerimenti di esperti odontotecnici interni ed esterni all’azienda, a ottenere un mix di pigmenti che presenta minime variazioni cromatiche minime anche in caso di spessori diversi.

 

Quali sono le vostre previsioni riguardo ai futuri sviluppi della zirconia dentale?

Da quando la zirconia è stata introdotta sul mercato dei prodotti dentali, sono stati compiuti molti importanti progressi riguardo alle proprietà di questo materiale. Oggi il mercato offre zirconie con resistenza elevata e basso indice di trasmissione della luce, oppure zirconie con alto indice di trasmissione della luce ma bassa resistenza. Inoltre, sono disponibili anche zirconie con alto indice di trasmissione della luce e bassa resistenza, nei sistemi misti (serie YML). Il nostro obiettivo principale, per il prossimo futuro, è sviluppare una zirconia ancora più avanzata, che riunisca in sé resistenza elevata e alto indice di trasmissione della luce, smentendo le consuete aspettative secondo cui la scelta di utilizzare materiali a base di zirconia  comporta un inevitabile compromesso tra resistenza e traslucenza.

 

 

Atsushi Matsumoto  Yuta Tajima

 

Nuovo KATANA™ Zirconia HTML PLUS: ottimizzato per procedure semplificate e risultati ancora migliori

La possibilità di utilizzare diversi materiali in zirconia a seconda dell'indicazione e delle esigenze specifiche del paziente permette di ottenere i migliori risultati possibili, ma comporta anche il pericolo di confondere i protocolli di lavorazione. Kuraray Noritake Dental risolve questo problema offrendo una gamma completa di materiali KATANA™ Zirconia Multi-Layered con programmi di sinterizzazione armonizzati. L'ultimo arrivato della serie KATANA™ Zirconia Multi-Layered, KATANA™ Zirconia HTML PLUS, è disponibile dal 1° settembre 2021 e, oltre ai programmi di sinterizzazione uniformati, offre una maggiore traslucenza e un colore ottimizzato senza compromettere la sua resistenza alla flessione.

 

KATANA™ Zirconia HTML PLUS si basa sul suo collaudato predecessore KATANA™ Zirconia HTML e offre anche una struttura di colore multistrato e una distribuzione uniforme della resistenza in tutto il disco. È adatto per una varietà di indicazioni, compresi i ponti di notevole estensione con uno spessore minimo della parete di soli 0,4 mm nella regione anteriore e 0,5 mm in quella posteriore. Questo permette preparazioni minimamente invasive, mentre l’odontotecnico può scegliere tra un design monolitico, cut-back o struttura in combinazione con la tecnica di finitura preferita.

 

 

Scrupolose ottimizzazioni nella composizione e nella struttura del materiale hanno permesso di ottenere una maggiore traslucenza (45%) e un aspetto cromatico ancora più naturale dei restauri. Il colore appare più vivido e più intenso, il che porta ad una migliore integrazione ottica del restauro con i denti e le gengive adiacenti. Allo stesso tempo, l'elevata resistenza alla flessione (1.150 MPa) permette una gamma illimitata di indicazioni.

Per quanto riguarda la sinterizzazione, sono disponibili tre opzioni per restauri di denti singoli e ponti fino a tre elementi: un programma di sinterizzazione veloce di 54 minuti, particolarmente prezioso per rilavorazioni o casi urgenti, un programma di 90 minuti e il tradizionale programma di sinterizzazione di sette ore, adatto anche ai restauri di lunga estensione.

 


Tutte e tre le opzioni e gli identici programmi sono disponibili anche per gli altri materiali della gamma: KATANA™ Zirconia UTML, KATANA™ Zirconia STML e il nuovo KATANA™ Zirconia YML (ittrio multistrato) con gradazione di resistenza e traslucenza. Grazie a questa caratteristica, standardizzare le procedure per ridurre al minimo il rischio di errori e ottenere risultati coerenti diventa straordinariamente facile.

Per maggiori informazioni su KATANA™ Zirconia HTML PLUS, clicca qui

 

La linea KATANA™ Zirconia HTML PLUS sostituisce la linea KATANA™ Zirconia HTML.

 

 

KATANA™ Zirconia YML: l'evoluzione della zirconia multistrato

La possibilità di utilizzare diversi tipi di materiali in zirconia, a seconda dell’indicazione clinica, ha aspetti positivi e negativi allo stesso tempo: positivi perché consente agli odontotecnici di ottenere i migliori risultati possibili in qualunque situazione, negativi perché richiede un magazzino considerevole e molte decisioni da prendere. Per chi preferisce scegliere una strada più efficiente senza compromettere il risultato finale, KATANA™ Zirconia YML è la nuova soluzione ideale.

 

Innovazione e ricerca di Kuraray Noritake

Kuraray Noritake ha infatti studiato a lungo, nei propri laboratori di ricerca, la formula del suo nuovo disco, poiché la miscelazione di polveri con caratteristiche non omogenee, se non perfettamente bilanciata, può portare a situazioni di forti tensioni interne al materiale e conseguente rischio di rotture, anche dopo lungo tempo. Kuraray Noritake è giunta alla sua soluzione con lo sviluppo dell’innovativo disco KATANA™ Zirconia YML multi-colore, multi-traslucenza e multi-durezza.
Grazie all’elevata resistenza della parte interna e alla traslucenza dello strato esterno, questa zirconia multistrato di nuova generazione offre tutte le caratteristiche necessarie per gestire una vasta gamma di indicazioni con risultati estetici eccellenti con una semplice procedura.

 

 

KATANA Zirconia YML: un equilibrio perfetto tra estetica e resistenza

KATANA Zirconia YML reinventa la tecnologia multistrato originale, sviluppata da Kuraray Noritake Dental più di dieci anni fa. Le nuove materie prime sono caratterizzate da concentrazioni di ittrio (ossido di ittrio) diverse, integrate nell’apprezzata struttura multistrato a quattro gradazioni di colore. Il risultato è un disco con un perfetto equilibrio tra gradienti cromatici, di traslucenza e di resistenza alla flessione.

La nuova zirconia, con una resistenza alla flessione minima di 1.000 MPa in tutti gli strati dentina, soddisfa i requisiti di un’ampia gamma di indicazioni, inclusi i restauri monolitici di notevole estensione. Grazie alla ben collaudata gradazione cromatica e all’eccezionale traslucenza dello strato di smalto, le potenzialità estetiche di KATANA™ Zirconia YML sono così elevate che spesso è sufficiente optare per un design monolitico del restauro desiderato e una finitura poco complessa come la lucidatura o la micro-stratificazione con la TECNICA 4.4.1. (Internal Stain+CZR FC Paste Stain).

 

 

I vari strati presenti nel blocco sono perfettamente integrati tra loro grazie a un procedimento in-house che garantisce un agevole posizionamento del restauro all’interno del disco, una transizione invisibile tra gli strati della struttura (indispensabile per ottenere risultati estetici impeccabili), massima precisione dell’adattamento e comportamento a lungo termine predicibile del restauro.

Questa avanzata tecnologia di produzione e composizione del materiale presenta inoltre un ulteriore vantaggio: un processo di sinterizzazione ultra-rapido, della durata di soli 54 minuti, disponibile per corone singole e ponti con massimo 3 elementi. Le proprietà ottiche e meccaniche dei restauri ottenute con il processo di sinterizzazione rapida sono comparabili a quelle ottenute dopo cicli di sinterizzazione di 90 minuti o di 7 ore.


Per maggiori informazioni su KATANA™ Zirconia YML, clicca qui.

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Un’unica procedura, nessun primer

Un’unica procedura, nessun primer

Dalla sua prima comparsa sul mercato con il nome di “CLEARFIL SA Cement”, la serie di cementi autoadesivi Kuraray Noritake PANAVIA SA Cement si è costantemente evoluta, passando attraversato diversi stadi di sviluppo. Nel corso del tempo, sono stati apportati vari miglioramenti, fino ad arrivare al nostro ultimissimo prodotto: PANAVIA SA Cement Universal. Questi miglioramenti comprendono: il potenziamento della forza di adesione al tessuto dentale, l’aumento della temperatura di conservazione a temperatura ambiente e il prolungamento a tre anni del periodo di conservazione. Quello che invece non è cambiato sono la facilità di eliminare il cemento in eccesso, la tolleranza all’umidità e l’integrazione del monomero MDP originale.

 

Il monomero MDP permette l'adesione di PANAVIA™ SA Cement Universal al tessuto dentale, ai metalli e alla zirconia. Fino a poco tempo fa, il legame chimico a materiali a matrice vetrosa, come la ceramica e la vetro-ceramica, incluso il disilicato di litio e i compositi, era possibile soltanto aggiungendo un primer a base di silano.

Con l’introduzione di PANAVIA SA Cement Universal, la fase di silanizzazione è diventata superflua, grazie all'integrazione dell'innovativa molecola di silano LCSi, permettendo, quindi, di avere una sola procedura universale, senza la necessità di alcun primer aggiuntivo.

 

 

LCSi

A parole, sembrerebbe semplice aggiungere il silano alla pasta. In realtà, vi sono dei limiti. Uno di questi è la difficoltà di mantenere il silano in forma di γ-MPS(gamma-metacrilossipropiltrimetossisilano) attivo per un periodo prolungato. Ciò è dovuto, in parte, alla natura idrofila del γ-MPS: infatti, il contatto con l’acqua in condizioni di acidità causa l’idrolisi dei gruppi alcossi del silano. Per tale motivo, è preferibile utilizzare un silano maggiormente idrofobo e quindi più stabile, evitando di metterlo a contatto con acqua e acidi prima del tempo.

Kuraray Noritake utilizza già da tempo il silano a catena lunga LCSi nei compositi CLEARFIL MAJESTY Posterior e CLEARFIL MAJESTY ES Flow, ma questa è la prima volta che viene utilizzato in un cemento.

Questo esclusivo silano possiede un lungo separatore di idrocarburi (la catena di idrocarburi tra il guppo silanolo e il gruppo metacrilato) che lo rende più idrorepellente e stabile rispetto alla piccola molecola di γ-MPS. In questo modo, la reazione con le particelle di silice nei materiali a base vetrosa avviene in modo più ordinato e veloce. Il risultato è un legame ottimale con la superficie e una maggiore resistenza all’idrolisi.

L’obiettivo di contrastare la degradazione dei silani in PANAVIA SA Cement Universal ha richiesto lunghi e approfonditi studi. Alla fine è stato deciso di separare i componenti più idrofili da quelli idrofobi, in modo che venissero a contatto tra loro soltanto durante la miscelazione della pasta. Questo ci ha consentito di ottenere un periodo di conservazione di tre anni, anche a temperatura ambiente.


Ricerca

Non sono soltanto i nostri dati interni a comprovare l’adesione con materiali vetrosi di qualità comparabile, se non superiore, ottenibile con PANAVIA SA Cement Universal rispetto alla sua versione precedente, PANAVIA SA CEMENT PLUS, utilizzato insieme a CLEARFIL CERAMIC PRIMER PLUS. I primi risultati di uno studio indipendente confermano i nostri dati interni.

Con PANAVIA SA Cement Universal, offriamo oggi un cemento resina autoadesivo che consente l’adesione diretta su praticamente qualsiasi tipo di materiale, senza utilizzo di primer o di altri agenti adesivi separati.

Scopri di più su PANAVIA SA Cement Universal, clicca qui.

 

A cura di Peter Schouten, Technical Manager Kuraray Europe Benelux

 

Zirconia su zirconia: il caso clinico

Realizzato da Odt. Marco Stoppaccioli

 

Nella società di oggi, a causa della più lunga aspettativa di vita e di una più diffusa e più responsabile attenzione per il nostro corpo, abbiamo sviluppato una maggiore sensibilità rispetto al benessere personale. Di conseguenza, molti pazienti già portatori di protesi totali mobili ci chiedono di sostituirle con protesi fisse ricorrendo all’implantologia, in quanto soluzione più valida ed efficace per questa loro esigenza.

La domanda di trattamenti implantari è cresciuta in misura significativa nel corso dell’ultimo decennio, soprattutto da parte di pazienti che utilizzano da tempo protesi totali, a volte causa di riassorbimenti ossei anche considerevoli, ma che tuttavia esitano a sottoporsi a impegnativi interventi di rigenerazione (Foto 1).

Questo genere di riabilitazioni richiede grande impegno e competenza professionale, in quanto comporta necessità di ripristinare una complessa serie di parametri estetico-funzionali andati perduti. A questo scopo sono stati sviluppati prodotti innovativi, non soltanto dal punto di vista del restauro degli elementi dentali, ma anche per quanto concerne gli aspetti ortopedici della procedura.

 

Foto 1: Modelli della situazione dell’arcata superiore e di quella inferiore.

 

Inizialmente, le riabilitazioni dento-scheletriche prevedevano l’uso esclusivo di perni in metallo abbinati a resine acriliche.

Nel corso degli ultimi decenni, abbiamo assistito a un’evoluzione delle tecniche chirurgiche e dei materiali utilizzati, tra i quali la zirconia2 ha svolto un ruolo importante e fortemente innovativo. Il principale motivo del successo della zirconia è da attribuirsi alla possibilità di utilizzarla in modo anatomico, attraverso un protocollo semplice ed efficace, grazie alla tecnologia CAD/CAM.

La zirconia, creata per essere rivestita di ceramica, ha subito nel tempo una profonda evoluzione: da materiale destinato esclusivamente alle strutture, molto resistente ma con scarse qualità estetiche, è divenuta un materiale per restauri anatomici, fino a rappresentare una vera e propria alternativa ai restauri stratificati. Grazie alle attività di ricerca e innovazione del settore dentale, che hanno portato all’ottimizzazione dei parametri chimico-fisici3, disponiamo oggi di un’ampia varietà di prodotti, tra cui la zirconia multistrato.

In termini più analitici, la zirconia multistrato offre una validissima risposta al problema della traslucenza, una proprietà che è inversamente proporzionale alla resistenza alla flessione. Sul mercato, la resistenza alla flessione di questa classe di materiali può variare tra 550MPa e 1200MPa. Questa caratteristica della zirconia ne determina anche la gamma di indicazioni, in funzione del contenuto di ossido di ittrio, che agisce da stabilizzatore.

 


Per le riabilitazioni dento-scheletriche, il protocollo prevede l’utilizzo di zirconia monolitica multistrato, caratterizzata da ottime proprietà di resistenza alla flessione ma con un livello di traslucenza più basso, il che rappresenta il suo limite dal punto di vista estetico. D’altro canto, l’uso della zirconia multistrato a traslucenza elevata, data la sua mancanza di resistenza alla flessione, non è un’alternativa proponibile, malgrado risponda in pieno ai requisiti di naturalezza estetica.

A tutt’oggi, si può affermare che non esiste una zirconia che offra proprietà meccaniche elevate unitamente a un alto livello di traslucenza, entrambi aspetti fondamentali per il successo del restauro.

In considerazione di questi fattori, è nata l’idea di creare un protocollo sperimentale innovativo, in grado di supportare, da un lato, la capacità dei sistemi CAD/CAM di copiare con la massima precisione un progetto o, meglio ancora, un impianto provvisorio funzionalizzato, e dall’altro lato, di associare l’uso di due zirconie aventi caratteristiche diverse: una zirconia bianca, estremamente resistente, da 1125 MPa (KATANA Zirconia HT Kuraray Noritake), e una zirconia multistrato super-traslucente, da 750 MPa (KATANA Zirconia STML Kuraray Noritake).

Protocollo operativo

Nelle riabilitazioni dento-scheletriche, il successo dipende dalla precisione della diagnosi clinica, finalizzata al restauro funzionale ed estetico del caso. Compito fondamentale dell’odontotecnico è tradurre queste informazioni attraverso la ceratura diagnostica, sia di tipo analogico che digitale.

 

Foto 2: Ceratura diagnostica digitale.


Foto 3: Ceratura diagnostica analogica.

 

Grazie alla digitalizzazione, con una stampante 3D è possibile realizzare la ceratura in modo veloce ed economico, con un prototipo che consente al clinico di eseguire una prova iniziale nel cavo orale del paziente.

 

 

 

Foto 4: Dalla progettazione al prototipo in 3D.


Una volta certificata l’adeguatezza del prototipo in esame, la fase successiva consiste nella costruzione dell’impianto provvisorio che, una volta posizionato nel cavo orale per un periodo di tempo predeterminato, fornirà tutte le informazioni essenziali dal punto di vista dell’occlusione, in condizioni sia statiche che dinamiche.

Il primo punto di forza di questo protocollo è l’acquisizione di tutte le informazioni riguardanti l’impianto provvisorio e il loro trasferimento al manufatto definitivo tramite i sistemi digitali. In altre parole, è lo stesso impianto provvisorio che diviene il progetto del manufatto definitivo.

 

 

Foto 5: Risultato provvisorio di un progetto analogico.

 

Foto 6: Acquisizione delle informazioni relative alle arcate provvisorie da reinserire nei modelli.

 

Procedura finale: fasi chirurgiche

Una volta acquisite le scansioni dell’impianto provvisorio fornite dalla piattaforma digitale, viene generato il modello della struttura attraverso la riduzione del file dell’impianto provvisorio. La struttura sarà realizzata in zirconia bianca KATANA Zirconia HT (Kuraray Noritake Dental Inc.) con una resistenza alla flessione di 1125 MPa. La scelta è determinata dal livello di durezza del materiale e dall’efficacia della risposta estetico-cromatica sul rivestimento di ceramica rosa.

 

Foto 7: Struttura.

 

 

Foto 8: Struttura in ceramica bianca, 1125 MPa (KATANA HT).


Una volta generato il file strutturale, toccherà al software di modellazione creare gli elementi anatomici, suddivisi per quadranti.

 

 

Foto 9: File suddiviso in tre segmenti.

Il materiale scelto è la zirconia multistrato KATANA Zirconia STML di Kuraray Noritake Dental Inc., con 750 MPa di resistenza alla flessione e livello di traslucenza elevato. KATANA Zirconia STML offre un equilibrio ottimizzato tra proprietà ottiche e meccaniche.

La scelta dell’autore di dividere i componenti anatomici in tre segmenti risponde a un duplice obiettivo: il primo è quello di consentire una fresatura più accurata, il secondo quello di ridurre il più possibile lo spreco di zirconia.

 

 

Foto 10: I tre segmenti dopo la sinterizzazione.


Una volta ottenute le strutture e prima del loro assemblaggio, le parti anatomiche vengono rifinite e lucidate, sottoponendo a sabbiatura soltanto le aree escluse dalle parti funzionali. E’ necessario prestare particolare attenzione  alla texturizzazione dei settori anteriori5, con taglienti, dischi e gommini dedicati. Le superfici che rimangono lucide offrono un coefficiente di abrasione più basso rispetto ai denti naturali6. Infatti, l’abrasività dipende dalla regolarità della superficie. La zirconia lucidata presenta coefficienti di abrasione più bassi rispetto al disilicato di litio e alla ceramica stratificata7.

L’adesione tra i componenti in zirconia anatomici e quelli strutturali viene ottenuta mediante fusione, utilizzando ceramica Noritake Cerabien ZR Low Fusion.

 

 

Foto 11: Unione tra componenti anatomiche e struttura


Una volta ottenuta l’adesione tra componenti in zirconia, la prima fase analogica consiste nella creazione degli elementi gengivali, mediante masse gengivali rosa dedicate, a temperatura elevata, pari a 940 C° (CZR Tissue Kuraray Noritake Dental Inc.). L’autore ha scelto tre masse gengivali per riprodurre le parti cheratinizzate e vascolarizzate8 caratteristiche del tessuto gengivale naturale.

 

 

Foto 12: Ceramica utilizzata: CZR Tissue porcelain.

 

Foto 13: Applicazione di CZR Tissue porcelain

 

Una volta finalizzate le parti gengivali, segue la colorazione delle componenti anatomiche, mediante colori dedicati a bassa temperatura (CZR FC Paste Stain, Kuraray Noritake Dental Inc.) che, insieme all’alto grado di traslucenza della zirconia anatomica, garantiscono ottimi risultati estetici.

Con i colori grigio, blu e nero, è possibile conferire un elevato livello di traslucenza ai margini incisali. Con le tonalità calde, come l’arancio e il giallo, si evidenziano le aree di transizione delle corone anatomiche, mentre con qualche macchia di colore più intensa è possibile caratterizzare e personalizzare gli elementi dentali.

 

Foto 14: Colori utilizzati: CZR FC Paste Stain.

 

La bassa temperatura di cottura di CZR FC Paste Stain garantisce la non alterazione della componente gengivale. La fase finale consiste nella glasura delle parti sabbiate.

 

Foto 15: Situazione finale.

 

 

 

Foto 16: Vista occlusale.

 

Conclusione

Resistenza delle riabilitazioni dento-scheletriche realizzate in zirconia monolitica, un materiale stabile, affidabile ed estremamente biocompatibile, grazie alla possibilità di utilizzare la tecnologia CAD/CAM per realizzare una copia esatta del caso clinico o, meglio ancora, di un impianto provvisorio funzionalizzato.

 

 

 

 

Foto 17: Abbinamento con la ceratura diagnostica.

 

La zirconia da 1125 MPa, per quanto rappresenti la scelta ideale per questa tipologia di protesi, non offre la qualità estetica desiderata. Tuttavia, abbinando tra loro due zirconie diverse, una estremamente resistente e l’altra con elevate proprietà estetiche, si riesce a soddisfare pienamente tale requisito.

 

 

Foto 18 e 19: Situazione intraorale.

 

BIBLIOGRAFIA:

1) Matteo Chiapasco, Eugenio Romeo La riabilitazione implantoprotesica nei casi compless, UTET S.p.A. 2003 Unione Tipografico-Editrice Torinese.

2) Piconi C. ,Rimondini L. ,Cerroni L. , La zirconia in odontoiatria, Masson, 2008.

3) Stawarczyk B., Ozcan M., Hallmann L., Ender A., Mehl A., Hammerle CH., Effect of zirconia sintering temperature on flexural strengh, grain size and contrast ratio. Clin oral investig, 2013.

5) Shigeo Kataoka, Yoshimi Nishimura , Morfologia naturale dei denti, Edizione internazionale Milano 2003
La riabilitazione implantoprotesica nei casi compless.

6) Oh W., Delong R., Anusavice K., Factors affecting enamel and ceramic wear: A literature review. J Prosthet Dent 2002.

7) Preis V., Bher M., Kolbeck C., Hahnel S., Handel G., Rosentritt M., Wear performance of substructure ceramics and veneering porcelains, Dent Mater, 2011.

8) Rutten L. & P., L’estetica su impianti, editrice MEA, 1999.

 

Grazie a: Dr. Fortunato Alfonsi, Odt. Raoul Pietropaolo.

 

CLEARFIL MAJESTY™ ES-2 - 3 opacità

I 3 diversi gradi di opacità di CLEARFIL MAJESTY ES-2

CLEARFIL MAJESTY ES-2 è il composito che consente di realizzare in modo intuitivo restauri dall’aspetto naturale. Grazie alla combinazione tra capacità di auto-adattamento, risultato dell’innovativa Tecnologia di Diffusione della Luce, fluorescenza naturale, alto contenuto di riempitivi, estrema lavorabilità e lucidabilità eccezionale, con CLEARFIL MAJESTY ES-2 è possibile ottenere risultati estetici straordinari.

E in più è facile da utilizzare. Grazie alla tecnologia di diffusione della luce, CLEARFIL MAJESTY ES-2 si integra senza soluzione di continuità con la struttura della dentatura contigua. In questo modo è possibile coprire l’intera gamma colori della scala VITA con le sole tonalità VITA A.

Per riuscire a riprodurre la natura, dobbiamo rinunciare all’idea che i materiali artificiali possano fare tutto il lavoro al posto nostro. Lo smalto, in particolare, è un tessuto difficile da sostituire con materiali artificiali come i compositi. Quando si cerca di riprodurre lo smalto naturale con un composito traslucente non si riesce quasi mai a raggiungere il risultato desiderato! Per quale motivo? Il fattore determinante è la differenza di valore. Il valore dello smalto naturale aumenta proporzionalmente al suo spessore, mentre per il composito (translucente) il valore decresce.

In alcune situazioni, per esempio per la riproduzione del margine incisale di un incisivo centrale, in cui la zona traslucente è presente naturalmente, è indispensabile utilizzare un composito con un grado di traslucenza maggiore o minore. Tuttavia, spesso è proprio l’opacità di un composito che noi desideriamo sfruttare per coprire le discromie (irregolari) sottostanti. E’ chiaro che se questo è lo scopo che si desidera ottenere, un composito traslucente non è utilizzabile. In questi casi, la variante più opaca del composito rappresenta la prima scelta.

Vi sarà sicuramente capitato di applicare tecniche di stratificazione con un sistema composito, per poi ritrovarvi con risultati deludenti e un colore che tende al grigio. Situazioni di questo tipo sono causate dal fatto che, in quanto produttori - e in questo sicuramente non siamo stati i soli - abbiamo creato una certa confusione, assegnando ai nostri compositi nomi come Dentina o, ancora peggio, Smalto. Questi nomi danno l'impressione che i nostri materiali possano essere utilizzati come perfetti sostituti dei tessuti dentali naturali. In realtà, a causa delle proprietà ottiche totalmente differenti dei tessuti dentali rispetto a quelle dei compositi, questo risultato è ottenibile soltanto per una gamma di indicazioni spesso troppo limitata. Ecco perché, per quanto riguarda le varianti dei compositi con maggiore traslucenza, io consiglio di adottare una certa cautela e utilizzarle soltanto quando è richiesta la trasparenza

Con la sua famiglia di prodotti CLEARFIL MAJESTY, Kuraray Noritake Dental offre tre livelli di opacità di base. Queste tre varianti consentono di creare la trasparenza soltanto dove è necessaria, evitandola in quelle zone in cui è richiesta una maggiore copertura. La variante più opaca, all'interno della famiglia di prodotti CLEARFIL MAJESTY ES-2, è Premium Dentin. Classic è la variante semi-opaca e Premium Enamel quella semi-traslucida.

Un impegnativo restauro di IV Classe può servire da esempio. Alcuni professionisti tendono a utilizzare compositi dentina fino alla giunzione amelo-dentinale. Io consiglio di non farlo, e di applicare il composito fino al margine più esterno del restauro. In questo modo si coprirà anche la porzione bisellata dello smalto. A seconda del risultato finale desiderato, nel terzo incisale si dovrebbero utilizzare soltanto le varianti più traslucenti, Classic o Premium Enamel.

Se si lavora con varianti diverse di CLEARFIL MAJESTY ES-2 in un restauro in cui più di una variante termina sulla superficie, la transizione da un tipo di composito all'altro risulta totalmente impercettibile. Questo perché tutte e tre le varianti contengono praticamente lo stesso tipo di riempitivo, nella stessa percentuale elevata. Nel corso della finitura, non noterete neanche la transizione da una variante all’altra. Anche la lucidabilità è identica in tutte le varianti.

Tutte queste qualità fanno di CLEARFIL MAJESTY ES-2 la vostra scelta ideale per creare senza sforzo restauri dall'aspetto totalmente naturale, nei settori anteriori come in quelli posteriori.

 

A cura di Peter Schouten, Technical Manager Kuraray Europe Benelux

 

 

CLEARFIL MAJESTY ES Flow: Editor’s Choice e sei volte vincitore del Top Product Award

Alcune volte, serve che sia abbastanza fluido da penetrare all’interno di ogni angolo o sottosquadro, mentre altre volte vogliamo che rimanga esattamente dove lo abbiamo messo, per creare la forma che abbiamo progettato. E’ difficile riuscire a coprire tutte le indicazioni dei compositi fluidi con un’unica viscosità. Per questo motivo, Kuraray Noritake Dental propone CLEARFIL MAJESTY ES Flow in tre diversi livelli di fluidità: High, Low e Super Low. Il livello di fluidità viene scelto in base all’indicazione, alla geometria e alle dimensioni della cavità. La variante ad alta fluidità, per esempio, è più adatta per rivestire le cavità, mentre quella con il livello più basso di fluidità è da preferirsi per le faccette in composito.

 

Tuttavia, questo materiale ha molto di più da offrire, come hanno confermato i consulenti di Dental Advisor, che hanno designato il prodotto come Editor’s Choice, conferendogli il premio di Top Product per la sesta volta consecutiva (Volume 38, Numero 01, Gennaio-Febbraio 2021).

 

I 29 esperti di Dental Advisor hanno testato nei loro studi odontoiatrici la variante a fluidità media (Low) di CLEARFIL MAJESTY ES Flow. La performance del prodotto è stata valutata in base ai risultati ottenuti in termini di posizionamento/handling, estetica, viscosità e lucidabilità. Tutte e quattro queste proprietà sono state giudicate “eccellenti” dai consulenti. CLEARFIL MAJESTY ES Flow non cola durante il posizionamento, mentre offre un buon adattamento alle pareti della cavità e riesce a infiltrarsi anche in aree molto ristrette. La Tecnologia di Diffusione della Luce di Kuraray Noritake Dental garantisce l’integrazione senza soluzione di continuità tra il materiale e la struttura dentale circostante, mentre per ottenere la lucentezza della superficie è sufficiente utilizzare un semplice rullo di cotone imbevuto di alcool.

 

 

Grazie a queste proprietà e alle sue più che convincenti prestazioni complessive, il prodotto ha ottenuto un punteggio del 98%, e tutti e 29 i consulenti hanno dichiarato che CLEARFIL MAJESTY ES Flow è il prodotto che avrebbero consigliato a un loro collega. Dal 2015, il prodotto si è aggiudicato ripetutamente il Top Product Award e, con i suoi tre livelli di viscosità, è molto probabile che diverrà il prodotto di elezione per una gamma di indicazioni ancora più ampia.

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Sinterizzazione della zirconia: come ottimizzare il processo

L’impiego della zirconia ad alta traslucenza e gradazione cromatica integrata consente al laboratorio odontotecnico di aumentare la propria efficienza. Le avanzatissime proprietà di materiali quali i prodotti in zirconia multistrato KATANA™ consentono la realizzazione di restauri biomimetici con un sottile strato vestibolare di rivestimento in ceramica o addirittura senza rivestimento. In questo modo si riduce considerevolmente il tempo solitamente richiesto per il rivestimento manuale delle strutture in zirconia. Inoltre, lo spessore parietale può essere notevolmente ridotto, con evidenti vantaggi in caso di interventi odontoiatrici mini-invasivi.

Come sfruttare le qualità della zirconia a traslucenza elevata?

Per poter sfruttare appieno le elevate proprietà estetiche e meccaniche di questi tipi di zirconia è però indispensabile che il manufatto venga realizzato in condizioni ideali. I materiali tecnologicamente più avanzati, con il massimo livello di traslucenza, sono particolarmente sensibili alla contaminazione durante e dopo la fresatura a umido, alla presenza di contaminanti all’interno del forno e alle variazioni di temperatura nel corso della sinterizzazione. I possibili effetti indesiderati vanno da un aspetto grigiastro dei restauri e un croma basso, fino a tracce di verde, di giallo, di blu o di grigio nel manufatto, da macchie bianche sulla superficie a variazioni del colore e della traslucenza.

Le misure qui descritte, se messe in pratica con regolarità, elimineranno in modo efficace tali effetti, aiutando i clinici ad assicurare un’estetica ottimale del risultato finale.

Come ottimizzare il processo di fresatura?

Quando nel restauro finale appaiono tracce di blu o di grigio, la causa è generalmente l’utilizzo, nel processo di fresatura a umido (frequente nelle procedure a bordo poltrona), di acqua di raffreddamento contaminata da particelle estranee. Nelle maggior parte dei casi, alla radice del problema troviamo particelle di silice, residuo della lavorazione di ceramiche vetrose o a base di silicati nella medesima fresatrice. Questo effetto può essere facilmente evitato pulendo accuratamente il vano di fresatura, il serbatoio dell’acqua e il filtro della fresatrice tutte le volte che si cambia il materiale in lavorazione. Un’altra soluzione è optare per la fresatura a secco anziché a umido, con l’ulteriore vantaggio di ridurre il tempo di lavorazione e migliorare la qualità dei margini e delle superfici.

Decontaminazione del vano del forno

In generale, il vano del forno deve essere pulito prima di avviare il processo di sinterizzazione. Gli aspetti più importanti sono la rimozione della polvere all’interno del vano di sinterizzazione e la pulizia degli elementi riscaldanti (resistenze), operazioni da effettuare entrambe mediante una spazzola morbida. L’uso dell’aria compressa è controindicato.

Effetti ottici indesiderati dovuti alla contaminazione del vano di sinterizzazione possono essere rappresentati da macchie bianche sulla superficie del restauro, un aspetto blu-grigiastro e un croma basso, e tracce di verde o di giallo nel materiale. Le macchie bianche sulla superficie del restauro indicano in genere l’uso di perle di allumina contaminate per la sinterizzazione o di strumenti impropri per la modifica delle superfici e la rimozione del canale di colata. Questi problemi si possono evitare sostituendo, una o più volte al mese, le perle utilizzate per la sinterizzazione (non appena mostrano segni di alterazione del colore) oppure utilizzando unicamente strumenti diamantati a grana fine per le correzioni prima della sinterizzazione.

 

 

Se non vengono sostituite regolarmente, le perle di allumina possono causare macchie bianche sulla superficie del restauro.

 

L’aspetto blu-grigiastro e il croma basso possono essere dovuti alla presenza di residui minerali derivanti dai liquidi di immersione all’interno del vano. Tali residui possono essere eliminati selezionando il programma di decontaminazione dal menu del forno e avviandolo dopo avere inserito alcuni frammenti residui di zirconia grezza bianca ad alta traslucenza. Non appena il ciclo di decontaminazione è completato, l'intensità cromatica dei grezzi residui indica l'eventuale necessità di un secondo ciclo. Per prevenire l'aspetto grigiastro dei nuovi restauri, si consiglia di eseguire il programma di decontaminazione non meno di una volta al mese.

 

Pezzi di zirconia bianca rimasti dopo la fresatura.

 

Elementi riscaldanti MoSi2: necessità della rigenerazione

Se il restauro appare di colore verde o giallastro, è molto probabile che il forno sia fornito di resistenze in disiliciuro di molibdeno (MoSi2) ormai invecchiate, da rigenerare o da sostituire. La parte interna di questi elementi è costituita da molibdeno (Mo), generalmente ricoperto da uno strato protettivo di silice (SiO2). Questo strato si accumula naturalmente durante il processo di sinterizzazione, a temperature comprese tra 1000 e 1600°C. Al crescere dello spessore dello strato, aumenta la tensione residua compressiva intrinseca. La tensione intrinseca, così come i possibili fattori estrinseci, ossia derivanti dai liquidi di immersione acidi, può causare con il tempo fessure e rotture dello strato protettivo. Il danno prodotto porterà all'esposizione del nucleo di molibdeno. A temperature più basse, comprese tra 400 e 600°C, all'interno del vano di sinterizzazione il molibdeno reagisce con l’ossigeno, con un processo denominato pest oxidation. L'ossido di molibdeno che ne risulta (MoO3), insieme agli ioni o ossidi metallici degli agenti coloranti, è responsabile della colorazione verde-giallastro sulla superficie dei restauri.

 

Restauri che mostrano una pigmentazione di superficie verdastra.

 

Elementi riscaldanti in disiliciuro di molibdeno, in cui lo strato protettivo di silice è saltato via, causando l'ossidazione e la contaminazione degli elementi nella camera di sinterizzazione.

 

La cottura di rigenerazione, che comporta un riscaldamento rapido e una lunga fase di cottura a circa 1450°C, viene eseguita allo scopo di rigenerare lo strato di silice. Questo procedimento, tuttavia, è efficace per un numero di volte limitato, in quanto un processo di ossidazione e rigenerazione ripetuto può a sua volta causare l'invecchiamento dell'elemento riscaldante, di modo che, alla fine, sarà indispensabile procedere alla sua sostituzione. Il problema della pest oxidation può essere efficacemente evitato utilizzando un forno con elementi riscaldanti in carburo di silicio, che sono molto resistenti all'invecchiamento e non causano alcuna alterazione cromatica. Un effetto secondario positivo è che questi tipi di elementi riscaldanti erogano temperature più costanti.

Controllo della temperatura

Le variazioni della traslucenza o del croma e la pigmentazione delle superfici del restauro sono spesso dovute alle deviazioni delle temperature di sinterizzazione effettive rispetto alla curva termica raccomandata. L’unico modo per risolvere questo problema è la calibrazione della temperatura. Questa misura non costituisce soltanto un prerequisito per ottenere risultati estetici, ma produce anche un impatto decisivo sulle proprietà meccaniche dei restauri realizzati: se le temperature massime sono eccessivamente elevate, per esempio, è probabile che la resistenza alla flessione dei materiali in zirconia si riduca1.

 

 

 

Effetto delle differenze di temperatura durante la sinterizzazione sui restauri in KATANA™ Zirconia UTML: i restauri sono stati sinterizzati alle stesse temperature nominali ma in tre forni diversi!

 

Il controllo della temperatura è generalmente effettuato con l'ausilio di sistemi TempTAB o PTCR (anelli pirometrici per il controllo della temperatura di processo). Questi strumenti sono posti all'interno del forno su un vassoio di sinterizzazione e generalmente sottoposti a un ciclo di calibrazione. Dopo la sinterizzazione, si verifica il diametro del tab o dell’anello. Dato che entrambi subiscono una contrazione controllata, è possibile calcolare la temperatura di sinterizzazione effettiva misurandone il diametro. Un'apposita tabella di conversione aiuta l’operatore a calcolare lo scostamento della temperatura effettivamente raggiunta rispetto ai valori di temperatura indicati sul forno, in modo da poterli correggere, se necessario.

 

TempTAB su un vassoio di sinterizzazione con restauri pronti per essere sinterizzati.


Raccomandazioni di carattere generale

Per realizzare restauri in zirconia con valori estetici e proprietà ottimali, è indispensabile garantire condizioni di lavorazione ottimali. A questo scopo, anziché cercare di correggere le cause di eventuali discromie comparse dopo la sinterizzazione, è preferibile adottare costantemente le seguenti misure preventive:

  • Pulizia del serbatoio dell'acqua della fresatrice prima di ogni ciclo di fresatura (per la sola fresatura a umido).
  • Rigoroso rispetto dei protocolli di sinterizzazione raccomandati dalla casa produttrice dei materiali.
  • Prima di ciascun utilizzo, eliminazione della polvere dal vano di sinterizzazione e dagli elementi riscaldanti, mediante un pennello morbido.
  • Sostituzione delle perle di allumina per la sinterizzazione non appena appaiono segni di discromia (non meno di una volta al mese).
  • Utilizzare esclusivamente strumenti diamantati a grana fine per la rimozione del canale di colata e le correzioni pre-sinterizzazione.
  • Ove possibile: utilizzare forni con elementi riscaldanti in carburo di silicio.
  • I forni con elementi riscaldanti in disiliciuro di molibdeno necessitano di costanti ispezioni visive e di regolari cicli di rigenerazione.
  • Eseguire, almeno una volta al mese, un programma di decontaminazione con polvere decontaminante o residui di zirconia bianca (y-TZP).
  • Controllo e calibrazione della temperatura almeno una volta al mese.

Mettendo in pratica queste semplici misure preventive, è possibile sfruttare al massimo le potenzialità di KATANA™ Zirconia Multistrato di Kuraray Noritake.

Riferimenti bibliografici

1 Stawarczyk, B., Özcan, M., Hallmann, L. et al. The effect of zirconia sintering temperature on flexural strength, grain size, and contrast ratio. Clin Oral Invest 17, 269–274 (2013).