Identificazione

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Faccette per incisivi centrali con PANAVIA V5

Caso clinico realizzato dal Dr. Irfan Abas - specializzato in implantologia e restaurativa

 

Irfan Abas è uno specialista nel campo dell'implantologia orale e dell'odontoiatria restaurativa e un relatore internazionale sull'argomento. Ha tenuto più di 20 presentazioni, workshop e corsi di chirurgia dal vivo in tutto il mondo. TP - una rivista odontoiatrica olandese, di cui è anche redattore, ha pubblicato diversi articoli a suo nome. Un altro punto saliente è una pubblicazione nella NTvT, in collaborazione con il Prof. Gert Meijer (Radboud UMC), sotto la cui supervisione Abas ha completato con successo la formazione post-dottorato quadriennale in Odontoiatria Ricostruttiva nel 2014. È anche istruttore e docente per l'AAIE e presidente del MINEC Olanda. Irfan Abas ha un proprio studio a Bussum, nei Paesi Bassi (tandartsabas.nl).

 

Ricostruzione degli incisivi centrali

Un paziente maschio di 42 anni, in buona salute, ha richiesto la ricostruzione degli incisivi centrali che erano molto usurati.

 

Pretrattamento.

 

 

 

Dopo aver realizzato il mock-up, sono state preparate le scanalature attraverso il mock-up.

 

 

Per inserire due faccette in disilicato di litio è stata necessaria una preparazione di 1 mm. Dopo aver rimosso il mock-up, la preparazione è stata perfezionata.

 

 

Controllare lo spazio utilizzando uno stampo in silicone.

 

 

 

Preparazione definitiva (frontale).

 

 

 

Faccette provvisorie realizzate con materiale provvisorio a base di resina (Protemp).

 

 

 

Mordenzatura prima dell'incollaggio delle faccette provvisorie.

 

 

 

Una piccola quantità di composito fluido viene applicata sulle superfici mordenzate.

 

 

 

Fotopolimerizzazione dell'intera superficie delle faccette provvisorie.

 

 

 

 

Faccette provvisorie finite.

 

 

 

 

Le faccette realizzate dall'odontotecnico.

 

 

 

 

Controllo dell'adattamento delle faccette.

 

 

 

 

Diga in gomma per consentire una cementazione adesiva controllata.

 

 

 

 

Mordenzatura con acido fosforico al 35% con K-Etchant siringe per 10 secondi.

 

 

 

 

Trattamento con il primer automordenzante PANAVIA™ V5 Tooth Primer (lasciar agire per 20 secondi).

 

 

 

 

Mordenzatura delle faccette in disilicato di litio con fluoruro di idrogeno.

 

 

 

 

CLEARFIL™ CERAMIC PRIMER PLUS con MDP applicato sulle faccette.

 

 

 

 

Faccette fissate a uno strumento di posizionamento prima della cementazione definitiva.

 

 

 

 

PANAVIA™ V5 applicata sulla superficie interna della faccetta.

 

 

 

PANAVIA™ V5 applicato sulla faccetta.

 

 

 

 

Posizionamento della faccetta e rimozione del cemento in eccesso.

 

 

 

 

Fotopolimerizzazione (minimo 10 secondi).

 

 

 

 

Subito dopo la cementazione adesiva con PANAVIA V5.

 

 

 

 

Immagine post-operatoria.

 

 

 

 

Immagine post-operatoria.

 

 

 

 

Immagine a due mesi.

 

 

 

 

Immagine a un anno.

 

 

 

 

Immagine a un anno.

 

 

 

Tecniche diverse per l’esecuzione di restauri diretti sullo stesso paziente

Caso clinico realizzato dal Dr. Ioannis Memis

 

Approccio monocromatico o bicromatico?

Scegliendo una di queste due tecniche è possibile, grazie ai moderni compositi in resina, trattare in modo estetico praticamente tutti i pazienti che necessitano di un restauro diretto. Se il difetto è di dimensioni limitate, può essere sufficiente un solo colore del composito per restauri, con un unico livello di opacità della massa/corpo, soprattutto se il dente da ricostruire è localizzato nei settori posteriori. I difetti di maggiori dimensioni e quelli che interessano le zone a elevata rilevanza estetica possono richiedere una combinazione di due colori diversi - uno per la sostituzione della dentina e un altro che possieda la medesima trasparenza dello smalto – per riuscire a riprodurre il più fedelmente possibile le caratteristiche ottiche del dente naturale.

Con CLEARFIL MAJESTY™ ES-2, Kuraray Noritake Dental Inc. offre una linea di compositi completa, creata per semplificare la procedura in entrambi i casi, sia che si opti per la tecnica monocromatica, sia che si utilizzi quella bicromatica.
CLEARFIL MAJESTY™ ES-2 Classic è un tipico composito per la tecnica monocromatica, disponibile in 18 tinte diverse, con un'unica opacità universale. La rilevazione del colore si basa sulla luminosità, la quale verrà selezionata per prima, mentre tonalità e saturazione del colore verranno determinate in un secondo passaggio (mediante la guida colori VITA Classical A1 - D4).
Per coloro che desiderano saltare del tutto la fase di determinazione del colore, è stato introdotto CLEARFIL MAJESTY™ ES-2 Universal, che prevede due colori per i settori anteriori e un solo colore per quelli posteriori, selezionabili senza l'ausilio di schede cromatiche.
Per la tecnica bicromatica, CLEARFIL MAJESTY™ ES-2 Premium è la soluzione ideale, che consente di riprodurre gli strati di smalto e di dentina naturali con un totale di sette colori per lo smalto, sette per la dentina e quattro colori traslucenti. Ciò che rende unico questo prodotto sono le combinazioni di colori predeterminate e la possibilità di coprire tre colori VITA Classical  con un’unica combinazione di colori Premium. La Tecnologia di Diffusione della Luce presente nella sua formulazione consente infatti di ottenere un’integrazione del tutto naturale con l'ambiente circostante.

Tutte e tre le versioni di CLEARFIL MAJESTY ES-2 sono compatibili tra loro e offrono le medesime, eccellenti, proprietà di lavorabilità.
Nel caso clinico descritto qui di seguito verranno illustrate le modalità di utilizzo di tecniche, colori e opacità differenti.

 

Caso clinico

Giovane paziente con lesioni cariose multiple

Paziente di 24 anni, inviataci dalla clinica di Odontoiatria Operativa dell'Università Aristotele di Salonicco - Scuola di Odontoiatria (Grecia).
La paziente presentava diverse lesioni cariose interprossimali necessitanti di riabilitazione. L’esame clinico e radiografico evidenziava i difetti seguenti:

Quadrante 1 (arcata superiore destra):

- Lesione distale sull'incisivo laterale (Classe III)

- Lesioni mesiali e distali sul primo premolare (Classe II)

- Lesioni mesiali e distali sul secondo premolare (Classe II)

- Lesione mesiale sul primo molare (Classe II)

 

Quadrante 2 (arcata superiore sinistra):

- Lesione distale sull'incisivo laterale (Classe III)

- Lesione mesiale sul primo premolare (Classe II)

- Lesioni mesiali e distali sul secondo premolare (entrambe di Classe II)

- Lesione mesiale sul primo molare (Classe II)

 

Quadrante 3 (arcata inferiore sinistra):

- Lesione distale sul primo molare (Classe II)

- Lesione mesiale sul secondo molare (Classe II)

 

Con un procedimento graduale, i denti sono stati restaurati con CLEARFIL MAJESTY™ ES-2,  utilizzando l’approccio monocromatico o quello bicromatico a seconda dell’entità delle lesioni.

 

Situazione iniziale

 

Fig. 1. Situazione iniziale: Vista frontale.

 

Fig. 2. Vista occlusale dell’arcata superiore.

 

Fig. 3. Vista occlusale dell’arcata inferiore.

 

Riabilitazione dei denti del quadrante 1

Le sei lesioni cariose presenti in questo quadrante sono state restaurate in tre passaggi. In un primo momento, l’attenzione è stata rivolta al primo e al secondo premolare. L'apertura della lesione più ampia, mesialmente al primo molare, ha permesso di accedere alla lesione più piccola, presente sulla superficie distale del premolare. Dopo lo scavo della carie e la preparazione della cavità, è stata posizionata la diga in gomma, fissandola con un morsetto sul secondo molare. Lo smalto nelle cavità è stato trattato con mordenzante all'acido fosforico per 15 secondi, prima di applicare CLEARFIL™ Universal Bond Quick (Kuraray Noritake Dental Inc.) come da istruzioni del produttore. Per una pianificazione morfologicamente corretta del punto e dell'area di contatto prossimali, è stato utilizzato un sistema di matrici sezionali con anelli. Entrambe le cavità sono state restaurate con CLEARFIL MAJESTY ES-2 Premium nei colori A3D e A2E. La finitura e la lucidatura della superficie occlusale sono state eseguite con coppette in silicone e dischi TWIST DIA su manipolo a bassa velocità.

Nella seconda fase si è proceduto al trattamento della lesione distale a carico del primo premolare e di quella mesiale a carico del secondo premolare, seguendo una procedura identica, con CLEARFIL MAJESTY ES-2 Premium, colore A3D, e CLEARFIL MAJESTY ES-2 Classic, colore A3. Nella terza fase è stato scelto un approccio diverso per le lesioni presenti sulla parte distale dell'incisivo laterale e sulla parte mesiale del primo premolare. A causa delle dimensioni ridotte e della posizione tutt'altro che prominente delle lesioni, è stata scelta una tecnica monocromatica, utilizzando CLEARFIL MAJESTY ES-2 Classic nel colore A3.
Tra l'incisivo laterale e il canino, è stata collocata una matrice sezionale posteriore in posizione verticale, fissandola con un cuneo, per supportare un’adeguata ricostruzione del punto di contatto, mentre entrambi gli elementi sono stati utilizzati nel modo consueto, tra il canino e il primo premolare.

 

Fig. 4. Restauro simultaneo della lesione mesiale sul primo molare e della lesione distale sul secondo premolare con CLEARFIL MAJESTY ES-2 Premium.

 

Fig. 5. Restauro della lesione distale sull'incisivo laterale e della lesione mesiale sul primo premolare con CLEARFIL MAJESTY ES-2 Classic.

 

Restauro degli elementi dentali del Quadrante 2

Per la piccola lesione disto-palatale sull'incisivo laterale superiore sinistro, anche la tecnica monocromatica con il colore A3 di CLEARFIL MAJESTY ES-2 Classic ha prodotto risultati esteticamente soddisfacenti. Le quattro lesioni dei settori posteriori del quadrante sono state restaurate in due passaggi - uno per ciascuna coppia di lesioni prossimali - mediante una combinazione di CLEARFIL MAJESTY ES-2 Premium nel colore A3D e CLEARFIL MAJESTY ES-2 Classic nel colore A1.

 

Fig. 6. La tecnica con un solo colore è sufficiente per trattare esteticamente questa piccola lesione sull'incisivo laterale sinistro.

 

Fig. 7. Restauro concomitante della lesione mesiale sul secondo premolare e della lesione distale sul primo premolare.

 

 

Fig. 8. Restauro concomitante della lesione mesiale sul primo molare e della lesione distale sul secondo premolare.

 

Restauro degli elementi dentali del Quadrante 3

In questo quadrante soltanto una coppia una coppia di lesioni prossimali necessitava di trattamento. Anche in questo caso, in considerazione delle condizioni spaziali favorevoli, è stato scelto il restauro concomitante. Sebbene le dimensioni della lesione fossero simili a quelle della regione posteriore del mascellare superiore, è stato scelta la tecnica monocromatica, utilizzando CLEARFIL MAJESTY ES-2 Classic (colore A3).

 

Fig. 9. Trattamento delle lesioni nel quadrante 3.

 

Conclusione

Nel caso del paziente in questione, sono state utilizzate tonalità, opacità e combinazioni di colori CLEARFIL MAJESTY ES-2 diverse, sia nell’approccio monocromatico sia in quello bicromatico. Tutte le combinazioni e le tecniche hanno prodotto buoni risultati. Come mostrato nella Fig. 4, la massa smalto di CLEARFIL MAJESTY ES-2 Premium è visibilmente più traslucente rispetto all'opacità universale di CLEARFIL MAJESTY ES-2 Classic.
L'esperienza dimostra che la traslucenza della massa smalto è di grande valore per i restauri estetici nei settori anteriori, laddove nei restauri posteriori l'approccio cromatico universale è esteticamente adeguato, in specie per i restauri di medie dimensioni, come illustrato in Figura 9. Questa è chiaramente una dimostrazione della capacità della Tecnologia di Diffusione della Luce di realizzare un’eccellente integrazione tra la tonalità e la saturazione del colore con la struttura dentale circostante.

Tutti i compositi in pasta utilizzati si sono dimostrati di agevole lavorabilità: non appiccicano, si adattano alle pareti cavitarie e consentono una precisa scolpitura occlusale. La lucidatura con le Cappette in Silicone e TWIST DIA for Composite è facile, veloce e assicura una lucentezza naturale della superficie.

 

Dentista:

DR. IOANNIS MEMIS

Studente post-laurea, Dipartimento di Odontoiatria Operativa, Facoltà di Odontoiatria, Università Aristotele di Salonicco, Grecia.

 

Ottenere il massimo dell'estetica nelle moderne riabilitazioni in zirconia

Caso clinico realizzato dall’Odt. Simone Maffei e dal Dr. Filippo Menini

 

Al giorno d'oggi, i flussi di lavoro digitali rappresentano, nel campo dell’odontoiatria protesica, una realtà ben consolidata e molti laboratori odontotecnici moderni hanno già optato per l’utilizzo di procedure interamente digitalizzate per la realizzazione di restauri monolitici o di restauri con un cut-back ridotto per la micro-stratificazione.

Grazie alla diffusione delle tecnologie digitali e alla disponibilità di nuovi materiali da restauro, con proprietà estetiche superiori, la popolarità di questa tecnica è in continua crescita anche tra gli odontotecnici. Il nuovo modo di lavorare, infatti, offre notevoli vantaggi nell’esecuzione delle procedure quotidiane, a cominciare dal miglioramento delle modalità di comunicazione tra il clinico e l'odontotecnico. Per citare solo un esempio, oggi è possibile visualizzare e valutare quasi istantaneamente con l’intera l’equipe terapeutica, tecnici di laboratorio inclusi, impronte appena acquisite, senza che nessuno debba allontanarsi dal proprio posto di lavoro.

Oltre alle avanzate soluzioni per la comunicazione, le tecnologie digitali ci hanno consentito di utilizzare materiali che altrimenti non avrebbero potuto essere lavorati, come la zirconia e i compositi ibridi. Di conseguenza, numerosi materiali innovativi hanno conquistato il mercato, consentendoci di scegliere per ogni caso quello più adatto alla situazione clinica specifica. Adeguarsi alle nuove tendenze è oggi assolutamente essenziale per chiunque voglia tenere conto delle crescenti esigenze della moderna odontoiatria.

Lavorare con i flussi di lavoro digitali ci ha permesso anche di ampliare il raggio d’azione del laboratorio moderno, grazie alla possibilità di una collaborazione praticamente continua con i clinici, anche a centinaia o a migliaia di chilometri di distanza. Il caso che presentiamo qui di seguito ne è un esempio perfetto: nel nostro laboratorio odontotecnico di Modena abbiamo realizzato due corone anatomiche in KATANA™ Zirconia per un paziente che necessitava di una serie di trattamenti restaurativi diretti e indiretti, da eseguire a cura del Dr. Filippo Menini a Belluno, città situata a nord ovest del nostro laboratorio, a una distanza di circa 300 km. Tutte le comunicazioni e il coordinamento tra lo studio e il laboratorio si sono svolti in remoto, senza che noi vedessimo il paziente.

I restauri monolitici offrono innumerevoli vantaggi, sotto il profilo sia clinico, sia tecnico. Dato che la maggior parte della lavorazione viene eseguita dalle macchine, l’intera procedura ne risulta notevolmente razionalizzata. La vera sfida legata a questa semplificazione, tuttavia, resta quella del raggiungimento di un'estetica eccellente.

Laddove fino a pochi anni fa le scadenti proprietà ottiche dei materiali disponibili rendevano difficile conseguire risultati realmente ottimali, oggi possiamo affermare con sicurezza di disporre di materiali, tecniche e protocolli che ci consentono di ottenere esiti esteticamente soddisfacenti. Inoltre, se i restauri vengono realizzati con un flusso di lavoro interamente digitale, questi materiali offrono anche un'eccellente resistenza meccanica alle forze e alle sollecitazioni cui sono esposti nel cavo orale, in aggiunta a un’altissima precisione dell’adattamento.

Nel nostro caso, abbiamo scelto di lavorare con i materiali protesici e le soluzioni per la finitura di un'azienda che li sviluppa e li produce internamente: Kuraray Noritake Dental Inc. (Kuraray Noritake). L'azienda offre dischi in zirconia per la fresatura, liquidi per le caratterizzazioni, ceramica per faccette e ceramica liquida per una finitura altamente estetica e persino sistemi di cemento resinoso per la cementazione adesiva, e tutto questo da un’unica fonte. Questo ci dà il vantaggio di utilizzare protocolli di lavorazione chiari e predicibili, dalla fabbricazione fino alla cementazione finale del restauro.

 

Caso clinico

Il paziente di 31 anni lamentava lesioni cariose multiple, presenza di restauri inadeguati e in particolare una carie distruttiva a carico del secondo premolare superiore destro (dente numero 15, notazione FDI, Fig. 1). Quest'ultimo elemento è stato trattato endodonticamente e ricostruito mediante perno in fibra di vetro.
La radiografia evidenziava lesioni cariose e margini dei restauri infiltrati (Fig. 2).
Il piano di trattamento per questo quadrante prevedeva restauri diretti in composito sul primo premolare e sul primo molare (denti 14 e 16) e una corona indiretta in zirconia per la ricostruzione del secondo premolare (dente 15; Fig. 3). Inoltre, è stato necessario realizzare una corona in zirconia per il secondo premolare inferiore destro (dente 45).

 

Fig. 1. Situazione clinica iniziale nel quadrante superiore destro.

 

Fig. 2. Radiografia che evidenzia lesioni cariose e restauri con infiltrazione marginale.

 

Fig. 3. Superfici marcate da trattare.

 

Durante il primo appuntamento, il clinico ha restaurato il primo molare e il primo premolare con il composito (Fig. 4 e 5). Quindi è stato preparato il secondo premolare dell’arcata superiore e di quella inferiore utilizzando la tecnica di preparazione biologicamente orientata (BOPT) (Fig. 6 e 7).
Sono stati realizzati due provvisori singoli, ricreando il profilo cervicale secondo la tecnica BOPT (Fig. 8). Nella fase successiva, è stata rilevata l'impronta digitale con la tecnica del doppio filo (Fig. 9). Il file generato dallo scanner intraorale è stato in prima battuta analizzato mediante visualizzazione nella scala dei grigi. Questo tipo di visualizzazione, infatti, consente di valutare meglio la qualità dei dati acquisiti rispetto all'immagine a colori (Fig. 10).
I restauri provvisori sono stati rifiniti, lucidati e posizionati sui denti con cemento provvisorio (Fig. 11).

 

Fig. 4. Restauro del primo molare superiore.

 

Fig. 5. Restauro del primo premolare superiore.

 

Fig. 6. Preparazione con tecnica BOPT della corona per il secondo premolare superiore.

 

Fig. 7. Dettaglio della preparazione sottogengivale,  eseguita con frese a tacche calibrate, prestando attenzione a non toccare il complesso dell’attacco sopracrestale e avendo cura di rimanere all'interno dell’ampiezza sulculare.

 

Nel laboratorio odontotecnico, abbiamo ricevuto le scansioni intraorali in formato STL: entrambe le arcate con i monconi preparati e il consueto registro dei bit (scansione vestibolare delle arcate in occlusione). Dopo un'attenta valutazione delle impronte e della qualità della triangolazione dei punti del file STL rilevati dalla scansione, è stata eseguita il design full-contour delle corone (corone a zero cutback). In questo modo otteniamo un profilo di emergenza, seguendo la tecnica BOPT, estremamente accurato. L'anatomia è stata sviluppata tenendo conto dei movimenti funzionali del paziente, basandoci sulle informazioni fornite da un articolatore virtuale integrato nel software CAD. Tali movimenti possono essere verificati e, se necessario, corretti sull'articolatore fisico in una fase successiva. La possibilità di utilizzare lo stesso tipo di articolatore (nel nostro caso un ARTEX  Amann Girrbach) sia nell'ambiente virtuale che in quello reale (fase di controllo) offre il vantaggio di utilizzare le stesse impostazioni e di conseguenza gli stessi movimenti in entrambi i mondi (Fig. 12).

 

Fig. 8. Fabbricazione del restauro provvisorio.

 

Fig. 9. Impronta digitale rilevata con la tecnica del doppio filo: un filo 000 imbevuto di cloruro di alluminio viene posizionato nel solco come primo filo, seguito da un filo 1 non imbevuto.

 

Fig. 10. Visualizzazione nella scala dei grigi dell'impronta, per facilitarne la valutazione clinica.

 

Fig. 11. Cementazione del restauro provvisorio.

 

Fig. 12. Modelli virtuali basati sull'impronta digitale di entrambe le arcate, con le corone full-contour progettate dal software in viste diverse.

 

I file STL dei restauri disegnati sono stati inviati al software CAM per la fresatura delle corone in zirconia con una macchina CNC a 5 assi. Il materiale scelto era in questo caso KATANA™ Zirconia YML (Kuraray Noritake Dental Inc), con variazione di resistenza, traslucenza e colore, adatto per un’ampia varietà di casi (Fig. 13). Una volta terminata la fresatura, gli elementi sono stati rimossi dal disco e la loro superficie è stata trattata con frese diamantate e appositi gommini per la lavorazione della zirconia pre-sinterizzata. In questa fase è possibile personalizzare l'anatomia e la texture superficiale dei restauri, operazione che risulterebbe estremamente complessa durante il fresaggio. Con i gommini dedicati è possibile anche levigare la superficie, migliorando così l'aspetto dei restauri dopo la sinterizzazione (Fig. 14).

Infine, l'individualizzazione dei restauri presinterizzati è stata ottenuta con Esthetic Colorant (Kuraray Noritake). Questi nuovi liquidi per la caratterizzazione, sviluppati appositamente per KATANA™ Zirconia, contengono un primer particolare che limita la profondità di penetrazione, creando un aspetto simile a quello ottenuto con la colorazione esterna e al tempo stesso un effetto di profondità. L'applicazione precisa dei liquidi è possibile grazie all’esclusiva Liquid Brush Pen. La linea Esthetic Colorant comprende dodici colori, per facilitare la gestione delle scorte del laboratorio odontotecnico e garantire al tempo stesso un'estetica naturale e una perfetta armonia del cavo orale. I liquidi sono stati ottimizzati per ridurre al minimo il loro impatto sulla resistenza alla flessione della sottostruttura in zirconia, evitando il rischio di fratture. (Fig. 15).

La sinterizzazione viene eseguita in un forno calibrato ad hoc, attenendoci scrupolosamente al protocollo raccomandato dal produttore. A questo punto è stato possibile procedere con la finitura. Il margine cervicale è stato dapprima regolarizzato utilizzando speciali frese a pietra. Nelle aree subgengivali più profonde, lo scanner intraorale incontra generalmente qualche difficoltà a catturare tutte le informazioni necessarie. Per questo motivo, il file STL viene triangolato con alcune irregolarità a livello del margine cervicale. Queste irregolarità devono essere regolarizzate, prima di ridurre a 0 lo spessore del margine gengivale. In realtà, nella fase di fresatura, viene creato uno spessore di 0,2 mm per evitare il micro-chipping che comprometterebbe la precisione marginale. La Fig. 16 mostra sia lo spessore del margine cervicale che, nonostante la preparazione di finitura, conserva uno spessore di 0,2 mm, sia l'andamento irregolare dello stesso, dovuto alla forma irregolare del file STL intorno al solco.

 

 

Fig. 13. Grezzo KATANA Zirconia YML con le corone fresate.

 

Fig. 14. Finitura con frese diamantate e gommini dedicati per la zirconia pre-sinterizzata.

 

Fig. 15. Individualizzazione con Esthetic Colorant.

 

Fig. 16. Finitura dei restauri dopo la sinterizzazione.

 

I restauri sono stati successivamente sabbiati con biossido di alluminio 50 µm a 2 bar di pressione e puliti con getto di vapore. Dopo una valutazione del colore emerso dalla sinterizzazione, la fase di finitura è stata completata con l'ausilio di CERABIEN ZR FC Paste Stain (Kuraray Noritake Dental Inc.) e strumenti per lucidatura. Le emulsioni ceramiche FC Paste Stain consentono di correggere croma e valore dei restauri per riprodurre tutte le caratteristiche estetiche che miglioreranno l'integrazione nel cavo orale. Con questa tecnica, è molto facile ottenere l’armonia cromatica desiderata, poiché l’aspetto del colore applicato sulla superficie è identico a quello assunto dopo la cottura. In questo modo, si potrà agevolmente verificare il risultato, eventualmente confrontandolo con un parametro di riferimento, e correggerlo ove necessario (Figure 17 e 18).

Per la cementazione dei restauri, il clinico si è servito di  PANAVIA™ SA Cement Universal in combinazione con KATANA™ Cleaner (entrambi prodotti da Kuraray Noritake Dental Inc.). Il detergente ha un valore di pH di 4,5 e consente un utilizzo sia intraorale sia extra-orale, per migliorare l'adesione in tutte le procedure restaurative. PANAVIA SA Cement Universal è l'unico cemento resinoso autoadesivo contenente l'esclusivo monomero LCSi, un agente di accoppiamento silano a lunga catena di carbonio. In combinazione con il monomero originale MDP, anch'esso presente nella pasta, che consente l'adesione chimica con zirconia, dentina, smalto e leghe metalliche, questo agente di accoppiamento consente l'adesione del cemento a qualsiasi materiale, compresa la vetroceramica, senza la necessità di utilizzare un primer a parte (Figure 19, 20 e 21). All'appuntamento per la cementazione è stata eseguita anche l'ultima ricostruzione diretta del secondo molare superiore, come previsto dal piano di trattamento (elemento 17).

 

Fig. 17. Caratterizzazione con CERABIEN ZR FC Paste Stain.

 

Fig. 18. Restauri ultimati, pronti per essere consegnati al clinico.

 

Fig. 19. Procedura di cementazione nell’arcata superiore: sabbiatura del dente e pulizia della struttura dentale con KATANA Cleaner.

 

Fig. 20. Procedura di cementazione nell’arcata superiore: sabbiatura della superficie interna (intaglio) della corona e pulizia del restauro con KATANA Cleaner.

 

Fig. 21. Procedura di cementazione nell’arcata superiore: cementazione autoadesiva con PANAVIA SA Cement Universal.

 

Fig. 22. Restauro diretto del secondo molare.

 

Fig. 23. Restauri subito dopo la rifinitura e la lucidatura.

 

Fig. 24. Vista particolareggiata del quadrante restaurato.

 

Fig. 25. Vista occlusale della dentatura dell’arcata superiore.

 

Risultato

Grazie all’integrazione estetica consentita dall’elevata qualità di KATANA Zirconia YML, unitamente all'individualizzazione eseguita prima e dopo la sinterizzazione, è stato possibile ottenere un'eccellente integrazione delle corone anatomiche in zirconia. Le figure da 22 a 25 illustrano il risultato raggiunto nel quadrante destro superiore al termine della riabilitazione utilizzando la struttura dentale naturale, restauri diretti in composito e una corona monolitica in zirconia.

 

Gli autori

 

ODT. SIMONE MAFFEI

Simone Maffei, professionista odontotecnico dal 1996 (IPSIA Luigi Galvani, Reggio Emilia) ha iniziato la propria carriera a Modena, nel laboratorio del padre William. Nel corso del suo percorso professionale, si è dimostrato fortemente impegnato al raggiungimento dell'eccellenza, partecipando a numerosi corsi condotti da rinomati relatori internazionali, nel campo dell'odontotecnica e della fotografia odontoiatrica. Attualmente, Maffei non solo è un apprezzato relatore in conferenze nazionali e internazionali, ma ha pubblicato diversi articoli su riviste di settore italiane e straniere. I suoi scritti approfondiscono il tema della stretta connessione tra fotografia odontoiatrica ed estetica del sorriso. A testimonianza della sua competenza, a Maffei è stato conferito nel 2014 il prestigioso AIOP International Award. Maffei condivide attivamente le proprie conoscenze tenendo, in Italia e all'estero, corsi incentrati sull'odontotecnica, sulla fotografia dentale, sulle tecniche di stratificazione della ceramica naturale e sulla colorazione tridimensionale dei restauri monolitici. In qualità di apprezzato membro del Digital Dental Revolution Team (DDR), Maffei prende parte in qualità di relatore a corsi e conferenze internazionali, durante i quali illustra in maniera approfondita i vari aspetti dell'odontoiatria digitale. Simone Maffei è anche l'orgoglioso titolare del Laboratorio Odontotecnico Maffei di Modena. In collaborazione con la sorella Elisa, il laboratorio è specializzato nella realizzazione di ricostruzioni estetiche in ceramica su denti naturali e su impianti, dimostrando grande dedizione all'arte e alla scienza dell'estetica dentale. Socio Attivo di AIOP SOSPESO - Accademia Italiana di Odontoiatria Protesica. Socio Ordinario della SIPRO, Società Italiana Protesi e Riabilitazione Orale.

 

 

FILIPPO MENINI

Il Dr. Filippo Menini si è laureato in Odontoiatria e Protesi Dentaria presso l'Universidad Europea de Madrid nel 2017, dedicandosi poi con passione allo studio delle tecniche adesive dirette e indirette nel campo dell'odontoiatria conservativa. È divenuto Socio Ordinario dell'Accademia Italiana di Odontoiatria Conservativa nel 2018 e dell'Accademia Italiana di Odontoiatria Protesica nel 2019. Nel novembre 2021 è entrato a far parte dei Think Adhesive Members e dal febbraio 2022 è tutor a contratto presso l'Università di Siena per il programma master Endo-Resto tenuto dal professor Grandini. Il dottor Menini ha frequentato numerosi corsi di odontoiatria conservativa, endodonzia, parodontologia e protesi adesiva, al fine di gestire il proprio lavoro in un'ottica multidisciplinare. Il suo studio odontoiatrico è situato a Belluno.

 

 

Camouflage estetico per paziente con malattia parodontale

Caso clinico realizzato da Odt. Giuliano Moustakis

Quando si realizzano restauri per i settori anteriori superiori, è importante scegliere un materiale che si adatti al colore e alla traslucenza dei denti naturali del paziente per fornire una perfetta integrazione ottica dei restauri da realizzare. Per ottenere ciò, gli odontotecnici devono concentrarsi anche sulla morfologia della superficie. Il seguente caso clinico serve a dimostrare come i restauri con il colore, la traslucenza e la consistenza giusti siano in grado di creare un sorriso sorprendente e naturale, anche in casi complessi.

La paziente di sesso femminile aveva una dentizione parodontalmente compromessa, con un incisivo laterale mascellare mancante e un prognatismo mandibolare. La spaziatura era presente in entrambe le arcate, ma la paziente ha deciso di non sottoporsi a un trattamento ortodontico a causa della difficile situazione parodontale e del rischio associato di perdere altri denti. È stato invece pianificato un camouflage estetico. Poiché i restauri diretti esistenti sugli incisivi centrali superiori necessitavano di essere sostituiti, la scelta è caduta su un ponte in ceramica integrale a cinque elementi. Sapendo che questa situazione sarebbe stata risolta al meglio con un materiale che offrisse un'elevata resistenza alla flessione nella zona della dentina (rigorosamente obbligatoria per i ponti a cinque elementi) e un'elevata traslucenza nella parte dello smalto (necessaria per imitare la natura nella regione anteriore), è stata scelta KATANA™ Zirconia YML. Grazie alla sua struttura multistrato con gradazione di colore, traslucenza e resistenza alla flessione (ottenuta attraverso la gradazione del contenuto di ittrio), questo materiale offre esattamente le proprietà desiderate. Abbiamo deciso di utilizzarlo con un leggero cut-back vestibolare e una micro-stratificazione con la ceramica CERABIEN™ ZR (CZR).

Fig. 1 Situazione clinica pre-operatoria con una malocclusione di classe III, un incisivo laterale mancante, denti spaziati e parodontalmente
compromessi in entrambe le arcate.

 

Fig. 2 Vista laterale della situazione pre-operatoria.

 

Fig. 3 Determinazione del colore nello studio dentistico.

 

Fig. 4 Incisivi centrali e laterali mascellari e canino destro dopo la preparazione dei denti.

 

Fig. 5 Modelli stampati di entrambe le mascelle basati su una scansione intraorale. Questa vista rivela la discrepanza tra la mascella
superiore e quella inferiore che deve essere camuffata.

 

Fig. 6 Riduzione vestibolare e incisale e texturizzazione della superficie sui restauri pre-sinterizzati in KATANA Zirconia YML. Integrazione
delle strutture mamellari con una fresa diritta in carburo ad estremità tonda.

 

Fig. 7 Integrazione dei solchi di crescita orizzontali con uno strumento a forma di cono (Panther Stone 040).

 

Fig. 8 Traslucenza del ponte ridotto dopo la sinterizzazione.

 

Fig. 9 Struttura KATANA Zirconia YML sul modello dopo la sinterizzazione.

 

Fig. 10 Mascherina in silicone che rivela lo spazio generato nella procedura di cut-back.

 

Fig. 11 Valutazione dell'effetto mimetico.

 

Fig. 12 Prova della struttura in zirconia.

 

Fig. 13 Ponte sabbiato pronto per la micro-stratificazione.

 

Fig. 14 Ponte dopo l'applicazione degli internal stain e di un singolo strato di CERABIEN ZR Body (A3B) e CERABIEN ZR Luster
Porcelain (LT1, LT Royal Blue, LTx e LT Coral miscelati con Incisal Aureola).

 

Fig. 15 Mappa cromatica della procedura di micro-stratificazione.

 

Fig. 16 Vista palatale del restauro.

 

Fig. 17 Ponte dopo la prima cottura e l'aggiunta di LT1.

 

Fig. 18 Restauro finito. Per ottimizzare l'aspetto delle parti del dente e della gengiva, è stato aggiunto uno strato finale di CERABIEN™
ZR FC Paste Stain e Glaze.

 

Fig. 19 Vista palatale del restauro dopo la rifinitura.

 

Fig. 20 Prova del ponte per la valutazione estetica e funzionale.

 

SITUAZIONE FINALE

Fig. 21 Esito del trattamento.

 

CONCLUSIONE

Questo caso clinico dimostra che KATANA™ Zirconia è un materiale innovativo con un elevato potenziale estetico. Nonostante la gradazione di resistenza alla flessione, non esistono severe restrizioni progettuali che limitano il campo di indicazione. Al contrario, è facile progettare e produrre anche ponti a lunga campata. Inoltre, grazie all'elevato potenziale estetico del materiale, è spesso possibile realizzare un progetto monolitico con zero cut-back e colorazione con ceramica liquida. Se si desidera aggiungere uno strato di ceramica, si consiglia la micro-stratificazione, un approccio semplificato ed efficiente in termini di tempo. In ogni caso, è necessario integrare una morfologia superficiale naturale, essenziale per un risultato estetico.

 

Odontotecnico:

ODT. GIULIANO MOUSTAKIS

 

Un nuovo sorriso con sole 4 corone in zirconia

Caso clinico dell’Odt. Kanstantsin Vyshamirski

Un paziente di sesso maschile (47 anni) si è presentato dal dentista con gravi danni ai denti. La sua richiesta principale era di migliorare l'estetica e avere un sorriso più gradevole. Una richiesta secondaria era quella di ottenere un "denti più bianchi, ma naturali". Questo risultato è stato ottenuto utilizzando una palette di colori più chiari di materiali in zirconia e ceramica.

Il risultato finale è stato raggiunto attraverso la creazione di un wax-up, seguito da un mock-up, da un restauro provvisorio e infine dall'incollaggio delle corone in zirconia.


Situazione iniziale

Fig. 1. Situazione iniziale. Paziente maschio (47 anni).

 

Fig. 2. Progettazione del nuovo sorriso in base ai parametri estetici e funzionali del paziente.

 

Fig. 3. Mock-up in posizione per verificare il nuovo aspetto nella bocca del paziente.

 

Fig. 4. Corone in KATANA™ Zirconia YML colore A1 con cut-back labiale dopo la fresatura.

 

Fig. 5. Corone dopo la sinterizzazione sul modello in gesso.

 

Fig. 6. Mappa di stratificazione della ceramica Noritake CERABIEN™ ZR.

 

Fig. 7. Rifinitura della superficie labiale con lucidatura e glasura. Sul lato palatale delle corone sono stati utilizzati solo i supercolori
CERABIEN™ FC Paste Stain e il glaze per la rifinitura. Per ottimizzare le condizioni dei tessuti molli, sono state lucidate le aree
palato-cervicali e quelle quasi prossimali.

 

Fig. 8. Corone finite sul modello in gesso.

 

Fig. 9. Prova con la Try-in paste di PANAVIA™ V5 White per confermare l'aspetto corretto. Per la cementazione adesiva finale è
stato utilizzato PANAVIA V5 White.

 

Situazione finale

Fig. 10. Situazione dopo sette mesi. Il risultato è esteticamente gradevole e la condizione gengivale eccellente.

 

Fig. 11. Richiamo dopo 1,5 anni.

 

Odontotecnico:

 

KANSTANTSIN VYSHAMIRSKI

Kanstantsin ha iniziato la sua carriera di odontotecnico nel 2014. La sua specialità sono le protesi estetiche in ceramica.
Kanstantsin è un esperto utilizzatore di KATANA™ Zirconia e delle ceramiche Noritake. Possiede il suo laboratorio a Riga, in Lettonia

 

Imitare la natura con materiali ad alte prestazioni

Caso clinico realizzato da Odt. Ghaith Alousi

 

Leggi il caso clinico realizzato da Ghaith Alousi e pubblicato nell'edizione autunnale della rivista LabLine e scopri il suo approccio alla creazione di restauri estetici, imitando la natura e personalizzando i trattamenti restaurativi.

 

 

Restauri in zirconia: allineare design e portafoglio di materiali

Caso clinico realizzato da Odt. Daniele Rondoni e Odt. Roberto Rossi

Full-contour o design anatomicamente ridotto?
Quando dobbiamo decidere come progettare e rifinire un restauro in ossido di zirconio, è necessario prendere in considerazione molti fattori, dall'estetica alla funzione, dal tempo al budget. Poiché i risultati dipendono fortemente dalle proprietà ottiche e meccaniche dell'ossido di zirconio utilizzato, la prima cosa da fare sia selezionare una gamma di materiali in ossido di zirconio di alta qualità. Sperimentando in laboratorio, utilizzando diversi design e approcci di finitura con materiali allineati e confrontando i risultati, è possibile selezionare i concetti più appropriati da applicare nel lavoro quotidiano e sviluppare un'idea chiara su quando utilizzare quale concetto.

La nostra selezione

La gamma di zirconia utilizzata nel nostro laboratorio odontotecnico è costituita dalla serie multistrato KATANA™ Zirconia di Kuraray Noritake Dental Inc.
Si tratta di tre materiali con struttura cromatica multistrato progettati per soddisfare diverse esigenze in termini di resistenza alla flessione e traslucenza (KATANA Zirconia UTML, STML e HTML PLUS) e di un materiale con gradazione di colore, traslucenza e resistenza alla flessione (KATANA Zirconia YML).
Grazie alle favorevoli proprietà ottiche di questa serie e ai nuovi liquidi da infiltrazione, è spesso possibile optare per un design full-contour o - nella regione anteriore - per un leggero cut-back limitato all'area vestibolare e un micro-strato di ceramica.

I liquidi da infiltrazione - Esthetic Colorant per KATANA Zirconia - sono stati introdotti all'inizio del 2023. Vengono applicati sulla superficie dell'ossido di zirconio fresato per pretrattare aree tissutali di restauri di grandi dimensioni, per aggiungere caratterizzazioni individuali specifiche al restauro o per prevenire l'effetto grigiastro causato dal trasparire di denti pilastro o parti metalliche scolorite. Mentre la maggior parte dei liquidi viene utilizzata sulla superficie esterna dei restauri, quest'ultimo effetto si ottiene applicando Esthetic Colorant OPAQUE o WHITE all'interno della corona.

Ponte implantare in zirconia colorato con Esthetic Colorant: un caso clinico

Il seguente caso clinico illustra l'uso di Esthetic Colorant nel contesto della produzione di un ponte implantare avvitato full-contour in zirconia con barra in titanio. La parte in zirconia è stata fresata da KATANA Zirconia YML, la morfologia vestibolare è stata affinata con strumenti rotanti e quindi le superfici vestibolari, palatali e occlusali sono state trattate con Esthetic Colorant, come mostrato nelle Figure 1 e 2. Il vero effetto cromatico si rivela dopo la sinterizzazione.

 

Fig. 1. Vista frontale della struttura in zirconia fresata dopo l'applicazione di Esthetic Colorant nei colori BLUE, GRAY, ORANGE e PINK.

 

Fig. 2. Vista occlusale della struttura in zirconia fresata dopo l'applicazione di Esthetic Colorant BLUE, GRAY, ORANGE e PINK.

 

Fig. 3. Struttura in zirconia ben pretrattata dopo la sinterizzazione.

 

Aggiungendo CERABIEN™ ZR FC Paste Stain e Glaze nell'area vestibolare e nelle parti tissutali, è possibile rifinire questo restauro in modo ottimale.
Nel nostro approccio, le aree di contatto vengono sempre lucidate a specchio, in quanto è il modo più rispettoso degli antagonisti di trattare la superficie. Come misura finale, la struttura in zirconia viene collegata alla barra in titanio prima di essere inviata allo studio dentistico per la prova.

 

Fig. 4. Vista frontale della parte in zirconia finalizzata.

 

Fig. 5. Vista occlusale della struttura dopo la rifinitura.

 

Fig. 6. Collegamento della sovrastruttura in zirconia e della barra in titanio.

 

Conclusione

Con un portafoglio di zirconia ben selezionato e soluzioni di finitura allineate, è facile stabilire concetti che consentono di rispondere alle esigenze di quasi tutti i pazienti in modo razionale. Secondo la nostra esperienza, l'uso di prodotti di alta qualità con buone proprietà estetiche - un'elevata traslucenza e una struttura multistrato naturalmente pre-sfumata - è vantaggioso perché ci permette di ridurre lo spessore o di fare a meno di uno strato di ceramica. In questo modo, siamo in grado di aumentare l'efficienza delle nostre procedure senza compromettere i risultati.

La serie multistrato KATANA Zirconia e Esthetic Colorant per KATANA Zirconia ci supportano in modo ideale, permettendoci di produrre in modo efficiente una base perfetta per qualsiasi approccio di rifinitura.

 

 

Odontotecnici:

Odt. Daniele Rondoni Odt. Roberto Rossi

 

Adesivi universali: razionalizzazione delle procedure cliniche

Case report del Dr. José Ignacio Zorzin

 

Razionalizzazione dei flussi di lavoro clinici: questa è la ragione principale dell'utilizzo di prodotti universali in odontoiatria adesiva. Sono adatti a un'ampia gamma di indicazioni e a diverse tecniche di applicazione, svolgono i loro compiti con meno componenti rispetto ai sistemi convenzionali e spesso comportano un minor numero di passaggi nella procedura clinica. Gli adesivi universali ne sono un esempio lampante.

 

In che modo gli adesivi universali contribuiscono a snellire i flussi di lavoro?

Quando si restaurano denti con resina composita, il materiale da restauro subisce una contrazione volumetrica al momento dell'indurimento. Se il restauro viene incollato alla struttura del dente con un adesivo, si prevengono le conseguenze negative di questa contrazione: formazione di lacune marginali, perdite marginali e macchie, problemi di ipersensibilità e sviluppo di carie secondarie. I primi sistemi di adesione disponibili sul mercato dentale erano adesivi "etch-and-rinse", che in genere consistevano in tre componenti: un mordenzante acido, un primer e un adesivo separato. Le generazioni successive combinavano il primer e l'adesivo in un unico flacone, oppure erano adesivi automordenzanti in due o un solo flacone. Gli adesivi universali (detti anche multimodali) possono essere utilizzati con o senza un mordenzante acido fosforico separato.

 

Fig. 1. La contrazione volumetrica dei restauri in resina composita e le sue conseguenze cliniche.

 

La scelta della tecnica dipende dall'indicazione e dalla situazione clinica. Nella maggior parte dei casi, i risultati migliori si ottengono dopo la mordenzatura selettiva dello smalto1. L'adesione allo smalto è generalmente più efficace quando lo smalto viene mordenzato con acido fosforico, mentre l'applicazione di acido fosforico su ampie aree di dentina comporta il rischio di mordenzare più in profondità di quanto l'adesivo sia in grado di ibridare. Quando la cavità è piccola, tuttavia, l'applicazione selettiva del mordenzante all'acido fosforico sulla superficie dello smalto potrebbe non essere possibile, per cui l'approccio più appropriato è quello della mordenzatura totale. Infine, nel contesto della riparazione, l'approccio self-etch può essere la prima scelta, poiché l'acido fosforico potrebbe compromettere la forza di adesione di alcuni materiali da restauro bloccando i siti di legame. Utilizzando un adesivo universale, tutti questi casi possono essere trattati in modo appropriato, in quanto è possibile selezionare la tecnica di mordenzatura più adatta in ogni situazione.

A parte le differenze legate all'uso o meno del mordenzante all'acido fosforico sulla superficie di adesione dello smalto o dello smalto e dentina, la procedura clinica è sempre simile con lo stesso adesivo universale. Il seguente caso clinico viene utilizzato per illustrare come procedere con CLEARFIL™ Universal Bond Quick (Kuraray Noritake Dental Inc.) nella modalità di mordenzatura selettiva dello smalto e include alcuni dettagli sul meccanismo di adesione sottostante.

 

Come procedere alla mordenzatura selettiva dello smalto?

Un esempio clinico.

Questo paziente si è presentato con un incisivo laterale mascellare fratturato, portando fortunatamente con sé il frammento. Si è quindi deciso di aderire il frammento al dente con un composito estetico in resina fluida.

 

Fig. 2. Paziente con frattura dell'incisivo laterale mascellare.

 

Fig. 3. Primo piano del dente fratturato.

 

Fig. 4. Primo piano del dente fratturato.

 

Poiché un corretto isolamento del campo di lavoro facilita la vita dell'odontoiatra, è stata posizionata una diga di gomma con la tecnica dello split-dam. Questa tecnica funziona bene nella regione anteriore del mascellare, poiché il rischio di contaminazione con la saliva del palato è minimo. Una volta posizionata la diga di gomma, le superfici di adesione dovevano essere leggermente irruvidite per rinfrescare la dentina. Poiché le superfici erano anche leggermente contaminate dal sangue ed è importante avere una superficie completamente pulita per l'incollaggio, KATANA™ Cleaner è stato successivamente applicato alla struttura dentale, strofinato sulle superfici per dieci secondi e poi risciacquato. Il detergente contiene sale MDP con caratteristiche tensioattive che rimuovono tutte le sostanze organiche dal substrato. Il frammento è stato fissato su un plugger a forma di sfera con composito (polimerizzato) e anch'esso è stato pulito con KATANA Cleaner.

 

Fig. 5. Pulizia del dente...

 

Fig. 6. ...e del frammento con KATANA™ Cleaner.

 

È seguita la mordenzatura selettiva dello smalto sul dente e sul frammento per 15 secondi. Quando l'obiettivo è la mordenzatura selettiva dello smalto, è essenziale selezionare un mordenzante con una consistenza stabile (non colante), proprietà offerta dalla siringa K-ETCHANT (Kuraray Noritake Dental Inc.). Entrambe le superfici sono state accuratamente risciacquate e leggermente asciugate prima di applicare CLEARFIL™ Universal Bond Quick con un movimento di sfregamento. Questo adesivo è davvero rapido: i risultati degli studi dimostrano che l'adesione stabilita subito dopo l'applicazione è forte e duratura quanto quella ottenuta dopo uno sfregamento prolungato sulla struttura del dente per 20 secondi.2,3 Lo strato di adesivo è stato accuratamente asciugato all'aria fino a ottenere uno strato molto sottile e infine polimerizzato sul dente e sul frammento.

 

Fig. 7. Mordenzatura selettiva dello smalto del dente ...

 

Fig. 8. ...e del frammento con mordenzatura all'acido fosforico.

 

Fig. 9. Applicazione...

 

Fig. 10. ...dell'adesivo universale.

 

Fig. 11. Polimerizzazione dello strato adesivo ultrasottile sul dente...

 

Fig. 12. ...e del frammento.

 

Cosa succede alla dentina nella modalità di mordenzatura selettiva dello smalto (o automordenzatura)?

Dopo la preparazione o l'irruvidimento della superficie, sulla dentina è presente uno strato ibrido che occlude i tubuli dentinali, forma i cosiddetti smear plug che proteggono la polpa e impedisce ai liquidi di influenzare il legame. Quando si automordenzano le dentine con un adesivo universale, questo strato ibrido viene infiltrato e parzialmente dissolto dalla formulazione automordenzante delicata (pH > 2) dell'adesivo universale. Allo stesso tempo, l'adesivo infiltra e demineralizza la dentina peritubulare. L'acido attacca l'idrossiapatite alle fibre di collagene, dissolve il calcio e il fosfato e quindi allarga la superficie. Successivamente, il 10-MDP contenuto nella formulazione reagisce con gli ioni di calcio (e fosfato) caricati positivamente. Questa interazione ionica è responsabile del legame tra la dentina e il metacrilato e quindi della formazione dello strato ibrido.4,5

Nella modalità total-etch, l'acido fosforico è responsabile della dissoluzione dello smear layer e della demineralizzazione dell'idrossiapatite. Questo porta a un collasso delle fibre di collagene, che devono essere reidratate dall'adesivo universale applicato nella fase successiva. Se l'acido penetra nelle strutture più in profondità dell'adesivo, le fibre di collagene rimangono collassate. Ciò comporterà molto probabilmente problemi clinici, tra cui la sensibilità post-operatoria6.

Quando applica il sistema adesivo, l'odontoiatra raramente pensa a ciò che accade all'interfaccia7. Tuttavia, ogni utilizzatore di un adesivo universale dovrebbe essere consapevole del fatto che in quel punto avviene molto. Ecco perché è così importante utilizzare un materiale ad alte prestazioni con proprietà ben bilanciate e attenersi rigorosamente ai protocolli raccomandati.

 

Fig. 13. Rappresentazione schematica della dentina dopo la preparazione del dente: lo strato ibrido in alto, con gli smear plug che occludono i tubuli dentinali, protegge la polpa e impedisce ai liquidi di essere rilasciato nella cavità.

 

Fig. 14. Rappresentazione schematica della dentina dopo l'applicazione di un adesivo universale contenente 10-MDP: La formulazione leggera automordenzante dissolve parzialmente e infiltra lo strato ibrido, mentre allo stesso tempo demineralizza e infiltra la dentina peritubulare5.

 

Nel caso in esame, il dente e il frammento dovevano essere ricollegati. A tal fine, CLEARFIL MAJESTY™ ES-Flow (A2 Low) è stato applicato alla struttura del dente. Il frammento è stato quindi riposizionato con un indice di silicone, tenuto nella giusta posizione con una pinza e fotopolimerizzato. Per ottenere un margine liscio e una superficie lucida, il restauro è stato semplicemente lucidato. Il paziente si è presentato dopo 1,5 anni per un richiamo e il restauro era ancora in perfette condizioni.

 

Fig. 15. Ricollegamento del frammento alla struttura dentale.

 

Fig. 16. Esito del trattamento.

 

Perché è importante attenersi ai protocolli specifici del prodotto?

Gli adesivi universali contengono molte tecnologie diverse in un unico flacone. Se da un lato questo fatto consente agli utenti di razionalizzare le procedure cliniche, dall'altro richiede una particolare attenzione. Come ogni materiale ad alta tecnologia, gli adesivi universali devono essere utilizzati secondo i protocolli raccomandati dal produttore. In generale, ci si può aspettare che i materiali funzionino bene solo su superfici assolutamente pulite, mentre la contaminazione con sangue e saliva può ridurre significativamente la forza di adesione. A seconda del tipo di adesivo universale, l'applicazione attiva è altrettanto importante, così come la corretta asciugatura con aria essiccata e la polimerizzazione dello strato adesivo. Inoltre, è necessario prestare attenzione all'utilizzo del materiale nel suo stato originale, il che significa che deve essere applicato direttamente dal flacone per evitare l'evaporazione prematura del solvente o reazioni chimiche. Se si rispettano queste regole, gli adesivi universali offrono diversi vantaggi, dalla razionalizzazione delle procedure alla semplificazione della gestione degli ordini e alla maggiore sostenibilità, in quanto sono necessari meno flaconi che rischiano di scadere prima dell'uso.

 

Dentista:

DR. JOSÉ IGNACIO ZORZIN

Il Dr. José Ignacio Zorzin si è laureato in odontoiatria presso l'Università Friedrich-Alexander di Erlangen-Nürnberg, in Germania, nel 2009. Ha conseguito il dottorato (Dr. med. dent.) nel 2011 e nel 2019 l'abilitazione e la venia legendi in odontoiatria conservativa, parodontologia e odontoiatria pediatrica ("Materiali e tecniche nella moderna odontoiatria restaurativa"). Il Dr. Zorzin lavora dal 2009 presso la Clinica Odontoiatrica 1 di Odontoiatria Operativa e Parodontologia dell'Ospedale Universitario di Erlangen. È docente presso l'Università Friedrich-Alexander di Erlangen-Nürnberg nel campo dell'odontoiatria operativa, dove tiene corsi clinici e preclinici. I suoi principali campi di ricerca sono i cementi autoadesivi, gli adesivi dentinali, i compositi resinosi e le ceramiche. Pubblica su riviste internazionali.

Riferimenti

 

1. Van Meerbeek, B.; Yoshihara, K.; Van Landuyt, K.; Yoshida, Y.; Peumans, M. From Buonocore‘s Pioneering Acid-Etch Technique to Self-Adhering Restoratives. A Status Perspective of Rapidly Advancing Dental Adhesive Technology. J Adhes Dent 2020, 22, 7-34.
2. Kuno Y, Hosaka K, Nakajima M, Ikeda M, Klein Junior CA, Foxton RM, Tagami J. Incorporation of a hydrophilic amide monomer into a one-step self-etch adhesive to increase dentin bond strength: Effect of application time. Dent Mater J. 2019 Dec 1;38(6):892-899.
3. Nagura Y, Tsujimoto A, Fischer NG, Baruth AG, Barkmeier WW, Takamizawa T, Latta MA, Miyazaki M. Effect of Reduced Universal Adhesive Application Time on Enamel Bond Fatigue and Surface Morphology. Oper Dent. 2019 Jan/Feb;44(1):42-53.
4. Fehrenbach, J., C.P. Isolan, and E.A. Münchow, Is the presence of 10-MDP associated to higher bonding performance for self-etching adhesive systems? A meta-analysis of in vitro studies. Dental Materials, 2021. 37(10): 1463-1485.
5. Van Meerbeek, B., et al., State of the art of self-etch adhesives. Dental Materials, 2011. 27(1): 17-28.
6. Pashley, D.H., et al., State of the art etchand-rinse adhesives. Dent Mater, 2011. 27(1): 1-16.
7. Vermelho, P.M., et al., Adhesion of multimode adhesives to enamel and dentin after one year of water storage. Clinical Oral Investigations, 21(5): 1707-1715.

 

Sbiancamento dentale e cementazione di faccette: il caso clinico

Caso clinico realizzato da Dr.ssa Clarence Tam, HBSC, DDS, AAACD, FIADFE

 

L'uso di faccette in ceramica per migliorare e ripristinare la forma, il colore e la posizione visiva dei denti anteriori è una tecnica comune in odontoiatria estetica. L'obiettivo biomimetico nel restauro dei denti non riguarda solo l'ambito estetico, ma anche considerazioni funzionali. È fondamentale notare che il guscio di smalto intatto delle pareti palatali e facciali rispetto ai denti anteriori è responsabile della loro innata resistenza alla flessione. Quando la struttura dentale è stata violata da un accesso endodontico, dalla carie e/o da un trauma, è necessario fare ogni sforzo per preservare la struttura residua e cercare di ripristinare o superare i livelli di prestazione di base di un dente vergine.

 

Sbiancamento dentale e ritrattamento di faccetta in ceramica: il contesto

Una donna di 55 anni, ASA II, con un'anamnesi significativa solo per l'ipertensione controllata, si è presentata allo studio per uno sbiancamento dentale. Era previsto che lo sbiancamento dentale non avrebbe avuto effetto sul colore di una faccetta in ceramica preesistente sul dente 1.2, e che questa avrebbe dovuto essere ritrattata dopo la procedura, soprattutto se le variazioni del valore cromatico fossero state significative. La paziente ha iniziato con un colore di base di VITA* 1M1:2M1; rapporto 50:50 nella regione anteriore superiore e 1M1 nella regione anteriore inferiore. Seguendo un protocollo di sbiancamento notturno con perossido di carbammide al 10% indossato per 3-4 settimane, la paziente è riuscita a ottenere un colore VITA* 0M3 in entrambe le arcate superiori e inferiori. Di conseguenza, c'era una significativa discrepanza di valore tra il dente rivestito 1.2 e i denti adiacenti, e si notava anche un aumento del croma sul dente controlaterale 2.2, a causa di un restauro in composito di Classe III. Anche quest'ultimo dente non corrispondeva dimensionalmente al dente controlaterale e quindi si è deciso di trattare entrambi gli incisivi laterali con faccette laminate in disilicato di litio incollate. Il canino adiacente (2.3) presentava un attrito della punta delle cuspidi da lieve a moderato, ma la paziente non ha voluto affrontare questo problema fino a quando non sono state posizionate le faccette attualmente in discussione. L'obiettivo della progettazione del sorriso in questa fase è quello di stabilire un'armonia bilaterale, con la prospettiva di posizionare un ulteriore restauro indiretto che ripristini il volume facciale e la carenza della punta delle cuspidi del dente 2.3 in un prossimo futuro.v

 

Procedura

Un protocollo digitale di smile design non era necessario per l'intenzione iniziale, che era il trattamento individuale degli incisivi laterali, in quanto una leggera variazione è consentita in questo tipo di dente, essendo un marcatore di personalità e di genere del sorriso. Prima dell'anestesia, il colore target è stato selezionato utilizzando foto ritratte con selezioni sia polarizzate che non polarizzate. Le fotografie sono state preparate per la calibrazione digitale del colore prendendo delle viste di riferimento con una scheda di bilanciamento del bianco in grigio neutro al 18% (Fig. 1).

 

Fig. 1. Fotografia di riferimento scattata con un cartoncino grigio neutro al 18%.

 

Il colore di base dentina era VITA* 0M2 con un colore del lingotto BL2. Il paziente è stato anestetizzato con 1,5 carpule di una soluzione di lignocaina al 2% con epinefrina 1:100.000 prima di applicare una diga di gomma con orientamento split dam. La faccetta sul dente 1.2 è stata sezionata e rimossa dal dente 1.2 e sul dente 2.2 è stata completata una preparazione minimamente invasiva della faccetta (Fig. 2). La sostituzione parziale del vecchio restauro in resina composita è stata completata sull'aspetto mesioincisobuccopalatale del dente 12, mantenendo il segmento intatto. L'adesione al vecchio composito è stata ottenuta sia con l'abrasione di micro particelle che con un agente di accoppiamento silano (CLEARFIL™ CERAMIC PRIMER PLUS, Kuraray Noritake Dental Inc.). I margini sono stati rifiniti e i cordoni di retrazione sono stati immersi in una soluzione di cloruro di alluminio e confezionati. Sono stati registrati i colori dei monconi di preparazione. Sono state prese le impronte finali con polivinilsilossano a corpo leggero e pesante in un portaimpronte metallico. Alla paziente è stato applicato un provvisorio e congedata con l'indicazione di verificare il colore in laboratorio nella fase di cottura della bisquit. I modelli preparati dal laboratorio verificano la natura minimamente invasiva del caso.

 

 

Fig. 2. Preparazione del rivestimento estetico dei denti 1.2, 2.2.

 

Al ricevimento del caso, la paziente è stato anestetizzata e i provvisori sono stati rimossi. Le preparazioni sono state ripulite accuratamente e preparate per il bonding, abradendo le superfici con una polvere di ossido di alluminio da 27 micron a 30-40 psi. Le faccette sono state valutate con una pasta di prova in glicerina trasparente (PANAVIA™ V5 Try-in Paste Clear, Kuraray Noritake Dental Inc.). I cordoni di retrazione sono stati confezionati e la superficie intaglio dei restauri è stata trattata con acido fluoridrico al 5% per 20 secondi prima dell'applicazione di un agente di accoppiamento silano contenente 10-MDP (CLEARFIL CERAMIC PRIMER PLUS, Kuraray Noritake Dental Inc.) (Fig. 3). La superficie del dente è stata mordenzata con acido ortofosforico al 33% per 20 secondi e risciacquata. Sul dente è stato applicato un primer contenente 10-MDP (PANAVIA V5 Tooth Primer, Kuraray Noritake Dental Inc.) (Fig. 4) e asciugato accuratamente con aria asciutta secondo le istruzioni del produttore. È stato applicato il cemento per faccette (PANAVIA Veneer LC Paste Clear, Kuraray Noritake Dental Inc.) (Fig. 5) e la faccetta è stata posizionata. Il cemento in eccesso ha avuto un carattere omogeneo e cremoso e ha mantenuto la faccetta in posizione durante tutte le manovre di verifica del margine prima di una polimerizzazione di 1 secondo (Fig. 6).

 

Fig. 3. CLEARFIL CERAMIC PRIMER PLUS applicato alle superfici mordenzate con HF delle faccette.

 

Fig. 4. Applicazione di PANAVIA V5 Tooth Primer sulle superfici dentali mordenzate.

 

Fig. 5. PANAVIA Veneer LC Paste Clear applicata sulle superfici mordenzate con H preparate delle faccette.

 

Fig. 6. PANAVIA Veneer LC Paste subito dopo la sigillatura. Si noti la natura viscosa e non grumosa del cemento, che consente una facile rimozione sia in fase umida che in fase gel.

 

Il cemento è stato reso in uno stato di gel, che ha facilitato la rimozione in blocchi o in massa del cemento con una pulizia minima (Fig. 7). I margini sono stati rivestiti con un gel di glicerina trasparente prima della polimerizzazione finale per eliminare lo strato di inibizione dell'ossigeno (Fig. 8).

 

Fig. 7. Rimozione dell'eccesso di cemento dopo una polimerizzazione di 1 secondo.

 

Fig. 8. Polimerizzazione finale delle faccette contemporaneamente dagli aspetti palatale e facciale.

 

I margini sono stati rifiniti e lucidati a specchio e l'occlusione dei restauri è stata verificata come conforme. Le viste post-operatorie mostrano un'eccellente integrazione marginale estetica (Fig. 9).

 

 

Fig. 9. Integrazione estetica post-operatoria delle faccette su 1.2 e 2.2.

 

Alla rivalutazione della fotografia polarizzata, i restauri sono ben integrati nel nuovo sorriso dal punto di vista estetico e funzionale (Fig. 10), ora in attesa dell'aumento estetico del dente 2.3 per adattarlo al canino controlaterale.

 

Situazione finale

Fig. 10. Risultato finale con fotografia polarizzata sulla rivalutazione.

 

La ceramica: materiale ideale per le faccette dentali

La ceramica è spesso il materiale prescelto per le faccette dentali protesiche grazie alla sua innata rigidità in sezione trasversale sottile, alla capacità di modificare e trasmettere la luce per una rifrazione interna ottimale e alla sua capacità di adesione tramite protocolli adesivi alla resina composita. Questa triplice caratteristica consente di preservare al massimo la struttura dentale residua, rafforzando al contempo la sua funzione fisica in termini di prestazioni di flessione1. Il modulo elastico di un dente può essere ripristinato al 96% del suo valore vergine di controllo se lo smalto facciale viene sostituito con una faccetta laminata in ceramica incollata2. Il modulo elastico del disilicato di litio è di 94 GPa, mentre quello dello smalto intatto è di 84 GPa. Il modulo elastico della dentina è risultato compreso tra 10 e 25 GPa, mentre quello dello strato ibrido può variare notevolmente, da 7,5 GPa a 13,5 GPa in uno studio di Pongprueska et al3. Questo basso intervallo di resistenza alla flessione riflette quello della dentina profonda e non quello della dentina superficiale, il che non riflette una situazione ideale in cui un rivestimento laminato viene incollato nella maggior parte possibile dello smalto, o nel peggiore dei casi alla dentina superficiale. La massima resistenza alla flessione dello strato ibrido è preziosa dal punto di vista biomimetico. PANAVIA V5 Tooth Primer (Kuraray Noritake Dental Inc.) incorpora l'uso del monomero originale 10-methacryloyloxydecyl dihydrogen phosphate (10-MDP), che produce un modello di nanostrato stabile di calcio-fosfato noto come Superdentina, una zona resistente agli acidi e alle basi che è circa 600 volte più insolubile del monomero 4-MET, presente in molti altri adesivi. Infatti, PANAVIA V5 Tooth Primer viene utilizzato esclusivamente in combinazione con Kuraray Noritake Dental Inc. PANAVIA V5 e PANAVIA Veneer LC, che consentono al primer di fungere da collante senza la necessità di polimerizzare lo strato prima della cementazione del restauro indiretto, grazie al suo doppio potenziale di polimerizzazione. Se si preferisce un agente adesivo, si può utilizzare CLEARFIL™ Universal Bond Quick (Kuraray Noritake Dental Inc.), un adesivo multimodale che contiene anche il monomero amidico essenziale e i componenti 10-MDP creati da Kuraray Noritake Dental Inc. Da notare che CLEARFIL Universal Bond Quick è caratterizzato da un'eccezionale resistenza alla flessione, dovuta all'accentuata reticolazione durante la polimerizzazione, garantita dai monomeri amidici, dell'ordine di 120 MPa di per sé4.
PANAVIA Veneer LC è un sistema di cementaione dotato di una tecnologia all'avanguardia che garantisce un'eccellente estetica e stabilità adesiva dei restauri indiretti, consentendo al contempo un flusso di lavoro privo di stress. È un sistema di cemento che cambia le carte in tavola; consente di ripristinare la fiducia nel paziente, la forza nell'interfaccia dente-restauro e rafforza la fiducia clinica nella fornitura di eccellenza biomimetica.

 

Dentista:

CLARENCE TAM

 

Riferimenti

 

1. Magne P, Douglas WH. Rationalization of esthetic restorative dentistry based on biomimetics. J Esthet Dent. 1999;11(1):5-15. doi: 10.1111/j.1708-8240.1999.tb00371.x. PMID: 10337285.
2. Magne P, Douglas WH. Porcelain veneers: dentin bonding optimization and biomimetic recovery of the crown. Int J Prosthodont. 1999 Mar-Apr;12(2):111-21. PMID: 10371912.
3. Pongprueksa P, Kuphasuk W, Senawongse P. The elastic moduli across various types of resin/dentin interfaces. Dent Mater. 2008 Aug;24(8):1102-6. doi: 10.1016/j.dental.2007.12.008. Epub 2008 Mar 4. PMID: 18304626.
4. Source: Kuraray Noritake Dental Inc. Samples (beam shape; 25 x 2 x 2 mm): The solvents of each material were removed by blowing mild air prior to the test.

 

Una squadra da sogno

La combinazione di liquidi ad effetto e micro-stratificazione su zirconia altamente estetica è il modo più efficace per ottenere risultati eccezionali.

 

Caso clinico realizzato da Leonidas Dimitriou, MDT

 

In aggiunta alla gamma di zirconia multistrato (serie KATANA™ Zirconia Multi-Layered) e di ceramica da rivestimento per zirconia (CERABIEN™ ZR), Kuraray Noritake Dental Inc. ha recentemente introdotto una gamma di liquidi coloranti: Esthetic Colorant per KATANA™ Zirconia. Questi liquidi si applicano sulla superficie del restauro in zirconia monolitica o anatomicamente ridotta prima della procedura di sinterizzazione finale. In questo modo, è possibile imitare facilmente gli effetti cromatici interni tipici dei denti naturali. A seconda del risultato desiderato, è possibile aggiungere solo uno strato finale di glazing, ceramica liquida o stain e ceramica ai loro restauri in zirconia trattati con Esthetic Colorant. I seguenti due casi esemplificativi servono a dimostrare due diverse procedure che prevedono l'uso dei liquidi ad effetto.

 

Caso clinico 1

Nel primo caso, abbiamo realizzato tre restauri con corone splintate a due elementi per sei denti anteriori mascellari. Le corone in zirconia (realizzate in KATANA Zirconia YML) sono state ridotte anatomicamente e individualizzate con Esthetic Colorant principalmente nelle aree incisali e cervicali subito dopo la fresatura. Per l'applicazione dei liquidi selezionati, abbiamo utilizzato la Liquid Brush Pen sviluppata appositamente per Esthetic Colorant. I restauri sono stati asciugati per mezz'ora, inseriti nel forno per la sinterizzazione secondo il protocollo raccomandato per KATANA Zirconia e successivamente rifiniti con la ceramica CERABIEN™ ZR. Infine, è stato applicato CERABIEN™ ZR FC Paste Stain Glaze per la finitura finale a specchio.

 

Fig. 1. Corone anatomicamente ridotte pre-sinterizzate dopo la fresatura.

 

Fig. 2. Esthetic Colorant applicato ai restauri fresati.

 

Fig. 3. Aspetto dei restauri individualizzati dopo la procedura di sinterizzazione finale.

 

Fig. 4. Restauri dopo la stratificazione della ceramica.

 

Situazione finale

 

Fig. 5. Restauri finali dall'aspetto naturale. Gli effetti creati con Esthetic Colorant risplendono in profondità nei restauri.

 

Fig. 6. Vista laterale dei restauri finali da sinistra.

 

Fig. 7. Vista laterale dei restauri finali da destra.

 

Caso clinico 2

In questo secondo caso, sono stati realizzati due restauri a tre elementi con KATANAZirconia YML nel colore A3. Li abbiamo progettati e fresati full contour, poi li abbiamo ridotti con strumenti manuali di 0,2 mm e abbiamo aggiunto alcuni effetti di texture alla superficie prima di applicare Esthetic Colorant. In questo caso, abbiamo giocato con diverse tonalità di Esthetic Colorant. Anche quando vengono applicati su una superficie minimamente ridotta o monolitica, i liquidi sono in grado di creare un piacevole effetto di profondità, diffondendosi nella struttura dell'ossido di zirconio. La quantità di liquido applicato è facilmente controllabile con la Liquid Brush Pen, in modo che l'intensità dei colori sia prevedibile. Dopo la sinterizzazione, abbiamo aggiunto alcuni coloranti interni, CERABIEN ZR Luster Porcelain e uno strato finale di CERABIEN ZR FC Paste Stain Glaze per rifinire i restauri. Il risultato parla da sé.

 

Fig. 8. Restauri monolitici fresati con una texture superficiale pronunciata.

 

Fig. 9. Superfici vestibolari e palatali individualizzate con Esthetic Colorant per creare e intensificare alcuni effetti cromatici naturali.

 

Fig. 10. Aspetto dei restauri subito dopo la sinterizzazione.

 

Fig. 11. Restauri dopo la colorazione interna.

 

Fig. 12. Strato di ceramica luster applicato sui restauri minimamente ridotti.

 

Situazione finale

 

Fig. 13. Risultato finale dopo il glazing.

 

Odontotecnico:

LEONIDAS DIMITRIOU, MDT