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Confronto fra la resistenza adesiva di CLEARFIL Universal Bond Quick e quella di altri prodotti

M. Cowen, J.M. Powers

 

Obiettivo

 

Lo scopo di questo progetto era un confronto fra la resistenza adesiva alle sollecitazioni di taglio su dentina e smalto fresati di un nuovo adesivo con un tempo di applicazione più breve e la resistenza di due altri adesivi comunemente usati.

 

Metodo sperimentale:

 

Materiali e condizioni:

Composito: TPH Spectra™ HV (DENTSPLY Caulk)

Unità di fotopolimerizzazione: Demi (Kerr Corp.), >1300 mW/cm²

Substrati: smalto e dentina superficiale fresati di un dente di persona adulta

Test: test Ultradent della resistenza adesiva alle sollecitazioni di taglio (n = 5), cilindro con diametro di 2,38 mm

Conservazione: 24 ore a 37°C, seguito da 5000 termocicli, in acqua a 5-55°C

Metodo di mordenzatura:         
CLEARFIL Universal Bond Quick
(Kuraray Noritake Dental Inc.): total-etch e self-etch
OptiBond Solo Plus (Kerr Corp.): total-etch
Scotchbond Universal (3M Oral Care): total-etch e self-etch

 

Metodi

 

I terzi molari umani sono stati estratti entro tre mesi dal test e conservati precedentemente in una soluzione di azoturo di sodio e, in seguito, in soluzione salina e poi in acqua. Sono stati integrati in una resina e raschiati sulla superficie facciale con carta abrasiva SiC (carburo di silicio) con grana da 600 (Carbimet, Buehler, ~15 μm) per creare un substrato di adesione alla dentina e allo smalto fresati. Ciascun campione è stato in seguito pulito a ultrasuoni in acqua demineralizzata per 5 minuti. Ciascun campione è stato preparato con il metodo di mordenzatura e l’adesivo selezionati, in base alle istruzioni del produttore. Il materiale composito è stato poi posizionato con l’ausilio dello stampo in teflon e della matrice per il test Ultradent di resistenza adesiva al taglio. I campioni sono stati conservati per 24 ore in acqua a una temperatura di 37°C e termociclati in acqua a 5-55°C, con un tempo di esposizione di 20 secondi per 5000 cicli. I campioni del test sono stati staccati a strappo su una macchina per prova di trazione universale (modello Instron 5866) con una velocità della crosshead di 1,0 mm/min. La modalità di difetto è stata determinata con un microscopio stereoscopico da 40x e classificata in base a tre categorie: difetto di adesione, difetto misto e difetto di coesione. Il difetto di adesione si verifica quando più del 95% della superficie del substrato è libera da adesivo. Il difetto di coesione si ha quando non vi è distacco e il difetto è dovuto alla frattura della resina o del substrato. Il difetto misto si ha quando entrambe le modalità di difetto sono visibili. Qui di seguito vengono riportati i valori medi della resistenza adesiva alle sollecitazioni di taglio, le deviazioni standard e le modalità di difetto.

 

 

 

 

 

 

Il difetto di adesione (verde) indica il difetto che si è verificato in seguito alla resistenza dell’adesivo sul dente. il difetto di coesione (rosso), invece, indica che la resistenza adesiva era superiore alla resistenza dei materiali usati. Il difetto misto (blu) generalmente indica che la resistenza dell’adesivo e quella dei materiali di supporto erano abbastanza simili da presentare entrambe le modalità di difetto. Il difetto di coesione generalmente significa che il valore riportato per la resistenza adesiva è superiore a quello misurato a causa del difetto presentato in precedenza dai materiali. Il grande numero di difetti di coesione nella dentina relativamente a Clearfil Universal Bond Quick indica che la resistenza adesiva sulla dentina è superiore a quella riportata.

 

Conclusione

 

Clearfil Universal Bond Quick, con un tempo di applicazione ridotto di 3 secondi, presentava una resistenza adesiva alle sollecitazioni di taglio equivalente, o superiore, a quella di Scotchbond Universal e OptiBond Solo Plus dopo 5000 termocicli.

 

PANAVIA V5: un solo cemento per tutte le indicazioni

Nessun altro cemento resina offre una simile facilità d'uso e di procedura. La semplicità di PANAVIA V5 è assolutamente straordinaria.

 

Una sola procedura di cementazione, lo speciale PANAVIA V5 Tooth Primer per il pretrattamento del dente e CLEARFIL CERAMIC PRIMER PLUS per il trattamento del restauro.

 

 

Nel 1983, Kuraray ha lanciato sul mercato il cemento resina PANAVIA EX e, con esso, il monomero adesivo MDP da noi brevettato. Da allora, il monomero MDP è stato sottoposto a ripetuti test clinici e da oltre 30 anni rappresenta il gold standard in materia di adesione. PANAVIA V5 è l'ultima novità della linea di cementi PANAVIA e definisce un nuovo standard adesivo per i cementi resina, con una forza di adesione alla dentina tramite autopolimerizzazione pari al nostro gold standard, l'adesivo fotopolimerizzabile CLEARFIL SE BOND.

 

PANAVIA V5 è in grado di offrire un'adesione elevata non solo all'idrossiapatite, ma anche ai metalli e alla zirconia. Può essere utilizzato per tutte le indicazioni di cementazione clinica, comprese corone, faccette, inlay/onlay, ponti, corone/pilastri implantari e perni. Con PANAVIA V5, la procedura da eseguire prima della cementazione della protesi è sempre la stessa: decontaminare le superfici da cementare con il nostro nuovo decontaminante universale KATANA Cleaner, applicare Ceramic Primer Plus sulla superficie protesica da incollare, applicare Tooth Primer sulla superficie dentale da restaurare e poi posizionare il cemento sull’elemento protesico per l’incollaggio finale.

Stabilità cromatica 

Quando si tratta di mantenere la gradazione cromatica nella cementazione estetica, i tradizionali cementi compositi tendono a scolorire con il tempo. Con PANAVIA V5, Kuraray Noritake Dental presenta una pasta priva di ammina disponibile in cinque tinte - Universal (A2), Clear, Brown (A4), White e Opaque (solo nella modalità autopolimerizzante) - per le quali è stato scientificamente provato un ridotto livello di variazione cromatica successiva alla polimerizzazione rispetto ai cementi amminici. Inoltre, la nuova pasta prova (try-in) PANAVIA V5 permette di simulare con precisione la colorazione della cementazione prima di eseguirla. Nell'ambito del costante impegno di Kuraray Noritake Dental per raggiungere un livello di adesione eccellente, questa combinazione permette di ottenere una stabilità duratura e un'estetica naturale della colorazione del cemento dopo la polimerizzazione.

 

PANAVIA V5 Tooth Primer

È stato scientificamente provato che quasi tutti i cementi resina a polimerizzazione duale disponibili sul mercato necessitano di fotopolimerizzazione per raggiungere una forza di adesione accettabile. Grazie all'intensa attività di ricerca e sviluppo di Kuraray Noritake Dental, PANAVIA V5 Tooth Primer, in cui è presente il monomero MDP, contiene un nuovo catalizzatore che risolve questo problema. Si tratta di un catalizzatore che produce un'accelerazione di polimerizzazione nel momento in cui il cemento entra in contatto con il primer che, a sua volta, produce un elevato livello di conversione da monomero a polimero. PANAVIA V5 rappresenta una pietra miliare in fatto di adesione, poiché offre una maggiore forza adesiva a tutte le strutture dentali, anche quando impiegato nella modalità autopolimerizzante.

 

Applicazione del primer CLEARFIL CERAMIC PRIMER PLUS

PANAVIA V5 è pensato per essere utilizzato in associazione a CLEARFIL CERAMIC PRIMER PLUS, un primer universale stabile che contiene sia l'esclusivo monomero MDP di Kuraray Noritake Dental, sia un monomero a base di silano. Questo fa sì che possa aderire a tutte le ceramiche a base di silicati (incluso il disilicato di litio), alla zirconia, ai compositi e ai metalli. Offre adesione eccellente a tutti questi materiali, nonché un'eccezionale semplicità di procedura.

 

Per maggiori informazioni su come integrare PANAVIA V5 nel flusso di lavoro restaurativo, consultare la pagina www.kuraraynoritake.eu/it/panavia-v5.html

Denti molari in zirconia

Cementazione dei restauri in zirconia - Report del Congresso ACTA

Cementazione adesiva affidabile dei restauri in zirconia

10-Methacryloyloxydecyl dihydrogen phosphate suona come uno scioglilingua per chi non è un chimico di professione. Per questo, nella comunicazione quotidiana si usano le tre iniziali per fare riferimento a questo monomero adesivo: MDP. MDP è una molecola fondamentale in odontoiatria. Senza MDP non sarebbe possibile effettuare una cementazione adesiva affidabile dei restauri in zirconia. Questo monomero adesivo è stato sviluppato da Kuraray nel 1981.

 

I 3 requisiti essenziali dei restauri indiretti

Nell’odontoiatria moderna, i restauri indiretti devono soddisfare tre requisiti essenziali.

Prima di tutto, devono essere risparmiati i tessuti dentali. Significa che la prima scelta non cadrà mai su una corona completa, perché per un restauro di questo tipo deve essere sacrificato circa il 70% del tessuto dentale. Le corone complete, però, rappresentano spesso la soluzione ideale per la loro ritenzione meccanica. Ma, dato che la ritenzione ottenuta con la cementazione adesiva è ora sufficientemente affidabile, la scelta dovrebbe cadere più frequentemente su un restauro meno invasivo. Si può, ad esempio, optare per un restauro in zirconia, che, combinato con la sabbiatura preliminare tipica di un restauro adesivo, rappresenta l’opzione più adatta proprio grazie al monomero MDP.

Il secondo criterio di un restauro indiretto è la durata. La qualità di un restauro è principalmente associata alla resistenza alla flessione del materiale del restauro. Sebbene sia ormai chiaro che la zirconia offre le migliori prestazioni in termini di durata, va sottolineato che anche il metodo di cementazione contribuisce in modo significativo alla durata di una faccetta, di un inlay, di un onlay, di un ponte adesivo o altro, che oggi possono essere realizzati in zirconia.

 

KATANA Zirconia UTML

 

KATANA Zirconia STML

 

KATANA Zirconia ML

 

L'estetica è il terzo requisito di un restauro indiretto moderno. Ormai la zirconia ha preso il sopravvento sulla metallo ceramica; i materiali full-ceramic rappresentano il presente. La zirconia ha ancora una reputazione relativamente limitata in termini di estetica, a causa del colore troppo bianco dei primissimi risultati, che risalgono agli inizi del secolo. Al momento, sono disponibili diversi tipi di zirconia con varie gradazioni di translucenza; esistono anche le cosiddette varietà multistrato (KATANA Zirconia ML, STML e UTML by Kuraray Noritake), che non devono più essere ceramizzate in modo classico. Si può ovviamente optare per una ceramizzazione, ma ormai è prevalente quella parziale. Uno dei risultati di una struttura multistrato è che la trasparenza è maggiore nell'area incisale rispetto all'area cervicale, come negli elementi naturali; la luce cade attraverso il margine incisale, ma viene bloccata nell'area di transizione del restauro. Con un materiale in zirconia moderno, come KATANA Zirconia ML, la trasparenza variabile è combinata con un gradiente del colore naturale, dall’elemento cervicale a quello incisale. In un determinato colore, per esempio A1, la zona di transizione ha la tonalità di dentina Body corrispondente e, attraverso due sfumature di transizione, passa all'incisale nel colore di smalto più adeguato.

 

Veneer realizzate con KATANA Zirconia UTML e finalizzate con CERABIEN ZR External Stain.

 

Superficie

I nuovi materiali in zirconia stanno cambiando le modalità di lavoro degli odontotecnici, come ben illustrato dall'esperienza di Daniele Rondoni, odontotecnico rinomato. Daniele Rondoni lavora nel suo laboratorio di Savona e si è specializzato nell'uso della tecnica della multistratificazione su ceramica. Secondo la sua filosofia, la scelta dei materiali per un restauro deve essere così ampia da consentire di realizzare soluzioni personalizzate. Rondoni è anche convinto che ci sarà ancora spazio per la ceramica cotta su un nucleo di disilicato di litio o di zirconia. Ceramizzando, infatti, l’odontotecnico può modificare la struttura della superficie di un restauro estetico per conferire, per così dire, una certa età al restauro stesso.

Per quanto riguarda la struttura della superficie, il fatto che il materiale consenta la lucidatura del piano occlusale è fondamentale per contrastare l'abrasione dell'antagonista e mantenere inalterato l'equilibrio occlusale. A questo proposito, la durezza del materiale selezionato non è il fattore principale; molto più importanti sono la levigatezza e la resistenza della superficie.

 

Resistenza alla flessione

Durante la selezione di un materiale per i restauri, l’odontotecnico può optare per KATANA Zirconia UTML per veneer o corone anteriori, una zirconia con una traslucenza paragonabile a quella del dente naturale. La translucenza del materiale è particolarmente importante nel caso di un restauro anteriore che deve essere inserito tra elementi naturali senza difetti, una situazione che, ade esempio, si verifica spesso dopo traumi nei quadranti anteriori. Un restauro di questo genere eseguito con KATANA Zirconia UTML si armonizza con i denti naturali adiacenti, anche perché questo tipo di zirconia non conferisce quell’aspetto bianco spesso tipico delle corone anteriori. I moderni materiali estetici in zirconia cubica vengono sinterizzati a una temperatura di 1.550°. Questa temperatura viene mantenuta per due ore. L’odontotenico deve tenere presente che questa temperatura differisce dalla temperatura di sinterizzazione per KATANA Zirconia High Translucent Multi-Layered (1.500 °C). Con quest'ultimo prodotto, si possono realizzare ponti di grandi dimensioni, mentre i ponti realizzati con KATANA Zirconia STML rimangono limitati ad un massimo di tre elementi. KATANA Zirconia UTML può essere impiegato per piccoli ponti anteriori (max. 3 elementi), ma è più adatto per corone e veneer anteriori. Il motivo è che la resistenza alla flessione di questi materiali estetici in zirconia è inferiore a quella della zirconia standard, la cui resistenza alla flessione (1.125 MPa) è sufficiente per la produzione di ponti estesi. La resistenza alla flessione delle varietà di zirconia di forte impatto estetico (circa 750 MPa per STML e 550 MPa per UTML) è decisamente sufficiente a garantire la durata dei restauri estetici singoli e dei ponti di piccole dimensioni.

 

Spessore minimo della parete di KATANA Zirconia*

* Mantenere uno spessore di 0,8 mm di ceramica pressata in tutte le aree. Durante la lavorazione della zirconia, lo spessore minimo deve essere almeno 0,4 mm.

 

Preparazione

La resistenza alla flessione non è l'unico fattore decisivo per la durata, anche il metodo scelto per la preparazione è essenziale per le proprietà di questo materiale. È necessario preparare un margine a spalla, senza finitura a lama di coltello, senza spalla profonda e, ovviamente, senza sottosquadri. Poiché i restauri vengono fissati con l'adesivo, nella preparazione non vi devono essere pareti o scanalature parallele, mentre i bordi affilati e le transizioni devono essere arrotondati. Se però è stata fatta una preparazione per una corona anatomica, si consiglia di accertarsi che non vi sia una differenza sostanziale in altezza tra il contorno vestibolare e quello palatale/linguale.

Quando si usano i nuovi materiali in zirconia, per una veneer nell’area incisale e cervicale, occorre rimuovere uno spessore di 0,4 - 0,8 mm, mentre per il piano labiale è necessario solo uno spessore di 0,5 mm, per risparmiare il tessuto dentale. Anche per gli inlay, è sufficiente 1 mm per ottenere un risultato duraturo. Se l’inlay viene esteso ad un onlay, uno spessore di 1 mm è sufficiente anche per l'area in cui le cuspidi sono coperte. Per una corona piena nelle parti laterali, occorre mantenere uno spazio di almeno 1 mm, che deve essere mantenuto anche per le pareti verticali della preparazione.

 

Fissaggio

È già stata proposta un'ampia gamma di possibilità per fissare in modo duraturo i restauri a base di zirconia. Tutte queste opzioni sono state anche ampiamente studiate; secondo il Prof. Matthias Kern, non occorrono ulteriori ricerche per determinare la migliore procedura di cementazione. Questo scienziato e professionista, che attualmente lavora all'Università di Kiel (Germania), si occupa di cementazione adesiva della zirconia da quasi vent'anni. Basandosi sulla sua vasta esperienza, Kern è convinto che per una cementazione affidabile della zirconia si debbano seguire tre criteri essenziali. Innanzitutto, per l’operazione è necessario applicare una diga in gomma, il che, ovviamente, risulta più facile per i restauri parziali che per i restauri totali. Mantenere la preparazione limitata non è utile solo perché permette di mantenere intatto il tessuto dentale. Il secondo criterio è che si deve ottenere un'adesione micro-meccanica. Nel caso dei restauri in zirconia, questo significa che occorre sabbiare la superficie. Il terzo criterio è l’adesione chimica.

Sulla base di una vasta ricerca, Kern è pienamente convinto che si possa ottenere l'adesione chimica solo utilizzando il monomero MDP. La sua prima pubblicazione su questo argomento risale al 1998. Con PANAVIA di Kuraray, che in effetti conteneva MDP, dopo la sabbiatura, si poteva ottenere un legame tra una resina sintetica e la zirconia.

 

Sabbiatura

I dentisti e gli odontotecnici sembrano alquanto restii a usare la sabbiatura*, come testimonia l’ampia ricerca condotta nel tentativo, per il momento senza risultato, di trovare un'alternativa. Si è provato, per esempio, a fondere uno strato di silice sulla zirconia per migliorare l’adesione; secondo Kern, però, i risultati di questa procedura (come il metodo Rocatec) sono stati deludenti. Anche la silanizzazione di un restauro in zirconia si è rivelata inefficace, perché la zirconia non reagisce al silano convenzionale. I dentisti che vogliono ottenere una cementazione durevole per i restauri in zirconia non hanno altra scelta che l'acquisto di una sabbiatrice. La sabbiatura può essere effettuata in una cabina di isolamento di piccole dimensioni, per impedire che l'area circostante nell’ambulatorio venga compromessa. Kern consiglia di effettuare la sabbiatura ad una pressione di 1 bar, in modo che la superficie da incollare diventi piuttosto ruvida, senza che questo sia visibile a occhio nudo. Ovviamente, la parte del restauro che non richiede l’adesivo (come l'esterno di una corona anatomica o di una veneer) deve essere protetta dall'effetto della sabbiatura. Si consiglia anche di applicare un colorante (pennarello impermeabile) sull’area da sabbiare prima di procedere. Il colore, che scompare durante la sabbiatura, consente di verificare che l’intera superficie adesiva sia stata effettivamente sabbiata.

La sabbiatura dell'ossido di zirconio a bassa pressione è essenziale per un’adesione efficace. La combinazione di sabbiatura e MDP assicura sia l'adesione meccanica alla micro-rugosità sia l’adesione chimica tra il biossido di zirconia e il monomero MDP. Numerose ricerche corroborano l’efficacia di questo metodo.

 

* Per molto tempo si è presunto che la struttura tetragonale e/o cubica potesse tornare a uno stato monoclinico a causa della sabbiatura, per cui si sarebbe potuta verificare una frattura dovuta all’espansione. La sabbiatura con particelle di ossido di alluminio delle dimensioni massime di 50 micron e una pressione d'aria massima di 2,5 bar non provoca, tuttavia, alcun danno.

** La pressione dell’aria è diversa da quella raccomandata dal produttore.


Monomero adesivo

Dopo la sabbiatura, si può scegliere di pulire la superficie del restauro con alcool. Se, per esempio, l'alcool viene contaminato da residui della saliva, l'effetto sarà nullo, perché anche la superficie sabbiata potrebbe risultare contaminata. Se si fa uso del monomero MDP, la scelta della procedura di fissaggio è relativamente semplice. Questo monomero adesivo è stato sviluppato nel 1981 da Kuraray per migliorare la resistenza adesiva all’idrossiapatite; da allora il monomero MDP ha dimostrato la sua efficacia, volta dopo volta. Il monomero MDP non è presente nei cementi vetroionomerici che, data la loro praticità, sono talvolta utilizzati anche per la cementazione di restauri di zirconia. Kern lancia un avvertimento: da tutti gli studi si evince che i cementi compositi contenenti MDP offrono i risultati più duraturi. Il cemento, per così dire, più antico e noto di questa categoria è PANAVIA EX, introdotto nel 1983. Il nuovo PANAVIA V5 è stato recentemente presentato come il cemento ideale per tutti i casi di cementazione perché la procedura da seguire è predicibile. Tutti i cementi e gli adesivi prodotti da Kuraray Noritake contengono MDP.

Forse perché ha condotto la sua ricerca nel Maryland per due anni, Kern ha registrato risultati notevoli con ponti Maryland cementati con adesivo (ponti adesivi). È anche evidente che, nella maggior parte dei casi, un ponte adesivo ad ala singola funziona meglio. Per esempio, se cementato con un adesivo contenente MDP (e sostituendo un incisivo laterale superiore), un ponte adesivo in zirconia ad ala singola può rimanere in posizione fino a un massimo di 20 anni, con soddisfazione del dentista e del paziente. Questo tipo di restauro, con una percentuale di sopravvivenza del 95,2%, può essere qualificato anche come restauro permanente. Lo stesso vale per un ponte onlay in zirconia.

Sabbiatura e MDP: la giusta formula per un’adesione durevole dei restauri di zirconio.


Procedura di cementazione con PANAVIA V5

Un'affidabile cementazione adesiva della zirconia è una realtà.

Per l’eccellente legame adesivo sia con i tessuti dentali che con tutti i materiali per restauro indiretto, e data anche l'estetica superiore e la facile lavorazione, PANAVIA V5 è un cemento adesivo di successo.
PANAVIA V5: un solo cemento per tutte le indicazioni di cementazione con una procedura chiara.

Brevi istruzioni d'uso

1. Sabbiare a bassa pressione la superficie in zirconia da incollare con polvere di ossido di alluminio (30-50 μm), quindi pulire il restauro con ultrasuoni e lasciarlo asciugare.

2. Applicare CLEARFIL CERAMIC PRIMER PLUS sulla superficie del restauro, quindi procedere con Apply & Go. Asciugare l’intera superficie con un flusso d’aria a bassa pressione.

3. Applicare PANAVIA V5 Tooth Primer sull'elemento e lasciarlo agire per 20 secondi. Asciugare la superficie con aria.

4. Applicare PANAVIA V5 Paste sulla superficie del restauro e posizionare il restauro.

5. Rimuovere il cemento in eccesso e fotopolimerizzare. Tenere sempre conto del tempo di autopolimerizzazione necessario per gli elementi opachi e l'utilizzo di PANAVIA V5 Opaque.

 

Applicare la pasta.

 

Dopo aver posizionato il restauro, rimuovere il cemento in eccesso utilizzando una garza, un piccolo pennello o similare, oppure fotopolimerizzare per 3 o max. 5 secondi e rimuovere l'eccedenza.

 

 

Autori:

Odt. Daniele Rondoni

Istruttore internaizonale Kuraray Noritake e proprietario di laboratorio odontotecnico a Savona.

 

 

Prof. Matthias Kern

Università Christian-Albrechts

È ora disponibile il nuovo kit CLEARFIL per la ricostruzione di monconi

Nell'odontoiatria restaurativa, la ricostruzione di monconi è una fase cruciale che spesso presenta un elevato grado di difficoltà e rischio operativo. Dalla combinazione del nuovissimo CLEARFIL Universal Bond Quick con l'affidabile CLEARFIL DC CORE PLUS nasce il nuovo kit CLEARFIL di Kuraray Noritake Dental, che garantisce ricostruzioni senza stress in modo rapido e sicuro, utilizzando il minor numero di componenti possibile.

CLEARFIL Universal Bond Quick:

CLEARFIL Universal Bond Quick è il nuovissimo adesivo universale di Kuraray Noritake Dental. Un adesivo a un solo passaggio utilizzabile nelle modalità total-etch, selective-etch e self-etch, che elimina i tempi di attesa, il frizionamento prolungato e l'applicazione di strati multipli. Combinando il monomero MDP brevettato di Kuraray Noritake Dental con monomeri idrofili a base di ammidi, l'adesivo è in grado di penetrare nella superficie dentinale in modo più veloce di qualsiasi altro prodotto, assicurando un'adesione più forte e più stabile.

 

CLEARFIL DC CORE PLUS

CLEARFIL DC CORE PLUS è un materiale utilizzato per la ricostruzione dei monconi, a due componenti e a polimerizzazione duale (fotopolimerizzabile con proprietà autopolimerizzanti), che garantisce ricostruzioni con una perfetta adesione quando viene utilizzato con CLEARFIL Universal Bond Quick. È disponibile in un sistema di erogazione automix per massimizzare la facilità d'uso, e con due tipi di puntali guida appositamente studiati per l'uso con tecnica "bulk" o intracanalare, consentendo l'accesso nelle zone profonde del canale radicolare. CLEARFIL DC CORE PLUS ha una consistenza simile alla dentina e si taglia come questa durante la preparazione, e poiché il modulo elastico è simile a quello della dentina è possibile eliminare lo stress occlusale. Grazie a una speciale formula, mantiene il suo profilo eliminando la necessità di matrici.

 

La combinazione di CLEARFIL Universal Bond Quick con CLEARFIL DC CORE PLUS consente una procedura di restauro dentale senza stress in pochi semplici passaggi. Grazie alle proprietà di polimerizzazione duale di CLEARFIL DC CORE PLUS, si possono creare adesivi veramente universali anche senza bisogno di usare l'attivatore CLEARFIL DC Activator. Inoltre, l'adesione istantanea di CLEARFIL Universal Bond Quick completa l'accelerazione dell'autopolimerizzazione di CLEARFIL DC CORE PLUS, e le loro straordinarie proprietà meccaniche offrono risultati clinici eccellenti e duraturi nel tempo.

"In sostituzione del nostro kit di successo CLEARFIL DC CORE PLUS, il kit CLEARFIL è l'ultimo esempio della nostra capacità di utilizzare i risultati della ricerca e dello sviluppo per fornire soluzioni dentali ottimali. Questa combinazione ben equilibrata elimina la necessità dell'attivatore CLEARFIL DC Activatorper ottenere un adesivo che può essere fotopolimerizzato o polimerizzato chimicamente. Con soli due componenti, il kit CLEARFIL dimostra che è possibile ottenere un'eccellente adesione in tempi brevi se si utilizzano i prodotti giusti", spiega Eileen Tan, Product Manager europeo di Kuraray Noritake Dental.

CLEARFIL Universal Bond Quick: l'evoluzione degli adesivi

Nel 1978 Kuraray Noritake Dental introduce CLEARFIL BOND SYSTEM F, il primo sistema adesivo "total-etch". Da quel momento, l'azienda ha proseguito nella ricerca e sviluppo di nuovi prodotti e tecnologie di successo, producendo prodotti rinomati quali il sistema adesivo CLEARFIL SE BOND e la famiglia di cementi resina adesivi PANAVIA. Proseguendo nella sua tradizione di lanciare nuove tendenze nel settore dentale, Kuraray Noritake Dental è orgogliosa di presentare CLEARFIL Universal Bond Quick, il nuovo e innovativo adesivo universale, che garantisce risultati affidabili e duraturi nel tempo in modo istantaneo senza tempi di attesa, frizionamento prolungato e applicazione di strati multipli. Basta applicarlo e procedere con il passo successivo.

 

CLEARFIL Universal Bond Quick rappresenta un'evoluzione nei sistemi adesivi dentali. Indipendentemente dalla tecnica usata, garantisce risultati eccellenti in tempi brevissimi.

 

La nuova frontiera degli agenti adesivi

Il nuovo adesivo garantisce l'adesione in un solo passaggio e può essere usato in tutte le modalità di mordenzatura: self-etch, selective-etch e total-etch. A differenza degli altri adesivi universali, assicura un risultato efficace sulla dentina nella modalità total-etch, indipendentemente dalle condizioni di umidità della dentina, e aderisce a quasi tutti i substrati dentali rendendo superflua l'applicazione di altri primer. I nostri clienti stanno già elogiando la capacità adesiva del nuovo prodotto definendola un "cambiamento radicale" e "ottima". CLEARFIL Universal Bond Quick è l'adesivo preferito dai dentisti all'avanguardia, grazie ai suoi numerosi vantaggi di adesivo universale.

 

Tecnologia ad adesione rapida

CLEARFIL Universal Bond Quick è studiato per essere meno sensibile alla tecnica di applicazione rispetto ad altri adesivi mono-passaggio disponibili sul mercato grazie alla tecnologia dei monomeri di Kuraray Noritake Dental. A differenza di altri adesivi basati su monomeri "lenti", quindi con un tempo di penetrazione relativamente lungo, CLEARFIL Universal Bond Quick combina il nostro monomero MDP brevettato con monomeri idrofili a base di ammidi che, come è stato scientificamente dimostrato, assicurano un'adesione più forte e più stabile. In questo modo, dopo la polimerizzazione, questo nuovo sistema adesivo universale penetra nella dentina più rapidamente e con risultati migliori, assicurando un sigillo della cavità resistente e impermeabile. La tecnologia ad adesione rapida di Kuraray Noritake Dental assicura stabilità e resistenza all'umidità, rendendo le procedure di restauro più semplici e predicibili che mai.

 

 

CLEARFIL Universal Bond Quick crea un sottile strato di film (5–10 μm) per un'ottima estetica con il minimo rischio di discolorazione sui margini del restauro. Inoltre, aumenta il comfort postoperatorio dei pazienti eliminando la sensibilità. Con risultati come questi, è evidente che questo adesivo offre risultati ottimali sia per il dentista sia per il paziente.

La cementazione adesiva delle faccette in ceramica con Panavia V5

Rapporto clinico

Autore: Paul de Kok, Clinica di Parodontologia di Amsterdam/ACTA
Centro universitario di odontoiatria di Amsterdam, Paesi Bassi

 

Foto 1

 

Il paziente

Joris si è presentato alla clinica con due restauri incisivi in composito scoloriti ai numeri 11 e 21 (foto 1). Questi elementi vitali erano stati danneggiati in seguito a un trauma dentale subito in giovanissima età. Il paziente non era soddisfatto dell’estetica dei restauri, né della forma generale o del colore dei due elementi. Per questo motivo, ha deciso di ricoprire gli elementi 11 e 21 con faccette in ceramica.

 

Foto 2

 

La preparazione

Per non sacrificare troppo tessuto dentale sano e, nel contempo, creare spazio sufficiente per la ceramica, si è scelta una preparazione con una riduzione incisale di 1,5 mm e una riduzione buccale di 0,5 mm. A questo proposito, è stata utilizzata una cosiddetta taglierina, una punta da trapano in diamante con incavi profondi 0,5 mm (foto 2).

 

Foto 3

 

Per adattare la forma della linea mediana alle nuove faccette, il taglio è stato effettuato centralmente, attraverso il punto di contatto. Sul piano distale, il taglio è stato interrotto prima del punto di contatto. La spalla sottile è stata posta in posizione equigengivale, per ottenere un campo operativo asciutto senza danneggiare la gengiva.

 

La preparazione è stata poi completata con punte in diamante finissime e dischi di lucidatura. I restauri compositi presenti, correttamente collegati, sono stati lasciati in sito (foto 3).

 

Foto 4

 

Dato lo spessore sottile delle faccette trasparenti, il colore degli elementi tagliati era molto importante. Per determinare il colore dei nuclei si è utilizzato il disco cromatico Natural Die (foto 4). Infine, sono state prese le impronte. I restauri temporanei sono stati fissati con mordenzatura in 4 piccoli punti e adesivo.

 

Foto 5

 

Cementazione

Per ottenere un connubio di estetica e resistenza adeguata, per questo paziente sono stati scelti restauri in disilicato di litio, che sono stati cotti nella cavità buccale. Prima di procedere alla cementazione, è stata effettuata una verifica delle dimensioni e dell'integrità marginale delle faccette, dei punti di contatto, dell’occlusione/articolazione e dell'estetica. Successivamente, è stato determinato il colore corretto del cemento testando i vari colori di Try-in Paste sotto le faccette; Universal (A2) è risultato essere il colore più adatto. Gli elementi sono stati in seguito lucidati con pomice e le faccette sono state pulite con alcool; dopo di che, gli elementi da 14 a 24 anni sono stati coperti da un cofferdam. Sul primo elemento da cementare è stato posto un morsetto a livello degli incisivi. Sono state verificate ancora una volta le dimensioni della faccetta per assicurarsi che non venisse a trovarsi a contatto con il cofferdam o con il morsetto e che il campo operativo della preparazione fosse completamente asciutto (foto 5). 

 

Foto 6

 

La faccetta è stata mordenzata con fluoruro di idrogeno al 9% (foto 6) per 20 secondi per ottenere una buona adesione micro-meccanica.

 

Foto 7

 

Quindi è stata lavata con acqua per 20 secondi, prima di essere neutralizzata in una soluzione contenente polvere di ceramica neutralizzante. Sulla faccetta è stato poi applicato Clearfil Ceramic Primer Plus. In questo modo si ottiene una buona adesione chimica tra la faccetta e il cemento composito, grazie al silano e al monomero MDP. Gli elementi adiacenti sono stati separati mediante una striscia trasparente; dopodichè la preparazione è stata mordenzata con acido fosforico al 35% (foto 7). Dopo un completo risciacquo con acqua, è stato applicato Tooth Primer, che è stato asciugato con aria dopo averlo lasciato agire per 20 secondi. 

 

Foto 8

 

Successivamente, sulla faccetta è stato applicato uno strato sottile di cemento Panavia V5. La faccetta è stata posizionata sulla preparazione con una leggera pressione. Il materiale in eccesso lungo i margini è stato rimosso con un micropennello. Il cemento a livello buccale e palatale è stato fotopolimerizzato per 5 secondi. Gli ultimi resti di materiale sono stati rimossi con un raschietto affilato e filo interdentale. In seguito, per evitare l’inibizione dell’ossigeno durante la polimerizzazione è stato applicato gel di glicerina. Infine, il cemento è stato fotopolimerizzato su entrambi i lati per 20 secondi; il gel di glicerina è stato lavato via e i bordi sono stati rifiniti con una pietra composita. Dopo il posizionamento della prima faccetta, il morsetto della diga di gomma è stato spostato all'elemento adiacente in modo da poter procedere alla cementazione della seconda faccetta. Anche le dimensioni della seconda faccetta sono state prima controllate. La faccetta è stata pre-trattata e cementata in modo identico alla prima (foto 8).

 

Foto 9

 

Il risultato

Dopo qualche settimana è stato effettuato un controllo delle faccette (foto 9).

 

Abbildung 10

 

Il paziente era molto soddisfatto dell’estetica dei due incisivi centrali. Le transizioni dal dente al restauro erano invisibili e la gengiva era sana. La trasparenza, la struttura superficiale e la luminosità sono adatte agli elementi adiacenti e al sorriso del paziente (foto 10).  

 

Dentista:

 

Paul de Kok, Clinica di Parodontologia di Amsterdam, Paesi Bassi 

Paul de Kok ha studiato odontoiatria presso il centro universitario ACTA ed è un dentista autorizzato presso la Clinica di Parodontologia di Amsterdam, Paesi Bassi, dove tratta i pazienti affetti da problemi estetici e con restauri insoddisfacenti. Paul de Kok insegna anche odontoiatria dei restauri indiretti presso la Facoltà di Anatomia Funzionale Orale dell’ACTA e svolge attività di ricerca presso il dipartimento di Scienze dei Materiali. Tiene anche conferenze su questo argomento, sia a livello nazionale che internazionale.

 

Odontotecnico: Eric van der Winden, Oral Design Centre, Paesi Bassi

 

PAUL DE KOK HA USATO IL PRIMER CERAMICO CLEARFIL PLUS E PANAVIA V5 PER IL SUO CASO CLINICO

 

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Ecco le principali caratteristiche del prodotto che sono state rilevate e apprezzate durante la valutazione:
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I report completi sono disponibili per la consultazione:

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Nuovi colori e spessori dischi KATANA

La gamma prodotto dei dischi in zirconia KATANA si allarga.

Dal 1° giugno saranno disponibili sul mercato 9 colori aggiuntivi della linea STML che porteranno complessivamente a 14 le tinte VITA disponibili: A4, B1, B2, B3, C1, C2, C3, D2, D3 (tutti nei 3 spessori 14, 18 e 22 mm).

Inoltre, sempre dal 1° giugno, saranno disponibili anche per la linea UTML i dischi di altezza 22 mm.

Kuraray Noritake @ConsEuro 2017

Anche quest'anno Kuraray Noritake sarà presente all'importante congresso internazionale di Odontoiatria Conservativa (ConsEuro 2017) che si terrà a Bologna dall'11 al 13 maggio.

In questa occasione, Kuraray Noritake ha organizzato un simposio (riservato ai partecipanti al congresso) in cui rinomati relatori (Dr. Matthias Kern, Dr. Florian Beuer, Dr. Nicola Scotti) parleranno di zirconia ML, adesione alla zirconia e sistemi adesivi universali.